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DiCarmelina Moccia

Come si adeguano gli impianti di trattamento rifiuti alle Linee Guida Regionali

Come si adeguano gli impianti di trattamento rifiuti alle Linee Guida Regionali

Le prescrizioni di prevenzione antincendio hanno recentemente subito delle importanti integrazioni nella salvaguardia della salute ambientale, rivolte a prevenire e ridurre l’inquinamento proveniente da emissioni nell’aria, nell’acqua e nel suolo.


La giunta regionale della Campania ha emanato le Linee Guida Regionali che contengono le prescrizioni di prevenzione antincendio da inserire obbligatoriamente negli atti autorizzativi per la messa in esercizio degli impianti di trattamento dei rifiuti, con particolare riferimento al monitoraggio h24 dei siti.

Quali sono le finalità delle Linee Guida

Le Linee Guida hanno lo scopo di tracciare l’iter da seguire per l’adeguamento di impianti di trattamento di rifiuti già esistenti e delineare i procedimenti autorizzativi per la messa in esercizio di nuovi impianti.

Qual è il quadro normativo di riferimento per l’autorizzazione di impianti che svolgono attività di trattamento di rifiuti

Il Testo Unico Ambiente, che è stato approvato dal Decreto Legislativo del 3 aprile 2006 n. 152, rappresenta il quadro di riferimento per l’autorizzazione degli impianti che si occupano di trattamento di rifiuti. La disciplina delle procedure di autorizzazione è di competenza Regionale.

L’autorizzazione integrata ambientale, necessaria per le installazioni di impianti che svolgono attività valutate a rischio di incendio per la tipologia e la quantità di materiale trattato, ha per scopo la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento causato dalla movimentazione, dalla cernita, dalla detenzione di materiali negli impianti, viene rilasciata dall’Autorità Competente ai predetti fini ed è subordinata alla presentazione di un’apposita domanda alla Regione competente per territorio, corredata di documentazione tecnica, nonché del progetto dell’impianto di smaltimento e recupero di rifiuti.

Quali sono i tempi concessi agli impianti di gestione di rifiuti già esistenti per l’adeguamento alle Linee Guida Regionali

I soggetti che intendono avviare nuovi impianti di smaltimento e recupero di rifiuti devono obbligatoriamente inserire negli atti relativi a procedimenti autorizzativi per la messa in esercizio degli impianti di trattamento dei rifiuti, le prescrizioni di prevenzione antincendio indicate nelle Linee Guida.

Per gli impianti già esistenti la procedura prevede che l’Autorità Competente che ha rilasciato l’autorizzazione, notifichi l’obbligo di adeguamento impiantistico con i relativi termini di adempimento.

Il progetto di modifica e adeguamento dell’impianto va presentato entro massimo novanta giorni dall’avvenuta notifica dell’obbligo. L’approvazione del progetto avverrà entro sessanta giorni massimo ed entro sei mesi dall’approvazione i lavori di modifica e adeguamento dovranno essere conclusi.

“Gli impianti già esistenti hanno quattro anni per conformarsi ai nuovi standard, i nuovi impianti invece devono soddisfare immediatamente i nuovi requisiti richiesti per svolgere attività di smaltimenti e recupero di rifiuti.”

Cosa prescrivono le Linee Guida in materia di prevenzione incendi

Le Linee Guida Regionali al fine di prevenire e ridurre i rischi di incendio prescrivono l’obbligo di installazione di sistemi integrati di videosorveglianza, altamente tecnologici per il monitoraggio, il controllo e la gestione degli accessi carrai perimetrali. Per le aree destinate allo stoccaggio dei rifiuti e per quelle maggiormente esposte al rischio è inoltre richiesta l’installazione di sistemi di rilevazione con apparecchiature termografiche, per la rilevazione delle variazioni termiche.

Come si adeguano gli impianti di trattamento rifiuti alle Linee Guida Regionali

BOR è l’unica azienda in Italia in grado di offrire una soluzione altamente tecnologica, come richiesto dalle Linee Guida Regionali, adatta a controllare perimetralmente i siti di trattamento di rifiuti da remoto e ad adeguare gli impianti.  Grazie all’impiego di un impianto di monitoraggio appositamente programmato, siamo in grado di rilevare in tempo reale qualsiasi anomalia ed allertare su evento certo il gestore del sito o su delega dello stesso gli organi preposti alla prevenzione ed estinzione dell’incendio.

