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DiCarmelina Moccia

La sostituzione della porta blindata rientra nel Bonus Sicurezza?

La sostituzione della porta blindata rientra nel Bonus Sicurezza?

Hai deciso di cambiare la porta blindata e ti stati chiedendo se puoi usufruire delle agevolazioni fiscali!


Di motivi per cambiare una porta blindata ce ne sono diversi, ad esempio potresti essere scontento del grado di isolamento acustico che ti garantisce… magari quando l’hai acquistata hai pensato a risparmiare e non hai badato molto alla classe di sicurezza e ti sei affidato alla soluzione più economica che con il tempo ti ha fatto rimpiangere di aver speso di meno.

Ti ci vedo quasi mentre ti siedi a tavola in cucina… nella stanza a fianco c’è l’ingresso e tua moglie che apre la porta, entra in casa e ti confida di averti sentito mentre parlavi a tuo figlio e trascinavi la sedia sul pavimento. Rimani perplesso per qualche istante, pensi che stia esagerando, allora ti alzi e scendi giù per le scale, non prima di averle chiesto di tirare la sedia e dire qualcosa a tuo figlio che ha già cominciato a mangiare. Quando appari davanti alla tua porta blindata la guardi e l’unica cosa che ti trattiene dal prenderla a calci è la consapevolezza di aver comunque speso dei soldi e se la danneggi aggiungi un altro danno alla beffa!

Rientri in casa, guardi tua moglie e pensi alla tua privacy e al grado di sicurezza che può garantirti una porta blindata che non riesce neppure a tenere a riparo le tue parole!

Continui a vivere la tua vita, confidando che almeno in parte la tua porta blindata faccia il suo dovere. Poi apprendi dal tuo vicino che nel fine settimana sono stati sequestrati in casa due coniugi. Pensi concretamente a cambiare la tua porta blindata con una di classe di sicurezza superiore che sia resistente non solo alla forza fisica del ladro, ma anche ad aggeggi elettro-meccanici potenti.

Pensi a quanto hai già pagato per acquistare la tua porta e valuti la possibilità di rinforzarla con spranghe, ma l’istinto questa volta ti dice che non è sufficiente. Il vicino, sempre lo stesso, ti ha detto delle agevolazioni fiscali previste dalla Legge di Stabilità e del bonus sicurezza per chi acquista impianti audio visivi. Avvii la ricerca dallo Smartphone ed eccoti qui, a leggere un articolo che fa al tuo caso e parla proprio del Bonus Sicurezza 2019.

Ho già parlato del Bonus Sicurezza per l’acquisto di impianti di videosorveglianza in un precedente articolo, puoi leggerlo facendo click qui,  ma in questo invece ti spiego come fare a sostituire la tua porta blindata usufruendo delle agevolazioni fiscali previste dallo Stato nell’ottica di promuovere gli interventi rivolti a mettere in sicurezza le abitazioni per evitare aggressioni, danneggiamenti, furti, sequestri di persone e altri reati.

Quali sono le classi di sicurezza che rientrano nel bonus sicurezza

Puoi sostituire la tua porta blindata con un’altra di una classe superiore o inferiore indifferentemente. Ovviamente ha senso sostituirla con una di classe di sicurezza superiore!

In cosa consiste il bonus sicurezza per la sostituzione della porta blindata

Se sostituisci la tua porta blindata entro il 31 dicembre 2019 puoi detrarre il 50% della spesa sostenuta dalle tasse. La detrazione è destinata alle persone fisiche soggette al pagamento delle imposte sui redditi, questo significa che se spendi € 2.000,00 per l’acquisto della porta, lo Stato ti farà risparmiare per dieci anni € 100,00 sulle tasse che gli devi corrispondere.

Come si fa ad usufruire del bonus sicurezza per la sostituzione della porta blindata

Per poter usufruire del bonus sicurezza devi effettuare il pagamento con bonifico parlante, dal quale risulti la causale del pagamento, il tuo codice fiscale e quello dell’azienda dove hai acquistato la porta blindata. Entro novanta giorni dalla fine dei lavori devi inviare la pratica ENEA. Vai sul sito Enea, registrati e inserisci tutte le informazioni richieste; se non riesci a rispondere a tutti i quesiti affidati ad un consulente, puoi detrarre anche le spese che sostieni per inoltrare la pratica.

