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DiCarmelina Moccia

Prevenzione incendi: le disposizioni Ministeriali introducono l’obbligo di installazione di impianti audiovisivi e tecnologici per gli impianti di gestione dei rifiuti

Prevenzione incendi: le disposizioni Ministeriali introducono l’obbligo di installazione di impianti audiovisivi e tecnologici per gli impianti di gestione dei rifiuti

Alla luce dei recenti avvenimenti, che hanno interessato indifferentemente regioni del sud e nord Italia, la direzione generale del Ministero dell’Ambiente, insieme con le amministrazioni regionali e il dipartimento dei vigili del fuoco, ha tracciato delle misure che dovrebbero prevenire o almeno ridurre i rischi relativi allo sviluppo di incendi presso gli impianti che si occupano della gestione dei rifiuti.


L’art. 2087 del Codice Civile impone al datore di lavoro l’obbligo di adottare le misure necessarie a tutelare la salute dei lavoratori. La valutazione del rischio di incendio nell’ambiente di lavoro in particolare, è un obbligo previsto per ridurre l’incidenza di eventi che possono comportare conseguenze ai danni della salute pubblica e dei lavoratori.

Nel caso specifico degli impianti di gestione dei rifiuti il contesto autorizzativo dell’attività già segue un iter particolare. In considerazione dell’incremento del numero di eventi accidentali e delle ripercussioni sull’ambiente e sulla salute delle persone, la Direzione Generale per i Rifiuti e l’Inquinamento del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare ha recentemente disposto, con circolare dell’aprile 2019, l’OBBLIGO di installazione di:

  • IMPIANTI AUDIOVISIVI E TECNOLOGICI per la rilevazione di incendi;
  • dispositivi di protezione attiva antincendio, con presidio o controllo H24.

Il provvedimento annulla e sostituisce la precedente circolare e, oltre a considerare i contesti autorizzativi, analizza la prestazione delle garanzie finanziarie, la prevenzione dei rischi e le prescrizioni generali da richiamare negli atti autorizzativi, ponendo particolare attenzione sull’ubicazione degli impianti, sulla gestione, sui controlli ambientali, sugli impianti tecnologici e sui sistemi di protezione e sicurezza ambientale.

La circolare contiene tutta una serie di disposizioni che vanno a regolamentare la gestione dell’emergenza in caso di innesco di incendio, con particolare riferimento alla necessità di limitare le possibilità che un incendio possa verificarsi, adottando apposite misure preventive rivolte a:

  • ottimizzare le misure organizzative e tecniche degli impianti;
  • a fornire adeguata informazione e formazione al personale;
  • a controllare e monitorare le sorgenti di innesco;
  • a fornire adeguata manutenzione delle aree, dei mezzi d’opera, degli impianti tecnologici e degli impianti di protezione antincendio.

Come si innesca un incendio in un impianto di gestione dei rifiuti

L’innesco di un incendio in un impianto di gestione dei rifiuti può avere natura colposa o dolosa. Non è escluso che l’incendio possa verificarsi per un guasto agli impianti.

Come si può prevenire un incendio causato da un guasto agli impianti

Il monitoraggio h24 degli impianti tecnologici  è l’unica soluzione che consente di verificarne costantemente l’efficienza e prevenire rischi di anomalie e sinistri.

L’adeguamento dell’impianto di protezione antincendio con apparecchiature altamente tecnologiche fornite e controllate h24 in Tele-presenza da BOR rappresenta attualmente l’unico modo che hai per prevenire danni alla struttura e all’ambiente.

Già altre aziende specializzate nello smaltimento rifiuti, collocate in Campania, hanno affidato a BOR:

  • il controllo e la gestione degli accessi,
  • il controllo della corretta utilizzazione dell’infrastruttura,
  • il controllo tecnologico degli impianti e delle apparecchiature e della connessione per prevenire incendi e allagamenti, eventi accidentali, contaminazioni ambientali, eventi intrusivi e danneggiamenti.

BOR è l’unica azienda in Italia in grado di offrirti un servizio innovativo, altamente tecnologico, che rileva qualsiasi evento e previene anomalie e sinistri, che ti consente di allinearti alle disposizioni ministeriali in materia di prevenzione incendi. Se desideri ricevere informazioni più dettagliate sul servizio di monitoraggio che svolgiamo in Tele-presenza, contattaci e richiedi una consulenza gratuita.

