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Immagini della videosorveglianza all’esame dei carabinieri

Network di Servizi Tecnologici e Vigilanza

È di queste ore la notizia del rinvenimento di un nuovo video che potrebbe portare delle novità nelle indagini che sono in corso per determinare con chiarezza la responsabilità dell’efferato omicidio del Vice Brigadiere M. Cerciello Rega, avvenuto a distanza di quaranta giorni dalle sue nozze.

Grazie alle immagini riprese dalle telecamere dell’hotel dove alloggiavano i due cittadini americani e delle attività commerciali disposte lungo il tragitto che hanno percorso gli indagati si sta lentamente ricostruendo ciò che è successo nella notte tra il 25 e il 26 luglio 2019, quando è stato ucciso con undici coltellate Mario Cerciello Rega.

Non sono ancora state trovate le immagini che ritraggono esattamente l’episodio che ha portato alla morte del vice brigadiere, ma il rinvenimento del nuovo filmato lascia ben sperare in una pronta ricostruzione dell’accaduto, sul quale regnano ancora dubbi, alimentati da versioni contrastanti rilasciate dagli indagati, attualmente tenuti nel carcere di Regina Coeli, con l’accusa di omicidio in concorso.

Il legale dei due indagati ha richiesto di poter acquisire i nuovi video per poter far chiarezza sugli eventi e ha altresì presentato istanza di scarcerazione al Tribunale del Riesame.

Visionare le riprese registrate dagli impianti di videosorveglianza dell’hotel e dei negozi aiuterà i carabinieri a ricostruire come si sono svolti i fatti e a procedere dovutamente con l’arresto definitivo dei responsabili.

Almeno questo è quanto è avvenuto ai rapinatori che nel settembre 2018, spacciandosi per carabinieri in borghese, si introdussero nell’abitazione di un imprenditore di Sesto Fiorentino e riuscirono a portare via contante, telefoni e gioielli.

L’uomo stava per rientrare in casa con la sua compagna quando venne avvicinato da tre finti carabinieri in borghese, dotati di paletta, tesserino e finto atto di perquisizione.

La banda fingendo di perquisire casa riuscì a sottrarre un bottino consistente, ma solo alla fine uno dei malviventi si rese conto che l’abitazione era dotata di sistema di videosorveglianza. Sebbene avesse manomesso una telecamera, le immagini registrate a seguito della denuncia presentata dall’imprenditore, sono state visionate dagli inquirenti della Squadra Mobile di Firenze e in collaborazione con la Procura della Repubblica di Firenze è stato possibile procedere all’identificazione dei cinque malviventi, di età compresa tra i 22 e 43 anni, e all'arresto con l’accusa di rapina.

L’utilizzo delle immagini di videosorveglianza nelle indagini delle Forze dell’Ordine è senz’ombra di dubbio fondamentale perché, sebbene la visione e l’analisi richieda tempo, riesce a dare informazioni importanti per l’identificazione dei responsabili e la successiva cattura.

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