Come funziona il sistema di monitoraggio BOR

L’impiego di apparecchiature dotate di analisi video e tecnologia termografica ci consente di rilevare qualsiasi variazione termica e intervenire per ripristinare i parametri di riferimento. La tecnologia della Tele-presenza ci permette di interagire con l’ambiente circostante per diffondere comunicati in tempo reale e garantire il controllo degli accessi carrai perimetrali con dissuasione audio. Forniamo comunicazione in tempo reale degli eventi certi a mezzo chat bidirezionale e documentazione da esibire per dimostrare la propria estraneità in eventi accidentali.

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DiCarmelina Moccia

Sicurezza: come difendersi contro furti, scippi e rapine

Sicurezza: come difendersi contro furti, scippi e rapine

Furto, scippo e rapina sono reati contro il patrimonio regolamentati dagli articoli 624, 624 bis e 628 del codice penale.

Il furto si configura come reato meno grave, perché avviene con la sottrazione di beni dalla dimora della vittima senza far uso della violenza ed è punito con la reclusione da uno a quattro anni, su denuncia della vittima.

Il furto spesso si completa sfruttando l’emotività o la distrazione della vittima e talvolta con la coercizione: in tal caso parliamo di rapina, il reato più grave, che prevede l’uso di un’arma per esercitare violenza e costringere la vittima a rivelare il nascondiglio dei preziosi e del contante.

La rapina è punita con la reclusione da 4 a10 anni e multa fino a € 2.500,00.

Qual è la differenza tra furto, scippo e rapina

L’elemento che differenzia scippo e rapina dal furto è la violenza che viene usata per sottrarre beni alla vittima.

Lo scippo si compie principalmente per strada e rappresenta un rischio oltre che per la sicurezza, anche per l’incolumità della vittima che, nel tentativo di preservare ad esempio la borsa, potrebbe resistere allo scippo e cadere malamente sul suolo o finire investita da un’auto in transito.

Non di rado la vittima subisce uno scippo mentre è alla guida della propria auto, perché magari è ferma al semaforo o nel traffico e ha appoggiato la borsa sul sedile o sul cruscotto. Il ladro, muovendosi a bordo di un veicolo a due ruote, è più agile e può afferrare la borsa dal finestrino aperto e allontanarsi rapidamente.

Come ci si difende contro furti, scippi e rapine

DIFENDERSI da scippi e rapine È POSSIBILE adottando quelle normali PRECAUZIONI che detta il “BUON SENSO”. Adesso ti elenco una serie di atteggiamenti da assumere per non subire scippi e rapine.

  • Cammina sul marciapiede di senso opposto a quello dei veicoli, in modo da avere la visuale completa di chi ti sta di fronte.
  • Indossa la borsa dal lato interno del marciapiede.
  • Cammina in prossimità del perimetro degli edifici, non sul ciglio del marciapiede.

Se nonostante tutto riescono ad afferrare la borsa, cerca di NON OPPORRE RESISTENZA, rischieresti di cadere e peggio ancora, di essere investito da un’auto che non fa in tempo ad accorgersi di te che sei a terra.

Se devi prelevare contanti allo sportello automatico, verifica di non essere circondato da persone sospette. Non custodire il contante che hai prelevato nella borsa, mettilo nella tasca interna dell’abito che indossi.

Se ti avvicinano e ti minacciano con un’arma per farsi consegnare il contante, non fare l’eroe, pensa al valore che ha la tua vita: non c’è equilibrio, PENSA A SALVARTI LA VITA, non reagire con gesti inconsulti, ricorda che le forze dell’ordine hanno il compito di eseguire l’arresto, non tu!

In compenso PUOI AIUTARE le indagini concentrando l’attenzione sui DETTAGLI dell’auto o dello scooter su cui si allontanano i malviventi, l’abbigliamento che indossano per esempio, per poi riferirli ai CARABINIERI quando vai a fare la DENUNCIA.

Per DIFENDERSI contro i FURTI è necessario assumere alcuni ACCORGIMENTI e proteggere gli accessi con inferriate, porte blindate, sistemi di allarme, impianti di monitoraggio tecnologici, impianti audiovisivi.

Potresti trovare molto utile AFFIDARE il controllo e la gestione degli accessi a BOR, che svolge il servizio di guardiania virtuale in tempo reale.

PREVENIRE le aggressioni è sempre meglio che affrontarne le CONSEGUENZE.

