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DiCarmelina Moccia

Cosa rischia chi ruba un iPhone?

Cosa rischia chi ruba un iPhone?

Ti è mai capitato di perdere lo Smartphone o peggio ancora di essere derubato?

La perdita dello Smartphone è un’esperienza devastante… perdi la scheda SIM, la Memory Stick e tutti i contenuti cui sei legato. Solitamente te ne accorgi appena hai l’esigenza di controllare i messaggi che hai ricevuto o devi fare una chiamata…


La “perdita” va considerata nel senso ampio della parola. Puoi perdere il tuo iPhone, certo, ma nel momento in cui chi lo trova non te lo riconsegna, parliamo di appropriazione o furto di Smartphone.

La legge punisce chi si appropria del tuo Smartphone e chi dovesse acquistarlo o rendersi complice nell’occultamento dello stesso, a condizione che tu ne presenti denuncia di smarrimento o furto.

Cosa rischia chi ruba un iPhone?

Il furto dell’iPhone è considerato “reato contro il patrimonio” e in quanto tale punito su querela dell’interessato con la reclusione da sei mesi a tre anni e multa, perché in esso c'è l'intenzionalità di commettere un reato.

L’appropriazione dell’iPhone smarrito è punito su querela dell’interessato con la reclusione fino ad un anno o con multa. Si parla di appropriazione quando chi trova lo Smartphone non lo consegna alle autorità, ma lo tiene per sé. L'appropriazione è un fatto casuale, privo dell'intenzionalità caratteristica del furto.

L’art. 927 del codice civile stabilisce che chiunque trovi una cosa mobile è tenuto a restituirla al legittimo proprietario, e se non lo conosce, a consegnarla al podestà del luogo in cui l’ha trovata, indicando le modalità in cui l’ha rinvenuta.

L’art. 648 del codice penale stabilisce che chi acquista, riceve o nasconde denaro o cose provenienti da un qualsiasi delitto, è punito con la reclusione da due a otto anni e multa.

Da quanto hai letto finora hai potuto constatare che il furto dell’iPhone e in generale di uno Smartphone è un reato punito con la reclusione: pena prevista sia per chi esegue il delitto che per chi dovesse acquistare dal ladro o rendersi complice.

Chi acquista, riceve o nasconde cose provenienti da un qualsiasi delitto si rende complice del ladro e diventa punibile per ricettazione.

Come posso trovare un iPhone smarrito?

Le possibilità che tu possa ritrovare il tuo iPhone smarrito sono davvero poche! Inutile illudersi del contrario. Di solito il malintenzionato che si impossessa del tuo dispositivo innanzitutto estrae la scheda SIM e lo mette in modalità aereo, in modo che tu non possa localizzarlo con l’APP Dov’è oppure su iCloud.com/find.

Sai bene che senza codice di sblocco il tuo iPhone è praticamente inutilizzabile, ma è anche vero che in assenza di rete non lo localizzerai mai, e il malintenzionato aspetterà che tu lo disattivi per poterlo ripristinare con i dati di fabbrica e venderlo.

Per impedire l’accesso ai tuoi dati puoi inizializzarlo da remoto, ma in questo modo non potrai più rintracciarlo.

Come limitare i danni della perdita dell’iPhone?

Per limitare i danni che seguono alla perdita o al furto dell’iPhone esegui periodicamente un backup dei dati del dispositivo, in modo da poterli recuperare al bisogno. Imposta la sincronizzazione dei dati su icloud e valuta la possibilità di cambiare periodicamente le password dei tuoi account.

Se ti è stato utile questo articolo, aggiungi un commento, scrivi una recensione o condividilo con i tuoi contatti. Se invece desideri informazioni più dettagliate sull’innovativo servizio di portierato e guardiania virtuale che svolgiamo in Tele-presenza, contattaci e richiedi una consulenza gratuita.

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DiCarmelina Moccia

Licenziamento per giusta causa: come è punito il furto sul posto di lavoro

Licenziamento per giusta causa: come è punito il furto sul posto di lavoro

La Corte di Cassazione con sentenza n. 8816 del 5 aprile 2017 si è espressa sul licenziamento disciplinare, delineando i principi secondo cui: chi sottrae beni aziendali può essere licenziato per giusta causa.

La sentenza è stata emessa contro il dipendente con mansioni di tecnico di manovra che impugnava il licenziamento per giusta casa disposto dal suo datore di lavoro per aver sottratto venti litri di carburante dal carrello di manovra durante l’orario di lavoro.

Il soggetto adduceva di aver commesso il furto in stato di alterazione psichica e di non ravvedere una giusta proporzionalità tra il mal tolto e la sanzione applicata nei suoi confronti.

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell’ex dipendente e si è pronunciata in merito al “principio di proporzionalità dell’offesa con la sanzione”, chiarendo che la tenuità del danno non esclude la lesione del vincolo fiduciario.

L’ex dipendente lamentava che il valore del carburante sottratto non potesse essere proporzionato alla sanzione disposta a suo carico.