Posso usufruire del bonus sicurezza per il primo acquisto di una porta blindata?

La detrazione è riservata a chi sostituisce la porta blindata e per un importo non superiore a € 96.000,00. Attento, se deicidi di rinviare la sostituzione della porta all’anno nuovo, potresti perdere l’opportunità di essere rimborsato del 50% della spesa!

È concreta infatti la possibilità che il Governo riduca al 36% la detrazione per acquisti effettuati dopo il 31 dicembre 2019.

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DiCarmelina Moccia

Obbligo di videosorveglianza per le aziende di stoccaggio di rifiuti

Obbligo di videosorveglianza per aziende di stoccaggio di rifiuti

Il susseguirsi di incendi in aziende di stoccaggio di rifiuti ha fatto nascere l’esigenza di regolamentarne precisamente la gestione operativa nell’ottica di prevenire i rischi. Il 21 gennaio 2019 il Ministero dell’Ambiente ha emanato una serie di disposizioni che rappresentano un’ampia revisione della circolare del 15 marzo 2018.

Le disposizioni riguardano diversi aspetti, ma l’attenzione si concentra sicuramente su un aspetto fondamentale, che rappresenta una costante: la precisione con cui vengono messe in atto le procedure amministrative di autorizzazione e i controlli.

È richiesto che le autorità nel valutare la discrezionalità del caso abbiano in seria considerazione i fattori di rischio per la salute e per l’ambiente per prevenire il rischio di incendi.

L’attività svolta negli impianti di stoccaggio dei rifiuti deve essere conforme alla normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e alle norme in materia di prevenzione di incendi. Il titolare dell’impianto di stoccaggio nello svolgere l’attività deve assumere tutte le precauzioni rivolte a ridurre i rischi, precisamente deve:

  • ottimizzare l’organizzazione dell’impianto con un’adeguata distribuzione delle aree di accettazione, raccolta e lavorazione dei rifiuti;
  • informare e formare il personale impiegato;
  • controllare e monitorare le sorgenti che potrebbero innescare l’incendio;
  • assicurare un’adeguata manutenzione delle aree, dei mezzi e gli impianti.

Senza entrare troppo nel dettaglio della normativa, il gestore dell’impianto deve prestare particolare attenzione all’individuazione e al monitoraggio delle sorgenti che potrebbero innescare l’incendio.

Una corretta organizzazione dell’impianto consente di distinguere le sostanze che richiedono una più complessa gestione, e che potrebbero costituire fonte di innesco per un incendio, e limitare dunque i rischi.

È obbligatorio l’impianto di videosorveglianza per le aziende di stoccaggio di rifiuti

È altresì obbligatorio per il gestore predisporre, già in fase di progettazione dell’impianto di stoccaggio, opportune misure di protezione e sicurezza ambientale, attraverso impianto di videosorveglianza con controllo H24, dispositivi antincendio, impianto di aspirazione e trattamento dell’aria, impianto per il convogliamento delle acque provenienti dalla pioggia, impianto elettrico per l’alimentazione delle attrezzature, e altre misure rivolte a garantire un’ottimale gestione dell’impianto.

Qual è il vantaggio di installare un impianto di videosorveglianza in un’azienda di stoccaggio di rifiuti

Installare un impianto di videosorveglianza, presidiato dalla vigilanza H24, consente di garantire massimi livelli di sicurezza.

L’impiego di impianti di monitoraggio, altamente tecnologici, consente di rilevare in tempo reale qualsiasi anomalia e intervenire tempestivamente per evitare rischi per la salute e per l’ambiente.

Quali altre applicazioni trovano gli impianti di videosorveglianza

Alcune amministrazioni comunali hanno deciso di intensificare i controlli di aree di raccolta di rifiuti ricorrendo all’installazione di impianti audiovisivi per punire chi abbandona incivilmente rifiuti senza rispettare né i siti prestabiliti per la raccolta differenziata né il relativo calendario.

Grazie alla tecnologia combinata alla professionalità di operatori esperti del settore, praticare un’azione di controllo e contenimento dei danni alla salute e all’ambiente è sempre più agevole.

