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DiCarmelina Moccia

Differenza tra portierato virtuale e vigilanza privata

Differenza tra portierato virtuale e vigilanza privata

Quando parliamo di vigilanza è bene fare una premessa: esiste una sostanziale differenza tra vigilanza attiva e vigilanza passiva.


La vigilanza praticata dalle guardie particolari giurate è da ritenersi attiva e integrativa dell’attività svolta dalle forze dell’ordine nella difesa diretta del patrimonio. Le guardie possono intervenire quindi, direttamente per la difesa dei beni sottoposti alla loro vigilanza.

La vigilanza praticata da un custode o portiere è invece classificabile come passiva e non è assolutamente possibile ritenerla integrativa delle forze dell’ordine. La differenza tra le due figure risiede nei limiti di azione.

Una guardia giurata può esclusivamente intervenire per la difesa dei beni sottoposti alla sua vigilanza, senza poter fare altro.

Un portiere/custode può intervenire per tutelare la proprietà privata e la funzionalità delle strutture, assolvendo anche ad altri compiti, come registrare le persone in visita in azienda, controllare gli accessi mediante apertura e chiusura di porte e cancelli, praticare accoglienza e dissuasione, e molto altro ancora.

Cosa bisogna fare per poter esercitare il servizio di portierato

La legge 342/2000 ha abolito l’art 62 del T.U.L.P.S che delineava la figura del portiere/custode, prescrivendo per i rappresentanti della categoria l’iscrizione in appositi registri e sottoponendo gli stessi ad autorizzazione prefettizia.

Attualmente non occorre essere in possesso di autorizzazione prefettizia per esercitare il servizio di portierato, invece per praticare l’attività di vigilanza a difesa del patrimonio resta requisito indispensabile.

Cos’è il portierato virtuale

Il portierato virtuale è un servizio innovativo che rivoluziona il tradizionale concetto del custode sul posto, nato per rispondere alle esigenze delle persone, in un’era in cui la tecnologia ha fatto passi da gigante. Grazie alla tecnologia infatti è possibile garantire una presenza virtuale, per mezzo della Tele-presenza.

Operatori connessi in remoto da una piattaforma tecnologica svolgono le stesse attività di un tradizionale custode.

Quali sono i principali compiti di un portiere virtuale

Come già descritto in un precedente articolo, che ti invito a leggere per approfondire l’argomento facendo click qui,  i compiti del guardiano/portiere virtuale, oltre il controllo e la salvaguardia delle infrastrutture, sono identificabili nella gestione degli accessi, con l’apertura di porte e cancelli, la rilevazione di intrusi, il monitoraggio dell’impianto e delle apparecchiature in real-time, il servizio di accoglienza, il controllo della sosta vietata, la prevenzione ed eventuale intervento antincendio, antiallagamento, fughe di gas.

Il portiere virtuale tiene sempre informato il proprietario di quello che succede nel perimetro controllato, intrattenendo una chat bidirezionale con foto, audio e video, garantendo una comunicazione e documentazione degli eventi in tempo reale.

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DiCarmelina Moccia

Monitoraggio da remoto in tempo reale: cosa significa e come avviene

Monitoraggio da remoto in tempo reale: cosa significa e come avviene

Controllare e monitorare sono due parole che esprimono concetti affini, ma sostanzialmente diversi nella modalità di esecuzione.

Il controllo comporta l’esame di un comportamento/valore e implica un intervento mirato a ristabilire la normalità; si può esercitare in diversi modi, a seconda del settore in cui appunto stiamo esercitando l’azione di controllo.

Il monitoraggio consiste nell’osservazione di un comportamento attraverso l’impiego di un monitor collegato in remoto ad un impianto di monitoraggio disposto solitamente lontano dal luogo in cui ci troviamo.

A cosa serve il monitoraggio da remoto

Il monitoraggio ha molteplici impieghi e serve a rilevare il funzionamento di un impianto al fine di analizzare anomalie e intervenire per ripristinare/stabilizzare i valori di riferimento, evitando pericoli e danni.

Come avviene il monitoraggio da remoto

Il monitoraggio si esercita per mezzo di impianti dotati di sensori e apparecchiature altamente tecnologiche programmate per rilevare e misurare i parametri di riferimento. La gestione del sistema di monitoraggio da remoto è affidata ad un software di rilevazione e analisi, grazie al quale è possibile osservare il funzionamento di un sistema di riscaldamento, di illuminazione, di gestione delle risorse energetiche e molto altro ancora.

Quali sono i vantaggi del sistema di monitoraggio da remoto

I vantaggi dell’impiego di un sistema di monitoraggio sono diversi, sicuramente la possibilità di intervenire in tempo reale per stabilizzare i parametri e le anomalie è il principale.

Le tipologie di anomalie dipendono dalla finalità del sistema di monitoraggio. Per fare un esempio pratico basta pensare all’IoT, grazie all’impiego della domotica possiamo controllare la dispersione di calore in un ambiente al fine di ridurre i consumi energetici, oppure ipotizziamo l’impiego di un sistema di monitoraggio in uno stabilimento farmaceutico per misurare le immissioni nell’aria di sostanze pericolose al fine di ridurne l’impatto ambientale.

