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Si chiama Jonathan Galindo ed è la Challenge del momento

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Si chiama Jonathan Galindo ed è la Challenge del momento

L’informazione può aiutare i giovani a evitare i rischi della tecnologia?

In uno scenario in cui dominano le notizie relative ai decreti governativi emanati per contenere i contagi da Coronavirus e quelle delle statistiche giornaliere di chi si ammala di Covid-19 nel mondo e in Italia, riesce a trovare spazio la terribile Challenge dell’orrore che sta spopolando il web, e che pare sia all’origine del suicidio del ragazzino di undici anni di Napoli, che si è lanciato nel vuoto dal balcone di casa sua all’undicesimo piano.

Polizia e Procura stanno ancora indagando, ma si ipotizza che il ragazzino sia stato istigato a lanciarsi di sotto da un personaggio oscuro che, mascherato con un cappuccio nero, interpreta la figura di un uomo, cui è legata una leggenda metropolitana, e che indurrebbe i giovani a commettere atti di autolesionismo estremo fino ad arrivare al suicidio.

Potresti obiettare che questo è un argomento che non è esattamente in linea con le consuete notizie che trovi su questo Blog, ma converrai con me che invita a riflettere sulla qualità del tempo che passiamo con i nostri figli e sui controlli che pratichiamo sulle loro attività in rete.

Le circostanze ci portano a essere sempre più impegnati e assenti nella vita dei nostri figli… interagiamo in qualche modo, sfruttando le tecnologie disponibili per fare video chiamate o semplicemente per inviare messaggi, ma a parte questo abbiamo il tempo di essere presenti?

Ti sei sicuramente chiesto cos’è che facilita la diffusione di sfide tra giovani, e forse converrai con me che riflettono un disturbo della società in cui viviamo, e che non riesce più a stare dietro ai valori fondamentali.

Il gossip, l’attualità, la cronaca dominano le prime pagine dei quotidiani… poi di tanto in tanto la notizia di ragazzini vittime di improbabili sfide del momento ci scuote da quella sorta di trance in cui siamo persi, che rincorre il successo personale, senza tener conto dei bisogni delle categorie più fragili: i giovani e gli anziani.

Il tempo, questo concetto astratto la cui complessità negli anni è stata oggetto di studi e riflessioni filosofiche, ancora ci condiziona.

Quante volte ti sarai sentito costretto ad ammettere che “non hai tempo”… per alimentare le amicizie, gli affetti, la tua vita personale.

Il tempo, questa incognita, che scarseggia e che ci fa rinunciare a godere della gioia di assistere ai progressi personali dei nostri figli.

La percezione che il tempo possa non essere sufficiente ci perseguita e condiziona le nostre scelte e i nostri atteggiamenti, e intanto chi ci vive subisce gli effetti delle rinunce cui spesso siamo costretti per “essere in tempo” con la consegna di questo o quel lavoro…

La tecnologia, un’altra incognita che ci avvicina alle persone che amiamo, che ci regala tante possibilità, ma che ci espone al rischio di essere coinvolti da tendenze che si diffondono velocemente e pericolosamente tra giovani e utenti suggestionabili…

Dovremmo comprendere che è nostro compito insegnare a usare consapevolmente la tecnologia, sfruttandone le potenzialità ed evitando di restare coinvolti dai rischi di manipolazione e limitazione delle libertà personali.

La tecnologia indubbiamente ti può aiutare a semplificare i processi, automatizzando le procedure e lasciandoti più tempo da dedicare alla tua vita personale, ma in assenza di un sistema di controllo affidabile la situazione può sfuggirti di mano.

Lo abbiamo compreso analizzando gli atteggiamenti delle persone che rinunciavano alla libertà di godere delle gioie della vita per custodire i propri valori.

Abbiamo constatato che sviluppando un sistema di controllo che tenga conto di diversi aspetti, si riesce a fruire dei benefici della tecnologia senza essere esposti a rischi.

Il tempo che una volta era sacrificato, diventa disponibile per vivere!

La Commissione europea insieme a un Gruppo di esperti ha recentemente pubblicato un documento che contiene indicazioni operative destinate a coloro che si occupano dello sviluppo di sistemi tecnologici, affinché possano ridurne i rischi e ottimizzarne i benefici. Fai clic qui per approfondire.

Per tutelare le categorie fragili però occorre la sinergia di più organi di controllo e tanta informazione. Conoscere i rischi legati all’uso della tecnologia, aiuta a evitarli.

L’informazione deve essere di valore e non mescolarsi tra le tante fake news o gossip che disorientano e generano solo dubbi e confusione.

Ma questa è tutta un’altra storia…

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In uno scenario in cui dominano le notizie sul Coronavirus e le statistiche di chi si ammala di Covid-19, riesce a trovare spazio la "Challenge dell’orrore"
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