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Sicurezza: ancora un successo nel fine settimana grazie al sistema BOR

Sicurezza: ancora un successo nel fine settimana grazie al sistema BOR

Nel tardo pomeriggio di domenica 27 ottobre 2019 grazie a BOR è stata sventata un’intrusione nell’alto casertano.


Prendi una giornata di sole, la voglia di acciuffare gli ultimi scampoli di estate, la voglia di passare la giornata fuori casa…

Metti insieme il cambio d’ora, la posizione dell’immobile in ristrutturazione, la convinzione di poter agire indisturbati…

È così che tre individui, con il favore del buio, hanno scavalcato il cancello e hanno cominciato a perlustrare con aria sospetta l’area, confidando di poter fare i propri comodi!

Non hanno fatto i conti però con il custode virtuale BOR che, connesso in tempo reale dalla propria postazione della piattaforma tecnologica, ha rilevato l’evento e, classificatolo come pericoloso, ha avviato i protocolli di sicurezza concordati con il cliente e li ha costretti ad improvvisare una rocambolesca “uscita di scena”.

Le redazioni locali hanno dato un certo rilievo all’evento, anche perché quasi in contrasto si è verificata un’intrusione “eclatante” alla rinomata Reggia di Caserta.

Lo chiamano “Senatore” perché in passato si è tuffato nella Fontana di Trevi travestito da Senatore romano, ma invece è casertano il protagonista dell’evento, che a suo dire è stato congeniato per testare i livelli di sicurezza della struttura.

È entrato direttamente con la sua auto nel palazzo reale e dopo aver parcheggiato la vettura si è diretto verso la fontana di Diana, dove ha avviato una diretta sul suo profilo Instagram mentre si bagnava indisturbato nell’acqua.

L’evento di per sé suscita ilarità, ma nel contempo invita all’usuale riflessione cui ti induco due volte al mese caro mio buon lettore!

Ebbene, non credi ci sia da riflettere sul fatto che nonostante ci siano sistemi che garantiscono il controllo degli accessi con identificazione dedicata che prevengono sinistri e anomalie, si verificano eventi simili?

Il Senatore per fortuna è un simpaticone che ha messo in scena uno scherzo goliardico, ma come lui stesso osservava, metti che al suo posto ci fosse un terrorista…

Beh, a te le conclusioni.

Meditiamo.

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DiCarmelina Moccia

Incendio allo Stir di Santa Maria Capua Vetere (CE)

Incendio allo Stir di Santa Maria Capua Vetere (CE)

Nelle prime ore del giorno si è sviluppato un incendio in un capannone dello STIR dove erano stipati i rifiuti già tritovagliati e pronti per essere inviati al termovalorizzatore di Acerra (NA).

L’incendio è stato domato grazie all’intervento dei vigili del fuoco di Caserta e Aversa che sono intervenuti su segnalazione di alcuni impiegati che hanno ravvisato subito la pericolosità dell’incendio e avviato le prime manovre per la gestione dell’emergenza.

L’incendio poteva assumere dimensioni ragguardevoli, ma l’intervento tempestivo degli addetti ai soccorsi ha scongiurato la completa distruzione dell’impianto.

Il presidente della Provincia ha rassicurato la popolazione sull’insussistenza di motivi per sospendere la raccolta dei rifiuti, affermazione rilanciata dal sindaco di Santa Maria Capua Vetere e San Tammaro, con la precisazione che la raccolta del secco sarà invece sospesa per qualche giorno per agevolare le operazioni necessarie a liberare la struttura dai rifiuti bruciati.

Tutto tranquillo, allora! La raccolta dei rifiuti non subirà grossi disagi…

Come se questo bastasse a rassicurare chi stamattina si è alzato con la puzza sotto al naso!, e non perché è un tipo che non sopporta nulla, ma perché è questa la vera situazione che la gente della Campania in generale è costretta a vivere quotidianamente… e non per nostro volere, e non solo per i nostri rifiuti!

Abito in questa città da svariati anni, ci sono nata e nel tempo mi è toccato di assistere a tante oscenità, ma lo STIR… ti assicuro, è un mostro che domina il nostro panorama, contornato da Ferrandelle e Maruzzella rispettivamente a Santa Maria la Fossa e San Tammaro, che aleggia sulle nostre vite come una figura buia che incombe sulla nostra meravigliosa storia di tanti secoli fa, quasi ad oscurarne il fascino e la gloria.

