Allontanato sciacallo dal centro commerciale di Portico di Caserta (CE)

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Allontanato sciacallo dal centro commerciale di Portico di Caserta (CE)

Allontanato sciacallo dal centro commerciale di Portico di Caserta

Allontanato sciacallo dal centro commerciale di Portico di Caserta

Entra anche tu nel rivoluzionario mondo BOR

Venerdì sera 12 ottobre 2018 alle ore 23:36 circa, uno sciacallo si introduce nel parcheggio del centro commerciale di Portico di Caserta (CE) con l'intento di rubare le pedane situate all'esterno. L'operatore di telecontrollo connesso da remoto interviene prontamente e mette in fuga il ladruncolo.

DiCarmelina Moccia

Come scegliere un antifurto per l’ufficio

Come scegliere un antifurto per l’ufficio

Scegliere un antifurto per l’ufficio comporta la valutazione di diversi aspetti. Sicuramente ti sarai già fatto un’idea facendo ricerche in rete e avrai appreso che la presenza di inferriate, serramenti e porte blindate contribuisce ad alimentare la sensazione di protezione, ma non risolve definitivamente il tuo problema: la sicurezza del tuo ufficio!


I dispositivi di sicurezza che ti ho poc'anzi elencato si identificano come passivi e posseggono una differente classe di protezione che garantisce una maggiore/minore resistenza del dispositivo a svariate tipologie di attrezzi. Per aiutarti a comprendere ti faccio un esempio: se utilizzi una porta blindata a classe 6, i malintenzionati impiegheranno più tempo a eluderla, perché è resistente alla forza di attrezzi elettrici potenti oltre che alla sola forza del delinquente.

Affidarsi ai soli dispositivi passivi non è consigliato, perché anche nel caso in cui tu abbia una porta blindata a classe 6 non è detto che i delinquenti si scoraggino, magari impiegheranno il doppio del tempo preventivato, ma se non ravvisano la pericolosità della presenza di un sistema di sicurezza attiva, continueranno nel loro progetto.

Quali sono i sistemi di sicurezza attiva

Tra i sistemi di sicurezza attiva si vanno a collocare gli antifurto: allarmi, telecamere, sensori.

Un sistema di allarme si compone principalmente di tre elementi fondamentali: centrale, rilevatori e allarme. La centrale può essere dotata di combinatore telefonico GSM in grado di inviare messaggi o fare telefonate registrate a numeri preselezionati. Normalmente la centrale è alimentata con energia elettrica, ma in caso di interruzione dell’erogazione dell’energia può funzionare a batterie. Questo è un aspetto molto importante da considerare, pensa infatti alla possibilità che i malintenzionati taglino i cavi di alimentazione, la presenza della batteria consente il regolare funzionamento del dispositivo.

Come si collega la centrale di comando

In commercio esistono diversi tipi di centrali: per impianti cablati, wireless o ibridi. Cablare un impianto di sicurezza è ovviamente più costoso, perché richiede la predisposizione di canaline per il passaggio dei cavi e opere murarie. La soluzione più economica è offerta dalla scelta di un impianto wireless che ti consente di evitare interventi, ma non è detto che sia quella più funzionale.

Ti consiglio di affidarti sempre ad un tecnico che curi l’installazione e magari ti assista durante la fase di configurazione per ridurre il rischio di incorrere in falsi allarmi.

Molti furti vengono messi a segno perché i ladri, approfittando dei falsi allarmi fatti scattare più volte, possono agire indisturbati dopo l’ennesimo intervento a vuoto dell’ispezione della vigilanza.

E se capitasse anche a te?

Non voglio farti paura, ma può capitare. Sappi che in giro ci sono dei particolari dispositivi che disturbano le frequenze dei sistemi di sicurezza, si chiamano Jammer e se utilizzati nelle aree circostanti mettono KO l’antifurto e qualsiasi altro dispositivo elettronico.

