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DiCarmelina Moccia

Controllo degli accessi: Tecnologia RFID e Tele-presenza a confronto

Controllo degli accessi: Tecnologia RFID e Tele-presenza a confronto

Il controllo e la gestione degli accessi è un argomento che interessa tutti gli impianti di produzione, i laboratori, le aziende e gli edifici pubblici. Tradizionalmente affidato a personale collocato sul posto, grazie all’impiego della tecnologia il controllo e la gestione degli accessi può essere svolto mediante dispositivi dotati di lettore RFID.


Il controllo degli accessi viene praticato grazie ad un sistema di controllo che si basa sulla gestione di un software e per mezzo di un PC, con il quale è possibile gestire l’accesso a determinate aree da parte dei dipendenti e delle persone in visita alle strutture e monitorarne l’attività, ottenendo informazioni utili sulla durata della visita.

Fondamentalmente la tecnologia RFID viene applicata a dispositivi/lettori che effettuano il controllo mediante schede magnetiche, simili a carte di credito, sulle quali è possibile inserire ulteriori informazioni in merito all’azienda o al titolare della scheda. Attraverso il software di gestione è possibile interdire o autorizzare l’accesso a determinate aree oppure all’ascensore, tanto per farti un esempio.

Pensa a un tradizionale badge di identificazione che, integrato da tecnologia RFID, ti consente di personalizzare i controlli secondo precisi paramenti, gestibili dal software del sistema. Questo è solo uno dei benefici che puoi avere dall’impiego della tecnologia RFID nel controllo degli accessi, ma non è certo il solo se consideri all’affidabilità del sistema e al fatto che non necessita di manutenzione.

Immagina di voler interdire l’accesso al laboratorio chimico ad alcuni dipendenti: dal pannello di controllo del software di gestione del sistema puoi impostare i parametri di controllo e bloccare l’accesso.

Cosa significa RFID

RFID è l’acronimo di Radio Frequency IDentification e si riferisce ad una tecnologia che ha origini remote: agli anni precedenti alla seconda guerra mondiale, in ambito militare, ma ha cominciato a diffondersi solo più tardi nel settore della sicurezza.

Come funziona la tecnologia RFID

Senza entrare troppo nei dettagli ti sarà utile sapere che il principio su cui si basa l’RFID per individuare oggetti e persone, è la trasmissione di onde magnetiche attraverso l’aria. Nel controllo degli accessi in particolare le informazioni del titolare della scheda magnetica sono scritte sul microchip che, essendo collegato ad un’antenna, è in grado di comunicarle al dispositivo per la lettura.

Il dispositivo di lettura può essere fisso o mobile. Nel controllo degli accessi il lettore RFID viene installato accanto alla porta di accesso dell’azienda, dell’ufficio, del deposito, eccetera. La versione mobile o palmare trova largo impiego laddove c’è necessità di tracciare la merce. In entrambe le versioni è richiesto il collegamento ad un sistema host.

La tecnologia RFID trova applicazione in molteplici campi o settori, dai sistemi di rilevazione della velocità a quelli per il pedaggio oppure al tracciamento della merce, ma in questo articolo ti ricordo, stiamo analizzando il suo impiego nel controllo degli accessi, per metterla in relazione con un’altra tecnologia, di cui già ti ho parlato in altri articoli e che si trova alla base del servizio che eroga BOR: la Tele-presenza. Fai click qui per approfondire.

Come funziona la Tele-presenza

La tele-presenza impiegata per il controllo e la gestione degli accessi rappresenta un’efficace alternativa all’RFID e sai perché?

La tele-presenza consente di combinare alla tecnologia la presenza di un operatore che, in tempo reale e da remoto, è in grado di interagire con l’ambiente controllato, prevenendo anomalie e sinistri.

Con un solo impianto è possibile non solo controllare e gestire gli accessi, ma è possibile praticare il controllo tecnologico delle apparecchiature e degli impianti antincendio, con l’evidente beneficio di ottenere il massimo dell’efficienza degli impianti.

Guarda come viene praticato il controllo e la gestione degli accessi con il Sistema di Tele-presenza BOR!

Quali sono le differenze tra RFID e Tele-presenza

Mettendo in relazione i due sistemi ti faccio notare che la tecnologia RFID è un’ottima soluzione per l’identificazione controllata degli accessi, ma se ambisci ad un servizio di eccellenza devi puntare sulla Tele-presenza, che ti consente di avere la presenza costante da remoto di un essere umano in grado di interagire con gli ambienti sottoposti a controllo, per prevenire anomalie di funzionamento delle apparecchiature e sinistri, e garantire l’incolumità delle persone e dei tuoi dipendenti impegnati nei turni di lavoro.

Le aziende che hanno già adottato il sistema di Tele-presenza BOR hanno aumentato la loro produttività, perché gli operai che lavorano di notte sono concentrati solo sul ciclo produttivo e non su altre necessità.

Per saperne di più sull’innovativo sistema di Tele-presenza BOR contattaci, ma se sei interessato ad approfondire l’argomento della Tecnologia RFID, non puoi perdere il prossimo articolo sul Tag RFID, in pubblicazione per il 20 novembre 2019.

