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I Giorni del Sud – Il Mezzogiorno incontra il Marocco

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Nella splendida cornice della Cappella Palatina della Reggia di Caserta, si è svolto ieri l’incontro conclusivo dell’iniziativa promossa da Confindustria Caserta, Unione degli Industriali di Napoli e Fondazione per la Sussidiarietà “I Giorni del Sud – il Mezzogiorno incontra il Marocco”.

Dopo i saluti del sindaco di Caserta Carlo Marino, il Presidente di Confindustria Caserta Luigi Traettino, ha introdotto il dibattito parlando delle grandi opportunità di sviluppo offerte dal Mediterraneo e della necessità di operare una pressione sul piano legislativo per favorire la crescita delle Zone Economiche Speciali (ZES) attraverso l’istituzione di un organo centrale che controlli le autorizzazioni e riduca i tempi di avvio dei progetti. L’Interporto Sud Italia con la sua piattaforma logistica dà lavoro a 3000 persone, ospita aziende leader di mercato nei propri settori e garantisce una movimentazione annuale di 30 mila carri ferroviari, 1600 treni e 300 mila autoarticolati l’anno. È la piattaforma più importante del Mediterraneo, tuttavia necessita di migliorare i collegamenti infrastrutturali.

Il Marocco negli ultimi dieci anni, ha mostrato di avere un’ampia visione del futuro e grazie al posizionamento strategico, la stabilità politica e monetaria, le zone franche, le agevolazioni fiscali, l’inflazione controllata, l’economia aperta, le reti e i collegamenti rappresenta una grossa opportunità per la crescita dell’Europa oltre che dell’Italia. Recentemente ha firmato un partenariato strategico con Francia, Spagna e Italia e nel 2018 ha creato una zona di libero scambio per facilitare gli scambi tra i paesi africani, cosa che fa del Marocco l’ambiente favorevole per avviare politiche di crescita.

Il Mediterraneo deve essere inteso come luogo di sviluppo e in tale ottica vanno potenziate le jointventure e le partnership. Il Presidente del Gruppo Proma Nicola Giorgio Pino, ha fornito la sua testimonianza e le Best Practice per chi volesse produrre in Marocco.

L’evento, magistralmente moderato dal Direttore del Corriere del Mezzogiorno Enzo D’Errico, ha analizzato il fenomeno dello spopolamento del Mezzogiorno valutando la diretta connessione tra “Educazione e Lavoro” come opportunità di rilancio del Sud Italia. I “luoghi comuni” penalizzano la crescita del territorio, e la mancanza di informazione spinge i giovani a spostarsi in Lombardia già dal percorso universitario, per formarsi secondo le esigenze di lavoro. Ben vengano quindi centri di Alta Formazione che propongono titoli di studio non convenzionali e Lauree professionalizzanti in alternativa alla Laurea Magistrale, e che forniscono una formazione utile e di qualità, che sia legata alla presenza delle imprese del territorio.

Il Tarì ha una propria scuola di formazione, rivolta a giovani già in possesso di titolo di studio, che offre “Alta Formazione” impartita da maestri d’arte e che con l’integrazione della Tecnologia ha già formato numerosi allievi, tra questi ben venticinque ragazzi Sud-Africani che hanno appreso la tecnica dell’incastonatura e la progettazione CAD. Otto di essi sono diventati orologiai e si occupano di formazione nel loro paese d’origine.

Restituire la centralità al paese facendo nascere più imprese manifatturiere, intervenendo sulle attrattività e sulle risorse, e assicurandosi poi che le stesse restino sul mercato”, questo è quanto si è auspicato durante la tavola rotonda.

L’Italia ha bisogno di rivalutare le proprie risorse culturali, il settore agrario e alimentare. L’integrazione della Tecnologia alle attrattività e il potenziamento della rete dei trasporti e dei porti, contribuirà a creare imprese eccellenti in grado di trattenere i giovani del territorio e ridurre così lo spopolamento con un processo di internazionalizzazione, in grado di fornire prodotti per l’Italia e l’estero.

BOR in questa ottica ha precorso i tempi, avviando già nel 2011 investimenti in attività di settore in Albania e Tunisia, ravvedendo già allora l’opportunità di stabilire importanti relazioni con l’estero e il Mediterraneo. La partecipazione all’evento di ieri è stata occasione per “trovare conferma” dell’attività di internazionalizzazione avviata nel 2011. BOR grazie all’integrazione della tecnologia in un servizio tradizionalmente svolto sul posto ha sviluppato un servizio innovativo, creando occupazione e attrattività su un prodotto/servizio nato in Italia, specificamente in Campania, e esportato all’estero proprio come auspicato dai relatori della tavola rotonda, mediante relazioni strategiche con i paesi del Mediterraneo.

La crescita dell’azienda ci consente di poter valutare l’opportunità di avviare attività anche in Marocco e sviluppare ancora di più il processo di internazionalizzazione, creando occupazione e trattenendo i giovani del territorio a restare nella propria città.

BOR fornisce infatti formazione specialistica con percorsi di affiancamento e tirocinio presso la propria sede e ai giovani maturandi presso le Istituzioni scolastiche, finalizzata ad integrarli nel proprio organico e rivolta a sfatare i luoghi comuni e non ultima, ad alimentare l’ostinata speranza di chi resta al Sud, proprio come auspicato ieri dal direttore del Corriere del Mezzogiorno E. D’Errico.

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