La sentenza della Cassazione ha rigettato il ricorso e posto invece il focus sulla gravità della condotta del dipendente che sottrae un bene aziendale, in virtù della quale viene a mancare la fiducia del datore di lavoro. La violazione dell’obbligo di fedeltà produce ripercussioni sul rapporto di lavoro incrinando le relazioni future. L’esame del caso ha portato in evidenza un aspetto fondamentale che giustifica la sanzione: la violazione dell’obbligo di fedeltà. La condotta del dipendente, sebbene egli avesse addotto a sua giustifica l’alterazione psichica, era stata premeditata e avrebbe messo in dubbio la futura correttezza del rapporto lavorativo.

Il furto come già approfondito in un precedente articolo, fai click qui per visualizzarlo, è un reato contro il patrimonio, meno grave rispetto allo scippo e alla rapina, ed è punito su querela della vittima con la detenzione da uno a quattro anni.

Se avviene sul posto di lavoro il furto è motivo di licenziamento per giusta causa.

Il datore di lavoro può licenziare il lavoratore senza preavviso e senza dover corrispondere l’indennità di licenziamento, inoltre non sarà esposto all’eventuale vertenza del “dipendente licenziato” per il reintegro nel suo posto di lavoro, per via della grave condotta assunta in violazione dell’obbligo di fedeltà verso il proprio datore di lavoro.

Come prevenire furti sul luogo di lavoro

Il “furto sul luogo di lavoro” di beni aziendali è un evento ricorrente. La tutela del patrimonio aziendale può essere garantita attraverso l’installazione e l’attivazione di impianti audiovisivi dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori.

Quali sono gli obblighi del datore di lavoro che installa un impianto di videosorveglianza sul luogo di lavoro

Il datore di lavoro che installa un impianto di videosorveglianza è tenuto ad informare i dipendenti, segnalando la presenza delle videocamere con appositi cartelli e a richiedere preventivamente l’autorizzazione per l’installazione di impianti audiovisivi all’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL).

L’art. 4 della legge n. 300/1970 contempla l’installazione e l’attivazione di impianti audiovisivi:

  • per esigenze organizzative e produttive dell’azienda,
  • per sicurezza del lavoro,
  • per la tutela del patrimonio aziendale. Fai click qui per approfondire l’argomento.

Il SISTEMA BOR per il controllo e la gestione da remoto e in tempo reale degli accessi carrai perimetrali e per la corretta utilizzazione delle infrastrutture è sviluppato per prevenire anomalie e sinistri e garantire l’incolumità delle persone grazie all’impiego di apparecchiature altamente tecnologiche controllate il live da operatori di tele-presenza.

Molte aziende hanno già scelto di affidare a BOR il monitoraggio delle aree per soddisfare le diverse esigenze organizzative e produttive, per garantire la sicurezza del lavoro e per tutelare il patrimonio aziendale.

Se anche tu desideri informazioni più dettagliate sull’innovativo servizio di monitoraggio che svolgiamo in tempo reale contattaci e richiedi una consulenza gratuita.

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Diadmin

Assicurazione casa: cosa copre e come funziona la polizza furto e incendio

Assicurazione casa: cosa copre e come funziona la polizza furto e incendio

La casa da sempre è considerato il luogo di riferimento, dove potersi sentire al sicuro dalle insidie del mondo esterno. La casa però spesso è esposta a rischi di natura differente che possono incidere sull’assetto economico della famiglia.

Pensa alle conseguenze che un furto con danneggiamento potrebbe avere sul tuo bilancio…

Finché ti capita di leggere le ultime notizie di cronaca sui quotidiani non pensi ai rischi che potresti correre anche tu, ma quando poi capita all’amico della porta accanto, la preoccupazione comincia a farsi percepire più concreta e allora fai ricerche sui rischi coperti dalle assicurazioni sulla casa e sulle condizioni e ti rendi conto che la sicurezza dell’ambiente in cui vivono le persone che ami ha la priorità su qualsiasi altra spesa. Scopriamo allora insieme come funziona l'assicurazione casa!

È obbligatoria l’assicurazione?

La stipula di un’assicurazione sulla casa diventa obbligatoria solo quando chiedi un mutuo in banca: in tal caso l’assicurazione tutela il valore dell’abitazione. In tutti gli altri casi la scelta di stipulare un’assicurazione sul bene immobile è affidata alla tua discrezione.

Qual è il vantaggio dell’assicurazione?

Quando avviene un sinistro dovrai sostenere delle spese per riparare i danni causati dall’evento al tuo immobile o ad altri soggetti. Se hai stipulato un’assicurazione potrai avere un indennizzo e limitare quindi i danni economici che dovrai affrontare.

Come funziona la polizza?

La polizza è il contratto che dovrai firmare per stipulare l’assicurazione casa. È composta da tanti elementi e condizioni che regoleranno i rapporti tra te e l’agenzia assicurativa. Pagando periodicamente, nelle modalità da te preferite, una somma di denaro chiamata “premio”, in caso di sinistro potrai contare sull’indennizzo di una somma a copertura del danno, purché questo rientri nell’elenco dei sinistri coperti dall’assicurazione.

Qual è la polizza casa più utilizzata?

Esistono differenti tipologie di polizze casa che possono integrare la copertura che hai scelto per la tua casa. Di solito le più utilizzate sono le assicurazioni contro il furto, l’incendio e i danni atmosferici. L’indennizzo per i sinistri è specificato dettagliatamente nel contratto che andrai a sottoscrivere con l’agente assicurativo.