L’anomalia si verifica quando un valore supera i parametri di riferimento impostati.

Come si stabilizzano i parametri di riferimento di un impianto di monitoraggio

Il monitoraggio dell’impianto è affidato alla supervisione di un operatore di telecontrollo che da remoto, grazie all’osservazione dei valori indicati sui monitor collegati all’impianto, è in grado di intervenire per ripristinare e stabilizzare i parametri di riferimento impostati.

I parametri vengono programmati in base allo scopo per cui si decide di monitorare un’area. Per esempio il software dell’impianto di monitoraggio in un allevamento di bestiame sarà programmato per rilevare tra le altre cose, anche la presenza di animali randagi che potrebbero mordere i capi e veicolare infezioni batteriche, compromettendone la salute.

Ne convieni quindi che stiamo parlando di una soluzione personalizzabile in base alle singole caratteristiche dell’area da monitorare. La programmazione dei parametri di misurazione permette di rilevare le anomalie in tempo reale, prevenendo pericoli e danni.

Nel campo dei servizi fiduciari e della sicurezza l'impiego di un impianto di monitoraggio permette di gestire gli accessi, rilevare la presenza di intrusi e altre anomalie e sinistri. Gli operatori addetti al telecontrollo connessi dalla loro piattaforma tecnologica, intervengono per ristabilire i parametri di sicurezza in tempo reale, informando il proprietario dell'impianto e su delega di quest'ultimo, l'istituto di vigilanza di riferimento o le forze dell'ordine.

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DiGiuliano Salomone

Chi è il guardiano e quali sono i compiti

Chi è il guardiano e quali sono i compiti

Nel 2011 nasce BOR, azienda specializzata nella Tele-presenza che, grazie alle continue ricerche in campo tecnologico, offre un servizio che si differenzia dai tradizionali sistemi di guardianaggio.

Chi è il guardiano?

Il guardiano o custode di un immobile non è solo colui che garantisce la sicurezza di un ambiente, ma è anche una figura che ne rappresenta l’ospitalità e l’accoglienza.

Proteggere il luogo di lavoro, la casa, i beni che vi sono custoditi e le persone è un compito cui spesso non si può far fronte, perché rappresenta un lusso consentito solo a poche persone.

Il servizio di portierato e guardiania virtuale sviluppato da BOR è basato sulle mansioni svolte tradizionalmente dalla figura del custode, ma con il vantaggio di non dover affrontare l’impegno economico necessario per la gestione del dipendente sul posto.

Il concetto di Telepresenza che ha preso forma con BOR è un progetto completamente incentrato sulle esigenze dei consumatori, che nasce dalla necessità di rendere facile e flessibile il controllo e la gestione delle infrastrutture da remoto: attività su cui si concentra la differenza tra vigilanza passiva e attiva e quindi tra un guardiano e un vigilante.

Il portiere virtuale, come indicato dall’ art.21 comma 16 del C.C.N.L,  è colui che, attraverso sistemi elettronici di controllo a distanza, è addetto ai compiti di sorveglianza nell’ambito del complesso immobiliare, sia all’interno che all’esterno del complesso  stesso, intervenendo se necessario attraverso segnalazione tempestiva all’amministratore, o se da egli delegato, alle Forze dell’Ordine, di tutte le anomalie che dovesse riscontrare in merito alla sicurezza dello stabile e/o dei suoi occupanti.

Citando la modifica che è stata poi apportata con il Verbale di Accordo del 15.12.2004, si è resa evidente la natura dell’attività del portiere-custode qualificandola come vigilanza passiva.

Quali sono i compiti di un Guardiano Virtuale BOR?

La riuscita del servizio di portierato e guardiania virtuale è una conseguenza della professionalità degli operatori che gestiscono l’impianto di monitoraggio e delle apparecchiature altamente tecnologiche impiegate per offrire non solo dissuasione, ma accoglienza per rendere ospitale la casa o l’ambiente di lavoro.

Il guardiano virtuale BOR è sempre presente, e attraverso un’attività di monitoraggio continuo, grazie a software di ultima generazione, concretizza la sua presenza attraverso servizi di gestione dell’impianto; oltre il controllo e la salvaguardia delle infrastrutture:

  • Gestisce gli ingressi, aprendo e chiudendo porte e cancelli.
  • Rileva la presenza di persone all’interno del perimetro ispezionando gli accessi.
  • Monitora l’impianto e le apparecchiature in real-time, rendendole sicure, efficienti e soprattutto non manomissibili.
  • Attraverso gli altoparlanti dell’impianto di monitoraggio pratica un servizio di accoglienza, facendo percepire la sua presenza e rendendo impossibile l’accesso ad uno sconosciuto senza che dichiari dove è diretto.
  • Svolge uno specifico lavoro di prevenzione ed eventuale intervento antincendio, antiallagamento, fughe di gas.
  • Interviene immediatamente in caso di sosta vietata.
  • Tiene sempre informato il proprietario e/o l’amministratore di quello che succede nel perimetro controllato, intrattenendo una chat bidirezionale con foto, audio e video, garantendo una comunicazione e documentazione degli eventi in tempo reale.