Tu non lo sai cosa sono Ferrandelle e Maruzzella e ti auguro di non vederle mai!

Non sono personaggi di qualche film… sono località che ospitano discariche, siti di stoccaggio rifiuti.

Qualche anno fa questi due nomi sono diventati scomodi ai più, e quindi si è pensato di utilizzare una sola sigla SISP come lo STIR… mostri che incombono sul futuro dei nostri figli!

Che bella giornata!, ho esclamato oggi aprendo gli scuri della finestra che punta in direzione Napoli, opposta a quella dello STIR, poi ho aperto la finestra

Ebbene questo è forse il nostro destino?

Le Linee Guida Regionali prescrivono l’installazione di impianti di videosorveglianza ad alta risoluzione per il controllo da remoto e in tempo reale degli incendi per coloro che intendono avviare l’esercizio di gestione di rifiuti e l’adeguamento impiantistico con sistemi integrati per il controllo da remoto del perimetro del sito per gli impianti di gestione di rifiuti già in possesso di autorizzazione.

Ebbene allora qual è il problema?

Perché si continua ancora ad assistere a queste tragedie ambientali?

Cos’è che non funziona?

A meno di un anno dal precedente incendio allo STIR siamo alle solite battute: si sospetta la natura dolosa dell’incendio!

Il ministro auspica che vengano impiegate le telecamere controllate in tempo reale da remoto per rilevare precocemente i principi di incendio ed evitare danni all’ambiente e all’incolumità pubblica.

Perché allora le pagine di cronaca locale sono ancora piene di notizie di incendi?

Prova a darti una risposta, perché questa è l’unica possibilità che hai, finché non accadrà qualcosa di molto grave, ma allora sarà già tardi.

Meditiamo

Carmelina Moccia

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Principio di Incendio spontaneo rilevato grazie al SISTEMA BOR

Sensazionale: Principio di Incendio spontaneo domato presso un’azienda agricola nel casertano grazie al sistema di monitoraggio in tempo reale e analisi video BOR

Le immagini video che ti proponiamo di seguito mostrano un principio di incendio domato, e sono state registrate direttamente dall’impianto di monitoraggio dell’azienda di un nostro cliente che ha sede nel casertano.

Il principio di incendio ha avuto origine spontaneamente in una delle serre dell’azienda e avrebbe potuto assumere “dimensioni disastrose” per l’ambiente e la struttura stessa.

Il Custode Virtuale BOR, connesso da remoto in tempo reale dalla Piattaforma Tecnologica, ha rilevato in pochi istanti l’evento e valutandolo “pericoloso”, ha prontamente allertato il cliente e attivato i protocolli di sicurezza concordati con lo stesso, permettendo l’intervento immediato dei “soggetti incaricati” alla gestione delle emergenze.

Il titolare dell’azienda con un unico SISTEMA di SERVIZI INTEGRATI è riuscito ad “evitare danni” ingenti alla sua attività che avrebbero potuto causargli non pochi disagi e arrecare danni all’ambiente, e ad “adempiere alle nuove Linee Guida Regionali” che prescrivono l’installazione di un sistema di videosorveglianza in alta risoluzione con controllo da remoto h24 e analisi video.

BOR è l’unica azienda in Italia che, con i suoi oltre 150  tentativi di intrusione sventati e decine di tentativi di incendi rilevati, è in grado di fornire:

- Il controllo perimetrale del sito e degli accessi carrai;

- identificazione dedicata;

- la rilevazione precoce in tempo reale di anomalie e sinistri

- la prevenzione di incendi, intrusioni e atti vandalici

- l’efficienza degli impianti attraverso il controllo tecnologico e monitoraggio degli impianti da remoto h24

Adegua il tuo impianto alle Linee Guida Regionali

Raggiungi gli standard di Sicurezza Antincendio con il SISTEMA BOR

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DiCarmelina Moccia

La notizia dell’anziana donna rapinata e abusata riapre il dibattito sul reato di circonvenzione di persone anziane

La notizia dell’anziana donna rapinata e abusata riapre il dibattito sul reato di circonvenzione di persone anziane

Vorrei non dover scrivere di questo argomento, ma la coscienza me lo impone, soprattutto perché ritengo sia giusto riflettere un po’ tutti su un fenomeno che dilaga e denota la totale mancanza di valori morali.