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DiCarmelina Moccia

Nuovo codice di prevenzione incendi: vantaggi e benefici della normativa

Cosa prevede il nuovo codice di prevenzione incendi

Le fabbriche che producono arredi, laterizi, cemento, le officine, i depositi di carta e legnami, gli stabilimenti e gli impianti sono fortemente esposti al rischio incendi, pertanto sono soggette a tutti quegli adempimenti prescritti dalla legge necessari a prevenire gli incendi.

A fine febbraio è stato approvato dal Comitato Scientifico per la Prevenzione Incendi del Ministero dell’Interno il testo sui nuovi criteri di sicurezza antincendio e per la gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro, che rende obbligatoria l’applicazione della normativa prestazionale del codice a 42 delle 80 attività soggette al controllo dei Vigili del Fuoco. A beneficiare della normativa saranno anche le scuole, gli edifici aperti al pubblico destinati ad ospitare mostre, esposizioni e altre tipologie di eventi e quelli tutelati ai sensi del Codice dei Beni ambientali e del paesaggio (D.lgs 42/2004).

Quando diventerà legge il testo sui nuovi criteri di sicurezza antincendio

Prima che diventi legge il testo dovrà passare l’esame della Commissione Europea e quindi i tempi di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale potrebbero allungarsi ulteriormente nel caso si dovesse riscontrare che dal testo scaturiscono ostacoli alla libera circolazione delle merci.

Cosa prevede il nuovo codice di prevenzione incendi

Senza entrare troppo nei dettagli le novità riguardano innanzitutto i professionisti che dovranno mettere in pratica la normativa prestazionale facendo in modo che rispetti gli standard internazionali, infatti per il raggiungimento di un adeguato livello di sicurezza alla maggiore libertà progettuale riconosciuta deve corrispondere una maggiore competenza nella valutazione del rischio incendio.

L’applicazione della normativa prestazionale resterà facoltativa per gli alberghi con più di 25 posti letto, le scuole con più di 100 persone, gli uffici con più di 300 persone, le autorimesse con superficie superiore a 300 metri quadri, le attività commerciali con superficie superiore a 400 metri quadri.

Sarà obbligatoria per le nuove attività o per l’ampliamento di quelle già esistenti. Le misure antincendio già adottate nella parte preesistente dovranno essere compatibili con i cambiamenti da apportare, in caso contrario si applicherà il Codice all’intera attività.

La Legge di Stabilità ha previsto che il Ministero per i beni culturali effettui una ricognizione in tutti i luoghi di cultura e presso gli edifici sottoposti a vincolo per valutare eventuali criticità e considerare l’opportunità di adeguare le misure antincendio già presenti.

I musei, le biblioteche e gli archivi potranno avvantaggiarsi della maggiore discrezionalità riconosciuta ai progettisti nell’applicazione della normativa, valutando gli effetti che un evento dannoso può avere sulle persone, sui beni e sull’ambiente e fissando i livelli di prestazione e gli obiettivi da raggiungere.

Qual è la principale novità del nuovo codice prevenzione incendi

La novità consiste principalmente nell’obbligatorietà della normativa prestazionale, che si applicherà a tutte le attività prive di una regola tecnica verticale, che attualmente sono solo soggette e non normate e per le quali si applicano criteri tecnici di prevenzione incendi.

Quando entrerà in vigore il nuovo codice prevenzione incendi

Il nuovo codice prevenzione incendi entrerà in vigore 180 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del testo normativo.

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DiCarmelina Moccia

Sicurezza: quale detrazione prevede la Legge di Bilancio 2019 per le famiglie

Sicurezza: quale detrazione prevede la Legge di Bilancio 2019 per le famiglie

Garantire la sicurezza delle famiglie è una delle principali priorità dello Stato, che nel corso degli anni, con misure diverse, ha sempre favorito l’installazione di impianti anti intrusione e videosorveglianza. Dal 2016 infatti, grazie al Pacchetto sicurezza, è possibile acquistare impianti di videosorveglianza approfittando delle agevolazioni fiscali previste dalla legge di Bilancio.