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DiCarmelina Moccia

Assegnati ai comuni italiani i 500 milioni di euro del Decreto Crescita 2019

Assegnati ai comuni italiani i 500 milioni di euro del Decreto Crescita 2019

Entrato in vigore definitivamente il 30 giugno 2019, il Decreto Crescita è più conosciuto per le novità che contiene in materia fiscale, per snellire le procedure e favorire la crescita economica, ma a maggio il MISE ha assegnato a ben 7.915 comuni italiani i 500 milioni di euro previsti dall’art. 30 del Decreto Crescita per gli interventi di efficientamento energetico e lo sviluppo territoriale sostenibile.

Gli interventi dovranno essere avviati dai comuni entro il 31 ottobre 2019, pena la decadenza del contributo.

Quali sono le opere di efficientamento energetico finanziabili con i contributi dell’art. 30 del Decreto Crescita 2019

I contributi sono stati assegnati ai comuni in base alla popolazione residente e per essere destinati ad opere di efficientamento energetico, quali:

  • Illuminazione pubblica
  • Risparmio energetico edifici pubblici
  • Installazione impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili

Tra gli interventi per lo sviluppo territoriale sostenibile rientra anche la messa in sicurezza di scuole ed edifici pubblici, oltre all’abbattimento di barriere architettoniche e gli interventi di mobilità sostenibile.

Quali sono gli interventi di messa in sicurezza finanziabili con i contributi concessi ai comuni

Rientrano tra gli interventi di messa in sicurezza, quegli interventi di manutenzione straordinaria finalizzati a rimuovere rischi per l’incolumità pubblica:

  • Asfaltatura stradale
  • Interventi sulla staticità degli edifici
  • Dotazione di impianti antincendio
  • Installazione di impianti audiovisivi (sistemi di videosorveglianza)
  • Sostituzione di impianti di illuminazione pubblica

Ogni comune beneficiario del contributo può finanziare una o più opere, a condizione che non siano state già finanziate in altre procedure.

Il provvedimento, come puoi facilmente intuire, mira a favorire la crescita dei comuni, finanziando interventi di straordinaria amministrazione per la riqualificazione energetica e per lo sviluppo territoriale, perché è fondamentale per i cittadini sapere di poter crescere in un ambiente sostenibile e sicuro.

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DiCarmelina Moccia

Come scegliere un antifurto per l’ufficio

Come scegliere un antifurto per l’ufficio

Scegliere un antifurto per l’ufficio comporta la valutazione di diversi aspetti. Sicuramente ti sarai già fatto un’idea facendo ricerche in rete e avrai appreso che la presenza di inferriate, serramenti e porte blindate contribuisce ad alimentare la sensazione di protezione, ma non risolve definitivamente il tuo problema: la sicurezza del tuo ufficio!

I dispositivi di sicurezza che ti ho poc'anzi elencato si identificano come passivi e posseggono una differente classe di protezione che garantisce una maggiore/minore resistenza del dispositivo a svariate tipologie di attrezzi. Per aiutarti a comprendere ti faccio un esempio: se utilizzi una porta blindata a classe 6, i malintenzionati impiegheranno più tempo a eluderla, perché è resistente alla forza di attrezzi elettrici potenti oltre che alla sola forza del delinquente.

Affidarsi ai soli dispositivi passivi non è consigliato, perché anche nel caso in cui tu abbia una porta blindata a classe 6 non è detto che i delinquenti si scoraggino, magari impiegheranno il doppio del tempo preventivato, ma se non ravvisano la pericolosità della presenza di un sistema di sicurezza attiva, continueranno nel loro progetto.

Quali sono i sistemi di sicurezza attiva

Tra i sistemi di sicurezza attiva si vanno a collocare gli antifurto: allarmi, telecamere, sensori.

Un sistema di allarme si compone principalmente di tre elementi fondamentali: centrale, rilevatori e allarme. La centrale può essere dotata di combinatore telefonico GSM in grado di inviare messaggi o fare telefonate registrate a numeri preselezionati. Normalmente la centrale è alimentata con energia elettrica, ma in caso di interruzione dell’erogazione dell’energia può funzionare a batterie. Questo è un aspetto molto importante da considerare, pensa infatti alla possibilità che i malintenzionati taglino i cavi di alimentazione, la presenza della batteria consente il regolare funzionamento del dispositivo.

Come si collega la centrale di comando

In commercio esistono diversi tipi di centrali: per impianti cablati, wireless o ibridi. Cablare un impianto di sicurezza è ovviamente più costoso, perché richiede la predisposizione di canaline per il passaggio dei cavi e opere murarie. La soluzione più economica è offerta dalla scelta di un impianto wireless che ti consente di evitare interventi, ma non è detto che sia quella più funzionale.

Ti consiglio di affidarti sempre ad un tecnico che curi l’installazione e magari ti assista durante la fase di configurazione per ridurre il rischio di incorrere in falsi allarmi.