In un precedente articolo, scritto nel mese di giugno, ho trattato del reato di circonvenzione di persone anziane e del disegno di legge in esame alla camera che incrementa le pene per chi truffa e si approfitta degli anziani. Puoi fare click qui per approfondire.

Ebbene la necessità di inasprire le pene nasce proprio dalla recrudescenza di tali fenomeni.

La cronaca di questi giorni riporta la notizia dell’anziana di novant’anni rapinata e abusata da due giovani e sconvolge le nostre coscienze di genitori e adulti inseriti in una società che ravvisa segni di una “libertà malata” in cui tutto è relativo, e i valori, quelli di una volta, quelli che ci insegnavano i nostri genitori, non valgono più.

Non sono neppure “fuori tema” da questo BLOG, che notoriamente affronta argomenti legati alla sicurezza, la violazione della privacy, la prevenzione di anomalie e sinistri… l’anziana donna è stata infatti rapinata in casa sua sotto minaccia di un’arma e poi abusata da un diciassettenne e un quattordicenne, ospiti adesso di un centro di prima accoglienza del Tribunale dei minori.

Tuttavia ho difficoltà a scrivere senza esternare il mio disappunto, mostrando invece quell’abituale distacco che è d’uopo in una rubrica ufficiale. Non so tu, ma io ho difficoltà ad accettare la responsabilità che ricade su tutti noi adulti da questo evento, perché percepisco forte il senso di disorientamento che vive nell’animo dei giovani, di alcuni in particolare, da esporli fino a tanto.

Amici di suo nipote, gli aguzzini dell’anziana donna che adesso è ricoverata in ospedale con fratture e una grossa ferita nell’anima, non così grave per fortuna da impedirle di aiutare le forze dell’ordine ad individuare i due ragazzi, che circolavano indifferenti tra la gente, con i vestiti ancora sporchi di sangue e il coltello a serramanico, con cui l’hanno minacciata, in tasca.

Cos’è che spinge a tanto, te lo sei chiesto?

Forse ci hai pensato rientrando da lavoro, e il dubbio ti ha assalito: chissà cosa fanno i miei ragazzi mentre sono lontano da casa…

Nessuno può esimersi dalla riflessione, siamo tutti chiamati ad interrogarci sul nostro ruolo di educatori che abbiamo insieme alle istituzioni scolastiche: stiamo davvero facendo un buon lavoro?

La verità è difficile da interpretare, così come è difficile capire chi abbiamo di fronte.

Hai mai pensato: chi è mio figlio quando è fuori casa, fuori dal mio controllo… fuori dai limiti di tolleranza che gli imponi o che dovresti imporgli?

Siamo tutti esposti alla vergogna di essere un po’ “meno genitori” di quanto ci viene richiesto di essere.

Vogliamo essere amici dei nostri figli, ma è proprio necessario dimenticare di impartire un’educazione, una morale?

Quesiti che faremmo bene ad approfondire e a non lasciar scorrere via con il tempo, con la voglia irragionevole di afferrare quello che resta della nostra giovinezza, trascurando i sentimenti e la sensibilità di chi ci circonda, deviando la responsabilità che abbiamo verso chi si affaccia alla vita, senza aver scelto di farlo…

Come dico sempre più spesso: meditiamo!

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DiCarmelina Moccia

Immagini della videosorveglianza all’esame dei carabinieri

È di queste ore la notizia del rinvenimento di un nuovo video che potrebbe portare delle novità nelle indagini che sono in corso per determinare con chiarezza la responsabilità dell’efferato omicidio del Vice Brigadiere M. Cerciello Rega, avvenuto a distanza di quaranta giorni dalle sue nozze.

Grazie alle immagini riprese dalle telecamere dell’hotel dove alloggiavano i due cittadini americani e delle attività commerciali disposte lungo il tragitto che hanno percorso gli indagati si sta lentamente ricostruendo ciò che è successo nella notte tra il 25 e il 26 luglio 2019, quando è stato ucciso con undici coltellate Mario Cerciello Rega.