La prima agevolazione era fruibile nella misura del 50% della spesa sostenuta dalle famiglie grazie al Bonus Ristrutturazioni edili: pertanto coloro che avevano proceduto all’acquisto delle apparecchiature entro il dicembre 2015 potevano usufruire della detrazione.

Con la legge di stabilità del 2016 è stato introdotto il bonus videosorveglianza, riservato a soggetti non possessori di partita IVA che acquistavano impianti di videosorveglianza o stipulavano contratti con istituti di vigilanza. L’agevolazione era fruibile sotto forma di credito d’imposta, nella misura del 100%.

Dal 2017 il bonus è stato ridotto alla misura del 50% ed è fruibile come detrazione per l’acquisto delle sole apparecchiature, restando quindi esclusi i contratti con gli istituti di vigilanza.

Quale detrazione prevede la legge di bilancio 2019 per la sicurezza delle famiglie

La legge di Bilancio 2019 riconferma fino al 31 dicembre la detrazione per le spese sostenute per il sopralluogo, la progettazione tecnica, l’acquisto e l’installazione delle apparecchiature di videosorveglianza, nonché le spese sostenute per il rilascio della certificazione e della conformità alle norme sulla privacy e quelle per accedere all’agevolazione, nella misura del 50% e in dieci quote, con il bonus ristrutturazioni.

Restano escluse dalla detrazione le spese per i contratti stipulati con gli istituti di vigilanza e per la sorveglianza.

A chi spetta il bonus per la sicurezza

La detrazione è fruibile dalle sole persone fisiche per le spese sostenute per mettere in sicurezza la propria casa, sono escluse quindi le imprese, le società, gli artigiani e i commercianti.

Come si fa a fruire del bonus per la sicurezza

Per poter avvantaggiarsi della detrazione le spese devono essere sostenute a mezzo bonifico parlante bancario o postale, anche online, purché siano indicati i dati completi di codice fiscale, di chi beneficia della detrazione e del beneficiario del pagamento.

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DiGiuliano Salomone

Come proteggere un’azienda di allevamento di bestiame

Come proteggere le aziende di allevamento di bestiame

Gestire un allevamento di bestiame è un lavoro  da cui derivano  tante responsabilità.

L'agricoltura e l'allevamento sono settori chiave per l'economia italiana ma sono anche quelli più esposti a furti e danneggiamenti per la collocazione territoriale e per la quantità di materiali necessari alla produzione e all’allevamento.

Le aziende di allevamento di bestiame, come quelle agricole, fanno uso di grandi capannoni dotati di recinzioni minime che da sole non sono sufficienti a garantire l’integrità degli ambienti, del bestiame e dei materiali custoditi, necessari per l’allevamento e la produzione di derivati dal latte e altri prodotti agricoli.

A quale rischio è esposta un'azienda di allevamento di bestiame

Per le particolari caratteristiche le aziende che si occupano dell’allevamento di bestiame sono esposte oltre al furto di macchinari, utensili, carburante per mezzi da lavoro nonché i mezzi stessi, alla  sottrazione di bestiame  e all’intrusione di animali randagi.

Derubare un allevatore del proprio bestiame era un'azione molto diffusa in passato, ma negli ultimi anni il fenomeno ha subito un notevole incremento anche in rapporto con la macellazione e distribuzione abusiva della carne.

Derubare un’azienda del bestiame non è cosa semplice: occorrono sicuramente potenti attrezzi da scasso o mezzi pesanti per eludere gli accessi e un’organizzazione di più persone che garantisca la riuscita del colpo.

Il furto di bestiame è solo uno dei tanti pericoli a cui è esposta un'azienda nella gestione di un allevamento.

Di solito si trascura il rischio che comporta l’intrusione di un cane randagio, per fare un esempio, e si è portati a considerare solo l’intrusione finalizzata al danneggiamento doloso e al furto: eventi gestiti dalla volontà di malintenzionati, ma non si fanno i conti con le conseguenze di un’intrusione di un animale che può diventare mezzo di contagio batterico per il bestiame allevato.