Molti furti vengono messi a segno perché i ladri, approfittando dei falsi allarmi fatti scattare più volte, possono agire indisturbati dopo l’ennesimo intervento a vuoto dell’ispezione della vigilanza.

E se capitasse anche a te?

Non voglio farti paura, ma può capitare. Sappi che in giro ci sono dei particolari dispositivi che disturbano le frequenze dei sistemi di sicurezza, si chiamano Jammer e se utilizzati nelle aree circostanti mettono KO l’antifurto e qualsiasi altro dispositivo elettronico.

Torniamo alla centrale: è l’elemento cardine del sistema, che riceve due tipi di segnale, quello volumetrico e quello perimetrale, rispettivamente per il controllo di ciò che avviene all’interno dell’ufficio e fuori. I sensori impiegati per la rilevazione delle presenze possono sfruttare gli infrarossi, le microonde o entrambi. I sensori che sfruttano entrambe le tecnologie sono più affidabili perché rilevano i cambiamenti di temperatura dell’ambiente ed effettuano un rilevamento a fasci, finalizzato a ridurre la frequenza di falsi allarmi.

Individuata la presenza la centrale comunicherà all’esterno con l’invio di messaggi o telefonate preregistrate e farà scattare l’allarme visivo e acustico. La centrale invia il segnale di allarme quando rileva la presenza di intrusi, ciò vuol dire che l’intrusione è già avvenuta e l’intruso può manomettere il dispositivo e godere di altro tempo, fino all’arrivo dell’ispezione, per compiere il furto.

Qual è la misura più efficace per fermare i ladri

Per una protezione più efficace puoi integrare il tuo sistema di sicurezza con telecamere IP. Ne esistono di diverse tipologie in commercio e puoi controllarne il funzionamento direttamente dal tuo Smartphone, Tablet o PC, ti basta solo essere connesso ad una rete Internet. Fai click qui per approfondire l’argomento.

La diffusione dell’impiego di telecamere per il controllo degli accessi è dovuto alla flessibilità dell’utilizzo che se ne può fare, nei precedenti articoli ne ho descritto le caratteristiche e i principali vantaggi.

Combinare sistemi passivi di sicurezza e sistemi attivi indubbiamente rafforza la percezione del senso di protezione, ma certamente ciò che garantisce maggiore sicurezza è l’abbinamento di un servizio innovativo di portierato e guardiania in Tele-presenza, che previene gli eventi ed evita danni a persone e cose, perché svolto in tempo reale da operatori che sono connessi dalle proprie piattaforme tecnologiche per sorvegliare le aree dotate di impianti di monitoraggio.

Immagina di trovarti distante dall’ufficio diversi Km, ricevi il segnale di allarme dal tuo antifurto per l’intrusione avvenuta… cosa fai? Ti tocca gestire l’emergenza!

Immagina invece di trovarti nella stessa circostanza, ricevi la notifica dall’operatore di Tele-presenza del "tentativo di intrusione" avvenuto e l’informazione che è tutto ok… cosa fai? Continui a goderti la serata in compagnia!

Risultato: evitata l’intrusione e zero danni all’ufficio e ai dati in esso contenuti.

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DiCarmelina Moccia

Detrazioni: cosa succede se non si invia la segnalazione all’ENEA

Detrazioni: cosa succede se non si invia la segnalazione all’Enea

Se hai deciso di acquistare beni o eseguire interventi di ristrutturazione edilizia che consentono di realizzare un risparmio energetico in particolare, per usufruire delle detrazioni fiscali previste dalla legge di bilancio 2019, devi inviare entro novanta giorni una comunicazione all’ENEA.

L’obbligo dell’invio è stato introdotto nel gennaio 2018, ma solo a novembre 2018 l’ENEA ha reso disponibile il sito web dove poter inviare la comunicazione.

Da questo ne puoi dedurre che si sono create diverse incomprensioni sulla necessità di inviare entro novanta giorni la comunicazione oppure richiedere una proroga.

Immagina chi ha fatto interventi nel lasso di tempo compreso tra il 1 gennaio 2018 e il 21 novembre 2018, cioè quando è stato reso disponibile il sito…

Il termine ultimo riservato a costoro per presentare la comunicazione è stato il 19 febbraio 2019.

Perché bisogna inviare la comunicazione all’ENEA

Chiariamo innanzitutto perché occorre inviare la comunicazione all’ENEA. L’obiettivo è monitorare e valutare il risparmio energetico che si realizza come conseguenza degli interventi di ristrutturazione edilizia eseguiti.