Torniamo alla centrale: è l’elemento cardine del sistema, che riceve due tipi di segnale, quello volumetrico e quello perimetrale, rispettivamente per il controllo di ciò che avviene all’interno dell’ufficio e fuori. I sensori impiegati per la rilevazione delle presenze possono sfruttare gli infrarossi, le microonde o entrambi. I sensori che sfruttano entrambe le tecnologie sono più affidabili perché rilevano i cambiamenti di temperatura dell’ambiente ed effettuano un rilevamento a fasci, finalizzato a ridurre la frequenza di falsi allarmi.

Individuata la presenza la centrale comunicherà all’esterno con l’invio di messaggi o telefonate preregistrate e farà scattare l’allarme visivo e acustico. La centrale invia il segnale di allarme quando rileva la presenza di intrusi, ciò vuol dire che l’intrusione è già avvenuta e l’intruso può manomettere il dispositivo e godere di altro tempo, fino all’arrivo dell’ispezione, per compiere il furto.

Qual è la misura più efficace per fermare i ladri

Per una protezione più efficace puoi integrare il tuo sistema di sicurezza con telecamere IP. Ne esistono di diverse tipologie in commercio e puoi controllarne il funzionamento direttamente dal tuo Smartphone, Tablet o PC, ti basta solo essere connesso ad una rete Internet. Fai click qui per approfondire l’argomento.

La diffusione dell’impiego di telecamere per il controllo degli accessi è dovuto alla flessibilità dell’utilizzo che se ne può fare, nei precedenti articoli ne ho descritto le caratteristiche e i principali vantaggi.

Combinare sistemi passivi di sicurezza e sistemi attivi indubbiamente rafforza la percezione del senso di protezione, ma certamente ciò che garantisce maggiore sicurezza è l’abbinamento di un servizio innovativo di portierato e guardiania in Tele-presenza, che previene gli eventi ed evita danni a persone e cose, perché svolto in tempo reale da operatori che sono connessi dalle proprie piattaforme tecnologiche per sorvegliare le aree dotate di impianti di monitoraggio.

Immagina di trovarti distante dall’ufficio diversi Km, ricevi il segnale di allarme dal tuo antifurto per l’intrusione avvenuta… cosa fai? Ti tocca gestire l’emergenza!

Immagina invece di trovarti nella stessa circostanza, ricevi la notifica dall’operatore di Tele-presenza del "tentativo di intrusione" avvenuto e l’informazione che è tutto ok… cosa fai? Continui a goderti la serata in compagnia!

Risultato: evitata l’intrusione e zero danni all’ufficio e ai dati in esso contenuti.

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Percorso di formazione e orientamento al lavoro

Percorso di formazione e orientamento al lavoro

Continua l'attività di collaborazione di BOR con la scuola per promuovere l'orientamento giovanile al mondo del lavoro

E' partito oggi alle ore 09:00 presso la Sede Operativa BOR di Via Caduti di Nassiriya il percorso di Formazione per Tecnico di manutenzione e Assistenza Tecnica, rivolto a 15 alunni dell'ISISS RIGHI NERVI SOLIMENA, che a settembre 2019 conseguiranno la qualifica di Elettrotecnica, nell'ambito del progetto di Alternanza Scuola/Lavoro.

Il percorso avrà una durata di n. 40 ore e contribuirà a fornire ai giovani discenti un primo approccio professionale al mondo del lavoro: divisi in gruppi per agevolare l'apprendimento, avranno un diretto contatto con il Team BOR e avranno la possibilità di vivere dall'interno le problematiche e le situazioni che vive nel quotidiano un'azienda dal punto di vista organizzativo e produttivo.

DiCarmelina Moccia

Qual è la durata di registrazione di una telecamera?

Qual è la durata di registrazione di una telecamera?

Se stai per acquistare una telecamera devi sapere che la scelta di un modello piuttosto che un altro può influenzarne la durata di registrazione.

La tipologia di telecamera influisce infatti sull’occupazione di memoria e quindi sul tempo delle riprese. È il caso delle telecamere full HD per esempio: per garantire immagini ad alta risoluzione, il salvataggio richiederà uno spazio 4-5 volte superiore rispetto ad una telecamera tradizionale.