Cosa copre la polizza furto e incendio?

La polizza furto prevede un indennizzo per chi subisce la sottrazione di beni mobili dalla propria abitazione. Il valore dell’indennizzo dipende dalle condizioni contrattuali sottoscritte nella polizza e di solito incide sul valore del premio che si dovrà corrispondere periodicamente. Spesso la polizza furto è integrata dall’assicurazione incendio; anche in questo caso il valore dell’indennizzo che verrà corrisposto e i sinistri che danno diritto all’indennizzo sono espressamente indicati nella polizza e possono mutare da istituto a istituto, e secondo i tipi di pacchetti offerti.

Alcuni istituti assicurativi estendono l’indennizzo dell’assicurazione incendio sulla casa ad altri eventi che potrebbero essere correlati ai fulmini, eventi atmosferici o a esplosioni.

È buona norma informarsi sempre dettagliatamente sulle condizioni, sulle coperture e sugli indennizzi garantiti. Soprattutto nell’ottica di dover risarcire i terzi per responsabilità civile per i danni legati dalla conduzione della casa.

Assicurarsi contro il furto e l’incendio è sufficiente a proteggersi dai rischi di intrusione e incendio?

Il solo fatto di aver stipulato una polizza casa furto e incendio non ti protegge dal rischio, ma eventualmente limiterà i danni economici che dovrai affrontare in caso di furto o incendio.

Per una protezione totale contro le intrusioni e gli incendi è necessario provvedere all’installazione di impianti tecnologici per il controllo perimetrale degli spazi da remoto h24.

BOR con oltre 150 tentativi di intrusione sventati e principi di incendi rilevati è in grado di garantire l’incolumità delle persone e prevenire anomalie e sinistri.

La scelta di stipulare una polizza casa furto e incendio non preclude la possibilità di installare un impianto BOR, controllato h24 da remoto in Tele-presenza.

Molti nostri clienti per godere di una protezione totale hanno scelto non solo di installare il nostro impianto di monitoraggio con controllo da remoto in tele-presenza, ma di stipulare una polizza assicurativa per la responsabilità civile a copertura di eventuali sinistri che si dovessero verificare e limitare quindi l’entità del danno economico.

Se anche tu stai pensando di assicurare una protezione totale alle persone che ami puoi contattarci per una consulenza gratuita: insieme valuteremo i rischi cui sei esposto e svilupperemo la soluzione più adatta alle tue esigenze.

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DiCarmelina Moccia

Cosa rischia chi provoca un incendio?

Cosa rischia chi provoca un incendio?

Sai cosa rischia chi provoca un incendio? Per rispondere correttamente alla domanda è necessario considerare diversi aspetti.

Innanzitutto potrebbe esserti utile sapere quali sono gli elementi che caratterizzano un incendio…

La giurisprudenza considera Incendio quel fuoco di notevoli dimensioni, che può propagarsi rapidamente ed è difficile da spegnere.

Nel definire la punibilità dell’incendio la giurisprudenza valuta principalmente due fattori: la colpa e il dolo.

La colpa è l’atteggiamento di imperizia dell’agente, che agisce in modo imprudente, senza osservare le prescrizioni di legge e sottovalutando le conseguenze delle sue azioni.

L’atteggiamento doloso invece è tipico di chi agisce consapevolmente per causare danni.

Il reato di incendio è punito secondo le norme del codice penale, in base alle conseguenze che possono essere causate alla pubblica incolumità.

L’art. 423 del codice penale punisce con la reclusione da uno a cinque anni chi commette il reato di incendio colposo, a seguito di una condotta “imprudente” dalla quale scaturiscano conseguenze per la pubblica incolumità.

Laddove invece si ravvisi la volontà di danneggiare una cosa propria o altrui impiegando il fuoco, senza considerare le conseguenze e il “pericolo di incendio che potrebbe sorgere per la pubblica incolumità” l’art. 424 c.p. punisce chi commette il reato con la reclusione da sei mesi a due anni. Se al danneggiamento segue l’incendio si applica l’art. 423 con pena ridotta.

Da questo puoi comprendere che l’elemento che fa la differenza tra il reato di incendio e il reato di danneggiamento seguito da incendio, regolati rispettivamente dagli art. 423 c.p. e art. 424 c.p., è l’elemento psicologico del reato. Per questo motivo nel determinare la punibilità dell’incendio si va a valutare l’atteggiamento che assume chi compie l’azione, e si considera la sua eventuale consapevolezza di “esporre al pericolo” un numero indeterminato di persone.

Per intenderci meglio prova ad immaginare quando in estate hai ammucchiato l’erba secca sul piazzale davanti casa tua e poi vi hai dato fuoco… puoi comprendere che dal tuo agire non poteva nascere un pericolo di incendio per la pubblica incolumità, trattandosi di un piazzale in cemento, privo di vegetazione e facendo parte di un’unità immobiliare isolata.

La regola è che se appicchi del fuoco ad una cosa tua, senza esporre al pericolo di incendio un numero indeterminato di persone, non commetti reato di incendio.

Diversamente se appicchi un fuoco ad un bene con l’intento di cagionare un danno ad un numero indeterminato di persone sei punibile con la reclusione da tre a sette anni per aver commesso reato di incendio doloso.