Cos’è l’ENEA

L’ENEA è l’agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, che elabora le informazioni pervenute dalle segnalazioni e le trasmette al Ministero dello Sviluppo Economico, al Ministero dell’Economia e delle Finanze, alle regioni e alle province autonome di Trento e Bolzano.

Chi è tenuto ad inviare la comunicazione all’ENEA

Prima di risponderti, devi considerare che puoi usufruire del bonus ristrutturazioni anche se vuoi sostituire la porta blindata, (fai click qui per approfondire l’argomento), oppure installare un impianto di videosorveglianza, un sistema di allarme o un innovativo impianto tecnologico di monitoraggio, in tal caso puoi anche decidere di avvalerti in alternativa, del bonus sicurezza… la detrazione che ti verrà riconosciuta è ugualmente pari al 50% della spesa che andrai a sostenere. Per leggere di più sul Bonus sicurezza fai click qui.

Se decidi di avvalerti del bonus ristrutturazioni per la sostituzione della porta blindata o per l’installazione di un impianto tecnologico per la sicurezza come prima citato, devi comunque inviare la comunicazione all’ENEA.

Sono tenuti ad inviare la comunicazione all’ENEA cittadini, condomini e imprese che effettuano lavori di ristrutturazione e risparmio energetico.

Cosa accade se non si invia la segnalazione all’ENEA

L’Agenzia delle Entrate il 18 aprile 2019 ha diramato una disposizione: la Risoluzione n. 46/E, che meglio chiarisce lo scopo della comunicazione, e stabilisce che la mancata segnalazione all’ENEA degli interventi eseguiti, non comporta la revoca della detrazione.

L’Agenzia delle Entrate chiarisce che la segnalazione ENEA resta obbligatoria, ma è priva di conseguenze fiscali e sanzioni per il contribuente.

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DiCarmelina Moccia

C’è bisogno di autorizzazione per installare le telecamere private?

C'è bisogno di autorizzazione per installare le telecamere private?

Sei stanco di trovare rifiuti abbandonati davanti alla tua proprietà e hai deciso di inchiodare il responsabile!

Hai subito pensato ad installare un impianto di videosorveglianza, di quelli intelligenti, con telecamere IP, che puoi controllare direttamente dal tuo Smartphone.

Ti preoccupi però di essere denunciato dai vicini per aver ripreso zone soggette al pubblico passaggio.

Sai già che per installare telecamere sulla porta di casa non hai limiti, a condizione che l’occhio della telecamera non vada oltre lo zerbino di casa tua.

Non puoi inquadrare parti private non agilmente visibili da terzi, e se proprio non riesci a regolare la ripresa in modo da evitare di inquadrare i vicini che transitano sul pianerottolo, fai in modo che non vengano ripresi i volti.

Ti ricordo che non sei tenuto ad esporre il cartello che informa della presenza della telecamera, né hai bisogno di autorizzazioni da parte del condominio o del comune per installare telecamere sulla porta di casa.

Puoi approfondire l’argomento facendo click qui.

Cosa si rischia se la telecamera punta sulla proprietà del vicino

Se l’occhio della telecamera inquadra parti private non agilmente visibili da terzi rischi di essere denunciato per interferenza illecita nella vita privata e puoi essere punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni e condannato a corrispondere un risarcimento al vicino che ha ricevuto l’offesa.

Come faccio ad installare una telecamera che punta sulla strada senza essere denunciato

Per installare una telecamera davanti al portone o al cancello di casa tua che punta sulla strada ti sarà sufficiente esporre un cartello che avvisa della presenza delle telecamere: lo ha stabilito una recente sentenza della Cassazione su ricorso di due privati di Chieti che erano stati condannati, da una precedente sentenza, a sei mesi di reclusione per aver installato telecamere sulla strada.

Nella fattispecie il vicinato era insorto contro l’installazione di telecamere dotate di audio bidirezionale, orientabili e gestibili da remoto perché ritenute invasive.

La sentenza della Cassazione specifica che laddove ricorra l’installazione di telecamere sulla strada per ragioni di sicurezza, sarà sufficiente esporre il cartello che avvisa della presenza delle telecamere.

Nel 2018 una sentenza del tribunale di Catania, stabiliva che l’installazione di telecamere sulla strada era consentita purché l’angolo di ripresa delle camere fosse regolato in modo che non fossero visibili i volti o segni particolari delle persone che transitavano sulla strada.

Se vuoi installare telecamere lungo il perimetro della tua proprietà per monitorare gli eventi che si verificano all’esterno e salvaguardare così la sicurezza dei tuoi beni ti sarà sufficiente mostrare un cartello di avvertimento.