Sicuramente anche il supporto di registrazione che decidi di usare influisce sulla durata di registrazione della telecamera: qualora tu scelga di registrare i dati su una scheda SD card di 16 o 32 GB sappi che la prestazione sarà ridotta rispetto a quella garantita da un Hard Disk di 1 TB.

Un altro fattore che incide sulla durata è la modalità di registrazione. Puoi optare per la registrazione continua oppure a rilevazione di movimento. Se scegli di registrare le immagini solo quando viene rilevato un movimento la durata della registrazione si allunga. Nel caso in cui tu decida di registrare le immagini H24 la durata si riduce invece notevolmente.

Ricapitolando, i tre principali fattori che influiscono sulla durata di registrazione di una telecamera sono:

  • supporto per la registrazione;
  • risoluzione di salvataggio delle immagini;
  • modalità di registrazione.

Quanto durano le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza

Tenendo in considerazione quanto detto finora posso concludere che se utilizzi una SD card per la registrazione, la durata varia da poche ore a 2-3 giorni, se invece utilizzi un hard disk la durata si allunga notevolmente a una settimana e in alcuni casi può arrivare fino a trenta giorni.

Quali sono le alternative ai tradizionali metodi di registrazione

Se decidi di adeguare il tuo impianto di videosorveglianza la durata di registrazione può mutare.

Se acquisti telecamere IP puoi collegarle all’NVR, che a differenza del DVR, puoi archiviare su server le immagini registrate e disporre di un backup delle registrazioni; potrai quindi evitare di usare memoria su dispositivi e di subire improvvise perdite di dati in caso di guasti. Leggi le differenze tra DVR e NVR, fai click qui.

In alternativa le telecamere IP dotate di Micro SD da 128 GB ti consentono di memorizzare fino a 28 giorni di riprese continue.

La registrazione cloud ti permette di accedere alle immagini da qualsiasi dispositivo, in qualsiasi momento, purché tu sia ovviamente connesso a Internet. Puoi acquistare ulteriore spazio presso il tuo Provider e assicurarti la libertà di scegliere la modalità di registrazione a te più consona, senza preoccuparti dei limiti di capienza e di assicurarti la migliore qualità di immagini full HD.

Se hai ancora dubbi sulla durata di registrazione delle telecamere puoi contattarci e richiedere una consulenza, ti aiuteremo a scegliere la migliore soluzione per il tuo impianto di sorveglianza più funzionale alle tue esigenze.

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DiCarmelina Moccia

Chatbot: cosa sono, quali sono gli impieghi e quali le prospettive per il futuro

Chatbot: cosa sono, quali sono gli impieghi e quali le prospettive per il futuro

Hai mai interagito con un Chatbot?

Ti sarà sicuramente capitato di visitare un sito web e di essere accolto da un assistente virtuale che ti offre assistenza: questo è solo uno dei tanti impieghi.

Cosa significa chatbot

Chatbot è composto dal termine chat, che indica l’utilizzo di una chat dedicata per gestire la conversazione e bot che non è altro che la contrazione della parola robot.

Un chatbot altro non è quindi che un software strutturato in modo da stabilire un’interazione artificiale con un interlocutore, per offrire assistenza principalmente. La diffusione dei chatbot è destinata a diventare sempre più capillare; per comprenderne l’importanza basta pensare ai benefici che possono ricavarne le aziende nel marketing per snellire la gestione del reparto vendite e nella customer care.

La prima idea di applicazione dell’intelligenza artificiale nelle macchine destinate ad interagire con gli umani è stata esposta da Alan Turing nel 1950, quando in un articolo propose un criterio, poi denominato Test di Turing, per capire se una macchina fosse in grado di pensare.

Come è strutturato un chatbot

Un chatbot è un software sviluppato per gestire dialoghi strutturati tra un bot e una persona. L’umano comprende di trovarsi di fronte ad una macchina dalle scelte che è indotto a compiere. Trattandosi infatti di una macchina per poter delineare un profilo dell’umano con cui sta conversando, il bot proporrà delle domande a scelta multipla per delineare gli interessi, le preferenze, l’età, i gusti e la lingua dell’umano.