Se invece il tuo intento è danneggiare un bene e l’incendio che ne segue è solo conseguenza di una tua omissione, si applicano le disposizioni dell’art. 423 del c.p., ma la pena è ridotta.

Di seguito ti mostro le immagini video di un tentativo di incendio registrato dalle apparecchiature dell’impianto di monitoraggio di un nostro cliente, che mostrano l’atteggiamento di alcuni soggetti che appiccano un fuoco ad una struttura a ridosso della strada e si allontanano, senza considerare le conseguenze del loro agire e il pericolo cui hanno esposto le persone in transito nell’area.

 

Ti sei mai chiesto cosa è che spinge una persona ad appiccare un fuoco?

Vendetta, goliardia, incoscienza… le prime parole cui hai pensato forse. Ebbene le ragioni possono essere tante e una cosa è certa, molte persone agiscono trascurando le conseguenze delle proprie azioni su un numero indeterminato di persone.

Quello che per te è un semplice gesto rivolto a soddisfare una tua esigenza, per esempio distruggere una cosa tua, può causare danni notevoli all’ambiente e alle persone.

Prima di agire quindi, chiediti sempre se stai ledendo il diritto di qualcuno, prima di compromettere l’equilibrio dell’ambiente in cui vivi, ricordati dei tuoi figli e di riservare loro il meglio possibile.

BOR con i suoi oltre 150 tentativi di intrusione e le decine di tentativi di incendi sventati è l'unica azienda in Italia in grado di garantirti una soluzione altamente tecnologica contro i rischi di anomalie e sinistri che previene danni a persone, cose e all'ambiente.

Avrai sicuramente già sentito parlare del SISTEMA BOR, ma se desideri informazioni più dettagliate sull’innovativo servizio di portierato e guardiania virtuale che svolgiamo in Tele-presenza per i nostri clienti, contattaci e richiedi una consulenza gratuita.

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DiCarmelina Moccia

Quali sono gli interventi di adeguamento alle prescrizioni di prevenzione antincendio

Quali sono gli interventi di adeguamento alle prescrizioni di prevenzione antincendio

Le Linee Guida Regionali contengono le prescrizioni di prevenzione antincendio da inserire obbligatoriamente negli atti autorizzativi per la messa in esercizio degli impianti di trattamento dei rifiuti e gli interventi di adeguamento alle prescrizioni per gli impianti già autorizzati.

Qual è l’iter di adeguamento impiantistico per gli impianti già autorizzati

La notifica di adeguamento impiantistico è comunicata dall’autorità competente ai titolari dell’autorizzazione per la presentazione entro il termine di 30gg del progetto di adeguamento.

Trascorsi 60gg dalla presentazione del progetto, previa approvazione dello stesso, il titolare dell’autorizzazione può dare luogo ai lavori di adeguamento, da concludersi entro sei mesi dalla relativa approvazione.

Il mancato adempimento alle prescrizioni entro tali termini determina la revoca dell’autorizzazione ad esercitare l’attività di trattamento rifiuti.

Quali sono gli interventi di adeguamento alle prescrizioni di prevenzione antincendio

Oltre ai criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro, previsti nel DM 10 marzo 1998, devono essere valutati altri aspetti che tengono in considerazione la quantità e la tipologia di lavorazione del materiale stoccato o trattato.

La valutazione dei rischi incendio è sicuramente la prima operazione da svolgere ed è strettamente correlata alla quantità del materiale stoccato, allo scopo di valutare le possibili conseguenze della movimentazione e selezione di materiali combustibili in presenza di altri materiali.

In presenza di materiali soggetti all’autocombustione va infatti attentamente valutata la possibilità che la movimentazione di plastica, carta o legno possa determinare surriscaldamenti o inneschi.

La valutazione dei rischi consente di individuare le possibili criticità e di adottare le misure necessarie a limitare l’estensione dell’eventuale incendio con sistemi di protezione passiva, predisponendo corsie e corridoi in muratura idonei a limitare il propagarsi dell’incendio tra i materiali stoccati (compartimentazione) e assicurando al personale presente nell’impianto sistemi e vie di esodo, con appositi cabinati e passerelle.

Sempre nell’ottica di controllare e gestire gli eventi pericolosi è necessario prevedere un sistema antintrusione per il controllo perimetrale del sito e la verifica degli accessi carrai perimetrali dotato di tecnologia di controllo e identificazione dedicata.

Le Linee Guida Regionali prescrivono l’installazione di sistemi integrati di videosorveglianza ad alta risoluzione con controllo da remoto h24 degli accessi con implementazione di sistemi di rilevazione con termo-camere delle variazioni termiche per le aree maggiormente esposte a rischio.

Quali sono le misure da adottare per il rapido controllo dell’incendio

Per il controllo dell’incendio bisogna provvedere all’installazione di attrezzature ed impianti di estinzione manuale ed automatica, per il controllo sia di eventi interni che esterni, da posizione protetta e con erogazioni di acqua importanti:

estintori

impianti idranti con reti di idranti (interni ed esterni) in prossimità dello stoccaggio

impianti di estinzione a schiuma e diluvio

lance antincendio ad alta capacità

spingarde

monitori portatili (due in prossimità del capannone e due sulle aree scoperte)

E tu, sei pronto per adeguarti alle prescrizioni di prevenzione antincendio?