Non sono ancora state trovate le immagini che ritraggono esattamente l’episodio che ha portato alla morte del vice brigadiere, ma il rinvenimento del nuovo filmato lascia ben sperare in una pronta ricostruzione dell’accaduto, sul quale regnano ancora dubbi, alimentati da versioni contrastanti rilasciate dagli indagati, attualmente tenuti nel carcere di Regina Coeli, con l’accusa di omicidio in concorso.

Il legale dei due indagati ha richiesto di poter acquisire i nuovi video per poter far chiarezza sugli eventi e ha altresì presentato istanza di scarcerazione al Tribunale del Riesame.

Visionare le riprese registrate dagli impianti di videosorveglianza dell’hotel e dei negozi aiuterà i carabinieri a ricostruire come si sono svolti i fatti e a procedere dovutamente con l’arresto definitivo dei responsabili.

Almeno questo è quanto è avvenuto ai rapinatori che nel settembre 2018, spacciandosi per carabinieri in borghese, si introdussero nell’abitazione di un imprenditore di Sesto Fiorentino e riuscirono a portare via contante, telefoni e gioielli.

L’uomo stava per rientrare in casa con la sua compagna quando venne avvicinato da tre finti carabinieri in borghese, dotati di paletta, tesserino e finto atto di perquisizione.

La banda fingendo di perquisire casa riuscì a sottrarre un bottino consistente, ma solo alla fine uno dei malviventi si rese conto che l’abitazione era dotata di sistema di videosorveglianza. Sebbene avesse manomesso una telecamera, le immagini registrate a seguito della denuncia presentata dall’imprenditore, sono state visionate dagli inquirenti della Squadra Mobile di Firenze e in collaborazione con la Procura della Repubblica di Firenze è stato possibile procedere all’identificazione dei cinque malviventi, di età compresa tra i 22 e 43 anni, e all'arresto con l’accusa di rapina.

L’utilizzo delle immagini di videosorveglianza nelle indagini delle Forze dell’Ordine è senz’ombra di dubbio fondamentale perché, sebbene la visione e l’analisi richieda tempo, riesce a dare informazioni importanti per l’identificazione dei responsabili e la successiva cattura.

Se anche tu stai pensando di dotare la tua casa di un sistema per il controllo degli accessi e prevenire aggressioni e rapine, contattaci per sapere di più sul nostro impianto tecnologico, grazie al quale riusciamo a svolgere un servizio di portierato e guardiania virtuale in live che evita danni a persone e cose.

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DiCarmelina Moccia

Sicurezza: ritiro a vita della patente per chi usa i social in diretta mentre guida

Sicurezza: ritiro a vita della patente per chi usa i social in diretta mentre guida

È morto anche Antonino Provenzano, il bambino di nove anni rimasto vittima dello schianto avvenuto a Luglio sull’A29 nei pressi di Alcamo.

Antonino era in ospedale, tenuto in coma farmacologico al reparto di Neuro-rianimazione, dal 12 Luglio 2019. Si trovava in auto con il fratello Francesco di 13 anni, morto sul colpo, quando suo padre ha perso il controllo del veicolo dopo aver avviato un video in diretta su un noto social.

Dai controlli è emerso che l’uomo aveva fatto uso di cocaina ed era in possesso di un grammo di droga, custodita nella tasca dei pantaloni.

Per l’uomo, che è ancora in ospedale in gravi condizioni, l’accusa è di omicidio stradale, aggravato dalla circostanza di aver commesso il reato mentre era sotto l’effetto di stupefacenti.

Non è la prima tragedia questa a verificarsi dopo la pubblicazione in diretta di contenuti sui social, perciò il Codacons, l’associazione nata nel 1986 in difesa dei diritti dei consumatori, ha chiesto al Governo di intervenire per modificare urgentemente il Codice della Strada, prevedendo il ritiro a vita della patente e l’incriminazione automatica per “attentato alla sicurezza dei trasporti” per chi usa i social per pubblicare in diretta video o foto mentre guida.

Considerata la frequenza con cui si usa pubblicare video e foto in diretta mentre si è alla guida del veicolo, Codacons ha anche chiesto al noto social Facebook di disporre il blocco sui contenuti pubblicati in diretta dai veicoli in movimento.

La speranza è che si possa in questo modo arginare un fenomeno che sta pericolosamente diventando una moda diffusa tra adulti e giovani, indifferentemente.

Cos’è che spinge una persona a trasmettere in diretta o a pubblicare foto dal proprio veicolo in movimento

Rispondere alla domanda non è così semplice, perché bisognerebbe interpretare aspetti della psiche umana suscettibili di condizionamenti, emozioni e suggestioni varie.