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La sostituzione della porta blindata rientra nel Bonus Sicurezza?

La sostituzione della porta blindata rientra nel Bonus Sicurezza?

Hai deciso di cambiare la porta blindata e ti stati chiedendo se puoi usufruire delle agevolazioni fiscali!

Di motivi per cambiare una porta blindata ce ne sono diversi, ad esempio potresti essere scontento del grado di isolamento acustico che ti garantisce… magari quando l’hai acquistata hai pensato a risparmiare e non hai badato molto alla classe di sicurezza e ti sei affidato alla soluzione più economica che con il tempo ti ha fatto rimpiangere di aver speso di meno.

Ti ci vedo quasi mentre ti siedi a tavola in cucina… nella stanza a fianco c’è l’ingresso e tua moglie che apre la porta, entra in casa e ti confida di averti sentito mentre parlavi a tuo figlio e trascinavi la sedia sul pavimento. Rimani perplesso per qualche istante, pensi che stia esagerando, allora ti alzi e scendi giù per le scale, non prima di averle chiesto di tirare la sedia e dire qualcosa a tuo figlio che ha già cominciato a mangiare. Quando appari davanti alla tua porta blindata la guardi e l’unica cosa che ti trattiene dal prenderla a calci è la consapevolezza di aver comunque speso dei soldi e se la danneggi aggiungi un altro danno alla beffa!

Rientri in casa, guardi tua moglie e pensi alla tua privacy e al grado di sicurezza che può garantirti una porta blindata che non riesce neppure a tenere a riparo le tue parole!

Continui a vivere la tua vita, confidando che almeno in parte la tua porta blindata faccia il suo dovere. Poi apprendi dal tuo vicino che nel fine settimana sono stati sequestrati in casa due coniugi. Pensi concretamente a cambiare la tua porta blindata con una di classe di sicurezza superiore che sia resistente non solo alla forza fisica del ladro, ma anche ad aggeggi elettro-meccanici potenti.

Pensi a quanto hai già pagato per acquistare la tua porta e valuti la possibilità di rinforzarla con spranghe, ma l’istinto questa volta ti dice che non è sufficiente. Il vicino, sempre lo stesso, ti ha detto delle agevolazioni fiscali previste dalla Legge di Stabilità e del bonus sicurezza per chi acquista impianti audio visivi. Avvii la ricerca dallo Smartphone ed eccoti qui, a leggere un articolo che fa al tuo caso e parla proprio del Bonus Sicurezza 2019.

Ho già parlato del Bonus Sicurezza per l’acquisto di impianti di videosorveglianza in un precedente articolo, puoi leggerlo facendo click qui,  ma in questo invece ti spiego come fare a sostituire la tua porta blindata usufruendo delle agevolazioni fiscali previste dallo Stato nell’ottica di promuovere gli interventi rivolti a mettere in sicurezza le abitazioni per evitare aggressioni, danneggiamenti, furti, sequestri di persone e altri reati.

Quali sono le classi di sicurezza che rientrano nel bonus sicurezza

Puoi sostituire la tua porta blindata con un’altra di una classe superiore o inferiore indifferentemente. Ovviamente ha senso sostituirla con una di classe di sicurezza superiore!

In cosa consiste il bonus sicurezza per la sostituzione della porta blindata

Se sostituisci la tua porta blindata entro il 31 dicembre 2019 puoi detrarre il 50% della spesa sostenuta dalle tasse. La detrazione è destinata alle persone fisiche soggette al pagamento delle imposte sui redditi, questo significa che se spendi € 2.000,00 per l’acquisto della porta, lo Stato ti farà risparmiare per dieci anni € 100,00 sulle tasse che gli devi corrispondere.

Come si fa ad usufruire del bonus sicurezza per la sostituzione della porta blindata

Per poter usufruire del bonus sicurezza devi effettuare il pagamento con bonifico parlante, dal quale risulti la causale del pagamento, il tuo codice fiscale e quello dell’azienda dove hai acquistato la porta blindata. Entro novanta giorni dalla fine dei lavori devi inviare la pratica ENEA. Vai sul sito Enea, registrati e inserisci tutte le informazioni richieste; se non riesci a rispondere a tutti i quesiti affidati ad un consulente, puoi detrarre anche le spese che sostieni per inoltrare la pratica.

Posso usufruire del bonus sicurezza per il primo acquisto di una porta blindata?

La detrazione è riservata a chi sostituisce la porta blindata e per un importo non superiore a € 96.000,00. Attento, se deicidi di rinviare la sostituzione della porta all’anno nuovo, potresti perdere l’opportunità di essere rimborsato del 50% della spesa!