Come si adeguano gli impianti alle prescrizioni di prevenzione antincendio delle Linee Guida Regionali

BOR è l’unica azienda in Italia che ti consente di adeguare il tuo impianto fornendoti il meglio della TECNOLOGIA DI CONTROLLO E IDENTIFICAZIONE DEDICATA!

Con un “Programma Integrato” per il controllo perimetrale h24 del sito, la verifica degli accessi carrai perimetrali, sistemi di videosorveglianza ad alta risoluzione e analisi video, è in grado di garantire:

  • il controllo perimetrale degli accessi carrai;
  • la rilevazione in “tempo reale” di anomalie e sinistri;
  • la prevenzione di incendi, intrusioni, atti vandalici e danneggiamenti, furto fisico di merce e dati aziendali;
  • l’efficienza degli impianti mediante il monitoraggio in tempo reale da remoto e il controllo tecnologico degli impianti h24.

Grazie all’impiego di sofisticati software di gestione e analisi video e di apparecchiature altamente tecnologiche in grado di rilevare “PRECOCEMENTE” le variazioni della temperatura, il monitoraggio e controllo BOR svolto in tempo reale da remoto h24 rappresenta l’unico sistema di rilevazione precoce EFFICACE, su tutto il territorio nazionale.

Se desideri informazioni più dettagliate sull’innovativo sistema di controllo e identificazione dedicata che svolgiamo in Tele-presenza, per il controllo perimetrale h24 di siti esposti a rischio di incendi, contattaci e richiedi una consulenza gratuita.

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Decreto Crescita 2019: proroga del Super Ammortamento del 130% per l’acquisto di beni strumentali nuovi

Decreto Crescita 2019: proroga del Super Ammortamento del 130% per l’acquisto di beni strumentali nuovi

Il Decreto Crescita reintroduce il Super Ammortamento del 130% per chi acquista beni strumentali nuovi.

Cos’è il super ammortamento del 130%

Il super ammortamento è una misura fiscale introdotta per favorire la crescita economica per la prima volta dalla Legge di Stabilità 2016, e ripresa con il Decreto Crescita con proroga dal 1 aprile 2019 al 31 dicembre 2019.

Sostanzialmente non ci sono variazioni rispetto alle precedenti disposizioni, l’unica differenza sta nel limite massimo di spesa sostenibile, che è fissato a 2,5 milioni di euro. I costi che superano tale limite non beneficiano dell’agevolazione.

Per poter beneficiare della misura bisogna completare l’acquisto entro il 30 giugno 2020, a condizione che entro il 31 dicembre 2019 l’ordine di acquisto sia stato accettato dal venditore e sia stato versato un acconto pari al 20% del costo di acquisto dei beni.

Chi sono i destinatari del super ammortamento

Possono beneficiare dell’agevolazione i titolari di reddito d’impresa e lavoro autonomo che acquistano beni strumentali nuovi.

Quali sono i beni strumentali nuovi che non beneficiano del super ammortamento

Sono esclusi dall’agevolazione i beni usati, i fabbricati, gli immobili, le costruzioni, i veicoli e i mezzi di trasporto, mentre può fruire del super ammortamento chi acquista autocarri.

Come funziona il super ammortamento del 130%

Il super ammortamento rappresenta una variazione in diminuzione della base su cui calcolare le imposte. Per farti un esempio pratico pensa a quando acquisti un impianto di monitoraggio di 10.000,00 euro. Senza l’agevolazione del super ammortamento, puoi ammortizzare il costo di 1.000,00 euro per 10 anni e sulla restante parte andare a calcolare le imposte da pagare. Con il super ammortamento puoi ammortizzare il costo di 1.300,00 euro per 10 anni e ridurre quindi di ulteriori 300,00 euro la base su cui calcolare le imposte

Quale altro vantaggio ottengo se acquisto un impianto di monitoraggio BOR con il super ammortamento del 130%

Oltre a diminuire la base su cui calcolare le imposte, puoi innanzitutto aumentare la sicurezza e l’efficienza della tua azienda. L’impianto di monitoraggio BOR infatti ti consente di controllare e gestire h24 e in tempo reale le infrastrutture, gli accessi alla tua azienda e l’efficienza dei tuoi impianti, prevenendo danni a persone e cose.

  • Aumenti la produttività, riqualificando il personale addetto all’accoglienza, al controllo e gestione degli accessi, alla sorveglianza, al controllo e gestione delle infrastrutture, impiegandolo nella produzione e riducendo così i costi di gestione;
  • Previeni i rischi di incendio e allagamento, il furto fisico di merce e dati aziendali;
  • Aumenti il prestigio della tua azienda e diventi un’impresa 4.0 perché l’impianto di monitoraggio BOR è altamente tecnologico.

Contattaci e richiedi la consulenza di un nostro esperto per conoscere dettagliatamente tutti i benefici che puoi avere se acquisti un impianto di monitoraggio BOR.

Se preferisci puoi anche scegliere di noleggiare l’impianto per 24 o 36 mesi e solo alla fine del noleggio scegli se riscattarne la proprietà versando un’ulteriore rata finale.