Come si protegge un’azienda di allevamento di bestiame

Le aziende di allevamento di bestiame sono ambienti ampi e spesso complessi da controllare con  un sistema di video sorveglianza tradizionale o con un guardiano sul posto

La tecnologia offre soluzioni in grado di automatizzare le attività produttive e quelle relative alla gestione degli accessi e garantire la salvaguardia degli animali. Grazie all’utilizzo di impianti di monitoraggio gestiti da software di rilevazione e analisi è possibile rilevare qualsiasi anomalia e gestire le emergenze da remoto al fine di ripristinare i parametri prestabiliti. La versatilità degli impianti di monitoraggio dotati di software di analisi video, consiste nella personalizzazione dei parametri di controllo, che consentono agli operatori addetti al monitoraggio di intervenire solo su eventi certi. Monitorare il bestiame nelle stalle o nei terreni di pascolo oltre che favorire l'attività lavorativa serve a garantire la sicurezza degli animali ed evitare  rischi  legati all’intrusione di animali randagi, il danneggiamento delle recinzioni, contaminazioni ambientali,  eventi dolosi, incendi e allagamenti, e non solo… è possibile infatti impostare i parametri per la gestione da remoto degli accessi, per consentire l’entrata ai dipendenti, senza dover lasciare loro le chiavi della struttura.

Il mercato oggi può contare su una valida alternativa ai tradizionali sistemi di videosorveglianza e guardianaggio: la guardiania in Tele-presenza BOR, l’unico sistema, in tutta Italia, che ti consente di risparmiare sui costi di gestione di un custode sul posto e di essere informato costantemente in tempo reale di tutte le anomalie che si verificano nella tua azienda, grazie ad un sistema di comunicazione bidirezionale dedicato che fa accoglienza, controllo tecnologico delle apparecchiature, controllo degli accessi con apertura di porte e cancelli e tra le altre cose evita furti e danni a persone, bestiame e cose.

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DiCarmelina Moccia

Bonus beni strumentali 2019: la Legge di Bilancio rifinanzia la Nuova Sabatini

Bonus beni strumentali 2019: la legge di bilancio rifinanzia la Nuova Sabatini

La Legge di Bilancio a partire dal 2 gennaio 2019 ha rifinanziato la Nuova Sabatini per l’acquisto e l’acquisizione in leasing di beni strumentali da parte di piccole e medie imprese, purché gli acquisti avvengano entro il 31 dicembre 2019.

Cos’è e come funziona la Nuova Sabatini 2019

La Nuova Sabatini è un contributo che il Ministero per lo Sviluppo Economico riconosce alle piccole e medie imprese a copertura degli interessi sui finanziamenti bancari sostenuti per acquistare o acquisire in leasing beni strumentali, nell’ottica di aumentare la propria competitività nella produzione.

Per poter usufruire del bonus beni strumentali 2019 le imprese interessate devono compilare l’apposita domanda disponibile sul sito del Ministero per lo Sviluppo Economico nella sezione dedicata alla Nuova Sabatini. La domanda, compilata in ogni sua parte e corredata di tutta la documentazione richiesta, dovrà essere firmata con firma digitale e inviata a mezzo posta certificata all’istituto finanziario che concede il finanziamento, purché aderisca al bonus.

La concessione del contributo è subordinata alla verifica da parte della banca dei requisiti richiesti. Se la verifica dà esito positivo verrà erogato il bonus e l’impresa potrà procedere con l’investimento.

Il bonus consiste in un contributo pari agli interessi calcolati su un piano di ammortamento di cinque anni, per un investimento il cui importo è compreso tra 20.000 e 2 milioni di euro. Le imprese che possono accedere al contributo possono contare su un investimento coperto da un finanziamento fino all’80% dalla garanzia dello Stato.

Quali sono le imprese ammesse alla Nuova Sabatini

Possono accedere al contributo le piccole e medie imprese che operano nel settore produttivo, ad esclusione di quelle che operano: nell’industria del carbone, nel settore finanziario, assicurativo e nelle esportazioni, nel settore lattiero-caseario e quelle che fabbricano prodotti con imitazione o sostituzione del latte.

Quali sono i beni agevolabili dalla Nuova Sabatini

Le imprese che acquistano o prendono in leasing macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo, hardware, software e tecnologie digitali possono richiedere il bonus beni strumentali 2019. Sono esclusi dall’agevolazione gli acquisti di terreni e fabbricati, le immobilizzazioni già in corso e gli acconti.