È concreta infatti la possibilità che il Governo riduca al 36% la detrazione per acquisti effettuati dopo il 31 dicembre 2019.

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Obbligo di videosorveglianza per le aziende di stoccaggio di rifiuti

Obbligo di videosorveglianza per aziende di stoccaggio di rifiuti

Il susseguirsi di incendi in aziende di stoccaggio di rifiuti ha fatto nascere l’esigenza di regolamentarne precisamente la gestione operativa nell’ottica di prevenire i rischi. Il 21 gennaio 2019 il Ministero dell’Ambiente ha emanato una serie di disposizioni che rappresentano un’ampia revisione della circolare del 15 marzo 2018.

Le disposizioni riguardano diversi aspetti, ma l’attenzione si concentra sicuramente su un aspetto fondamentale, che rappresenta una costante: la precisione con cui vengono messe in atto le procedure amministrative di autorizzazione e i controlli.

È richiesto che le autorità nel valutare la discrezionalità del caso abbiano in seria considerazione i fattori di rischio per la salute e per l’ambiente per prevenire il rischio di incendi.

L’attività svolta negli impianti di stoccaggio dei rifiuti deve essere conforme alla normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e alle norme in materia di prevenzione di incendi. Il titolare dell’impianto di stoccaggio nello svolgere l’attività deve assumere tutte le precauzioni rivolte a ridurre i rischi, precisamente deve:

  • ottimizzare l’organizzazione dell’impianto con un’adeguata distribuzione delle aree di accettazione, raccolta e lavorazione dei rifiuti;
  • informare e formare il personale impiegato;
  • controllare e monitorare le sorgenti che potrebbero innescare l’incendio;
  • assicurare un’adeguata manutenzione delle aree, dei mezzi e gli impianti.

Senza entrare troppo nel dettaglio della normativa, il gestore dell’impianto deve prestare particolare attenzione all’individuazione e al monitoraggio delle sorgenti che potrebbero innescare l’incendio.

Una corretta organizzazione dell’impianto consente di distinguere le sostanze che richiedono una più complessa gestione, e che potrebbero costituire fonte di innesco per un incendio, e limitare dunque i rischi.

È obbligatorio l’impianto di videosorveglianza per le aziende di stoccaggio di rifiuti

È altresì obbligatorio per il gestore predisporre, già in fase di progettazione dell’impianto di stoccaggio, opportune misure di protezione e sicurezza ambientale, attraverso impianto di videosorveglianza con controllo H24, dispositivi antincendio, impianto di aspirazione e trattamento dell’aria, impianto per il convogliamento delle acque provenienti dalla pioggia, impianto elettrico per l’alimentazione delle attrezzature, e altre misure rivolte a garantire un’ottimale gestione dell’impianto.

Qual è il vantaggio di installare un impianto di videosorveglianza in un’azienda di stoccaggio di rifiuti

Installare un impianto di videosorveglianza, presidiato dalla vigilanza H24, consente di garantire massimi livelli di sicurezza.

L’impiego di impianti di monitoraggio, altamente tecnologici, consente di rilevare in tempo reale qualsiasi anomalia e intervenire tempestivamente per evitare rischi per la salute e per l’ambiente.

Quali altre applicazioni trovano gli impianti di videosorveglianza

Alcune amministrazioni comunali hanno deciso di intensificare i controlli di aree di raccolta di rifiuti ricorrendo all’installazione di impianti audiovisivi per punire chi abbandona incivilmente rifiuti senza rispettare né i siti prestabiliti per la raccolta differenziata né il relativo calendario.

Grazie alla tecnologia combinata alla professionalità di operatori esperti del settore, praticare un’azione di controllo e contenimento dei danni alla salute e all’ambiente è sempre più agevole.

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DiCarmelina Moccia

Nuovo codice di prevenzione incendi: vantaggi e benefici della normativa

Cosa prevede il nuovo codice di prevenzione incendi

Le fabbriche che producono arredi, laterizi, cemento, le officine, i depositi di carta e legnami, gli stabilimenti e gli impianti sono fortemente esposti al rischio incendi, pertanto sono soggette a tutti quegli adempimenti prescritti dalla legge necessari a prevenire gli incendi.

A fine febbraio è stato approvato dal Comitato Scientifico per la Prevenzione Incendi del Ministero dell’Interno il testo sui nuovi criteri di sicurezza antincendio e per la gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro, che rende obbligatoria l’applicazione della normativa prestazionale del codice a 42 delle 80 attività soggette al controllo dei Vigili del Fuoco. A beneficiare della normativa saranno anche le scuole, gli edifici aperti al pubblico destinati ad ospitare mostre, esposizioni e altre tipologie di eventi e quelli tutelati ai sensi del Codice dei Beni ambientali e del paesaggio (D.lgs 42/2004).