Puoi attivare il servizio di Portierato e Guardiania in Tele-presenza quando vuoi e per il tempo che ritieni necessario. Contattaci e chiedi di sapere di più.

Abituati a pensare in grande!

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Prevenzione incendi: le disposizioni Ministeriali introducono l’obbligo di installazione di impianti audiovisivi e tecnologici per gli impianti di gestione dei rifiuti

Prevenzione incendi: le disposizioni Ministeriali introducono l’obbligo di installazione di impianti audiovisivi e tecnologici per gli impianti di gestione dei rifiuti

Alla luce dei recenti avvenimenti, che hanno interessato indifferentemente regioni del sud e nord Italia, la direzione generale del Ministero dell’Ambiente, insieme con le amministrazioni regionali e il dipartimento dei vigili del fuoco, ha tracciato delle misure che dovrebbero prevenire o almeno ridurre i rischi relativi allo sviluppo di incendi presso gli impianti che si occupano della gestione dei rifiuti.

L’art. 2087 del Codice Civile impone al datore di lavoro l’obbligo di adottare le misure necessarie a tutelare la salute dei lavoratori. La valutazione del rischio di incendio nell’ambiente di lavoro in particolare, è un obbligo previsto per ridurre l’incidenza di eventi che possono comportare conseguenze ai danni della salute pubblica e dei lavoratori.

Nel caso specifico degli impianti di gestione dei rifiuti il contesto autorizzativo dell’attività già segue un iter particolare. In considerazione dell’incremento del numero di eventi accidentali e delle ripercussioni sull’ambiente e sulla salute delle persone, la Direzione Generale per i Rifiuti e l’Inquinamento del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare ha recentemente disposto, con circolare dell’aprile 2019, l’OBBLIGO di installazione di:

  • IMPIANTI AUDIOVISIVI E TECNOLOGICI per la rilevazione di incendi;
  • dispositivi di protezione attiva antincendio, con presidio o controllo H24.

Il provvedimento annulla e sostituisce la precedente circolare e, oltre a considerare i contesti autorizzativi, analizza la prestazione delle garanzie finanziarie, la prevenzione dei rischi e le prescrizioni generali da richiamare negli atti autorizzativi, ponendo particolare attenzione sull’ubicazione degli impianti, sulla gestione, sui controlli ambientali, sugli impianti tecnologici e sui sistemi di protezione e sicurezza ambientale.

La circolare contiene tutta una serie di disposizioni che vanno a regolamentare la gestione dell’emergenza in caso di innesco di incendio, con particolare riferimento alla necessità di limitare le possibilità che un incendio possa verificarsi, adottando apposite misure preventive rivolte a:

  • ottimizzare le misure organizzative e tecniche degli impianti;
  • a fornire adeguata informazione e formazione al personale;
  • a controllare e monitorare le sorgenti di innesco;
  • a fornire adeguata manutenzione delle aree, dei mezzi d’opera, degli impianti tecnologici e degli impianti di protezione antincendio.

Come si innesca un incendio in un impianto di gestione dei rifiuti

L’innesco di un incendio in un impianto di gestione dei rifiuti può avere natura colposa o dolosa. Non è escluso che l’incendio possa verificarsi per un guasto agli impianti.

Come si può prevenire un incendio causato da un guasto agli impianti

Il monitoraggio h24 degli impianti tecnologici  è l’unica soluzione che consente di verificarne costantemente l’efficienza e prevenire rischi di anomalie e sinistri.

L’adeguamento dell’impianto di protezione antincendio con apparecchiature altamente tecnologiche fornite e controllate h24 in Tele-presenza da BOR rappresenta attualmente l’unico modo che hai per prevenire danni alla struttura e all’ambiente.

Già altre aziende specializzate nello smaltimento rifiuti, collocate in Campania, hanno affidato a BOR:

  • il controllo e la gestione degli accessi,
  • il controllo della corretta utilizzazione dell’infrastruttura,
  • il controllo tecnologico degli impianti e delle apparecchiature e della connessione per prevenire incendi e allagamenti, eventi accidentali, contaminazioni ambientali, eventi intrusivi e danneggiamenti.

BOR è l’unica azienda in Italia in grado di offrirti un servizio innovativo, altamente tecnologico, che rileva qualsiasi evento e previene anomalie e sinistri, che ti consente di allinearti alle disposizioni ministeriali in materia di prevenzione incendi. Se desideri ricevere informazioni più dettagliate sul servizio di monitoraggio che svolgiamo in Tele-presenza, contattaci e richiedi una consulenza gratuita.

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DiCarmelina Moccia

Assegnati ai comuni italiani i 500 milioni di euro del Decreto Crescita 2019

Assegnati ai comuni italiani i 500 milioni di euro del Decreto Crescita 2019

Entrato in vigore definitivamente il 30 giugno 2019, il Decreto Crescita è più conosciuto per le novità che contiene in materia fiscale, per snellire le procedure e favorire la crescita economica, ma a maggio il MISE ha assegnato a ben 7.915 comuni italiani i 500 milioni di euro previsti dall’art. 30 del Decreto Crescita per gli interventi di efficientamento energetico e lo sviluppo territoriale sostenibile.

Gli interventi dovranno essere avviati dai comuni entro il 31 ottobre 2019, pena la decadenza del contributo.