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DiCarmelina Moccia

Impianti antincendio di protezione passiva e attiva

Impianti antincendio di protezione passiva e attiva

A maggio 2020 entreranno in vigore le norme di sicurezza antincendio diversificate in base all’altezza degli edifici destinati alla civile abitazione.

Lo scopo è quello garantire l’incolumità delle persone attraverso la predisposizione di impianti antincendio di protezione passiva e attiva e in generale l’adozione di misure di prevenzione incendi rivolte rilevare precocemente i principi di incendio e a limitarne la propagazione.

I vigili del fuoco hanno elaborato una classifica che aiuta a comprendere la differenza tra impianti di protezione attiva e passiva.

Quali sono gli impianti antincendio di protezione attiva

Gli impianti antincendio di protezione attiva richiedono l’azione di un essere umano per rilevare l’incendio, darne segnalazione e provvedere allo spegnimento.

In generale parliamo di attrezzature e impianti di estinzione, sistemi di allarme incendio, segnaletica e illuminazione di sicurezza e gli evacuatori di fumo e calore.

Gli estintori assieme alle reti idriche antincendio si usano per limitare la propagazione di un incendio e possono essere portatili o carrellati. Le reti idriche antincendio si collegano all’acquedotto cittadino o ad una vasca di disgiunzione per garantire la continuità dell’erogazione e una sufficiente pressione.

La distribuzione delle reti idriche antincendio è regolata in modo da agevolare le vie di uscita e fuga. Negli edifici a più piani le reti idriche sono previste per ogni piano.

L’impianto di rilevazione incendio è tradizionalmente composto da apparecchiature idonee a rilevare e segnalare un principio di incendio per contenere la propagazione dell’incendio e spegnere del tutto l’incendio.

La rilevazione dell’incendio avviene quando i valori di riferimento subiscono variazioni. Alla rilevazione del principio di incendio segue la segnalazione con allarmi agli organi preposti alla gestione delle emergenze. Per garantire l’efficienza dell’impianto anche in assenza di corrente elettrica, la centrale di controllo è collegata a sorgenti di energia alternativa.

Lo spegnimento dell’incendio può avvenire con acqua, schiuma, anidride carbonica, polvere, eccetera. L’erogazione può essere avviata direttamente dall’impianto di rilevazione incendi oppure per fusione di componenti termosensibili che a contatto con il fuoco aprono le teste erogatrici dei dispositivi lasciando uscire l’acqua.

Gli impianti di monitoraggio BOR possono essere considerati alla stregua degli impianti di prevenzione incendio, perché combinati alla professionalità di operatori che rilevano gli eventi sospetti, le anomalie e i principi di incendio in tempo reale, consentono di prevenire i danni e garantire l’incolumità delle persone. Sfruttando la tecnologia della Tele-presenza e dell’analisi video gli operatori rilevano precocemente gli eventi pericolosi e avviano i protocolli di emergenza, agevolando le manovre di spegnimento e contenimento dell’incendio messe in atto dai soggetti addetti alla gestione delle emergenze.

Quali sono gli impianti antincendio di protezione passiva

Sono classificabili invece come impianti antincendio di protezione passiva quelle misure che non richiedono l’azione di un essere umano per limitare gli effetti di un incendio nel tempo e nello spazio.

A tale scopo è prescritto l’innalzamento di barriere antincendio, l’interposizione di spazi scoperti mediante distanze di sicurezza, la predisposizione di una efficace compartimentazione mediante porte e muri tagliafuoco e vie di esodo, l’uso di materiale con resistenza al fuoco e sistemi di ventilazione. La comunicazione in un edificio va garantita, ma la presenza di porte tagliafuoco assicura l’isolamento di aree interessate dall’incendio e il contenimento della propagazione delle fiamme. La scelta di materiali resistenti al fuoco è importante nella definizione del tempo di spegnimento. È chiaro che materiali infiammabili alimentano l’incendio e riducono il tempo a disposizione dei soggetti incaricati della gestione dell’emergenza per il contenimento e lo spegnimento.

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DiCarmelina Moccia

Telecamere termografiche per la rilevazione precoce di incendi

Telecamere termografiche per la rilevazione precoce di incendi

In un precedente articolo (fai click qui per visualizzarlo) ti ho parlato delle telecamere termiche o termografiche e ti ho spiegato, senza entrare troppo nei tecnicismi, come funzionano.

Oggi ritorno sull’argomento per parlarti dell’impiego delle telecamere termiche termografiche nella prevenzione antincendio.

L’applicazione delle termo-camere nel campo della sicurezza consente di monitorare con prestazioni notevoli le aree in assenza di illuminazione, anche in presenza di fumo, polvere e nebbia perché di giorno non temono l’accecamento della luce diretta del sole e di notte consentono di vedere più lontano di qualsiasi altro dispositivo di visione notturna e rilevano la temperatura corporea dell’oggetto, trasformandola in impulsi elettrici che sul monitor vengono visualizzati come immagini a colori.

La privacy delle persone è garantita perché le termografiche non rilevano i volti, bensì i movimenti, che possono essere così classificati secondo le diverse situazioni. Quando viene superato un certo valore di riferimento le camere termografiche possono inviare segnalazioni a mezzo email o attivare una successione di eventi concatenati. Possono essere visionate tramite piattaforma tecnologica o tramite APP direttamente sullo Smartphone.