È possibile acquistare o acquisire in leasing un impianto di videosorveglianza con il bonus beni strumentali

Se hai una piccola o media impresa che opera nel settore produttivo (agricoltura e pesca compreso) e vuoi dotarla di impianto di videosorveglianza puoi fruire del bonus beni strumentali 2019 a condizione che l’importo del finanziamento sia non inferiore a 20.000 euro. L’impianto BOR nello specifico, può essere classificato tra i beni hardware, software e tecnologie digitali, perché l’hardware di cui si compone è dotato di intelligenza artificiale, impiega software di rilevazione e analisi e tecnologie digitali.

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DiCarmelina Moccia

Assegnati 400 milioni ai Piccoli Comuni per la sicurezza

Assegnati 400 milioni ai Piccoli Comuni per la sicurezza

Il Ministero dell’Interno il 10 gennaio 2019 ha assegnato 400 milioni ai piccoli comuni per investimenti destinati alla sicurezza di scuole, strade, edifici pubblici e patrimonio comunale.

La misura dei contributi varia in base alla popolazione del comune:

  • ai comuni con una popolazione inferiore a 2000 abitanti spettano € 40.000;
  • ai comuni con una popolazione tra 2000 e 5000 abitanti spettano € 50.000;
  • ai comuni con una popolazione tra 5001 e 10000 abitanti spettano € 70.000;
  • ai comuni con una popolazione tra 10001 e 20000 abitanti spettano € 100.000.

Per ottenere l’assegnazione del contributo non è richiesta presentazione di specifica istanza, perché già assegnati in base alla fascia di popolazione, basta iniziare i lavori entro il 15 maggio 2019.

Il contributo sarà corrisposto nella misura del 50 per cento entro il 15 maggio 2019 e il restante 50 per cento a trasmissione del certificato del collaudo rilasciato dal direttore dei lavori. Presupposto per l’erogazione della prima metà del contributo è l’inizio dei lavori. La verifica dell’avvio ed esecuzione dei lavori sarà esercitata attraverso il sistema di monitoraggio delle opere pubbliche della Banca dati delle pubbliche amministrazioni. Il comune beneficiario è tenuto a comunicare entro il 15 maggio 2019 il codice identificativo di gara relativamente all’intervento oggetto di finanziamento sul sistema di monitoraggio, pena la revoca del contributo. L’ente beneficiario potrà stabilire a quali interventi e lavori dare priorità.

La comunicazione della data di esecuzione dei lavori per la realizzazione di opere pubbliche deve essere inoltrata al Ministero dell’Interno attraverso la compilazione dell’informazione presente nel sistema informativo di monitoraggio gare dell’ANAC.

Entro il 20 febbraio 2019 il Ministero dell’economia e delle finanze trasmetterà ad ogni comune interessato, a mezzo posta certificata, specifiche indicazioni operative per la corretta compilazione delle informazioni necessarie alla verifica dell’inizio di esecuzione dei lavori.

Quali sono gli interventi attuabili grazie al contributo

Sono finanziabili gli interventi di asfaltatura, di realizzazione di rotatorie e piste ciclabili, di rifacimento di segnaletica e guardrail che costituiscono manutenzione straordinaria finalizzata a scongiurare rischi per l’incolumità pubblica e aggravi per il bilancio dell’ente a seguito a richieste di risarcimento danni, sono comprese le opere pubbliche e le opere di messa in sicurezza del patrimonio comunale, cimitero, scuole, palazzetto.

Sono esclusi dal finanziamento gli interventi di manutenzione ordinaria, l’acquisto di beni e gli interventi ove manchi il requisito della messa in sicurezza di edifici o del patrimonio comunale.

L’installazione di impianti di videosorveglianza è ammissibile tra gli interventi finanziabili

L’installazione di impianti di videosorveglianza è finanziabile a condizione che faccia parte di un più ampio intervento di lavori pubblici per la messa in sicurezza del patrimonio comunale.