Qual è il principale vantaggio di un chatbot

Un chatbot offre assistenza H24, questo è sicuramente il primo vantaggio. Grazie all’intelligenza artificiale di cui è dotato è in grado di imparare dai propri errori; quando l’umano fornisce risposte alle domande il bot elabora un profilo e personalizza le informazioni da dare all’utente connesso.

Il notevole vantaggio del chatbot è che l’utente decide quando ricevere informazioni e quando smettere di riceverne.

Quali sono gli impieghi di un chatbot

L’impiego dei chatbot è sicuramente più indicato nel settore marketing e nella customer care, come già detto, ma non è raro trovarne in giro per altri utilizzi.

Immagina di voler far parte di una Community Virtuale… sai quante persone frequentano contemporaneamente la piattaforma? Il chatbot riesce a gestire dialoghi con tutti gli utenti fornendo informazioni e aiuto grazie a domande strutturate rivolte a personalizzare la risposta.

Telegram nel 2015 ha consentito per la prima volta di sviluppare un assistente virtuale in grado di rispondere a comandi/scelte programmabili. L’anno successivo è stata la volta di Facebook Messenger che ha aperto l’accesso ai bot sulla piattaforma.

Attualmente sono già tante le aziende che hanno sviluppato il proprio chatbot per rispondere alle esigenze delle persone. La possibilità di poter anche gestire i pagamenti con Paypal fa dei chatbot uno strumento flessibile e smart che è destinato a sostituire le App.

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DiCarmelina Moccia

Operazione Smokin’ field in atto dalle prime ore del giorno mentre la Campania rivive l’incubo dei rifiuti incendiati

Operazione Smokin’ field in atto dalle prime ore del giorno mentre la Campania rivive l’incubo dei rifiuti incendiati

Si terrà oggi la Conferenza Stampa negli uffici della Procura di Roma che riassume gli esiti di sequestri e perquisizioni svolti congiuntamente da Polizia di Stato e Arma dei Carabinieri nell’ambito dell’operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, nelle province di Roma, Latina, Frosinone e Napoli per individuare siti che si occupano di traffico illecito di rifiuti, discariche abusive e scongiurare danni all’ambiente.

L’operazione denominata “Smokin’ Field” si svolge mentre la Campania torna a rivivere l’incubo dei rifiuti per strada e gli incendi ai cassonetti: al momento si contano ben 48 campane, incendiate da delinquenti che con il volto coperto, a bordo di scooter, lanciano tizzoni, provocando tra l’altro anche l’incendio di auto e motorini.

Erano cinque anni che non si verificavano eventi simili e mentre la Procura indaga, il fuoco continua a far danni! L’altra notte al deposito di rifiuti di Sant’Antonio Abate, dove una volta aveva sede una fabbrica di pomodori, e da alcuni mesi adibita a deposito per lo stoccaggio di rifiuti differenziati non tossici da un’azienda che si occupa della nettezza urbana, è stato spento un incendio.

Momenti di tensione sono stati vissuti dalla popolazione costretta ad evacuare le case limitrofi. Non si conosce ancora la natura del rogo, che ha visto impegnati carabinieri della stazione di Sant’Antonio A., Castellammare di Stabia e i vigili del fuoco di Torre del Greco, ma si è fortunatamente scongiurato il pericolo che le fiamme raggiungessero il vicino deposito di legname, che avrebbe reso le operazioni di spegnimento dell’incendio più complicate.

Il clima di questi giorni certo non facilita la situazione e il consigliere comunale di San Giorgio ha già segnalato all’ASL la presenza di rifiuti abbandonati: materassi, plastica, sacchi neri, materiale di risulta e l’erba alta e secca nei pressi dell’asilo nido comunale, dove due mesi fa era stato incendiato un capannone in legno adiacente alla scuola.

Non meno allarmante il contesto che si ritrova a vivere la popolazione di Marano. Per due chilometri, lungo la strada a confine tra Marano e Napoli, si estende infatti una discarica a cielo aperto dove vengono depositati rifiuti di vario genere.