Quando diventerà legge il testo sui nuovi criteri di sicurezza antincendio

Prima che diventi legge il testo dovrà passare l’esame della Commissione Europea e quindi i tempi di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale potrebbero allungarsi ulteriormente nel caso si dovesse riscontrare che dal testo scaturiscono ostacoli alla libera circolazione delle merci.

Cosa prevede il nuovo codice di prevenzione incendi

Senza entrare troppo nei dettagli le novità riguardano innanzitutto i professionisti che dovranno mettere in pratica la normativa prestazionale facendo in modo che rispetti gli standard internazionali, infatti per il raggiungimento di un adeguato livello di sicurezza alla maggiore libertà progettuale riconosciuta deve corrispondere una maggiore competenza nella valutazione del rischio incendio.

L’applicazione della normativa prestazionale resterà facoltativa per gli alberghi con più di 25 posti letto, le scuole con più di 100 persone, gli uffici con più di 300 persone, le autorimesse con superficie superiore a 300 metri quadri, le attività commerciali con superficie superiore a 400 metri quadri.

Sarà obbligatoria per le nuove attività o per l’ampliamento di quelle già esistenti. Le misure antincendio già adottate nella parte preesistente dovranno essere compatibili con i cambiamenti da apportare, in caso contrario si applicherà il Codice all’intera attività.

La Legge di Stabilità ha previsto che il Ministero per i beni culturali effettui una ricognizione in tutti i luoghi di cultura e presso gli edifici sottoposti a vincolo per valutare eventuali criticità e considerare l’opportunità di adeguare le misure antincendio già presenti.

I musei, le biblioteche e gli archivi potranno avvantaggiarsi della maggiore discrezionalità riconosciuta ai progettisti nell’applicazione della normativa, valutando gli effetti che un evento dannoso può avere sulle persone, sui beni e sull’ambiente e fissando i livelli di prestazione e gli obiettivi da raggiungere.

Qual è la principale novità del nuovo codice prevenzione incendi

La novità consiste principalmente nell’obbligatorietà della normativa prestazionale, che si applicherà a tutte le attività prive di una regola tecnica verticale, che attualmente sono solo soggette e non normate e per le quali si applicano criteri tecnici di prevenzione incendi.

Quando entrerà in vigore il nuovo codice prevenzione incendi

Il nuovo codice prevenzione incendi entrerà in vigore 180 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del testo normativo.

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DiCarmelina Moccia

Sicurezza: quale detrazione prevede la Legge di Bilancio 2019 per le famiglie

Sicurezza: quale detrazione prevede la Legge di Bilancio 2019 per le famiglie

Garantire la sicurezza delle famiglie è una delle principali priorità dello Stato, che nel corso degli anni, con misure diverse, ha sempre favorito l’installazione di impianti anti intrusione e videosorveglianza. Dal 2016 infatti, grazie al Pacchetto sicurezza, è possibile acquistare impianti di videosorveglianza approfittando delle agevolazioni fiscali previste dalla legge di Bilancio.

La prima agevolazione era fruibile nella misura del 50% della spesa sostenuta dalle famiglie grazie al Bonus Ristrutturazioni edili: pertanto coloro che avevano proceduto all’acquisto delle apparecchiature entro il dicembre 2015 potevano usufruire della detrazione.

Con la legge di stabilità del 2016 è stato introdotto il bonus videosorveglianza, riservato a soggetti non possessori di partita IVA che acquistavano impianti di videosorveglianza o stipulavano contratti con istituti di vigilanza. L’agevolazione era fruibile sotto forma di credito d’imposta, nella misura del 100%.

Dal 2017 il bonus è stato ridotto alla misura del 50% ed è fruibile come detrazione per l’acquisto delle sole apparecchiature, restando quindi esclusi i contratti con gli istituti di vigilanza.

Quale detrazione prevede la legge di bilancio 2019 per la sicurezza delle famiglie

La legge di Bilancio 2019 riconferma fino al 31 dicembre la detrazione per le spese sostenute per il sopralluogo, la progettazione tecnica, l’acquisto e l’installazione delle apparecchiature di videosorveglianza, nonché le spese sostenute per il rilascio della certificazione e della conformità alle norme sulla privacy e quelle per accedere all’agevolazione, nella misura del 50% e in dieci quote, con il bonus ristrutturazioni.