Tali attività non rientrano nell’ambito della vigilanza a tutela dell’ordine pubblico e non possono essere considerate integrative delle attività svolte dalle Forze dell’Ordine, ma rappresentano invece una normale tutela della proprietà privata e della funzionalità di aziende o complessi operativi, rendendo una persona libera di proteggersi approfittando di quello che offre il mercato, trattandosi di tipici servizi di portierato e guardianaggio, quindi vigilanza passiva, per l’esercizio della quale non è richiesta autorizzazione prefettizia.

Qual è la caratteristica della vigilanza attiva

La peculiarità della vigilanza attiva risiede nell’esercizio di poteri di intervento diretto per la difesa dell’immobile, per la prevenzione e repressione di reati in relazione ai beni immobili e mobili soggetti all’attività di vigilanza privata attiva.

Dall’analisi dei contratti collettivi nazionali di lavoro del settore è possibile individuare i servizi che vengono svolti da un vigilante:

  • custodia dei cantieri installati per la realizzazione di opere pubbliche;
  • servizi di vigilanza con unità cinefile;
  • servizi di teleallarme;
  • servizi di telesoccorso
  • servizi di vigilanza di depositi esplosivi;
  • servizi di vigilanza sui mezzi di trasporto pubblico;
  • piantonamento diurno e/o notturno ad un obiettivo;
  • ispezione esterna e/o interna diurna e/o notturna ad uno o più obiettivi sensibili;
  • servizi di vigilanza non armata, diretta alla segnalazione via radio alle Forze dell’ordine, a mezzo di ricetrasmittenti, di reati contro il patrimonio mobiliare e immobiliare.

Cosa differenzia le attività di portierato e di vigilanza privata?

Il Portiere/guardiano e il vigilante svolgono entrambi attività di vigilanza, ma ciò che distingue le due figure professionali è la natura della vigilanza: se affiancata da altre mansioni va a configurarsi come attività di portierato e vigilanza passiva, quando l’attività di vigilanza attiene unicamente alla salvaguardia di beni mobili ed immobili da aggressioni di terzi, si parla di attività di vigilanza privata attiva.

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DiCarmelina Moccia

Quali sono le misure più efficaci per fermare i ladri?

negozio disposto a fronte strada

Le ultime settimane hanno visto i ladri protagonisti di molteplici assalti. Indifferentemente hanno colpito gioiellerie, bar tabacchi, abitazioni, distributori di benzina, aziende agricole… le modalità con cui hanno agito, si sono differenziate perché, come è facilmente intuibile, per entrare in un negozio disposto a fronte strada dovranno assumere precauzioni diverse da quelle adottate per entrare in una residenza privata, magari collocata in aperta campagna…

La rapidità dell’assalto gioca un ruolo determinante in qualsiasi circostanza. Per assicurarsi la fuga il malintenzionato si muove rapidamente, senza trascurare il benché minimo dettaglio.

Quali sono le misure più efficaci per fermare i ladri?

Una domanda questa che ricorre sempre più frequentemente e denota la crescente preoccupazione delle persone che percepiscono ormai concreta la possibilità di essere la prossima vittima designata dai ladri.

Rispondere al quesito in modo esaustivo richiede l’analisi di diversi aspetti.  In questo articolo poniamo il focus sui furti lampo, cioè quelli che si consumano in 3 o 4 minuti e colpiscono le attività disposte a fronte strada: bar-tabacchi, negozi di abbigliamento, calzature e accessori moda, ottiche, gioiellerie, oggettistica, profumerie, telefonia, eccetera.

Come si svolge un furto lampo

Il furto lampo è caratteristico per la rapidità con cui si consuma l’assalto e sostanzialmente si articola in due fasi: l’elusione della barriera e l’intrusione vera e propria.

Ladro che studia il suo obiettivo

Il ladro non improvvisa mai e soprattutto ha diversi complici, ognuno con un compito specifico.

Prima di agire valuta attentamente le abitudini di chi lavora nella struttura che intende visitare per capire quando è più opportuno agire. Studia attentamente le barriere di sicurezza per stimare il tempo che dovrà impiegare per eluderla e attrezzarsi adeguatamente degli strumenti adatti. I tempi di intervento sono quindi ottimizzati al massimo. In pochi minuti riesce ad entrare e arrecare numerosi e consistenti danni

Tentativo di effrazione

Quanto tempo dura in media un furto?

Mediamente un furto in un’attività posta a fronte strada si completa molto rapidamente. Una volta entrata, la banda di malintenzionati travolge tutto quello che capita a tiro, arraffa tutto quello che può e in 40/50 secondi è fuori. È evidente quindi che allarmare la banda non vuol dire fermarla, anzi spesso il suono dell’allarme la induce a muoversi più velocemente.

Come è possibile rallentare l’azione di una banda di ladri?

Fermare i ladri prima che entrino nella struttura è decisivo: se si adotta una barriera meccanica resistente i tempi possono essere rallentati di 2 o 3 minuti.

Quali sono le tecniche più utilizzate dai ladri per eludere le barriere

La tecnica che arreca più danni, prevede l’impiego di un cosiddetto “camion ariete” per strappare via la barriera, come mostrano le foto in sequenza.

camion ariete
camion ariete_danni

Non sono meno dannosi i pali di ferro, utilizzati per fare leva sotto le serrande dei negozi, e i martelloni. Molti ladri prediligono invece praticare direttamente fori nei muri, attraverso i quali aprirsi un varco verso l’interno.