Quali sono le opere di efficientamento energetico finanziabili con i contributi dell’art. 30 del Decreto Crescita 2019

I contributi sono stati assegnati ai comuni in base alla popolazione residente e per essere destinati ad opere di efficientamento energetico, quali:

  • Illuminazione pubblica
  • Risparmio energetico edifici pubblici
  • Installazione impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili

Tra gli interventi per lo sviluppo territoriale sostenibile rientra anche la messa in sicurezza di scuole ed edifici pubblici, oltre all’abbattimento di barriere architettoniche e gli interventi di mobilità sostenibile.

Quali sono gli interventi di messa in sicurezza finanziabili con i contributi concessi ai comuni

Rientrano tra gli interventi di messa in sicurezza, quegli interventi di manutenzione straordinaria finalizzati a rimuovere rischi per l’incolumità pubblica:

  • Asfaltatura stradale
  • Interventi sulla staticità degli edifici
  • Dotazione di impianti antincendio
  • Installazione di impianti audiovisivi (sistemi di videosorveglianza)
  • Sostituzione di impianti di illuminazione pubblica

Ogni comune beneficiario del contributo può finanziare una o più opere, a condizione che non siano state già finanziate in altre procedure.

Il provvedimento, come puoi facilmente intuire, mira a favorire la crescita dei comuni, finanziando interventi di straordinaria amministrazione per la riqualificazione energetica e per lo sviluppo territoriale, perché è fondamentale per i cittadini sapere di poter crescere in un ambiente sostenibile e sicuro.

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DiCarmelina Moccia

Come scegliere un antifurto per l’ufficio

Come scegliere un antifurto per l’ufficio

Scegliere un antifurto per l’ufficio comporta la valutazione di diversi aspetti. Sicuramente ti sarai già fatto un’idea facendo ricerche in rete e avrai appreso che la presenza di inferriate, serramenti e porte blindate contribuisce ad alimentare la sensazione di protezione, ma non risolve definitivamente il tuo problema: la sicurezza del tuo ufficio!

I dispositivi di sicurezza che ti ho poc'anzi elencato si identificano come passivi e posseggono una differente classe di protezione che garantisce una maggiore/minore resistenza del dispositivo a svariate tipologie di attrezzi. Per aiutarti a comprendere ti faccio un esempio: se utilizzi una porta blindata a classe 6, i malintenzionati impiegheranno più tempo a eluderla, perché è resistente alla forza di attrezzi elettrici potenti oltre che alla sola forza del delinquente.

Affidarsi ai soli dispositivi passivi non è consigliato, perché anche nel caso in cui tu abbia una porta blindata a classe 6 non è detto che i delinquenti si scoraggino, magari impiegheranno il doppio del tempo preventivato, ma se non ravvisano la pericolosità della presenza di un sistema di sicurezza attiva, continueranno nel loro progetto.

Quali sono i sistemi di sicurezza attiva

Tra i sistemi di sicurezza attiva si vanno a collocare gli antifurto: allarmi, telecamere, sensori.

Un sistema di allarme si compone principalmente di tre elementi fondamentali: centrale, rilevatori e allarme. La centrale può essere dotata di combinatore telefonico GSM in grado di inviare messaggi o fare telefonate registrate a numeri preselezionati. Normalmente la centrale è alimentata con energia elettrica, ma in caso di interruzione dell’erogazione dell’energia può funzionare a batterie. Questo è un aspetto molto importante da considerare, pensa infatti alla possibilità che i malintenzionati taglino i cavi di alimentazione, la presenza della batteria consente il regolare funzionamento del dispositivo.

Come si collega la centrale di comando

In commercio esistono diversi tipi di centrali: per impianti cablati, wireless o ibridi. Cablare un impianto di sicurezza è ovviamente più costoso, perché richiede la predisposizione di canaline per il passaggio dei cavi e opere murarie. La soluzione più economica è offerta dalla scelta di un impianto wireless che ti consente di evitare interventi, ma non è detto che sia quella più funzionale.

Ti consiglio di affidarti sempre ad un tecnico che curi l’installazione e magari ti assista durante la fase di configurazione per ridurre il rischio di incorrere in falsi allarmi.

Molti furti vengono messi a segno perché i ladri, approfittando dei falsi allarmi fatti scattare più volte, possono agire indisturbati dopo l’ennesimo intervento a vuoto dell’ispezione della vigilanza.

E se capitasse anche a te?

Non voglio farti paura, ma può capitare. Sappi che in giro ci sono dei particolari dispositivi che disturbano le frequenze dei sistemi di sicurezza, si chiamano Jammer e se utilizzati nelle aree circostanti mettono KO l’antifurto e qualsiasi altro dispositivo elettronico.

Torniamo alla centrale: è l’elemento cardine del sistema, che riceve due tipi di segnale, quello volumetrico e quello perimetrale, rispettivamente per il controllo di ciò che avviene all’interno dell’ufficio e fuori. I sensori impiegati per la rilevazione delle presenze possono sfruttare gli infrarossi, le microonde o entrambi. I sensori che sfruttano entrambe le tecnologie sono più affidabili perché rilevano i cambiamenti di temperatura dell’ambiente ed effettuano un rilevamento a fasci, finalizzato a ridurre la frequenza di falsi allarmi.