Il Comune di Marano ha presentato un progetto per l’installazione di telecamere di videosorveglianza. Il progetto pare sia stato anche autorizzato dalla Regione, ma i tempi di installazione vanno a rilento e si teme che l’ondata di caldo possa alimentare incendi e recare danni all’ambiente.

Come ogni stagione estiva ci ritroviamo a dover fronteggiare l’emergenza degli incendi e danneggiamenti di vario genere. Eventi il cui verificarsi potrebbe essere scongiurato appunto dall’installazione di impianti di videosorveglianza, previsti tra l’altro nei piani di riqualificazione urbana.

La domanda allora nasce spontanea: ravveduta l’opportunità di sorvegliare le aree con impianti audiovisivi e servizi tecnologici di portierato e guardiania virtuale, perché non si procede alla riqualificazione del territorio e alla salvaguardia dell’ambiente?

Aspettiamo gli esiti dell’operazione Smokin’ Field e speriamo di ottenere qualche risposta che non ci spinga alla muta rassegnazione!

 

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Donna fermata sul punto di allontanarsi con la refurtiva

Finalmente il controllo e la gestione degli accessi NON è più un problema

E tu, non credi di meritare "sonni tranquilli"?

Grazie all'intervento del Custode Virtuale connesso in tempo reale dalla piattaforma tecnologica BOR, il 25 maggio 2019, presso il Centro Commerciale di Portico di Caserta (CE), alle prime ore del giorno, è stata allontanata una donna intenta a portare via il bustone di pane lasciato fuori l'ingresso dal fornitore.
L'impianto di monitoraggio di cui è dotato il centro commerciale ha consentito all'operatore di rilevare in tempo reale la presenza della donna e di attivare i protocolli di sicurezza concordati con il cliente, che è stato informato immediatamente dell'evento per mezzo della chat bidirezionale.
Prima di affidare a BOR il controllo e la gestione delle infrastrutture il cliente era alla ricerca di una soluzione che gli garantisse:
- il controllo e la gestione degli accessi;
- il controllo della sosta vietata;
- la rilevazione di anomalie e sinistri;
- la rilevazione di incendi e allagamenti;
- il controllo delle infrastrutture;
- il controllo tecnologico dell'impianto
... in poche parole una soluzione altamente tecnologica che rivoluziona la tradizionale figura del guardiano sul posto.

Entra nell'esclusivo MONDO BOR!

Chiama ora 800 126 494

DiCarmelina Moccia

Detrazioni: cosa succede se non si invia la segnalazione all’ENEA

Detrazioni: cosa succede se non si invia la segnalazione all’Enea

Se hai deciso di acquistare beni o eseguire interventi di ristrutturazione edilizia che consentono di realizzare un risparmio energetico in particolare, per usufruire delle detrazioni fiscali previste dalla legge di bilancio 2019, devi inviare entro novanta giorni una comunicazione all’ENEA.

L’obbligo dell’invio è stato introdotto nel gennaio 2018, ma solo a novembre 2018 l’ENEA ha reso disponibile il sito web dove poter inviare la comunicazione.

Da questo ne puoi dedurre che si sono create diverse incomprensioni sulla necessità di inviare entro novanta giorni la comunicazione oppure richiedere una proroga.

Immagina chi ha fatto interventi nel lasso di tempo compreso tra il 1 gennaio 2018 e il 21 novembre 2018, cioè quando è stato reso disponibile il sito…

Il termine ultimo riservato a costoro per presentare la comunicazione è stato il 19 febbraio 2019.

Perché bisogna inviare la comunicazione all’ENEA

Chiariamo innanzitutto perché occorre inviare la comunicazione all’ENEA. L’obiettivo è monitorare e valutare il risparmio energetico che si realizza come conseguenza degli interventi di ristrutturazione edilizia eseguiti.

Cos’è l’ENEA

L’ENEA è l’agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, che elabora le informazioni pervenute dalle segnalazioni e le trasmette al Ministero dello Sviluppo Economico, al Ministero dell’Economia e delle Finanze, alle regioni e alle province autonome di Trento e Bolzano.