L’antifurto e il nebbiogeno rappresentano i sistemi di dissuasione più diffusi finora. L’antifurto consente di far suonare una o più sirene, accendere luci, chiamare numeri, inviare sms, o attivare altri dispositivi elettronici, ma può generare falsi allarmi e non risolve il problema. Il ladro continua ad operare noncurante dell’allarme, perché sa di poter disporre ancora di qualche minuto prima dell’intervento delle forze dell’ordine e della vigilanza.

Il nebbiogeno è un ottimo sistema, perché se allarmato rileva la presenza di intrusi nel locale e satura l’aria di nebbia. Alcuni nebbiogeni sono dotati di sensore che rileva le vibrazioni causate dai colpi inferti alla barriera dai malintenzionati e cominciano a saturare il locale di nebbia, così che al loro ingresso i ladri saranno dissuasi dal compiere il furto.

Nella maggior parte dei casi però il nebbiogeno si attiva dopo l’intrusione, quando il danno alla barriera è stato già fatto, e quando la banda è dentro può tentare di manomettere il dispositivo che eroga la nebbia.

Come può essere manomesso un nebbiogeno

Ricapitolando, il nebbiogeno garantisce protezione se attivato correttamente, impiega pochi secondi a saturare l’aria di una sostanza atossica che non sporca l’ambiente, ma impedisce al ladro di vedere. Può essere manomesso se attivato quando il ladro è già dentro il locale. Le modalità con cui si manomette un nebbiogeno sono diverse. Ultimamente i ladri, negli assalti a locali di piccole dimensioni, hanno usato un tubo oppure un telo per veicolare la nebbia fuori. Altri invece hanno catturato la nebbia nel tubo usando un tessuto bagnato che ha liquefatto la sostanza.

Cosa garantisce il successo del nebbiogeno

La tempestività è l’elemento costante nell’azione di prevenzione contro i furti. Far scattare il nebbiogeno quando il ladro è dentro è inutile. Il nebbiogeno va attivato quando l’intruso è ancora fuori dal locale, per consentirne la saturazione completa e vanificare l’intrusione.

Cosa comporta un cattivo utilizzo del nebbiogeno

Chi è dotato di nebbiogeno tende a lasciare più merce in esposizione nelle vetrine interne, perché è convinto di impedirne il furto attraverso la saturazione del locale. Siccome però il nebbiogeno parte a seguito di intrusione, parte della banda di malintenzionati ha tutto il tempo di bloccare la nebbia, mentre altri componenti arraffano tutta la merce lasciata a vista.

Adottare un sistema nebbiogeno non rappresenta da solo, il rimedio in assoluto contro i furti; se non correttamente utilizzato oltre ai danni alla struttura, espone al furto totale o parziale della merce e alla ripetitività durante l’anno di altri furti.

Cosa consiglia BOR

In primis BOR ti consiglia di non sottovalutare nessun aspetto e di assumere tutte quelle normali precauzioni che detta il buon senso, per esempio non lasciare una grande quantità di merce nelle vetrine interne, lucchetti e ganci sulle serrande, dove poter ancorare funi per camion arieti, adottare barriere meccaniche resistenti.

Per garantirti la totale protezione contro tentativi di effrazione BOR ti consiglia di dotare il locale di impianto per il controllo da remoto per mezzo della Tele-presenza.

La Tele-Presenza è il servizio grazie al quale è possibile controllare e gestire gli accessi, praticare il monitoraggio tecnologico dell’impianto, rilevare anomalie e sinistri, incendi e allagamenti, intrusioni di animali randagi, fornire accoglienza e dissuasione.

Sfruttando le potenzialità della Tele-presenza siamo in grado di rilevare in tempo reale i tentativi di effrazione e di attivare i protocolli di sicurezza idonei ad allontanare i malintenzionati. Per garantire la massima efficacia del nostro servizio monitoriamo anche l’attività dei malviventi studiandone le modalità di assalto.

Grazie alla Tele-presenza l’operatore connesso da remoto rileva qualsiasi anomalia e sinistro, controlla e gestisce gli accessi, la corretta utilizzazione dell’impianto e della proprietà, pratica accoglienza e dissuasione.

La rilevazione degli eventi avviene in tempo reale, con il vantaggio di poter far scattare l’allarme e il nebbiogeno prima che i malintenzionati comincino ad arrecare danni. Attraverso le barriere meccaniche o appositi monitor disposti esternamente, i malviventi sono al corrente che all’interno del locale è partito il nebbiogeno.

L’operatore attraverso l’audio bidirezionale dell’impianto, informa i malintenzionati che l’area è sorvegliata e che all’interno il locale è già pieno di nebbia. Avvisa che è stato allertato l’istituto di vigilanza per l’ispezione sul posto e rende praticamente vano qualsiasi altro tentativo di intrusione. Il servizio di Tele-Presenza BOR consente di ottimizzare i tempi di rilevazione e analisi degli eventi.

La tecnologia di cui è dotato l’impianto per il controllo da remoto permette di allarmare il locale e di far scattare la sirena e il nebbiogeno prima che l’intruso eluda le barriere.