  • Ricorda inoltre di non lasciare le finestre e la porta di casa aperta quando ti allontani;
  • Non pubblicare notizie di te che sei distante da casa sui social;
  • Non comunicare le date dei periodi in cui ti allontani dalla tua abitazione a persone che hai conosciuto da poco;
  • Lascia le luci accese mentre sei lontano da casa...

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DiCarmelina Moccia

Violazione della privacy: Interferenze illecite nella vita privata

Violazione della privacy: Interferenze illecite nella vita privata

In un precedente articolo abbiamo visto insieme come si fa ad installare una telecamera senza incorrere nel reato di Interferenze illecite nella vita privata. Fai click qui per approfondire l’argomento.

È importante che l’occhio della telecamera non inquadri parti private non agilmente visibili a terzi.

Come è punito chi commette il reato di interferenze illecite nella vita privata

L’art. 615 bis del codice penale punisce, con la reclusione da sei mesi a quattro anni e con la corresponsione di una somma a titolo di un risarcimento alla parte offesa, chi si procura indebitamente immagini o notizie attinenti la vita privata del vicino.

Una recente sentenza emessa dalla Suprema Corte di Cassazione ha generato diverse discussioni, perché ha prosciolto dall'accusa di interferenze illecite nella vita privata l’uomo che, dalla finestra della casa materna, ha fotografato e filmato le immagini di una donna che usciva nuda dalla doccia.

La sentenza trova fondamento nel principio secondo il quale la donna, non avendo messo le tende alla finestra, "non ha posto divieto" e ha tacitamente acconsentito alla ripresa.

La sentenza della Cassazione Penale n. 40577 del 30 ottobre 2008 impone che l’occhio della telecamera non inquadri parti private non agilmente visibili a terzi. Nella fattispecie dell’uomo accusato di aver violato la privacy della donna, la Cassazione denota la mancanza del requisito fondamentale affinché si realizzi il reato di interferenze illecite.

Nel momento in cui l’uomo, che si trovava nell’immobile di fronte a quello della donna, ha inquadrato “agilmente” la scena non ha compiuto violazione della privacy: siccome non c’erano ostacoli che rappresentassero divieti all’inquadratura, la donna ha autorizzato tacitamente il comportamento dell’uomo.

Quando si configura il reato di interferenze illecite nella vita privata

Il reato di interferenze illecite nella vita privata si realizza quando chi filma o scatta la foto viola deliberatamente il “divieto”. Il divieto può essere manifestato mediante l’applicazione di una comune schermatura, di solito si tratta di una tenda alla finestra.

Immagina di stare in casa seduto comodamente a guardare la TV. Dalla finestra alla tua destra noti che una persona sta rivolgendo l’obiettivo della sua apparecchiatura verso la tua direzione, puoi chiudere le tende e porre così il divieto di essere inquadrato oppure continui a goderti il tuo programma preferito in TV.

Se continui a guardare la TV senza chiudere le tende autorizzi tacitamente l’inquadratura e la ripresa di immagini attinenti la tua vita privata, e se farai ricorso contro la persona che si è procurato le immagini, la tua richiesta di risarcimento non sarà accolta, perché non accostando le tende hai tacitamente autorizzato il suo comportamento.

Ci sono tante fattispecie e altrettante sentenze emesse ad integrazione della norma e che hanno cercato di chiarire le disposizioni in materia di interferenze illecite nella vita privata e contemplare diverse situazioni configurabili nel reato.

Nel corso degli anni la violazione della privacy e della vita privata, per merito o demerito della diffusione delle tecnologie, ha assunto sempre più nuove sfumature, inducendo chi applica le leggi a formulare aggiustamenti e integrazioni per regolare tutte le casistiche presentate dalle parti offese.

In materia di videosorveglianza la tendenza è rivolta verso una maggiore flessibilità, per consentire l’installazione di impianti audiovisivi per motivi di sicurezza: è il caso dell’installazione delle telecamere private lungo il perimetro della proprietà, oggi ti basta esporre il cartello di avvertimento e non rischi di incorrere nel reato di interferenze illecite nella vita privata, continua a leggere >>

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DiCarmelina Moccia

Qual è la durata di registrazione di una telecamera?

Qual è la durata di registrazione di una telecamera?

Se stai per acquistare una telecamera devi sapere che la scelta di un modello piuttosto che un altro può influenzarne la durata di registrazione.

