Licenziamento per giusta causa: come è punito il furto sul posto di lavoro

DiCarmelina Moccia

Licenziamento per giusta causa: come è punito il furto sul posto di lavoro

Licenziamento per giusta causa: come è punito il furto sul posto di lavoro

La Corte di Cassazione con sentenza n. 8816 del 5 aprile 2017 si è espressa sul licenziamento disciplinare, delineando i principi secondo cui: chi sottrae beni aziendali può essere licenziato per giusta causa.


La sentenza è stata emessa contro il dipendente con mansioni di tecnico di manovra che impugnava il licenziamento per giusta casa disposto dal suo datore di lavoro per aver sottratto venti litri di carburante dal carrello di manovra durante l’orario di lavoro.

Il soggetto adduceva di aver commesso il furto in stato di alterazione psichica e di non ravvedere una giusta proporzionalità tra il mal tolto e la sanzione applicata nei suoi confronti.

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell’ex dipendente e si è pronunciata in merito al “principio di proporzionalità dell’offesa con la sanzione”, chiarendo che la tenuità del danno non esclude la lesione del vincolo fiduciario.

L’ex dipendente lamentava che il valore del carburante sottratto non potesse essere proporzionato alla sanzione disposta a suo carico.

La sentenza della Cassazione ha rigettato il ricorso e posto invece il focus sulla gravità della condotta del dipendente che sottrae un bene aziendale, in virtù della quale viene a mancare la fiducia del datore di lavoro. La violazione dell’obbligo di fedeltà produce ripercussioni sul rapporto di lavoro incrinando le relazioni future. L’esame del caso ha portato in evidenza un aspetto fondamentale che giustifica la sanzione: la violazione dell’obbligo di fedeltà. La condotta del dipendente, sebbene egli avesse addotto a sua giustifica l’alterazione psichica, era stata premeditata e avrebbe messo in dubbio la futura correttezza del rapporto lavorativo.

Il furto come già approfondito in un precedente articolo, fai click qui per visualizzarlo, è un reato contro il patrimonio, meno grave rispetto allo scippo e alla rapina, ed è punito su querela della vittima con la detenzione da uno a quattro anni.

Se avviene sul posto di lavoro il furto è motivo di licenziamento per giusta causa.

Il datore di lavoro può licenziare il lavoratore senza preavviso e senza dover corrispondere l’indennità di licenziamento, inoltre non sarà esposto all’eventuale vertenza del “dipendente licenziato” per il reintegro nel suo posto di lavoro, per via della grave condotta assunta in violazione dell’obbligo di fedeltà verso il proprio datore di lavoro.

Come prevenire furti sul luogo di lavoro

Il “furto sul luogo di lavoro” di beni aziendali è un evento ricorrente. La tutela del patrimonio aziendale può essere garantita attraverso l’installazione e l’attivazione di impianti audiovisivi dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori.

Quali sono gli obblighi del datore di lavoro che installa un impianto di videosorveglianza sul luogo di lavoro

Il datore di lavoro che installa un impianto di videosorveglianza è tenuto ad informare i dipendenti, segnalando la presenza delle videocamere con appositi cartelli e a richiedere preventivamente l’autorizzazione per l’installazione di impianti audiovisivi all’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL).

L’art. 4 della legge n. 300/1970 contempla l’installazione e l’attivazione di impianti audiovisivi:

  • per esigenze organizzative e produttive dell’azienda,
  • per sicurezza del lavoro,
  • per la tutela del patrimonio aziendale. Fai click qui per approfondire l’argomento.

Il SISTEMA BOR per il controllo e la gestione da remoto e in tempo reale degli accessi carrai perimetrali e per la corretta utilizzazione delle infrastrutture è sviluppato per prevenire anomalie e sinistri e garantire l’incolumità delle persone grazie all’impiego di apparecchiature altamente tecnologiche controllate il live da operatori di tele-presenza.

Molte aziende hanno già scelto di affidare a BOR il monitoraggio delle aree per soddisfare le diverse esigenze organizzative e produttive, per garantire la sicurezza del lavoro e per tutelare il patrimonio aziendale.

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Info sull'autore

Carmelina Moccia administrator

Web Master, Seo Copywriter. Ha pubblicato Irene ha sempre freddo (Edizioni Progetto Cultura, 2013), Difesa a zona (articolo giornalistico, finalista alla xiv edizione del Premio nazionale Maria Santoro, 2013), Fuori dal limite (nell’antologia di racconti Il tempo dell’assenza, Edizioni Spartaco, 2015), Dietro una porta (nell'antologia di racconti Parole in viaggio, Edizioni Spartaco, 2017). Menzione d’onore per la prosa al Premio letterario Valentina per l’opera La finestra sul freddo viale d’inverno e al Premio Giovane Holden per l’opera Donne Pericolose. Ha pubblicato Bit alla scoperta del codice ascii (Progetto Cultura, 2011), Il topolino bianco e Ti stringo forte al cuore (Fara Editore, 2012), Non smetto di sperare (Fara Editore, 2014). Ha partecipato a quattro laboratori di scrittura creativa organizzati dalla casa editrice Spartaco e condotti da G. Graziano, durante i quali ha composto numerosi racconti. Partecipa al laboratorio di scrittura creativa Di lama e di trama, tenuto dalla scrittrice Antonella Cilento, finalista Premio Strega 2014, fondatrice e direttrice di Lalineascritta Laboratori di Scrittura, e organizzato dalla casa editrice Spartaco.

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