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Le fonti di rischio incendio ed esplosione in edilizia

Le fonti di rischio incendio ed esplosione in edilizia

I cantieri edili sono luoghi altamente esposti a rischio di incendio ed esplosione per via delle movimentazioni e variazioni che vi si verificano e per la presenza contemporanea di più figure professionali, imprese e personale che in alcuni casi non è adeguatamente addestrato a mantenere e a gestire la sicurezza dei luoghi.

La probabilità che si sviluppi un incendio in un cantiere edile è strettamente legata alla combustione non controllata di materiali.

Cos’è che genera la combustione?

La combustione è quel fenomeno legato alla combinazione di tre elementi in particolare: il materiale combustibile, il comburente e la sorgente d’innesco.

Il comburente è l’ossigeno presente nell’aria che si lega al combustibile e lo ossida; quando poi il materiale combustibile raggiunge la temperatura di infiammabilità innescata da una sorgente si genera la combustione.

La temperatura di infiammabilità è la temperatura più bassa alla quale i vapori a contatto con l’aria formano una miscela infiammabile. Più veloce è il tempo di ossidazione più è veloce la produzione di fumi, gas, fiamme e calore.

Da cosa dipende la velocità di combustione?

La velocità di combustione è influenzata dalla temperatura di infiammabilità del materiale combustibile, dalla ventilazione che favorisce un maggiore apporto di ossigeno e quindi un’ossidazione più veloce del materiale e dalla disposizione del combustibile.

Il materiale disposto verticalmente brucia più velocemente perché i fumi generati dalla combustione si spostano verso l’alto.

Molto dipende anche dallo stato di aggregazione del materiale che può presentarsi in forma solida, liquida o gassosa e generare pericoli per l’uomo, le strutture e l’ambiente.

Insieme a parametri fisici a ogni stato di aggregazione corrisponde uno specifico grado di pericolosità, relativamente alla facilità e alla velocità con cui il materiale inizia a bruciare.

Immagina l’involucro esterno (rete o plastica) che riveste il ponteggio perimetrale di un edificio in ristrutturazione, essendo un materiale sottile con elevata temperatura di infiammabilità ed essendo disposto verticalmente, favorisce la combustione.

 Quando si lavora il legno è facile che dal taglio del materiale si generino delle polveri che in presenza di archi elettrici possono essere accese e avviare una combustione veloce e molto pericolosa.

Le sostanze infiammabili che si presentano in forma liquida sono ancora più insidiose perché sebbene siano visibili non hanno una forma propria, pertanto devono essere contenute e conservate adeguatamente.

La combustione delle sostanze liquide dipende dal campo di infiammabilità, dalla composizione chimica e dalla temperatura di infiammabilità.

La benzina per esempio presenta un campo di infiammabilità più alto del gasolio e una temperatura di infiammabilità molto bassa, ciò significa che può facilmente evaporare e incendiarsi.

Nei cantieri la presenza di sostanze liquide infiammabili è giustificata dalla necessità di movimentare macchine e attrezzature, dare luogo a particolari lavorazioni che richiedono l’utilizzo di oli, lubrificanti, vernici, diluenti e solventi.

È evidente che il datore di lavoro deve procedere a un’adeguata valutazione del rischio di esplosione e assicurarsi che il personale mantenga la sicurezza dei luoghi adottando tutte le misure necessarie in tal senso.

Le sostanze infiammabili liquide sono custodite in contenitori che rappresentano anch’essi materiale combustibile, e se esposti a temperature alte possono perdere l’integrità e generare una forte pressione

Può verificarsi una perdita in fase liquida o sotto forma di evaporazione e formare una miscela in aria, che in determinate condizioni può dare luogo a una combustione molto veloce.

Le sostanze sotto forma gassosa sono prive di una propria forma e di odore e vanno anch’esse conservate in contenitori mobili, serbatori e bombole. La legge prescrive l’aggiunta di una sostanza odorizzante molto forte per renderle percepibili all’uomo, in modo che possano essere riconosciute.

La pericolosità delle sostanze combustibili gassose dipende dalle modalità in cui vengono conservate e trasportate e dalla loro densità rispetto all’aria.

I gas più pesanti come il GPL sono anche quelli più pericolosi, perché in caso di fuoriuscita tendono a disporsi verso il basso e quindi a infiltrarsi in eventuali aperture. Gas leggeri come il metano tendono invece a disporsi verso l’alto e si disperdono in spazi lontani dalle persone.

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