La tipologia di telecamera influisce infatti sull’occupazione di memoria e quindi sul tempo delle riprese. È il caso delle telecamere full HD per esempio: per garantire immagini ad alta risoluzione, il salvataggio richiederà uno spazio 4-5 volte superiore rispetto ad una telecamera tradizionale.

Sicuramente anche il supporto di registrazione che decidi di usare influisce sulla durata di registrazione della telecamera: qualora tu scelga di registrare i dati su una scheda SD card di 16 o 32 GB sappi che la prestazione sarà ridotta rispetto a quella garantita da un Hard Disk di 1 TB.

Un altro fattore che incide sulla durata è la modalità di registrazione. Puoi optare per la registrazione continua oppure a rilevazione di movimento. Se scegli di registrare le immagini solo quando viene rilevato un movimento la durata della registrazione si allunga. Nel caso in cui tu decida di registrare le immagini H24 la durata si riduce invece notevolmente.

Ricapitolando, i tre principali fattori che influiscono sulla durata di registrazione di una telecamera sono:

  • supporto per la registrazione;
  • risoluzione di salvataggio delle immagini;
  • modalità di registrazione.

Quanto durano le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza

Tenendo in considerazione quanto detto finora posso concludere che se utilizzi una SD card per la registrazione, la durata varia da poche ore a 2-3 giorni, se invece utilizzi un hard disk la durata si allunga notevolmente a una settimana e in alcuni casi può arrivare fino a trenta giorni.

Quali sono le alternative ai tradizionali metodi di registrazione

Se decidi di adeguare il tuo impianto di videosorveglianza la durata di registrazione può mutare.

Se acquisti telecamere IP puoi collegarle all’NVR, che a differenza del DVR, puoi archiviare su server le immagini registrate e disporre di un backup delle registrazioni; potrai quindi evitare di usare memoria su dispositivi e di subire improvvise perdite di dati in caso di guasti. Leggi le differenze tra DVR e NVR, fai click qui.

In alternativa le telecamere IP dotate di Micro SD da 128 GB ti consentono di memorizzare fino a 28 giorni di riprese continue.

La registrazione cloud ti permette di accedere alle immagini da qualsiasi dispositivo, in qualsiasi momento, purché tu sia ovviamente connesso a Internet. Puoi acquistare ulteriore spazio presso il tuo Provider e assicurarti la libertà di scegliere la modalità di registrazione a te più consona, senza preoccuparti dei limiti di capienza e di assicurarti la migliore qualità di immagini full HD.

Se hai ancora dubbi sulla durata di registrazione delle telecamere puoi contattarci e richiedere una consulenza, ti aiuteremo a scegliere la migliore soluzione per il tuo impianto di sorveglianza più funzionale alle tue esigenze.

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Quali sono le pene previste per violazione di domicilio, furti e rapine

Quali sono le pene previste per violazione di domicilio, furti e rapine

La recente approvazione della nuova legge sulla legittima difesa ha generato un inasprimento delle pene per la violazione di domicilio, i furti e le rapine.

La nuova legge presenta in totale nove articoli che vanno a rettificare non solo l’art 52 del codice penale che regola la legittima difesa, ma prende in esame anche i reati contro il patrimonio e la violazione di domicilio.

Cos’è la violazione di domicilio

La violazione di domicilio, secondo quanto stabilito dall’art. 614 del codice penale, avviene quando una persona si introduce in una dimora privata senza il consenso di colui che è autorizzato a vietarne l’accesso. L’articolo della nuova legge sulla legittima difesa ha inasprito la pena che andava da un minimo di sei mesi fino a tre anni di reclusione, stabilendo un periodo di reclusione per chi viola l’altrui dimora maggiore, precisamente: da uno a quattro anni. Se l’intrusione è caratterizzata da violenza sulle cose o sulle persone la reclusione passa da uno a cinque anni, a due a sei anni.

Pene più severe anche nel caso in cui alla violazione del domicilio segue il furto; in tal caso infatti la pena passa da quattro a sette anni di reclusione. Prima che fosse approvata la nuova legge la pena prevista per chi si introduceva nell’altrui dimora senza averne il consenso e sottraeva beni era da tre a sei anni di reclusione.

Quando il furto viene praticato con l’uso di armi o narcotici la pena si inasprisce notevolmente, infatti chi sottrae beni facendo uso di armi o narcotici rischia di finire in carcere anche per dieci anni e di essere condannato a corrispondere una multa di 2.500,00 €.