Chi è tenuto ad inviare la comunicazione all’ENEA

Prima di risponderti, devi considerare che puoi usufruire del bonus ristrutturazioni anche se vuoi sostituire la porta blindata, (fai click qui per approfondire l’argomento), oppure installare un impianto di videosorveglianza, un sistema di allarme o un innovativo impianto tecnologico di monitoraggio, in tal caso puoi anche decidere di avvalerti in alternativa, del bonus sicurezza… la detrazione che ti verrà riconosciuta è ugualmente pari al 50% della spesa che andrai a sostenere. Per leggere di più sul Bonus sicurezza fai click qui.

Se decidi di avvalerti del bonus ristrutturazioni per la sostituzione della porta blindata o per l’installazione di un impianto tecnologico per la sicurezza come prima citato, devi comunque inviare la comunicazione all’ENEA.

Sono tenuti ad inviare la comunicazione all’ENEA cittadini, condomini e imprese che effettuano lavori di ristrutturazione e risparmio energetico.

Cosa accade se non si invia la segnalazione all’ENEA

L’Agenzia delle Entrate il 18 aprile 2019 ha diramato una disposizione: la Risoluzione n. 46/E, che meglio chiarisce lo scopo della comunicazione, e stabilisce che la mancata segnalazione all’ENEA degli interventi eseguiti, non comporta la revoca della detrazione.

L’Agenzia delle Entrate chiarisce che la segnalazione ENEA resta obbligatoria, ma è priva di conseguenze fiscali e sanzioni per il contribuente.

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DiCarmelina Moccia

Quali sono le pene previste per violazione di domicilio, furti e rapine

Quali sono le pene previste per violazione di domicilio, furti e rapine

La recente approvazione della nuova legge sulla legittima difesa ha generato un inasprimento delle pene per la violazione di domicilio, i furti e le rapine.

La nuova legge presenta in totale nove articoli che vanno a rettificare non solo l’art 52 del codice penale che regola la legittima difesa, ma prende in esame anche i reati contro il patrimonio e la violazione di domicilio.

Cos’è la violazione di domicilio

La violazione di domicilio, secondo quanto stabilito dall’art. 614 del codice penale, avviene quando una persona si introduce in una dimora privata senza il consenso di colui che è autorizzato a vietarne l’accesso. L’articolo della nuova legge sulla legittima difesa ha inasprito la pena che andava da un minimo di sei mesi fino a tre anni di reclusione, stabilendo un periodo di reclusione per chi viola l’altrui dimora maggiore, precisamente: da uno a quattro anni. Se l’intrusione è caratterizzata da violenza sulle cose o sulle persone la reclusione passa da uno a cinque anni, a due a sei anni.

Pene più severe anche nel caso in cui alla violazione del domicilio segue il furto; in tal caso infatti la pena passa da quattro a sette anni di reclusione. Prima che fosse approvata la nuova legge la pena prevista per chi si introduceva nell’altrui dimora senza averne il consenso e sottraeva beni era da tre a sei anni di reclusione.

Quando il furto viene praticato con l’uso di armi o narcotici la pena si inasprisce notevolmente, infatti chi sottrae beni facendo uso di armi o narcotici rischia di finire in carcere anche per dieci anni e di essere condannato a corrispondere una multa di 2.500,00 €.

Chi compie rapine rischia di restare in carcere da cinque a dieci anni, anche in questo caso il periodo minimo è aumentato e non è escluso che nel definire la pena si possano considerare ulteriori circostanze “aggravanti”.

Qual è la differenza tra furto, rapina e scippo

Furto, rapina e scippo sono tutti reati contro il patrimonio: Il furto è il reato meno grave, e consiste nel sottrarre beni altrui per trarne profitto senza fare uso della violenza. Per intenderci il furto avviene quando viene sottratta merce in un negozio, approfittando della distrazione del titolare.

Lo scippo si caratterizza per la violenza fisica che viene esercitata sulla vittima per sottrarle un bene, per esempio strappandole di mano o da dosso una borsa mentre cammina per strada.

La rapina è il più grave dei tre reati perché si compie esercitando violenza sulla vittima con l’uso di armi, per esempio minacciando il gioielliere con una pistola per farsi aprire la cassaforte.