Il software di gestione di cui sono dotate consente di personalizzare i layout, le modalità di visualizzazione del live e playback per lo streaming video e di programmare le eventuali azioni da innescare in caso di allarme.

Cosa richiede l’installazione di telecamere termografiche

Dotate di audio bidirezionale, per l’ascolto dell’ambiente e l’interazione con esso, possono essere alimentate con un unico cavo di rete collegato ad uno Switch POE. Ti suggerisco di utilizzare sempre un Switch con più porte del numero di camere da alimentare, nel caso tu voglia successivamente ampliare/adeguare il tuo impianto.

Per la registrazione delle immagini per un periodo di 12gg è richiesta una configurazione hardware con memoria HDD da almeno 9TB. La visione delle telecamere può avvenire su più schermi e anche su Smartphone.

Quali sono i benefici delle telecamere termografiche

Le telecamere termografiche sono particolarmente utili per la rilevazione di danni o problematiche non individuabili ad occhio nudo, ma si rivelano particolarmente adatte alla rilevazione precoce di incendi.

Le Linee Guida Regionali che contengono le prescrizioni di prevenzione antincendio infatti ne prescrivono l’impiego alle aziende che stanno per avviare un’attività di gestione rifiuti e alle aziende già autorizzate, sotto forma di obbligo di adeguamento impiantistico, e in generale a tutte quelle categorie di attività soggette ai controlli di prevenzione incendi.

L’abbinamento di telecamere termografiche a sistemi integrati di videosorveglianza ad alta risoluzione, con controllo da remoto h24 degli accessi in tempo reale, consente di rilevare precocemente le variazioni termiche per le aree maggiormente esposte a rischio, prevenire i rischi di incendio, garantire l’incolumità pubblica e la tutela dell’ambiente e intervenire per ripristinare i valori di normalità.

L’impiego di apparecchiature dotate di analisi video e tecnologia termografica consente di rilevare qualsiasi variazione termica e intervenire per ripristinare i parametri di riferimento.

BOR con un “Programma Integrato” per il controllo perimetrale h24 del sito, la verifica degli accessi carrai perimetrali, sistemi di videosorveglianza ad alta risoluzione e analisi video, è in grado di garantire:

  • il controllo perimetrale degli accessi carrai;
  • la rilevazione in “tempo reale” di anomalie e sinistri;
  • la prevenzione di incendi, intrusioni, atti vandalici e danneggiamenti, furto fisico di merce e dati aziendali;
  • l’efficienza degli impianti mediante il monitoraggio in tempo reale da remoto e il controllo tecnologico degli impianti h24.

Grazie all’impiego di sofisticati software di gestione e analisi video e di apparecchiature altamente tecnologiche in grado di rilevare “PRECOCEMENTE” le variazioni della temperatura, il monitoraggio e controllo BOR svolto in tempo reale da remoto h24 con Telecamere Termografiche rappresenta l’unico sistema di rilevazione precoce EFFICACE, su tutto il territorio nazionale.

Fai click qui per vedere come funziona il servizio di controllo e identificazione dedicata, grazie al quale abbiamo rilevato un principio di incendio in un'azienda agricola del casertano e scongiurato rischi e pericoli.

Se desideri informazioni più dettagliate sull’impiego di termografiche per la rilevazione di incendi e sul monitoraggio BOR, contattaci e richiedi una consulenza gratuita.

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DiCarmelina Moccia

Video Analisi: tecnologia intelligente per la rilevazione incendi

Video Analisi: tecnologia intelligente per la rilevazione incendi

L’impiego di soluzioni tecnologiche dotate di intelligenza artificiale nell’ambito della sicurezza ha consentito di perfezionare sempre più la risposta delle macchine agli eventi.

L’analisi video è una tecnologia che nel corso degli anni è evoluta fino al punto di riuscire a garantire un’analisi ininterrotta di dati e la rilevazione precoce di anomalie e sinistri sempre più precisa.

Il software di analisi video consente di impostare dettagliatamente i parametri di riferimento al fine di concentrare l’attenzione dell’uomo solo su determinati eventi. La rilevazione dei dati è seguita dall’analisi e classificazione dell’anomalia come tale, e consente di rispondere/rimediare tempestivamente con soluzioni adatte, prima che avvengano danni a persone e cose.

La tecnologia di analisi video grazie all’intelligenza artificiale ha integrato sistemi di analisi e classificazione sempre più intuitivi, che consentono di intervenire precisamente per ripristinare i parametri di riferimento.

Di seguito ti elenco alcuni degli eventi che possono essere classificati come sospetti e quindi generare una risposta umana:

  • l’abbandono o la sottrazione di oggetti in una determinata area;
  • l’accesso di intrusi in aree riservate;
  • la presenza di animali randagi in un allevamento di bestiame;
  • anomalie di funzionamento di impianti elettrici e via dicendo…

L’impiego di algoritmi consente di analizzare i dati rilevati e generare una successione di risposte rivolte a ripristinare i valori prestabiliti.

Per esempio, se viene rilevata la presenza di un intruso che ha varcato il perimetro esterno di un capannone l’attenzione dell’operatore BOR addetto all’analisi degli eventi, viene portata sull’immagine video che ritrae l’azione dell’intruso, consentendogli di classificare “l’evento sospetto” e praticare i protocolli necessari.