Chi compie rapine rischia di restare in carcere da cinque a dieci anni, anche in questo caso il periodo minimo è aumentato e non è escluso che nel definire la pena si possano considerare ulteriori circostanze “aggravanti”.

Qual è la differenza tra furto, rapina e scippo

Furto, rapina e scippo sono tutti reati contro il patrimonio: Il furto è il reato meno grave, e consiste nel sottrarre beni altrui per trarne profitto senza fare uso della violenza. Per intenderci il furto avviene quando viene sottratta merce in un negozio, approfittando della distrazione del titolare.

Lo scippo si caratterizza per la violenza fisica che viene esercitata sulla vittima per sottrarle un bene, per esempio strappandole di mano o da dosso una borsa mentre cammina per strada.

La rapina è il più grave dei tre reati perché si compie esercitando violenza sulla vittima con l’uso di armi, per esempio minacciando il gioielliere con una pistola per farsi aprire la cassaforte.

Quando è punibile il furto

Per poter punire chi ha commesso un furto è necessario che la vittima presenti querela. Lo scippo è punito con la stessa pena prevista per chi compie un furto in un edificio, sia esso adibito alla privata dimora o all’esercizio di un’attività commerciale, professionale o imprenditoriale.

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Nuova legge sulla legittima difesa

Nuova legge sulla legittima difesa

Approvata la legge n. 36 del 26 aprile 2019 sulla legittima difesa, che introduce importanti rettifiche agli articoli del codice penale, codice di procedura penale e codice civile che, nel corso degli ultimi mesi soprattutto, in concomitanza con il succedersi di casi di furto finiti male per i malviventi, hanno suscitato accese discussioni tra le varie rappresentanze politiche e l’opinione pubblica sul principio della proporzionalità dell’offesa e la discrezionalità del giudice nel valutare lo stato di eccesso colposo.

La legge contiene nove articoli che nello specifico apportano rettifiche agli art 52, 55, 164, 614, 624-bis, 628 del codice penale, l’art 2044 sulla legittima difesa del codice civile e 132-bis del codice di procedura penale.

La nuova legge considera sempre sussistente il rapporto di proporzionalità dell’offesa, pertanto è sempre legittima la difesa esercitata da chi, nel proprio domicilio o nella propria attività commerciale, professionale o imprenditoriale, respinge un’intrusione esercitata con violenza o con uso di armi contro sé stesso o i propri cari da estranei.

Colui che agisce in difesa di sé stesso o dei membri della sua famiglia in stato di grave turbamento non è punibile, anche se occorre l’eccesso colposo.

Puoi fare click qui per leggere un precedente articolo, in cui vengono sviluppate le problematiche legate alla gestione dello stato di turbamento, dal quale in precedenza dipendeva una controversia sulla discrezionalità del giudice nel giudicare la punibilità o la non punibilità del soggetto che respinge l’intrusione.

La nuova legge sulla legittima difesa tuttavia sembra già aver suscitato discussioni.

In particolare l’affermazione per cui: è sempre proporzionata l’offesa recata con un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo a difendere la propria o altrui incolumità, i beni propri o altrui quando l’intruso continua nel suo intento e persiste lo stato di pericolo di aggressione.

La discussione nasce dall’indicazione dell’arma legittimamente detenuta come elemento necessario per respingere l’offesa. Il dubbio è il seguente: se la vittima usa un’arma non detenuta legalmente sarà ritenuto colpevole di omicidio volontario?

È chiaro che prima che la nuova legge diventi perfettamente funzionale, passeranno diversi mesi e forse anche anni e occorrerà l’applicazione di specialisti che grazie alle sentenze metteranno a punto rettifiche che contemplano e regolano tutti i casi.

Nel frattempo il testo che è stato approvato rappresenta già un “punto di partenza” e soprattutto un monito per i malintenzionati, che prima di introdursi in un’abitazione, un’attività commerciale, professionale o imprenditoriale dovranno valutare bene le conseguenze che potrebbero subire dal loro agire.

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Differenza tra portierato virtuale e vigilanza privata

Differenza tra portierato virtuale e vigilanza privata

Quando parliamo di vigilanza è bene fare una premessa: esiste una sostanziale differenza tra vigilanza attiva e vigilanza passiva.

La vigilanza praticata dalle guardie particolari giurate è da ritenersi attiva e integrativa dell’attività svolta dalle forze dell’ordine nella difesa diretta del patrimonio. Le guardie possono intervenire quindi, direttamente per la difesa dei beni sottoposti alla loro vigilanza.