Quando è punibile il furto

Per poter punire chi ha commesso un furto è necessario che la vittima presenti querela. Lo scippo è punito con la stessa pena prevista per chi compie un furto in un edificio, sia esso adibito alla privata dimora o all’esercizio di un’attività commerciale, professionale o imprenditoriale.

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DiGiuliano Salomone

Blockchain: Summit di Malta e le tre leggi per regolare le transazioni

Blockchain: Summit di Malta e le tre leggi per regolare le transazioni

Dal 22 al 24 maggio 2019 si è tenuta la seconda edizione del vertice Malta Blockchain Summit, ma in questo articolo andremo ad analizzare gli eventi del primo incontro che ha radunato l'intero sistema blockchain a St. Julian a novembre 2018.

Grazie ai 3 atti introdotti per regolare le transazioni, il paese mediterraneo nello scorso anno si è guadagnato la nomina di “isola della Blockchain” per eccellenza, mettendo così Malta al primo posto nella corsa globale verso la legalizzazione delle valute virtuali e della DLT.

I disegni di legge, entrati in vigore il 1º novembre, sono un passo del governo maltese verso la regolamentazione e la messa a norma ritenuta da sempre necessaria per chi vuole operare in Blockchain.

A Malta si è scelto di puntare sulla cryptoeconomy e le regolamentazioni introdotte rappresentano un principio di innovazione teso ad incrementare il mercato e a promuoverne la crescita, ma andiamo a vedere quali sono le 3 importanti leggi che assicurano un quadro giuridico chiaro ed affidabile.

Partiamo dalla più interessante, con l'atto denominato “Malta Digital Innovation Authority Act“ (MDIA) l'isola del mediterraneo si dichiara innovatrice del settore, permette al paese di dotarsi di un'Autorità indipendente tesa alla vigilanza delle aziende che si basano su Blockchain e allo stesso tempo assicura soluzioni e servizi per chi fa uso di tecnologie innovative.

Cosa permette l'MDIA e qual è il suo scopo? 

Il MDIA Act ha come scopo la promozione e la crescita del settore. É un organo centrale che supervisiona e certifica le piattaforme DLT, gli smart contracts e i fornitori di servizi a essi associati monitorandone in simultanea lo sviluppo.

Un'autorità che rafforza il grado di complicità e comunicazione con gli enti nazionali ed internazionali, supporta ed incoraggia ogni tipo di innovazione garantendo flessibilità e trasparenza una volta certificato l'accordo che identifica un progetto come tecnologia innovativa.

Usare la parola Autorità non è un caso, grazie ad essa è possibile amministrare e registrare attività ed operazioni, ma l'aspetto più interessante è la possibilità di introdurre standards di qualità e di sicurezza per ogni soluzione o servizio.

I poteri attribuiti all'Autorità prevedono un codice legislativo da rispettare, che permette di disciplinare attività prima d'ora non tracciabili e introduce sanzioni per operazioni che non sono a norma includendo fra esse anche l'arresto.

Le altre due leggi, che vanno di pari passo con Malta Digital Innovation Act (MDIA) sono: la ITAS e la VFA.

Cosa significa ITAS

ITAS è l’acronimo di Innovative Technology Arrangements and Services ed è una legge principalmente finalizzata alla registrazione e regolamentazione sia degli accordi di certificazione di piattaforme tecnologiche di DLT (Distributed Ledger Technologies) sia dei fornitori di servizi innovativi (Technology Service Provider).

In poche parole quest'atto è strettamente legato alla progettazione e alla fornitura di DLT, ma anche alla gestione di contratti intelligenti (smart contracts) e relative applicazioni.

Grazie a questa normativa i consumatori, così come gli investitori, hanno la certezza giuridica delle azioni svolte sul portale, non c'è quindi il rischio di perdere un investimento monetario o cadere in qualche truffa o forma di frode.

Essa aiuta ad avere una panoramica dei processi, dà il diritto a chi ne prende parte di avere sicurezza quando si investe in una certa tecnologia assicurandone anche il corretto sviluppo dell'industria Blockchain.