L’opportunità di applicare l’analisi video nella rilevazione incendi nasce dall’esigenza di prevenire i rischi d’incendio e contenere l’impatto che tali eventi hanno sull’ambiente.

Le Linee Guida Regionali prescrivono l’adeguamento impiantistico per le aziende esposte al rischio antincendio, con sistemi per il controllo perimetrale del sito, sistemi antintrusione e tecnologie di controllo e identificazione dedicata, l’installazione di sistemi di videosorveglianza ad alta risoluzione e software di analisi video, per la rilevazione PRECOCE degli eventi e in particolar modo delle variazioni di temperatura.

L’applicazione di termo-camere dotate di video analisi consente infatti di monitorare le aree in assenza di illuminazione, anche attraverso fumo, polvere e nebbia leggera con prestazioni notevoli, garantendo un controllo ottimale.

Le camere termografiche consentono di vedere più lontano di qualsiasi altro dispositivo di visione notturna,  e di giorno non sono soggette ad accecamento della luce diretta del sole.

Il monitoraggio delle camere termografiche in tempo reale da remoto, consente di rilevare precocemente la variazione di temperatura e classificarla come sospetta e intervenire per limitare la vastità dell’incendio e delle relative manovre di spegnimento.

Come avviene la rilevazione dell’evento

La tecnologia di analisi video di una termo-camera rileva l’evento, lo analizza e lo confronta con la temperatura impostata, se il valore rilevato è anomalo viene allertato l’operatore di telecontrollo che avvia le procedure di sicurezza.

Se hai ancora dubbi sull’opportunità di adeguare l’impianto antincendio con sistemi di videosorveglianza ad alta risoluzione e tecnologia di analisi video puoi contattare il reparto commerciale e chiedere una consulenza gratuita, fai click qui.

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DiCarmelina Moccia

Il Videocitofono è un sistema di videosorveglianza domestico

Il videocitofono è un sistema di videosorveglianza domestico

La diffusione della tecnologia ha rivoluzionato l’utilizzo dei tradizionali sistemi di sicurezza passivi. Sono sempre più numerose le unità abitative che rinunciano volentieri alla “semplicità di utilizzo” del tradizionale citofono per dotarsi di un videocitofono.

Come è fatto un videocitofono

Il videocitofono è uno strumento tecnologico dotato di due elementi: l’unità di chiamata e l’unità di risposta.

L’unità di chiamata è collocata all’esterno dell’edificio ed è composta da una pulsantiera, il cui numero di pulsanti varia a seconda delle abitazioni presenti nella residenza. Per poter citofonare occorre comporre il codice numerico corrispondente alla persona desiderata.

L’unità di risposta è collocata all’interno dell’abitazione, è dotata di monitor e, nella maggior parte dei casi, di cornetta. La presenza del monitor ti consente di vedere in tempo reale chi sta bussando al tuo cancello e di interagire con l’ambiente esterno, utilizzando la cornetta o il vivavoce.

Puoi collocare l’unità di risposta in diverse stanze per poter rispondere al videocitofono da qualsiasi posto della casa.

Il videocitofono è un sistema di videosorveglianza domestico

Grazie all’impiego della tecnologia il tradizionale citofono è diventato a tutti gli effetti un sistema di videosorveglianza domestico, che ti consente di vedere in tempo reale chi bussa al cancello di casa tua e di praticare un efficace controllo, vietando l’accesso a persone non autorizzate ad entrare.

Dove si può installare un videocitofono: è necessario fare opere murarie

In presenza di una tettoia potrai installare il videocitofono appoggiandolo alla parete, diversamente per proteggerlo dalle inclemenze metereologiche dovrai murarlo. Ricorda che per poter funzionare è inoltre necessario che il cancello sia dotato di una serratura elettrica.

Se non vuoi fare opere murarie potresti optare per un video campanello senza fili WIFI. Rappresenta una valida alternativa anche nel caso tu non voglia bucare la porta di casa per montare uno spioncino digitale, ma al contempo vuoi vedere chi bussa alla tua casa da qualsiasi posto.

Il vantaggio del video campanello è che essendo connesso alla rete internet puoi consultarlo da ovunque tu ti trovi. Scaricando l’app del dispositivo puoi interagire con la persona che ha bussato in tempo reale,  direttamente dal display dello Smartphone e grazie all’audio bidirezionale di cui è dotato il video campanello puoi ascoltare e parlare. Alcuni modelli presenti in commercio ti consentono di essere consultati impartendo un comando vocale ad Alexa in cui chiedi di poter vedere le attività che si svolgono dal vivo davanti alla tua porta…

Violazione della privacy: è necessario esporre un avviso in caso di uso del Videocitofono

Il Garante della Privacy considera il videocitofono al pari di un sistema di videosorveglianza e stabilisce che se installato per fini esclusivamente personali e per inquadrare la sola area privata non è necessario segnalare la presenza del dispositivo con apposito cartello, a condizione che le immagini non vengano utilizzate per scopi diversi dalla sicurezza e non vengano diffuse.

Nel caso in cui le riprese del videocitofono dovessero cadere su aree comuni è necessario segnalare la presenza del dispositivo con un cartello.

