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La notizia dell’anziana donna rapinata e abusata riapre il dibattito sul reato di circonvenzione di persone anziane

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La notizia dell’anziana donna rapinata e abusata riapre il dibattito sul reato di circonvenzione di persone anziane

Vorrei non dover scrivere di questo argomento, ma la coscienza me lo impone, soprattutto perché ritengo sia giusto riflettere un po’ tutti su un fenomeno che dilaga e denota la totale mancanza di valori morali.

In un precedente articolo, scritto nel mese di giugno, ho trattato del reato di circonvenzione di persone anziane e del disegno di legge in esame alla camera che incrementa le pene per chi truffa e si approfitta degli anziani. Puoi fare click qui per approfondire.

Ebbene la necessità di inasprire le pene nasce proprio dalla recrudescenza di tali fenomeni.

La cronaca di questi giorni riporta la notizia dell’anziana di novant’anni rapinata e abusata da due giovani e sconvolge le nostre coscienze di genitori e adulti inseriti in una società che ravvisa segni di una “libertà malata” in cui tutto è relativo, e i valori, quelli di una volta, quelli che ci insegnavano i nostri genitori, non valgono più.

Non sono neppure “fuori tema” da questo BLOG, che notoriamente affronta argomenti legati alla sicurezza, la violazione della privacy, la prevenzione di anomalie e sinistri… l’anziana donna è stata infatti rapinata in casa sua sotto minaccia di un’arma e poi abusata da un diciassettenne e un quattordicenne, ospiti adesso di un centro di prima accoglienza del Tribunale dei minori.

Tuttavia ho difficoltà a scrivere senza esternare il mio disappunto, mostrando invece quell’abituale distacco che è d’uopo in una rubrica ufficiale. Non so tu, ma io ho difficoltà ad accettare la responsabilità che ricade su tutti noi adulti da questo evento, perché percepisco forte il senso di disorientamento che vive nell’animo dei giovani, di alcuni in particolare, da esporli fino a tanto.

Amici di suo nipote, gli aguzzini dell’anziana donna che adesso è ricoverata in ospedale con fratture e una grossa ferita nell’anima, non così grave per fortuna da impedirle di aiutare le forze dell’ordine ad individuare i due ragazzi, che circolavano indifferenti tra la gente, con i vestiti ancora sporchi di sangue e il coltello a serramanico, con cui l’hanno minacciata, in tasca.

Cos’è che spinge a tanto, te lo sei chiesto?

Forse ci hai pensato rientrando da lavoro, e il dubbio ti ha assalito: chissà cosa fanno i miei ragazzi mentre sono lontano da casa…

Nessuno può esimersi dalla riflessione, siamo tutti chiamati ad interrogarci sul nostro ruolo di educatori che abbiamo insieme alle istituzioni scolastiche: stiamo davvero facendo un buon lavoro?

La verità è difficile da interpretare, così come è difficile capire chi abbiamo di fronte.

Hai mai pensato: chi è mio figlio quando è fuori casa, fuori dal mio controllo… fuori dai limiti di tolleranza che gli imponi o che dovresti imporgli?

Siamo tutti esposti alla vergogna di essere un po’ “meno genitori” di quanto ci viene richiesto di essere.

Vogliamo essere amici dei nostri figli, ma è proprio necessario dimenticare di impartire un’educazione, una morale?

Quesiti che faremmo bene ad approfondire e a non lasciar scorrere via con il tempo, con la voglia irragionevole di afferrare quello che resta della nostra giovinezza, trascurando i sentimenti e la sensibilità di chi ci circonda, deviando la responsabilità che abbiamo verso chi si affaccia alla vita, senza aver scelto di farlo…

Come dico sempre più spesso: meditiamo!

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