Facile attribuire la diffusione del fenomeno al bisogno di apparire… provando ad andare più a fondo puoi trovare tante altre ragioni, che possono SPINGERE un individuo più o meno suggestionabile ad USARE la diretta sui social per MOSTRARE ai seguaci/follower il proprio STATO…

Lo stato in gergo social si riferisce alla modalità in cui esprimi il tuo essere e spesso la voglia di mostrare di star bene, di aver superato una separazione, un disagio, un litigio per esempio, è più forte della ragione, che invece dovrebbe dominare sull’emotività e mettere al sicuro da certe conseguenze.

Non sappiamo con quale premura il Governo prenderà in carico le richieste di Codacons e quale impatto avrà la notizia della morte di Antonino Provenzano sulle persone che trasmettono in diretta sui social: se si fermeranno cioè a riflettere sulla pericolosità del loro comportamento per sé stessi e per gli altri…

Potremmo disquisire per ore intere sul bisogno che hanno le persone di percepire diversamente le problematiche e sulla capacità di affrontarle con sicurezza.

Quando tocchiamo il tema della sicurezza, intesa nel suo senso più ampio, spesso sottovalutiamo gli aspetti che possono determinare la pericolosità di un’azione e le relative conseguenze, eppure ne va di mezzo la vita di chi amiamo e la nostra…

Rispondere alla domanda ripeto, non è così semplice, bisognerebbe interpretare troppi aspetti, troppe emozioni a volte difficili da controllare, in fondo il punto è tutto concentrato in una singola azione: il controllo.

L’opinione generale considera negativamente il controllo. La persona controllata viene spesso associata a “chi non prova emozioni”.

Ti sei mai chiesto cos’è veramente il controllo?

Il controllo si manifesta nella capacità di valutare quando un’azione può diventare pericolosa e nella capacità di gestire la situazione.

Saresti veramente disposto a sentirti controllato?

Controllare significa valutare e gestire una situazione ed è richiesto un certo grado di responsabilità per praticare il controllo, una condizione purtroppo non condivisibile dai tanti, abituati a percepire ahimè una realtà associata alla condizione di piacere, al divertimento, alla leggerezza/superficialità.

Alla fine si auspica però che qualcuno si assuma questo ruolo indegno e effettui “i dovuti controlli”, per fare cosa, dico a questo punto… forse semplicemente per alimentare le cronache e null’altro…

Come ti dico sempre più spesso: Meditiamo!

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DiCarmelina Moccia

Incendio al deposito di rifiuti speciali a Settimo Milanese

Incendio al deposito di rifiuti speciali a Settimo Milanese

Il fuoco continua a far danni in Lombardia: a Settimo Milanese martedì 9 luglio i cittadini quando si sono risvegliati hanno trovato una colonna di fumo nero nel cielo ad oscurare loro la visuale. Allertati i vigili del fuoco hanno poi saputo dell’incendio avvenuto durante la notte al deposito di rifiuti speciali.

La natura dell’incendio è ancora sconosciuta, ma ciò che è certo è che si è temuto per le sostanze speciali depositate nel deposito. I vigili del fuoco hanno chiarito che l’ala che conteneva le sostanze non è stata raggiunta dalle fiamme e per fortuna sono stati scongiurati notevoli danni all’ambiente e alla salute dei cittadini.

L’intervento tempestivo dei vigili del fuoco ha evitato la totale distruzione del deposito e intanto si ritorna a parlare di “emergenza incendi in Lombardia” e a ipotizzare che gli eventi che già nell’anno precedente sono stati numerosi, possano essere determinati da organizzazioni su cui indagano le Direzioni Distrettuali Antimafia del Nord, di Napoli, di Salerno e della Calabria.

Gli incendi precedenti si sono concentrati su strutture della Lombardia regolarmente autorizzate e capannoni industriali in disuso che stipavano clandestinamente rifiuti provenienti dalla Campania.

L’incendio di Settimo Milanese non ha ancora una sua definizione, non si conosce la ragione per cui durante la notte si sono sviluppate le fiamme nel capannone che ha una struttura ad “L” e ospita polveri derivanti dal processamento di scarti industriali.