Sarà infatti l'Autorità centrale a mantenere un registro elettronico pubblico con tutti i tipi di riconoscimenti concessi ai richiedenti, con le relative informazioni di identificazione dei candidati e le attività che gli sono state concesse di svolgere.

Cos’è la VFA

La (VFA) Virtual Financial Assets è invece una normativa strettamente legata al campo finanziario, fornisce un quadro normativo per le ICO e gli scambi crittografici.

La possiamo immaginare come un registro di norme e regole che fa chiarezza sui permessi necessari ai consumatori, sul tipo di licenze e sulle applicazioni, dando così modo di regolare ogni aspetto delle imprese o dei progetti che partono da esse con l'intenzione di proteggere chi decide di investirvi.

La legge delinea i requisiti per coloro che lanciano nuove valute sul mercato attraverso le ICO, così come per i servizi di brokeraggio, i gestori e i fornitori di wallets, consulenti per gli investimenti e soprattutto per chi effettua scambi di cryptovalute.

La VFA definisce le ICO come un mezzo di raccolta di capitali vendendo in cambio attività finanziarie virtuali agli investitori.

Come preannunciato nei precedenti articoli, l'ammissione e la negoziazione su una piattaforma DLT deve avvenire con un white paper registrato da consegnare all'Autorità competente, in questo caso la MSFA "Malta Financial Services Authority" che mette a disposizione informazioni e requisiti che il white paper deve rispettare per far sì che sia convalidato il progetto.

Bisogna chiarire però che sia la VFA che l'ITAS definiscono una DLT come: un database distribuito, decentralizzato, condiviso e replicato dove la crittografia rende le operazioni immutabili e quindi verificabili.

Il governo di Malta ha voluto dare un segnale forte: il paese si è esposto alla Blockchain con la forte volontà di creare attorno ad essa un quadro normativo e permettere a chi oggi ne fa uso di avere una certezza giuridica sulle azioni svolte nel portale.

Questo è un grande passo per anche per l'unione Europea, l'isola garantendo la protezione dei commercianti del futuro attira i loro investimenti, fa rispettare gli standard anti-riciclaggio oltre che partecipare alla diffusione e lo sviluppo del sistema Blockchain, oramai destinato a rivoluzionare il mercato finanziario mondiale.

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Tentativo di intrusione sventato nei pressi dell’abitazione del Sindaco di Casapesenna (CE)

Scongiurato un altro tentativo di intrusione grazie a BOR

Sensazionale: Chi usa BOR può dire BASTA ad anomalie e sinistri

Grazie all'impianto di monitoraggio installato da BOR per svolgere il servizio di portierato e guardiania virtuale, per:
- il controllo e la gestione degli accessi e delle infrastrutture;
- il controllo della sosta vietata;
- la rilevazione di incendi e allagamenti;
- la corretta utilizzazione delle infrastrutture;
- la corretta utilizzazione dell'impianto;
è stato possibile rilevare la presenza di tre persone nei pressi dell'abitazione del Sindaco di Casapesenna (CE).

Le immagini video, riprese dalle telecamere dell'impianto di monitoraggio, mostrano chiaramente tre individui che si preparano a scavalcare il muro di cinta della residenza in prossimità dell'abitazione del Primo Cittadino.

L'intervento immediato del custode virtuale BOR ha evitato all'uomo di rivivere il trauma di un'esperienza capitatagli anni fa, prima che affidasse a BOR la gestione degli accessi e delle infrastrutture, quando è stato tenuto sequestrato in casa, insieme alla sua famiglia, per 90 minuti da quattro uomini con il volto coperto e armati di pistole e fucili.
In quella circostanza i componenti della sua famiglia e il Sindaco furono malmenati e derubati di preziosi, gioielli e auto.
Grazie invece all'innovativo servizio di Portierato e Guardiania Virtuale, che normalmente viene svolto da BOR dalle proprie piattaforme tecnologiche per fornire quella tradizionale forma di accoglienza, controllo e dissuasione che è propria del Guardiano sul posto che svolge attività di vigilanza passiva, è stato possibile evitare traumi e danni a persone e cose.

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