È richiesta l’autorizzazione assembleare per l’installazione del videocitofono che riprende aree comuni

Per l’installazione di un videocitofono in un’area condominiale che riprende aree comuni è richiesta l’autorizzazione della maggioranza assembleare dei condomini presenti.  Senza la deliberazione assembleare le riprese di spazi comuni determinano il configurarsi del reato di interferenze illecite nella vita privata. Fai click qui per approfondire l'argomento.

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DiCarmelina Moccia

Spioncino digitale: è legale montare uno spioncino digitale nella porta di casa?

Spioncino digitale: è legale montare uno spioncino digitale nella porta di casa?

Lo spioncino digitale è un dispositivo di tre centimetri di circonferenza, che sostituisce il tradizionale spioncino. Va collocato nella porta di casa e si compone principalmente di tre elementi: una telecamera, una piastra interna alla porta sui cui va montata la telecamera e un monitor interno.

Come funziona lo spioncino digitale: si può installare senza forare la porta di casa

L’alimentazione dello spioncino è a batterie, sostituibili comodamente, e in media dura due o tre mesi. L’installazione dello spioncino richiede che tu faccia un foro nella porta di casa.

È legale montare uno spioncino digitale nella porta di casa

Partendo dal presupposto che lo spioncino digitale va a sostituire quello tradizionale, è lecito montare il dispositivo collegato ad una telecamera, a condizione che tu abbia la visione del solo spazio privato davanti al tuo pianerottolo.

È necessario richiedere l’autorizzazione ai vicini per montare lo spioncino digitale

Per montare lo spioncino digitale non hai bisogno di richiedere l’autorizzazione ai vicini e non sei tenuto a segnalare la presenza della telecamera, a condizione che l’angolo di ripresa non vada oltre il tuo spazio privato. Nel caso in cui la telecamera sia abilitata alla registrazione di immagini, l’angolo di ripresa deve essere orientato in modo da non catturare i volti delle persone che transitano sull’intero pianerottolo e in generale parti non raggiungibili agilmente. In tal caso segnalare ai vicini la presenza della telecamera con un cartello, ti eviterebbe di incorrere nel reato di interferenza illecita nella vita privata.

In un precedente articolo, fai click qui per approfondire, abbiamo visto come è punito chi si procura indebitamente le immagini attinenti la vita privata del vicino e cosa dispone la Suprema Corte di Cassazione in materia di appropriazione di immagini avvenuta in assenza di divieto di ripresa.

Perché è utile lo spioncino digitale

L’impiego dello spioncino digitale è particolarmente adatto in caso di presenza di bambini o disabili impossibilitati a raggiungere il tradizionale spioncino. Dietro la porta, in corrispondenza della telecamera esterna, compare un display dal quale è possibile controllare chi bussa alla tua porta.

Se hai un bambino in casa con te, oppure un anziano che ha difficoltà ad avvicinarsi allo spioncino, può essere molto utile montare uno spioncino digitale che consenta loro di visionare comodamente dalla loro posizione o direttamente dal display dello Smartphone chi è fuori dalla porta di casa!

La ragione per cui potresti montare uno spioncino digitale è legata oltre che alla comodità anche alla sicurezza personale e al controllo degli accessi.

Immagina di essere distante da casa e di visionare sul tuo Smartphone la persona che sta bussando alla tua porta di casa… non credi sia pratico?

Attenzione però: il limite oltre il quale si sfora nella videosorveglianza è davvero sottile…

Quando monti una telecamera nella tua porta sei consapevole delle potenzialità del dispositivo che stai montando e sai che potrebbe violare la privacy di chi transita su tutto il pianerottolo, sarà tua cura fare in modo allora, che l’angolo di ripresa della camera non riprenda i volti delle persone che passano oltre la tua porta di casa e si limiti ad inquadrare il solo spazio privato.

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Tele-presenza olografica

Tele-presenza olografica

La Tele-presenza è una tecnologia che abbatte le barriere che le distanze innalzano… potrei altrimenti esprimere il concetto dicendo che ti trovi davanti ad una tecnologia che risolve i problemi legati alla distanza!

Immagina di doverti allontanare da casa e di dover aprire la porta all’elettricista che deve riparare il pannello elettrico… non puoi aspettare che arrivi per farlo entrare e non puoi neanche lasciare le chiavi di casa ad un estraneo… e allora cosa fai?

Non puoi certo chiedere ancora a tua sorella di aprire la porta, glielo hai già chiesto un’infinità di volte e non vuoi arrecarle altro fastidio!

Il tuo problema si chiama: “controllo e gestione degli accessi”.

Di solito c’è un portiere sul posto che controlla e gestisce gli accessi di una o più persone ad una casa, un’azienda, una scuola… con la tele-presenza invece il portiere si trova altrove, ma riesce comunque a fare tutto quello che farebbe se fosse sul posto e non solo per te, ma per tante altre persone.

