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Sicurezza: ritiro a vita della patente per chi usa i social in diretta mentre guida

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Sicurezza: ritiro a vita della patente per chi usa i social in diretta mentre guida

È morto anche Antonino Provenzano, il bambino di nove anni rimasto vittima dello schianto avvenuto a Luglio sull’A29 nei pressi di Alcamo.

Antonino era in ospedale, tenuto in coma farmacologico al reparto di Neuro-rianimazione, dal 12 Luglio 2019. Si trovava in auto con il fratello Francesco di 13 anni, morto sul colpo, quando suo padre ha perso il controllo del veicolo dopo aver avviato un video in diretta su un noto social.

Dai controlli è emerso che l’uomo aveva fatto uso di cocaina ed era in possesso di un grammo di droga, custodita nella tasca dei pantaloni.

Per l’uomo, che è ancora in ospedale in gravi condizioni, l’accusa è di omicidio stradale, aggravato dalla circostanza di aver commesso il reato mentre era sotto l’effetto di stupefacenti.

Non è la prima tragedia questa a verificarsi dopo la pubblicazione in diretta di contenuti sui social, perciò il Codacons, l’associazione nata nel 1986 in difesa dei diritti dei consumatori, ha chiesto al Governo di intervenire per modificare urgentemente il Codice della Strada, prevedendo il ritiro a vita della patente e l’incriminazione automatica per “attentato alla sicurezza dei trasporti” per chi usa i social per pubblicare in diretta video o foto mentre guida.

Considerata la frequenza con cui si usa pubblicare video e foto in diretta mentre si è alla guida del veicolo, Codacons ha anche chiesto al noto social Facebook di disporre il blocco sui contenuti pubblicati in diretta dai veicoli in movimento.

La speranza è che si possa in questo modo arginare un fenomeno che sta pericolosamente diventando una moda diffusa tra adulti e giovani, indifferentemente.

Cos’è che spinge una persona a trasmettere in diretta o a pubblicare foto dal proprio veicolo in movimento

Rispondere alla domanda non è così semplice, perché bisognerebbe interpretare aspetti della psiche umana suscettibili di condizionamenti, emozioni e suggestioni varie.

Facile attribuire la diffusione del fenomeno al bisogno di apparire… provando ad andare più a fondo puoi trovare tante altre ragioni, che possono SPINGERE un individuo più o meno suggestionabile ad USARE la diretta sui social per MOSTRARE ai seguaci/follower il proprio STATO…

Lo stato in gergo social si riferisce alla modalità in cui esprimi il tuo essere e spesso la voglia di mostrare di star bene, di aver superato una separazione, un disagio, un litigio per esempio, è più forte della ragione, che invece dovrebbe dominare sull’emotività e mettere al sicuro da certe conseguenze.

Non sappiamo con quale premura il Governo prenderà in carico le richieste di Codacons e quale impatto avrà la notizia della morte di Antonino Provenzano sulle persone che trasmettono in diretta sui social: se si fermeranno cioè a riflettere sulla pericolosità del loro comportamento per sé stessi e per gli altri…

Potremmo disquisire per ore intere sul bisogno che hanno le persone di percepire diversamente le problematiche e sulla capacità di affrontarle con sicurezza.

Quando tocchiamo il tema della sicurezza, intesa nel suo senso più ampio, spesso sottovalutiamo gli aspetti che possono determinare la pericolosità di un’azione e le relative conseguenze, eppure ne va di mezzo la vita di chi amiamo e la nostra…

Rispondere alla domanda ripeto, non è così semplice, bisognerebbe interpretare troppi aspetti, troppe emozioni a volte difficili da controllare, in fondo il punto è tutto concentrato in una singola azione: il controllo.

L’opinione generale considera negativamente il controllo. La persona controllata viene spesso associata a “chi non prova emozioni”.

Ti sei mai chiesto cos’è veramente il controllo?

Il controllo si manifesta nella capacità di valutare quando un’azione può diventare pericolosa e nella capacità di gestire la situazione.

Saresti veramente disposto a sentirti controllato?

Controllare significa valutare e gestire una situazione ed è richiesto un certo grado di responsabilità per praticare il controllo, una condizione purtroppo non condivisibile dai tanti, abituati a percepire ahimè una realtà associata alla condizione di piacere, al divertimento, alla leggerezza/superficialità.

Alla fine si auspica però che qualcuno si assuma questo ruolo indegno e effettui “i dovuti controlli”, per fare cosa, dico a questo punto… forse semplicemente per alimentare le cronache e null’altro…

Come ti dico sempre più spesso: Meditiamo!

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