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DiCarmelina Moccia

Iper ammortamento 2019: agevolazioni fino al 170% per i titolari di reddito di impresa

Iper ammortamento 2019: agevolazioni fino al 170% per i titolari di reddito di impresa

La legge di bilancio 2019 ha cancellato il super ammortamento del 130% per gli acquisti di beni materiali strumentali: chi ha versato entro il 31 dicembre 2018 un acconto del 20% del costo di acquisto ha tempo fino a giugno 2019 per fruire dell’agevolazione che consente di applicare la maggiorazione del 30% al costo dei beni acquistati o presi in leasing.

Cos’è il super ammortamento del 130%

Il super ammortamento è un’agevolazione fiscale concessa alle imprese, professionisti e artigiani che acquistano o prendono in leasing beni materiali strumentali per l’attività di impresa, che consente di maggiorare il costo di acquisto del 30% sulle quote di ammortamento.

Per intenderci, se hai acquistato un bene a € 100,00 puoi ammortizzarne il costo di € 130,00… questo comporta che nel dichiarare il reddito di impresa puoi portare in detrazione un costo maggiorato del 30% e di conseguenza pagare meno tasse.

Cosa prevede la legge di bilancio 2019

La legge di bilancio 2019 ha prorogato fino a giugno 2020 l’Iper ammortamento per l’acquisto di beni strumentali materiali e immateriali, ma con aliquote diverse da applicare sugli investimenti effettuati da titolari di reddito di impresa con sede in Italia, entro dicembre 2019 e con proroga a giugno 2020 a patto che entro il 31 dicembre sia stato versato un acconto del 20% del costo del bene.

L’agevolazione ha lo scopo di promuovere i processi di trasformazione tecnologica e digitale in linea con il piano nazionale Impresa 4.0.

Quali sono le aliquote di maggiorazione dell’Iper ammortamento per beni strumentali materiali

Le misure di maggiorazione dell’Iper ammortamento variano in base all’importo dell’investimento effettuato.

Se acquisti o prendi in leasing beni strumentali materiali fino ad un importo massimo di 2,5 milioni di euro puoi avvantaggiarti dell’agevolazione nella misura del 170%; per investimenti di 2,5 milioni di euro fino ad un importo massimo di 10 milioni di euro puoi usufruire della maggiorazione nella misura del 100%; per investimenti di 10 milioni di euro fino ad un importo massimo di 20 milioni di euro puoi usufruire del 50% di maggiorazione.

Per investimenti che eccedono i 20 milioni di euro non è prevista alcuna agevolazione.

Quali sono le aliquote di maggiorazione dell’Iper ammortamento per beni strumentali immateriali

Se acquisti software, sistemi per la gestione e-commerce e servizi digitali, piattaforme e applicazioni per la trasformazione tecnologica in linea con il piano nazionale 4.0 puoi usufruire della maggiorazione del 40%. Per importi superiori a € 500.000 è necessaria una perizia tecnica giurata da parte di un perito che attesti che il bene possiede caratteristiche tecniche idonee al processo di trasformazione tecnologica e digitale.

Cosa prevede la legge di bilancio 2019 per la videosorveglianza

Se sei titolare di reddito di impresa e hai sede in Italia puoi installare un impianto di videosorveglianza dotato di tecnologia di ultima generazione, con controllo da remoto, e avvantaggiarti dell’Iper ammortamento nella misura del 170% dell’investimento sostenuto per l’acquisto o il noleggio dell’impianto di monitoraggio.

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DiCarmelina Moccia

Conservazione delle immagini di videosorveglianza

Conservazione immagini di videosorveglianza

Il Provvedimento del 2010, disposto dal Garante della Protezione dei dati personali in materia di videosorveglianza, stabilisce che le immagini riprese da telecamere di videosorveglianza possono essere conservate fino a 24 ore, con deroga a 7 giorni qualora ricorra un elevato fattore di rischio.

L’attività di controllo per mezzo di videocamere è considerata invasiva e pertanto è sottoposta a diverse limitazioni che mirano a regolamentarne l’applicazione nei luoghi pubblici, aziende, istituzioni e aree di comune interesse al fine di salvaguardare la libertà degli individui di circolare senza veder violato il proprio diritto alla riservatezza.