È questo il vantaggio più grande della Tele-presenza: controllare e gestire da remoto delle attività, quali l’apertura di porte e cancelli, la rilevazione di incendi, fughe di gas, allagamenti, sosta vietata, intrusioni, servizio di accoglienza…

Cosa comporta la scelta di gestire in tele-presenza il controllo e la gestione delle infrastrutture

Gestire da remoto un’infrastruttura comporta l’installazione di un’apparecchiatura o dispositivo che fa da ricevitore/trasmettitore, per intenderci, anche se il termine più consono è: impianto di monitoraggio. Quando installi un impianto di monitoraggio presso una base puoi collegarti all’impianto tutte le volte che vuoi e manifestare la tua presenza mediante l’apparato audio visivo dell’impianto.

Pensa a quando vai in banca e senti la voce dell’operatrice che ti dà il benvenuto e ti invita a depositare gli oggetti metallici nell’apposita cassetta… questo è solo un esempio, giusto per farti intendere, ma la tele-presenza va ben oltre, perché se combinata alla robotica riesce davvero a fare tanto… in un precedente articolo ho parlato di AVA 500 il robot che ti consente di girare per i reparti e partecipare a processi produttivi sfruttando la Tele-presenza. Fai click qui per approfondire.

La tele-presenza è una tecnologia molto versatile ed è l’ambito in cui si muove l’azienda BOR: avrai sicuramente visto qualche video registrato dai nostri impianti di monitoraggio… BOR è specializzata nel fornire una presenza costante virtuale per effetto della quale riusciamo ANCHE a sventare tentativi di intrusione.

… e se potessi addirittura vedere un ologramma del tuo interlocutore?

Cos’è la telepresenza olografica

Pensa alla possibilità di vedere materializzare davanti a te l’ologramma della persona con la quale stai parlando… starai pensando che forse è più pratico gestire una videochiamata, immagina invece l’illusione di essere davvero in compagnia!

Il progetto della tele-presenza olografica in Italia è stato avviato nel 2014, da una società che ha sede in Valle D’Aosta, in collaborazione con l’Istituto Nazione di Ottica del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Si stima che nei prossimi anni la telepresenza olografica possa essere adottata da molte persone, ma la gestione dei costi di applicazione ne rallenta la diffusione.

Come ti dicevo, per poter utilizzare la telepresenza per interagire con una o più persone distanti geograficamente c’è bisogno di munire l'ambiente di un dispositivo controllabile e gestibile da remoto. Il costo del dispositivo non è sempre accessibile a tutti e questo purtroppo fa della telepresenza una tecnologia attualmente ancora “riservata a pochi”, sebbene sia destinata a diffondersi in un futuro non troppo lontano.

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DiCarmelina Moccia

Chatbot: cosa sono, quali sono gli impieghi e quali le prospettive per il futuro

Chatbot: cosa sono, quali sono gli impieghi e quali le prospettive per il futuro

Hai mai interagito con un Chatbot?

Ti sarà sicuramente capitato di visitare un sito web e di essere accolto da un assistente virtuale che ti offre assistenza: questo è solo uno dei tanti impieghi.

Cosa significa chatbot

Chatbot è composto dal termine chat, che indica l’utilizzo di una chat dedicata per gestire la conversazione e bot che non è altro che la contrazione della parola robot.

Un chatbot altro non è quindi che un software strutturato in modo da stabilire un’interazione artificiale con un interlocutore, per offrire assistenza principalmente. La diffusione dei chatbot è destinata a diventare sempre più capillare; per comprenderne l’importanza basta pensare ai benefici che possono ricavarne le aziende nel marketing per snellire la gestione del reparto vendite e nella customer care.

La prima idea di applicazione dell’intelligenza artificiale nelle macchine destinate ad interagire con gli umani è stata esposta da Alan Turing nel 1950, quando in un articolo propose un criterio, poi denominato Test di Turing, per capire se una macchina fosse in grado di pensare.

Come è strutturato un chatbot

Un chatbot è un software sviluppato per gestire dialoghi strutturati tra un bot e una persona. L’umano comprende di trovarsi di fronte ad una macchina dalle scelte che è indotto a compiere. Trattandosi infatti di una macchina per poter delineare un profilo dell’umano con cui sta conversando, il bot proporrà delle domande a scelta multipla per delineare gli interessi, le preferenze, l’età, i gusti e la lingua dell’umano.

Qual è il principale vantaggio di un chatbot

Un chatbot offre assistenza H24, questo è sicuramente il primo vantaggio. Grazie all’intelligenza artificiale di cui è dotato è in grado di imparare dai propri errori; quando l’umano fornisce risposte alle domande il bot elabora un profilo e personalizza le informazioni da dare all’utente connesso.

Il notevole vantaggio del chatbot è che l’utente decide quando ricevere informazioni e quando smettere di riceverne.

Quali sono gli impieghi di un chatbot

L’impiego dei chatbot è sicuramente più indicato nel settore marketing e nella customer care, come già detto, ma non è raro trovarne in giro per altri utilizzi.

Immagina di voler far parte di una Community Virtuale… sai quante persone frequentano contemporaneamente la piattaforma? Il chatbot riesce a gestire dialoghi con tutti gli utenti fornendo informazioni e aiuto grazie a domande strutturate rivolte a personalizzare la risposta.

Telegram nel 2015 ha consentito per la prima volta di sviluppare un assistente virtuale in grado di rispondere a comandi/scelte programmabili. L’anno successivo è stata la volta di Facebook Messenger che ha aperto l’accesso ai bot sulla piattaforma.