Restano escluse dalla detrazione le spese per i contratti stipulati con gli istituti di vigilanza e per la sorveglianza.

A chi spetta il bonus per la sicurezza

La detrazione è fruibile dalle sole persone fisiche per le spese sostenute per mettere in sicurezza la propria casa, sono escluse quindi le imprese, le società, gli artigiani e i commercianti.

Come si fa a fruire del bonus per la sicurezza

Per poter avvantaggiarsi della detrazione le spese devono essere sostenute a mezzo bonifico parlante bancario o postale, anche online, purché siano indicati i dati completi di codice fiscale, di chi beneficia della detrazione e del beneficiario del pagamento.

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DiGiuliano Salomone

Come proteggere un’azienda di allevamento di bestiame

Come proteggere le aziende di allevamento di bestiame

Gestire un allevamento di bestiame è un lavoro  da cui derivano  tante responsabilità.

L'agricoltura e l'allevamento sono settori chiave per l'economia italiana ma sono anche quelli più esposti a furti e danneggiamenti per la collocazione territoriale e per la quantità di materiali necessari alla produzione e all’allevamento.

Le aziende di allevamento di bestiame, come quelle agricole, fanno uso di grandi capannoni dotati di recinzioni minime che da sole non sono sufficienti a garantire l’integrità degli ambienti, del bestiame e dei materiali custoditi, necessari per l’allevamento e la produzione di derivati dal latte e altri prodotti agricoli.

A quale rischio è esposta un'azienda di allevamento di bestiame

Per le particolari caratteristiche le aziende che si occupano dell’allevamento di bestiame sono esposte oltre al furto di macchinari, utensili, carburante per mezzi da lavoro nonché i mezzi stessi, alla  sottrazione di bestiame  e all’intrusione di animali randagi.

Derubare un allevatore del proprio bestiame era un'azione molto diffusa in passato, ma negli ultimi anni il fenomeno ha subito un notevole incremento anche in rapporto con la macellazione e distribuzione abusiva della carne.

Derubare un’azienda del bestiame non è cosa semplice: occorrono sicuramente potenti attrezzi da scasso o mezzi pesanti per eludere gli accessi e un’organizzazione di più persone che garantisca la riuscita del colpo.

Il furto di bestiame è solo uno dei tanti pericoli a cui è esposta un'azienda nella gestione di un allevamento.

Di solito si trascura il rischio che comporta l’intrusione di un cane randagio, per fare un esempio, e si è portati a considerare solo l’intrusione finalizzata al danneggiamento doloso e al furto: eventi gestiti dalla volontà di malintenzionati, ma non si fanno i conti con le conseguenze di un’intrusione di un animale che può diventare mezzo di contagio batterico per il bestiame allevato.

Come si protegge un’azienda di allevamento di bestiame

Le aziende di allevamento di bestiame sono ambienti ampi e spesso complessi da controllare con  un sistema di video sorveglianza tradizionale o con un guardiano sul posto

La tecnologia offre soluzioni in grado di automatizzare le attività produttive e quelle relative alla gestione degli accessi e garantire la salvaguardia degli animali. Grazie all’utilizzo di impianti di monitoraggio gestiti da software di rilevazione e analisi è possibile rilevare qualsiasi anomalia e gestire le emergenze da remoto al fine di ripristinare i parametri prestabiliti. La versatilità degli impianti di monitoraggio dotati di software di analisi video, consiste nella personalizzazione dei parametri di controllo, che consentono agli operatori addetti al monitoraggio di intervenire solo su eventi certi. Monitorare il bestiame nelle stalle o nei terreni di pascolo oltre che favorire l'attività lavorativa serve a garantire la sicurezza degli animali ed evitare  rischi  legati all’intrusione di animali randagi, il danneggiamento delle recinzioni, contaminazioni ambientali,  eventi dolosi, incendi e allagamenti, e non solo… è possibile infatti impostare i parametri per la gestione da remoto degli accessi, per consentire l’entrata ai dipendenti, senza dover lasciare loro le chiavi della struttura.

Il mercato oggi può contare su una valida alternativa ai tradizionali sistemi di videosorveglianza e guardianaggio: la guardiania in Tele-presenza BOR, l’unico sistema, in tutta Italia, che ti consente di risparmiare sui costi di gestione di un custode sul posto e di essere informato costantemente in tempo reale di tutte le anomalie che si verificano nella tua azienda, grazie ad un sistema di comunicazione bidirezionale dedicato che fa accoglienza, controllo tecnologico delle apparecchiature, controllo degli accessi con apertura di porte e cancelli e tra le altre cose evita furti e danni a persone, bestiame e cose.

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