I rilievi dei vigili del fuoco hanno restituito una situazione di “non pericolosità” per i cittadini e l’ambiente, pare infatti che a bruciare sia stata gomma, legno e plastica, ma per maggiore sicurezza è arrivata sul posto anche l’Arpa per monitorare e rilevare la concentrazione dell’aria. Al momento non esiste un rischio di emergenza ambientale, tuttavia è stato installato sul tetto del capannone un’apparecchiatura di campionamento dell’aria e i risultati del monitoraggio saranno noti tra una settimana.

Se ti è stato utile questo articolo, aggiungi un commento, scrivi una recensione o condividilo con i tuoi contatti. Se invece desideri informazioni più dettagliate sull’innovativo servizio di portierato e guardiania virtuale che svolgiamo in Tele-presenza per la rilevazione di incendi e anomalie, contattaci e richiedi una consulenza gratuita.

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DiCarmelina Moccia

Truffe agli anziani: 58enne incastrato dalle immagini della sorveglianza

Truffe agli anziani: 58enne incastrato dalle immagini della sorveglianza

Approvato all’unanimità dal Senato con 228 voti a favore e un solo astenuto, è adesso all’esame della Camera il disegno di legge che incrementa le pene per chi truffa gli anziani.

Quali sono le pene per chi truffa gli anziani

Attualmente chi approfitta della condizione di vulnerabilità in cui si trova una persona anziana viene punito con le pene previste nei casi di truffa generica, da uno a cinque anni di carcere e multa da 51 a 1032 euro.

Cosa prevede il ddl per il reato di circonvenzione di persone anziane

Il disegno di legge in esame alla Camera in materia di circonvenzione di persone anziane invece prevede la reclusione partendo da pena minima di 2 fino a 6 anni e multa da un minimo di 500 fino a 2.000 euro; l’eventuale sospensione della pena sarà subordinata al risarcimento integrale del danno subito alla parte offesa.

La necessità di modificare gli articoli del codice penale e del codice di procedura penale in materia di circonvenzione di persone anziane nasce dall’esigenza di tutelare persone vulnerabili per la loro età e dall’incremento degli episodi di truffa registrati a seguito della denuncia.

Si stima che negli ultimi mesi il fenomeno è aumentato del 10 – 15%, ma se consideri che questi dati sono elaborati sulla scorta delle denunce presentate, le analisi potrebbero dare una percentuale superiore perché non tutti gli anziani truffati denunciano l’accaduto!

Nonostante gli inviti delle forze dell’ordine a non fare entrare estranei in casa sono ancora tante le persone ultra sessantacinquenni che vengono raggirate da individui senza scrupoli che si improvvisano fornitori di gas, luce e telefono o si fingono amici di parenti in difficoltà per estorcere denaro e preziosi.

È un bollettino di guerra quello che trovi in rete se digiti nella barra della ricerca “Truffe agli anziani 2019”. Alcune truffe sono state sventate dall’intervento tempestivo di parenti sopraggiunti poco prima che i truffatori completassero l’opera. I meno fortunati sono stati invece privati dei propri risparmi e molti, in preda alla vergogna, si sono visti costretti a tacere l’accaduto.

L’ultimo caso si è registrato nella prima settimana di giugno ai danni di un’anziana donna che è stata raggirata da un giovane uomo che si è spacciato per amico del nipote in difficoltà. Dopo averle chiesto 4000 euro per tirar fuori dai guai il nipote, ha telefonato al complice che si è spacciato per il nipote della vittima. Implorando in lacrime affinché l’aiutasse, ha convinto l’anziana donna a consegnare al truffatore soldi e oro. Non è stato recuperato nulla di quanto sottratto e per ora rimane l’amaro in bocca di una truffa rimasta senza colpevoli, ma le cose con il passare dei mesi possono cambiare…

Un esito diverso ha avuto infatti l’episodio verificatosi nel settembre 2018 e legato alla figura di un truffatore di 58 anni che si spostava tra Milano e Napoli per truffare anziani.