Vantaggi

Siamo consapevoli che la Tele-presenza BOR rappresenta un investimento serio, sia per l’acquisto dell’impianto e del pagamento del canone di controllo, ma certamente l’assunzione dell’impegno è ripagata già con un solo furto sventato… per non parlare poi della serenità che garantisce la presenza costante di un operatore di telecontrollo che sorveglia su di te e sui tuoi valori, lasciandoti tutto il tempo libero per dedicarti alle tue passioni, senza la preoccupazione di subire danni economici e psicologici.

Cosa succede dopo un furto

Immagina di dover gestire l’emergenza che succede ad un furto… la chiamata notturna, la constatazione e la rilevazione dei danni e degli ammanchi per la presentazione della denuncia… i costi e il fermo dell’attività necessari per la riparazione delle barriere danneggiate… per non parlare della certezza di rappresentare un obiettivo sensibile per altri assalti nel corso dell’anno.

Puoi rinunciare a tutto questo e scegliere di vivere la vita godendoti solo il bello

Negozi di abbigliamento fronte strada

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DiCarmelina Moccia

Come prevenire incendi nei depositi di rifiuti

Prevenire incendi in azienda

L’emergenza relativa alla gestione dei rifiuti colpisce indistintamente Nord, Centro e Sud Italia, senza eccezioni. L’ultima notizia risale a qualche giorno fa e si riferisce all’arresto di 12 persone ritenute responsabili del rogo appiccato al capannone il 14 ottobre 2018 a Milano.

Nel rogo furono bruciati rifiuti provenienti dalla Campania, ma ancora non è possibile stabilire con esattezza le responsabilità dell’incendio in cui l’intero capannone è stato distrutto.

Le indagini hanno fatto emergere numerosi siti di raccolta di rifiuti non autorizzati che rappresentano una minaccia per l’ambiente e il benessere dei cittadini. Capannoni abbandonati sono stati trovati pieni di rifiuti, sulla cui provenienza si sta ancora indagando.

Come prevenire incendi nei depositi di rifiuti

Alcune aziende private si organizzano per arginare il fenomeno degli incendi nei depositi con impianti di monitoraggio dotati di apparecchiature di ultima generazione per la rilevazione di eventi accidentali, contaminazioni ambientali, eventi intrusivi e danneggiamenti, per la gestione degli accessi, il controllo della corretta utilizzazione dell’immobile, il controllo tecnologico delle apparecchiature e della connessione.

La possibilità di adeguare l’impianto con l’aggiunta di telecamere termografiche consente di meglio rilevare lo sviluppo di incendi e prevenire ingenti danni all’ambiente e alla struttura.

Cosa sono le telecamere termografiche

Le telecamere termiche o termocamere sono particolari dispositivi che rilevano la temperatura corporea dell’oggetto monitorato e la trasformano in impulsi elettrici. Se ti sei perso il precedente articolo fai click qui

A Capodanno un'azienda di Villa Literno in provincia di Caserta che si occupa di smaltimento di rifiuti, è stata presa di mira da malintenzionati. Per fortuna l'azienda in questione ha fatto installare un impianto di monitoraggio altamente tecnologico, grazie al quale gli operatori di tele-presenza connessi da remoto, hanno potuto intervenire in tempo reale, esercitando il controllo degli accessi, allontanando i malintenzionati dall'area controllata e prevenendo roghi o altre tipologie di danni. Fai click qui per visualizzare il video dell'intervento.

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DiCarmelina Moccia

Violazione della privacy: è possibile registrare le conversazioni dei colleghi

Violazione della privacy: È possibile registrare le conversazioni dei dipendenti

La violazione della privacy è sempre più spesso invocata in un contesto sociale dove tuttavia tutto è reso pubblico dai social. Sempre più persone condividono sui principali social network la loro posizione, le loro abitudini culinarie, le visite ai luoghi di villeggiatura, le tendenze politiche, religiose e quelle sessuali… certo alcuni restringono la visibilità di tali informazioni ai soli amici più stretti, altri invece lasciano che tutti possano accedere alle foto e video che ritraggono le loro caratteristiche abitudini.

Qual è allora il problema, perché è così invocata la violazione della privacy

La libertà di condividere le informazioni con chi più ci aggrada è la premessa, che viene poi messa in discussione quando l’informazione viene manipolata/usata da chi, a nostro parere, non ne ha il diritto.

La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro Civile, con la sentenza n.11322 di maggio 2018 ha fatto chiarezza laddove sorgeva l'esigenza di registrare conversazioni, immagini e video nel contesto lavorativo.

Ricordiamo il caso di licenziamento di un dipendente, ritenuto poi illegittimo dalla Corte di merito, che avendo ricevuto un richiamo disciplinare con relativa sanzione, aveva registrato conversazioni e immagini video all’insaputa dei colleghi, da poter utilizzare in giudizio per provare la sua innocenza nei provvedimenti disciplinari a suo carico. Il datore di lavoro, cui il dipendente aveva consegnato una Pen drive contenente le registrazioni di conversazioni tra colleghi nell’orario di lavoro,  ne aveva disposto il licenziamento.

La legge sulla privacy definisce come “dato personale” qualsiasi informazione relativa alle caratteristiche abitudini, lo stile di vita, l’orientamento sessuale, le relazioni personali, la situazione economica, lo stato civile, lo stato di salute, ma soprattutto le immagini e la voce della persona.