Attualmente sono già tante le aziende che hanno sviluppato il proprio chatbot per rispondere alle esigenze delle persone. La possibilità di poter anche gestire i pagamenti con Paypal fa dei chatbot uno strumento flessibile e smart che è destinato a sostituire le App.

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DiGiuliano Salomone

Blockchain: Summit di Malta e le tre leggi per regolare le transazioni

Blockchain: Summit di Malta e le tre leggi per regolare le transazioni

Dal 22 al 24 maggio 2019 si è tenuta la seconda edizione del vertice Malta Blockchain Summit, ma in questo articolo andremo ad analizzare gli eventi del primo incontro che ha radunato l'intero sistema blockchain a St. Julian a novembre 2018.

Grazie ai 3 atti introdotti per regolare le transazioni, il paese mediterraneo nello scorso anno si è guadagnato la nomina di “isola della Blockchain” per eccellenza, mettendo così Malta al primo posto nella corsa globale verso la legalizzazione delle valute virtuali e della DLT.

I disegni di legge, entrati in vigore il 1º novembre, sono un passo del governo maltese verso la regolamentazione e la messa a norma ritenuta da sempre necessaria per chi vuole operare in Blockchain.

A Malta si è scelto di puntare sulla cryptoeconomy e le regolamentazioni introdotte rappresentano un principio di innovazione teso ad incrementare il mercato e a promuoverne la crescita, ma andiamo a vedere quali sono le 3 importanti leggi che assicurano un quadro giuridico chiaro ed affidabile.

Partiamo dalla più interessante, con l'atto denominato “Malta Digital Innovation Authority Act“ (MDIA) l'isola del mediterraneo si dichiara innovatrice del settore, permette al paese di dotarsi di un'Autorità indipendente tesa alla vigilanza delle aziende che si basano su Blockchain e allo stesso tempo assicura soluzioni e servizi per chi fa uso di tecnologie innovative.

Cosa permette l'MDIA e qual è il suo scopo? 

Il MDIA Act ha come scopo la promozione e la crescita del settore. É un organo centrale che supervisiona e certifica le piattaforme DLT, gli smart contracts e i fornitori di servizi a essi associati monitorandone in simultanea lo sviluppo.

Un'autorità che rafforza il grado di complicità e comunicazione con gli enti nazionali ed internazionali, supporta ed incoraggia ogni tipo di innovazione garantendo flessibilità e trasparenza una volta certificato l'accordo che identifica un progetto come tecnologia innovativa.

Usare la parola Autorità non è un caso, grazie ad essa è possibile amministrare e registrare attività ed operazioni, ma l'aspetto più interessante è la possibilità di introdurre standards di qualità e di sicurezza per ogni soluzione o servizio.

I poteri attribuiti all'Autorità prevedono un codice legislativo da rispettare, che permette di disciplinare attività prima d'ora non tracciabili e introduce sanzioni per operazioni che non sono a norma includendo fra esse anche l'arresto.

Le altre due leggi, che vanno di pari passo con Malta Digital Innovation Act (MDIA) sono: la ITAS e la VFA.

Cosa significa ITAS

ITAS è l’acronimo di Innovative Technology Arrangements and Services ed è una legge principalmente finalizzata alla registrazione e regolamentazione sia degli accordi di certificazione di piattaforme tecnologiche di DLT (Distributed Ledger Technologies) sia dei fornitori di servizi innovativi (Technology Service Provider).

In poche parole quest'atto è strettamente legato alla progettazione e alla fornitura di DLT, ma anche alla gestione di contratti intelligenti (smart contracts) e relative applicazioni.

Grazie a questa normativa i consumatori, così come gli investitori, hanno la certezza giuridica delle azioni svolte sul portale, non c'è quindi il rischio di perdere un investimento monetario o cadere in qualche truffa o forma di frode.

Essa aiuta ad avere una panoramica dei processi, dà il diritto a chi ne prende parte di avere sicurezza quando si investe in una certa tecnologia assicurandone anche il corretto sviluppo dell'industria Blockchain.

Sarà infatti l'Autorità centrale a mantenere un registro elettronico pubblico con tutti i tipi di riconoscimenti concessi ai richiedenti, con le relative informazioni di identificazione dei candidati e le attività che gli sono state concesse di svolgere.

Cos’è la VFA

La (VFA) Virtual Financial Assets è invece una normativa strettamente legata al campo finanziario, fornisce un quadro normativo per le ICO e gli scambi crittografici.

La possiamo immaginare come un registro di norme e regole che fa chiarezza sui permessi necessari ai consumatori, sul tipo di licenze e sulle applicazioni, dando così modo di regolare ogni aspetto delle imprese o dei progetti che partono da esse con l'intenzione di proteggere chi decide di investirvi.

La legge delinea i requisiti per coloro che lanciano nuove valute sul mercato attraverso le ICO, così come per i servizi di brokeraggio, i gestori e i fornitori di wallets, consulenti per gli investimenti e soprattutto per chi effettua scambi di cryptovalute.

La VFA definisce le ICO come un mezzo di raccolta di capitali vendendo in cambio attività finanziarie virtuali agli investitori.