L’uomo è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare presso il carcere di Siena, dove sconta una pena per un altro reato, a seguito delle indagini svolte dopo la truffa messa a segno in un quartiere milanese. Dopo aver viaggiato tutta la notte in treno, si è spostato dalla Stazione Centrale fino all’abitazione della vittima in taxi. L’autista del taxi ha atteso il delinquente per cinque minuti e poi lo ha ricondotto in stazione, inconsapevole di favorire un truffatore. L’uomo è riuscito a sottrarre 100 grammi di oro e contante ad una pensionata 70enne, ma grazie alle immagini riprese dalla sorveglianza di una farmacia della zona, è stato possibile risalire al numero della targa del taxi e ripercorrere a ritroso il tragitto percorso dal truffatore. Ancora una volta l’impiego di impianti audio visivi si dimostra di grande aiuto alle forze dell’ordine e, sebbene siano trascorsi diversi mesi dall’episodio, si può dire che finalmente giustizia è stata fatta.

Non si sa se è stato restituito tutto all’anziana donna, trascorsi tanti mesi è difficile che un truffatore possa trovarsi ancora in possesso della refurtiva! L’obbligo di risarcire integralmente il danno inferto alla vittima previsto dal disegno di legge in esame alla Camera, in quest’ottica dovrebbe restituire la dignità sottratta con l’inganno e potrebbe rappresentare un deterrente per chi confida invece di potersela cavare a "buon mercato".

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Operazione Smokin’ field in atto dalle prime ore del giorno mentre la Campania rivive l’incubo dei rifiuti incendiati

Operazione Smokin’ field in atto dalle prime ore del giorno mentre la Campania rivive l’incubo dei rifiuti incendiati

Si terrà oggi la Conferenza Stampa negli uffici della Procura di Roma che riassume gli esiti di sequestri e perquisizioni svolti congiuntamente da Polizia di Stato e Arma dei Carabinieri nell’ambito dell’operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, nelle province di Roma, Latina, Frosinone e Napoli per individuare siti che si occupano di traffico illecito di rifiuti, discariche abusive e scongiurare danni all’ambiente.

L’operazione denominata “Smokin’ Field” si svolge mentre la Campania torna a rivivere l’incubo dei rifiuti per strada e gli incendi ai cassonetti: al momento si contano ben 48 campane, incendiate da delinquenti che con il volto coperto, a bordo di scooter, lanciano tizzoni, provocando tra l’altro anche l’incendio di auto e motorini.

Erano cinque anni che non si verificavano eventi simili e mentre la Procura indaga, il fuoco continua a far danni! L’altra notte al deposito di rifiuti di Sant’Antonio Abate, dove una volta aveva sede una fabbrica di pomodori, e da alcuni mesi adibita a deposito per lo stoccaggio di rifiuti differenziati non tossici da un’azienda che si occupa della nettezza urbana, è stato spento un incendio.

Momenti di tensione sono stati vissuti dalla popolazione costretta ad evacuare le case limitrofi. Non si conosce ancora la natura del rogo, che ha visto impegnati carabinieri della stazione di Sant’Antonio A., Castellammare di Stabia e i vigili del fuoco di Torre del Greco, ma si è fortunatamente scongiurato il pericolo che le fiamme raggiungessero il vicino deposito di legname, che avrebbe reso le operazioni di spegnimento dell’incendio più complicate.

Il clima di questi giorni certo non facilita la situazione e il consigliere comunale di San Giorgio ha già segnalato all’ASL la presenza di rifiuti abbandonati: materassi, plastica, sacchi neri, materiale di risulta e l’erba alta e secca nei pressi dell’asilo nido comunale, dove due mesi fa era stato incendiato un capannone in legno adiacente alla scuola.

Non meno allarmante il contesto che si ritrova a vivere la popolazione di Marano. Per due chilometri, lungo la strada a confine tra Marano e Napoli, si estende infatti una discarica a cielo aperto dove vengono depositati rifiuti di vario genere.

Il Comune di Marano ha presentato un progetto per l’installazione di telecamere di videosorveglianza. Il progetto pare sia stato anche autorizzato dalla Regione, ma i tempi di installazione vanno a rilento e si teme che l’ondata di caldo possa alimentare incendi e recare danni all’ambiente.

Come ogni stagione estiva ci ritroviamo a dover fronteggiare l’emergenza degli incendi e danneggiamenti di vario genere. Eventi il cui verificarsi potrebbe essere scongiurato appunto dall’installazione di impianti di videosorveglianza, previsti tra l’altro nei piani di riqualificazione urbana.