È possibile registrare le conversazioni dei colleghi 

La Corte di Cassazione ha stabilito che è legittimo registrare conversazioni dei colleghi a loro insaputa con audio, foto e video purché il materiale non venga esibito in altra sede diversa da quella giudiziaria, come elemento di prova, per dimostrare la propria estraneità/innocenza nei procedimenti disciplinari a proprio carico e per tutelare la propria posizione lavorativa all’interno di un’azienda.

È legittimo trattare dati personali senza il consenso dell’interessato

La sentenza pone in rilievo la questione del trattamento dei dati personali, evidenziando che è legittimo anche in assenza del consenso dell’interessato quando è rivolto a far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria, a condizione che i dati siano trattati solo per tali finalità e per il tempo necessario a perseguirle.

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DiCarmelina Moccia

Videosorveglianza nelle scuole e nei servizi educativi per l’infanzia, strutture socio-sanitarie e socioassistenziali

Videosorveglianza nelle scuole e nei servizi educativi per l’infanzia, strutture socio-sanitarie e socioassistenziali

In un precedente articolo, alla luce dei recenti avvenimenti verificatisi presso asili nido e scuole dell’infanzia, abbiamo analizzato insieme il fenomeno dei maltrattamenti sui minori, e abbiamo individuato come possibile strumento di prevenzione e contrasto la tecnologia.

Abbiamo ipotizzato che la Tele-presenza svolta per mezzo di un impianto di monitoraggio e operatori di telecontrollo, che rilevano da remoto e in tempo reale tutto ciò che accade ai nostri cari affidati alle cure di estranei, possa rappresentare la soluzione.

Abbiamo anche fatto i conti però con i limiti che impone il Garante della Privacy e abbiamo constatato che i controlli alle strutture possono essere effettuati solo a seguito di denuncia alle forze dell’ordine da parte degli interessati.

Abbiamo anche appreso che la Camera dei Deputati lo scorso novembre ha approvato 13 proposte di legge per la regolazione dell’installazione di telecamere di videosorveglianza a circuito chiuso nelle scuole e servizi educativi per l’infanzia, strutture socio-sanitarie e socioassistenziali allo scopo di prevenire e contrastare fenomeni di maltrattamento a danno di minori e anziani.

Già nelle precedenti legislature ci sono state proposte di legge, poi non approvate, che tentavano di regolamentare l’installazione di telecamere di videosorveglianza. Le proposte trovavano fondamento sempre nel susseguirsi di episodi di maltrattamento a danno di minori ed anziani che venivano alla luce a seguito della denuncia dei parenti delle vittime.

Perché il disegno di legge (ddl) per l’installazione di telecamere di videosorveglianza nelle scuole nei servizi educativi per l’infanzia e nelle strutture socio-sanitarie e socioassistenziali non diventa legge

Per diventare legge un disegno di legge deve seguire un suo specifico iter, che in questo caso particolare è davvero complicato da gestire, perché bisogna tener conto della tutela della riservatezza e della libertà dei soggetti coinvolti e della necessità di monitorare e rilevare il verificarsi di comportamenti anomali. Comprensibile quindi che il cammino verso l’approvazione e la pubblicazione impieghi diversi mesi e svariati tentativi… o forse no. Fatto sta che nel frattempo la cronaca continua a fornirci notizie raccapriccianti di maltrattamenti scoperti solo a fatti avvenuti e quando ormai i danni fisici e psicologici sono stati già arrecati.

Quali sono le regole per l’installazione di telecamere di videosorveglianza nelle scuole, nei servizi educativi per l’infanzia e nelle strutture socio-sanitarie e socioassistenziali

Il ddl in esame al Senato prevede quanto segue:

  • l’installazione di telecamere di videosorveglianza a circuito chiuso a immagini criptate, non dotate di dispositivi di comunicazione con risorse esterne;
  • le immagini registrate potranno essere consultate solo dalle Forze dell’ordine a seguito di denuncia;
  • la struttura deve indicare chiaramente che l’area è sorvegliata;
  • l’installazione deve essere autorizzata, in assenza di accordo sindacale, dall’Ispettorato Nazionale del lavoro;
  • il personale deve possedere oltre all’idoneità professionale adeguati requisiti di carattere psicoattitudinale.

Il ddl prevede altresì l’istituzione di percorsi di formazione professionale, incontri periodici per valutare e rilevare situazioni di stress correlato al tipo di lavoro svolto ed eventuali percorsi di ricollocamento del personale rivolta ad operatori ritenuti non idonei.

L’installazione e l’attivazione dell’impianto di videosorveglianza nelle scuole avverrà con consultazione/ partecipazione delle famiglie; nelle strutture socio-sanitarie e socioassistenziali dovrà essere in linea con i principi stabili dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità e avere il consenso degli interessati o di chi li rappresenta.

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DiCarmelina Moccia

Come prevenire i furti in negozio

Le attività commerciali rappresentano da sempre la meta ambita dai ladri per varietà e quantità di prodotti disponibili da poter rubare sia in orario di apertura che chiusura delle attività.