Come preannunciato nei precedenti articoli, l'ammissione e la negoziazione su una piattaforma DLT deve avvenire con un white paper registrato da consegnare all'Autorità competente, in questo caso la MSFA "Malta Financial Services Authority" che mette a disposizione informazioni e requisiti che il white paper deve rispettare per far sì che sia convalidato il progetto.

Bisogna chiarire però che sia la VFA che l'ITAS definiscono una DLT come: un database distribuito, decentralizzato, condiviso e replicato dove la crittografia rende le operazioni immutabili e quindi verificabili.

Il governo di Malta ha voluto dare un segnale forte: il paese si è esposto alla Blockchain con la forte volontà di creare attorno ad essa un quadro normativo e permettere a chi oggi ne fa uso di avere una certezza giuridica sulle azioni svolte nel portale.

Questo è un grande passo per anche per l'unione Europea, l'isola garantendo la protezione dei commercianti del futuro attira i loro investimenti, fa rispettare gli standard anti-riciclaggio oltre che partecipare alla diffusione e lo sviluppo del sistema Blockchain, oramai destinato a rivoluzionare il mercato finanziario mondiale.

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DiCarmelina Moccia

AVA 500: la Telepresenza combinata alla robotica per interagire a distanza con l’ambiente di lavoro

AVA 500: la Telepresenza combinata alla robotica per interagire a distanza con l’ambiente di lavoro

AVA 500 non è un nuovo detergente… è un robot che grazie alla Tele-presenza ti consente di partecipare a presentazioni aziendali, frequentare corsi di formazione a New York, per esempio, pur essendo comodamente seduto sulla poltrona di casa tua!

E fin qui mi dirai che non ci trovi nulla di innovativo: già lo fai sfruttando la videoconferenza.

Quali sono gli utilizzi di AVA 500

AVA 500 però ha qualcosa di speciale, infatti stiamo parlando di un robot che sfrutta una struttura verticale che simula la sagoma umana per restituire l’esperienza di una presenza fisica reale che supporta uno schermo HD da 21.5 pollici e che, combinata alla Tele-presenza e al sistema di connessione in 3G o 4G e navigazione autonoma, ti consente di spostarti tra i reparti di un’azienda per praticare visite e ispezioni a impianti di produzione o laboratori, catene di produzione, per esempio, oppure ti consente di collaborare con il tuo team ad un progetto.

Come funziona AVA 500

Dotata di sensori laser, sonar, sensori per bordi e ostacoli, controlli vocali, gestuali e touch, ti consente di interagire a distanza con l’ambiente. Mentre ti sposti da un settore ad un altro della tua azienda puoi decidere di mostrare il tuo volto all’ambiente circostante oppure di mostrare uno schermo bianco e sfruttare quindi la modalità di navigazione privata. Il robot ti mostra una mappatura dell’ambiente e tu attraverso il tuo ipad, direttamente dalla tua postazione remota, puoi scegliere la destinazione e appunto percorrere il tragitto che va dalla base della ricarica di AVA 500 alla tua meta in modalità pubblica, fermandoti anche a conversare con i tuoi colleghi che incontri lungo il tragitto, oppure in privato. In modalità pubblica puoi guardare gli ambienti che percorri e ascoltare i suoni mostrando il tuo volto.

Una volta terminata la sessione di lavoro/conversazione AVA 500 ritorna alla sua base di ricarica e può essere utilizzata da un altro utente che effettui l’accesso dal suo ipad.

Appena eseguito l’accesso e scelta la destinazione dalla mappa dell’ambiente, puoi concentrarti direttamente sulla conversazione, senza doverti preoccupare di guidare il robot, perché è dotato di navigazione indipendente e sensori che evitano gli ostacoli.

Quali applicazioni ha la Tele-presenza

La Tele-presenza è sempre più destinata a trovare applicazione nel vissuto quotidiano nella prospettiva di restituire l’esperienza della presenza fisica, laddove le distanze impediscono l’interazione con l’ambiente circostante in tempo reale.

In questo articolo ti ho parlato della Tele-presenza che, combinata alla robotica, ti consente di interagire con l’ambiente di lavoro.

Pensa invece all’applicazione della Tele-presenza che facciamo nello svolgimento del servizio di portierato e guardiania che pratichiamo in tempo reale dalle nostre piattaforme tecnologiche per i nostri clienti…

Grazie all’impianto di monitoraggio, che utilizziamo per sorvegliare le aree, possiamo interagire con gli ambienti monitorati e praticare dissuasione. L’audio bidirezionale dell’impianto ci consente di ascoltare e parlare con i nostri clienti, per fornire accoglienza e assistenza, e con gli estranei e gli intrusi per farli allontanare.

L’impiego della Tele-presenza che facciamo è rivolto a garantire una presenza costante virtuale, laddove è richiesto il controllo e la gestione degli accessi e delle presenze da parte di persone autorizzate e intrusi, la rilevazione di anomalie e sinistri, la rilevazione di incendi e allagamenti, il controllo e la gestione delle infrastrutture e tutte le normali attività svolte tradizionalmente da un custode sul posto.

Noi operiamo in modalità privata: non mostriamo il volto degli operatori di tele-presenza agli estranei, ma non è escluso che su richiesta del cliente si possa operare anche in modalità pubblica.

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