Individuata la presenza la centrale comunicherà all’esterno con l’invio di messaggi o telefonate preregistrate e farà scattare l’allarme visivo e acustico. La centrale invia il segnale di allarme quando rileva la presenza di intrusi, ciò vuol dire che l’intrusione è già avvenuta e l’intruso può manomettere il dispositivo e godere di altro tempo, fino all’arrivo dell’ispezione, per compiere il furto.

Qual è la misura più efficace per fermare i ladri

Per una protezione più efficace puoi integrare il tuo sistema di sicurezza con telecamere IP. Ne esistono di diverse tipologie in commercio e puoi controllarne il funzionamento direttamente dal tuo Smartphone, Tablet o PC, ti basta solo essere connesso ad una rete Internet. Fai click qui per approfondire l’argomento.

La diffusione dell’impiego di telecamere per il controllo degli accessi è dovuto alla flessibilità dell’utilizzo che se ne può fare, nei precedenti articoli ne ho descritto le caratteristiche e i principali vantaggi.

Combinare sistemi passivi di sicurezza e sistemi attivi indubbiamente rafforza la percezione del senso di protezione, ma certamente ciò che garantisce maggiore sicurezza è l’abbinamento di un servizio innovativo di portierato e guardiania in Tele-presenza, che previene gli eventi ed evita danni a persone e cose, perché svolto in tempo reale da operatori che sono connessi dalle proprie piattaforme tecnologiche per sorvegliare le aree dotate di impianti di monitoraggio.

Immagina di trovarti distante dall’ufficio diversi Km, ricevi il segnale di allarme dal tuo antifurto per l’intrusione avvenuta… cosa fai? Ti tocca gestire l’emergenza!

Immagina invece di trovarti nella stessa circostanza, ricevi la notifica dall’operatore di Tele-presenza del "tentativo di intrusione" avvenuto e l’informazione che è tutto ok… cosa fai? Continui a goderti la serata in compagnia!

Risultato: evitata l’intrusione e zero danni all’ufficio e ai dati in esso contenuti.

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DiCarmelina Moccia

Detrazioni: cosa succede se non si invia la segnalazione all’ENEA

Detrazioni: cosa succede se non si invia la segnalazione all’Enea

Se hai deciso di acquistare beni o eseguire interventi di ristrutturazione edilizia che consentono di realizzare un risparmio energetico in particolare, per usufruire delle detrazioni fiscali previste dalla legge di bilancio 2019, devi inviare entro novanta giorni una comunicazione all’ENEA.

L’obbligo dell’invio è stato introdotto nel gennaio 2018, ma solo a novembre 2018 l’ENEA ha reso disponibile il sito web dove poter inviare la comunicazione.

Da questo ne puoi dedurre che si sono create diverse incomprensioni sulla necessità di inviare entro novanta giorni la comunicazione oppure richiedere una proroga.

Immagina chi ha fatto interventi nel lasso di tempo compreso tra il 1 gennaio 2018 e il 21 novembre 2018, cioè quando è stato reso disponibile il sito…

Il termine ultimo riservato a costoro per presentare la comunicazione è stato il 19 febbraio 2019.

Perché bisogna inviare la comunicazione all’ENEA

Chiariamo innanzitutto perché occorre inviare la comunicazione all’ENEA. L’obiettivo è monitorare e valutare il risparmio energetico che si realizza come conseguenza degli interventi di ristrutturazione edilizia eseguiti.

Cos’è l’ENEA

L’ENEA è l’agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, che elabora le informazioni pervenute dalle segnalazioni e le trasmette al Ministero dello Sviluppo Economico, al Ministero dell’Economia e delle Finanze, alle regioni e alle province autonome di Trento e Bolzano.

Chi è tenuto ad inviare la comunicazione all’ENEA

Prima di risponderti, devi considerare che puoi usufruire del bonus ristrutturazioni anche se vuoi sostituire la porta blindata, (fai click qui per approfondire l’argomento), oppure installare un impianto di videosorveglianza, un sistema di allarme o un innovativo impianto tecnologico di monitoraggio, in tal caso puoi anche decidere di avvalerti in alternativa, del bonus sicurezza… la detrazione che ti verrà riconosciuta è ugualmente pari al 50% della spesa che andrai a sostenere. Per leggere di più sul Bonus sicurezza fai click qui.

Se decidi di avvalerti del bonus ristrutturazioni per la sostituzione della porta blindata o per l’installazione di un impianto tecnologico per la sicurezza come prima citato, devi comunque inviare la comunicazione all’ENEA.

Sono tenuti ad inviare la comunicazione all’ENEA cittadini, condomini e imprese che effettuano lavori di ristrutturazione e risparmio energetico.

Cosa accade se non si invia la segnalazione all’ENEA

L’Agenzia delle Entrate il 18 aprile 2019 ha diramato una disposizione: la Risoluzione n. 46/E, che meglio chiarisce lo scopo della comunicazione, e stabilisce che la mancata segnalazione all’ENEA degli interventi eseguiti, non comporta la revoca della detrazione.

L’Agenzia delle Entrate chiarisce che la segnalazione ENEA resta obbligatoria, ma è priva di conseguenze fiscali e sanzioni per il contribuente.

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