Nel dettaglio parliamo di tentativi di rapine e di effrazioni. Le attività maggiormente prese d’assalto dai ladri con la modalità della rapina notoriamente sono le gioiellerie.

Quali sono i rischi per chi subisce un furto in negozio

La cronaca nera periodicamente ci propone notizie di rapine finite male, spesso con la morte del titolare del negozio o del ladro. Quando a morire è il ladro si apre tutta una diatriba sull’opportunità o meno di esercitare la legittima difesa. Chi sostiene la libertà di rispondere con la violenza alla violenza ovviamente si dispone a fianco del negoziante che si è difeso, gli altri invocano il principio di proporzionalità dell’offesa, in virtù del quale il ladro, che ruba un gioiello, non può essere privato della vita, perché non c’è proporzione tra il valore del gioiello e il valore della sua vita.

Senza perderci in questioni che sono ancora al vaglio dei politici, di solito chi subisce un furto rischia innanzitutto di vedersi sottrarre merce di valore, ma ancora di più rischia di essere ferito o ucciso e di mettere in pericolo la vita dei presenti in negozio al momento della rapina, con tutto quello che comporta in termini di prestigio del negozio.

Un negozio che ha subito una rapina diventa un luogo poco sicuro per i consumatori

Cosa fanno i ladri quando entrano nel negozio

I ladri scelgono di entrare di giorno per avvantaggiarsi della presenza del titolare per farsi rivelare il codice della cassaforte e sicuramente agiscono adottando misure per non farsi identificare da eventuali sistemi di videosorveglianza, fanno uso di armi per minacciare i presenti e farsi consegnare contanti e valori.

Quando invece scelgono di agire di notte devono innanzitutto eludere i sistemi di sicurezza passivi. Una serranda blindata rallenterà i tempi di azione, ma non fermerà il ladro che, armato di attrezzi da scasso, danneggerà le protezioni per entrare nel locale e avere accesso alla merce ed eventualmente all’incasso del giorno prima.

Come difendersi dai furti in negozio

Per difendersi dai furti in negozio è buona norma adottare misure preventive dettate innanzitutto dal buon senso. In primis ti consiglio di non lasciare mai l’incasso in negozio. Orienta la scelta della serranda verso una tipologia che garantisca areazione ai locali, ma sia abbastanza resistente da rallentare l’attività dei ladri in modo da consentire alla vigilanza e alle forze dell’ordine di intervenire in tempo. Accertati di aver chiuso la serranda e inserito l’allarme. Nella scelta dell’allarme non lesinare, scegli quello che ti garantisce un minor numero di falsi allarmi e una schermatura contro i disturbatori di frequenza. Affidati a istituti di vigilanza in grado di garantirti una buona tempestività di intervento.

Queste misure possono tenerti relativamente al sicuro dalla preoccupazione di subire un furto in negozio. Per garantirti la totale protezione valuta l’opportunità di dotare il locale di un impianto di rilevazione e analisi degli eventi, che previene l’evento intrusivo, danni a persone e cose e rileva eventuali incendi e allagamenti. Un impianto di rilevazione abbinato ad un efficace servizio di portierato e guardiania a distanza garantisce la protezione totale più efficace.

Se hai un’attività dotata di un solo ingresso, puoi considerare la possibilità di noleggiare un impianto di monitoraggio con una configurazione a tre telecamere e sistema nebbiogeno integrato. Fai click qui per visualizzare la promozione.

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DiCarmelina Moccia

Si può usare lo Smartphone per collegare una telecamera IP

Si può usare lo Smartphone per collegare una telecamera IP

Se sei arrivato qui è perché probabilmente stai facendo ricerche in rete per acquistare una telecamera IP.

Avrai già appreso che la telecamera IP sfrutta tecnologia di ultima generazione e può essere controllata da remoto attraverso PC, Tablet o Smartphone.

Dotate di software di configurazione per la personalizzazione degli strumenti, come suggerisce la parola IP, che sta per Internet Protocol, per essere gestite da remoto necessitano di connessione internet stabile.

A seconda dell’utilizzo che ne devi fare, puoi orientarti verso la scelta di telecamere con o senza fili, da interni o da esterni, con tecnologia starlight o PTZ… la varietà di modelli presenti in commercio risponde a tutte le esigenze di sicurezza, ma non devi trascurare l’aspetto della connessione rete.

Se non disponi di una connessione stabile non puoi scegliere una telecamera di ultima generazione, e se confidi di poter usare lo Smartphone come router sei in errore.

Non è possibile usare lo Smartphone per collegare la telecamera IP e registrare immagini.

Che tipo di connessione serve per collegare una telecamera IP di un sistema di sorveglianza

Per una buona stabilità del sistema di sorveglianza occorre disporre di una connessione ADSL a banda minima garantita di almeno 2 Mbit/s o rete 3G/4G. Puoi utilizzare qualsiasi apparato idoneo a sfruttare la connessione: Modem router ADSL, Modem router o chiavette 3G/4G.

Perché è così importante la connessione internet per la gestione delle telecamere IP

La peculiarità delle IP camera è la possibilità di accedere alle informazioni in qualsiasi momento da qualunque parte del mondo utilizzando un dispositivo smart, dotato di connessione internet. Se la IP camera non è connessa in rete il dispositivo non riuscirà a visualizzare le immagini live trasmesse dalla camera.