In riferimento alla videosorveglianza sui luoghi di lavoro l’installazione e l’attivazione di impianti audiovisivi dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori è prevista previo accordo con il sindacato aziendale oppure, dove non fosse possibile raggiungere l’accordo, l’autorizzazione dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL). Leggi di più

E' possibile estendere i tempi di conservazione delle immagini di videosorveglianza?

Considerata l’importanza della videosorveglianza per alcune tipologie di attività commerciali, quali gioiellerie, distributori di carburante, tabaccai, supermercati… per le quali rappresenta un valido strumento per l’identificazione degli autori di sopralluoghi legati a furti, atti vandalici e rapine, il Garante ha previsto la possibilità di richiedere, attraverso presentazione di istanza di verifica, l’estensione dei tempi di conservazione oltre 7 giorni.

Il Garante ha rimesso quindi al titolare del trattamento dei dati la valutazione dei tempi necessari alla conservazione delle immagini di videosorveglianza.

In conclusione: chiunque ritenga di dover conservare le immagini di videosorveglianza per l’identificazione degli autori di sopralluoghi legati a furti e rapine per un tempo superiore ai 7 giorni previsti dal punto 3.4 del provvedimento del 2010, può presentare istanza di estensione dei tempi di conservazione al Garante.

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DiCarmelina Moccia

Esaurite le risorse finanziarie disponibili per la Nuova Legge Sabatini

legge sabatini

Il 3 dicembre 2018 è stato emanato il decreto direttoriale con il quale si dispone la chiusura dello sportello per la presentazione delle domande per accedere alle agevolazioni, perché le risorse finanziarie disponibili sono esaurite. Tutte le domande pervenute oltre il 01 dicembre 2018 non potranno essere accolte.

Il ministero dell’Economia e della Finanza potrebbe rifinanziare la nuova Sabatini nella prossima legge di bilancio, in esame in questi giorni.

Cos’è la Nuova Sabatini?

La nuova Sabatini è un’agevolazione per l’accesso al credito riservata alle piccole e medie imprese che vogliono acquistare o acquisire in leasing attrezzature, macchinari, impianti, beni strumentali, tecnologie hardware e software.

Sono escluse le imprese che svolgono attività finanziarie e assicurative e attività di esportazione.

Qual è lo scopo della Sabatini?

La nuova Sabatini vuole favorire la crescita dell’innovazione e degli investimenti in digitale anche da parte di imprese manifatturiere che possono così investire nell’acquisto di attrezzature che le proiettino nella crescita tecnologica

Da chi viene concesso il credito?

I finanziamenti vengono concessi da banche e società finanziarie, su presentazione di una domanda di partecipazione all’agevolazione.

Può essere utilizzata per l’acquisto di un impianto di videosorveglianza

Il bonus sicurezza 2018 riserva la detrazione del 50% ai soli privati cittadini, non possessori di Partita IVA, che acquistano apparecchiature per l’impianto di sicurezza per la loro abitazione.

La legge di bilancio 2018 facilita l’accesso al credito a chi acquista o prende in leasing impianti, beni e tecnologie digitali e pertanto anche impianti di videosorveglianza.

In considerazione dell’esaurimento delle risorse finanziarie per i Beni Strumentali se sei titolare di un’impresa e vuoi acquistare o prendere in leasing un impianto di videosorveglianza, in attesa dell’imminente approvazione della legge di bilancio 2019, puoi beneficiare del superammortamento del 130%, per contratti conclusi entro il 31 dicembre 2018 o entro il 30 giugno 2019 purché venga versato entro il 31 dicembre il 20% del valore di acquisto come acconto.

Quali agevolazioni prevede la legge di bilancio 2019 per le imprese

La legge di bilancio 2019 non riconferma il superammortamento del 130%, ma l’iperammortamento 2019 e la Nuova legge Sabatini.

Se hai dubbi sull’opportunità di accedere al credito agevolato per l’acquisto di un impianto tecnologico di videosorveglianza, puoi considerare anche l’ipotesi di noleggiare l’impianto di videosorveglianza. È una valida alternativa che ti consente di spalmare i costi su più rate e nel frattempo usare le apparecchiature. Richiedi una consulenza gratuita per ulteriori informazioni, siamo a tua disposizione.

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