La domanda allora nasce spontanea: ravveduta l’opportunità di sorvegliare le aree con impianti audiovisivi e servizi tecnologici di portierato e guardiania virtuale, perché non si procede alla riqualificazione del territorio e alla salvaguardia dell’ambiente?

Aspettiamo gli esiti dell’operazione Smokin’ Field e speriamo di ottenere qualche risposta che non ci spinga alla muta rassegnazione!

 

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DiCarmelina Moccia

Sicurezza: dopo gli scontri di Genova si tirano le somme e si sentono gli indagati

Sicurezza: dopo gli scontri di Genova si tirano le somme e si sentono gli indagati

Oggi potrei parlarti dell’insegnate della scuola dell’infanzia di Lamezia Terme, che con la scusa di aiutare a disegnare le sue quattro alunne di cinque anni, le prendeva sulle sue gambe e le toccava nelle parti intime.

L’uomo è stato arrestato a seguito delle riprese delle telecamere posizionate dalla polizia dopo le denunce presentate ad aprile dai genitori delle alunne, e sicuramente potrei attirare la tua attenzione parlandoti di quanto sia importante collocare telecamere a circuito chiuso per prevenire maltrattamenti e abusi… ma cadrei nella ripetizione, e per la verità sono pure piuttosto disgustata da quanto è accaduto.

Oggi voglio parlarti invece di quello che sta succedendo a Genova in questi giorni, anzi in queste ore!

Si sono presentati ieri, mercoledì 29 maggio 2019, presso la Procura di Genova, i quattro poliziotti del reparto mobile indagati per lesioni aggravate, procurate con un paio di manganellate al giornalista di Repubblica nell’atto di disperdere i manifestanti che hanno dato luogo agli scontri venerdì scorso, 23 maggio 2019.

La manifestazione di protesta, che è presto degenerata in guerriglia urbana, era stata organizzata dagli antagonisti di Casapound, che aveva deciso di tenere a Genova il comizio conclusivo della campagna elettorale. A difesa del comizio erano stati disposti trecento poliziotti ed erano state blindate due piazze.

Le immagini degli scontri si sono diffuse rapidamente in rete suscitando l’indignazione di chi reputa “eccessivamente violenta” la reazione dei poliziotti per riportare l’ordine, senza ovviamente tener conto della guerriglia messa in atto dai manifestanti, anche contro i poliziotti, che sono diventati bersaglio di lanci di pietre, bottiglie e bastoni.

Il segretario generale della federazione sindacale di polizia in un comunicato invita a riflettere seriamente sull’accaduto e a non generalizzare. La polizia è fatta da uomini che si espongono “per dovere” alla violenza di soggetti che hanno un unico intento: generare disordine. Mantenere l’ordine in tali contesti non è semplice e può capitare a chiunque di restare coinvolto nel disordine scatenato da teppisti che invocano il diritto a protestare. La protesta deve essere esercitata, ma senza per ricorrere alla violenza.

Durante gli scontri sono state fermate due persone e ferite altre tre: due carabinieri e un giornalista, ma si parla solo del giornalista ferito!

È anche naturale che l’attenzione si concentri solo sul giornalista, ma non dimentichiamo che i due carabinieri erano lì per difendere i cittadini che manifestavano pacificamente dagli attacchi violenti dei teppisti. È naturale, anche se difficile da mandar giù, se durante una rissa finisce per prenderle anche chi non c’entra nulla. A questo proposito il colonnello dei carabinieri in congedo, Salvino Paternò per le prossime manifestazioni invoca la presenza di un pubblico ministero che istruisca gli agenti sul da farsi quando l’evento degenera, l’apertura di inchieste giudiziarie per ogni eventuale scontro, l’uso di pettorine per i giornalisti accreditati e altri professionisti che seguono i servizi di ordine pubblico e l’uso di telecamere per ogni operatore dei servizi di sicurezza.

È facile additare la polizia per la forza che ha dovuto impiegare per respingere la violenza, ma ti è mai capitato di avere a che fare con un teppista, e sottolineo “un” solo teppista?

Al giornalista bastonato va tutta la mia solidarietà, ma non posso non comprendere le ragioni di quei uomini, spesso poco più che ventenni, che ogni giorno sono per strada a difendere i cittadini, e mi viene di ricordare le parole della canzone: Signor Tenente di Giorgio Faletti, scritta in memoria delle stragi di Capaci e di via D’Amelio.

Chapeau!

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