Come vengono registrate le immagini su NVR

Senza entrare troppo in dettagli che sono di competenza tecnica, ti basta sapere che la registrazione delle immagini su NVR può avvenire in cloud, sfruttando un server esterno o direttamente utilizzando l’indirizzo IP dell’apparato.

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DiCarmelina Moccia

Come difendersi dai furti in appartamento

Come difendersi dai furti in appartamento

La casa negli anni ha acquisito sempre più i connotati del luogo sicuro, del rifugio dove potersi sentire al riparo dalle insidie del mondo esterno. La scelta della collocazione è prevalentemente determinata dalle esigenze di lavoro e dalla vicinanza agli affetti più cari, trascurando invece quegli elementi che nel tempo, con la nascita di bambini e con l’evoluzione delle esigenze, vengono inevitabilmente rivalutati: mi riferisco alla lontananza dal centro abitato, la presenza del giardino e balconi, la tipologia di serramenti e i portoncini di accesso…

Alla luce di quanto apprendiamo dalla cronaca nera, la preoccupazione di subire un furto mentre si soggiorna in casa viene percepita sempre più come un rischio tangibile.

Come si fa a difendersi dai furti in appartamento?

Prima di rispondere alla domanda analizziamo insieme il fenomeno…

Quali sono i rischi per chi subisce un furto in appartamento

Gli intrusi agiscono per sottrarre contante, gioielli e beni di lusso: il sequestro e i maltrattamenti sono i principali rischi cui sono esposti coloro che soggiornano in casa, ma non devi sottovalutare l’impatto psicologico che ha l’evento sui componenti della famiglia, perché viene a cadere l’idea della casa intesa come rifugio, e su chi poi dovrà occuparsi della gestione dell’emergenza. Tendenzialmente si è portati a temere il furto quando si è lontani da casa, ma i ladri prediligono le intrusioni in orari che prevedono la presenza degli occupanti per farsi aprire la cassaforte e avere accesso facilitato ai preziosi.

Cosa fanno i ladri quando entrano nell’appartamento

Eludere o neutralizzare i sistemi di sicurezza passivi è certamente la prima preoccupazione dei ladri quando si introducono in un appartamento, poi concentrano l’attenzione su chi è presente in casa… usano armi e violenza per indurre gli occupanti a farsi rivelare i nascondigli dei contanti e dei preziosi. Immagina di trovarti in casa, con i tuoi bambini, in prossimità di cenare… l’intrusione… le minacce, la violenza…

I recenti fatti di cronaca avvenuti un po’ in tutta Italia e in particolare a settembre, a Lanciano, sono la dimostrazione di cosa può accadere a chi ha la sfortuna di trovarsi in casa quando arrivano i ladri.

Come difendersi dai furti in appartamento

Dotare l’appartamento o la villa di sistemi di sicurezza passivi è sicuramente una buona pratica. Se non sai cosa sono i sistemi di sicurezza passivi, fai click qui. Sicuramente blindare casa con porte e serramenti con blindatura a classe di resistenza RC6 può rallentare l’azione dei ladri più esperti e fare da deterrente per quelli meno attrezzati, ma nella maggior parte dei casi i ladri agiscono dopo aver esaminato attentamente i sistemi in dotazione all’appartamento e non improvvisano. È opportuno quindi predisporre sistemi di sicurezza non eludibili.

Il Governo mette a disposizione dei cittadini agevolazioni fiscali per favorire l’installazione di sistemi di sicurezza attivi, la Legge di Stabilità infatti riconferma per il 2019 la detraibilità delle spese sostenute, entro dicembre 2019, per perizie, sopralluoghi, progettazione, acquisto e installazione di apparecchiature per la sicurezza.

I sistemi di sicurezza tradizionali sono facilmente eludibili e generano continui falsi allarmi, che abbassano l'attenzione sull'evento reale, costringendo la vigilanza ad intervenire ripetutamente per verificare la veridicità dell'evento, e disturbano il vicinato che, infastidito, non reagisce in caso di effettivo bisogno.

L’innovativo sistema di portierato e guardiania a distanza introdotto da BOR rappresenta l’unica soluzione efficace contro le intrusioni, perché coniuga tecnologia di ultima generazione per la rilevazione certa degli eventi e professionalità di operatori esperti in Tele-presenza per interventi tempestivi che prevengono eventi intrusivi e danni alle persone e cose.

Attrezzare l’appartamento di sistemi di sicurezza passivi e attivi (porte e serramenti blindati, impianti di allarme e di videosorveglianza) non esclude la possibilità di integrarli con il sistema BOR.

Ti propongo il video del furto sventato il 9 novembre presso l’abitazione di un nostro cliente di  Maddaloni, in provincia di Caserta. Alle ore 18:50 circa, tre malintenzionati muniti di arnesi da scasso, si sono introdotti all’interno di una villa privata con l’intento di rubare. Il tempestivo intervento dell’operatore connesso da Centrale Operativa ha evitato danni a persone e cose.

I ladri si sono dati alla fuga appena hanno sentito la voce dell’operatore che li avvisava che l’area era sorvegliata. Immagina cosa sarebbe successo senza il sistema BOR…

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