La vigilanza praticata da un custode o portiere è invece classificabile come passiva e non è assolutamente possibile ritenerla integrativa delle forze dell’ordine. La differenza tra le due figure risiede nei limiti di azione.

Una guardia giurata può esclusivamente intervenire per la difesa dei beni sottoposti alla sua vigilanza, senza poter fare altro.

Un portiere/custode può intervenire per tutelare la proprietà privata e la funzionalità delle strutture, assolvendo anche ad altri compiti, come registrare le persone in visita in azienda, controllare gli accessi mediante apertura e chiusura di porte e cancelli, praticare accoglienza e dissuasione, e molto altro ancora.

Cosa bisogna fare per poter esercitare il servizio di portierato

La legge 342/2000 ha abolito l’art 62 del T.U.L.P.S che delineava la figura del portiere/custode, prescrivendo per i rappresentanti della categoria l’iscrizione in appositi registri e sottoponendo gli stessi ad autorizzazione prefettizia.

Attualmente non occorre essere in possesso di autorizzazione prefettizia per esercitare il servizio di portierato, invece per praticare l’attività di vigilanza a difesa del patrimonio resta requisito indispensabile.

Cos’è il portierato virtuale

Il portierato virtuale è un servizio innovativo che rivoluziona il tradizionale concetto del custode sul posto, nato per rispondere alle esigenze delle persone, in un’era in cui la tecnologia ha fatto passi da gigante. Grazie alla tecnologia infatti è possibile garantire una presenza virtuale, per mezzo della Tele-presenza.

Operatori connessi in remoto da una piattaforma tecnologica svolgono le stesse attività di un tradizionale custode.

Quali sono i principali compiti di un portiere virtuale

Come già descritto in un precedente articolo, che ti invito a leggere per approfondire l’argomento facendo click qui,  i compiti del guardiano/portiere virtuale, oltre il controllo e la salvaguardia delle infrastrutture, sono identificabili nella gestione degli accessi, con l’apertura di porte e cancelli, la rilevazione di intrusi, il monitoraggio dell’impianto e delle apparecchiature in real-time, il servizio di accoglienza, il controllo della sosta vietata, la prevenzione ed eventuale intervento antincendio, antiallagamento, fughe di gas.

Il portiere virtuale tiene sempre informato il proprietario di quello che succede nel perimetro controllato, intrattenendo una chat bidirezionale con foto, audio e video, garantendo una comunicazione e documentazione degli eventi in tempo reale.

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DiCarmelina Moccia

Monitoraggio da remoto in tempo reale: cosa significa e come avviene

Monitoraggio da remoto in tempo reale: cosa significa e come avviene

Controllare e monitorare sono due parole che esprimono concetti affini, ma sostanzialmente diversi nella modalità di esecuzione.

Il controllo comporta l’esame di un comportamento/valore e implica un intervento mirato a ristabilire la normalità; si può esercitare in diversi modi, a seconda del settore in cui appunto stiamo esercitando l’azione di controllo.

Il monitoraggio consiste nell’osservazione di un comportamento attraverso l’impiego di un monitor collegato in remoto ad un impianto di monitoraggio disposto solitamente lontano dal luogo in cui ci troviamo.

A cosa serve il monitoraggio da remoto

Il monitoraggio ha molteplici impieghi e serve a rilevare il funzionamento di un impianto al fine di analizzare anomalie e intervenire per ripristinare/stabilizzare i valori di riferimento, evitando pericoli e danni.

Come avviene il monitoraggio da remoto

Il monitoraggio si esercita per mezzo di impianti dotati di sensori e apparecchiature altamente tecnologiche programmate per rilevare e misurare i parametri di riferimento. La gestione del sistema di monitoraggio da remoto è affidata ad un software di rilevazione e analisi, grazie al quale è possibile osservare il funzionamento di un sistema di riscaldamento, di illuminazione, di gestione delle risorse energetiche e molto altro ancora.

Quali sono i vantaggi del sistema di monitoraggio da remoto

I vantaggi dell’impiego di un sistema di monitoraggio sono diversi, sicuramente la possibilità di intervenire in tempo reale per stabilizzare i parametri e le anomalie è il principale.

Le tipologie di anomalie dipendono dalla finalità del sistema di monitoraggio. Per fare un esempio pratico basta pensare all’IoT, grazie all’impiego della domotica possiamo controllare la dispersione di calore in un ambiente al fine di ridurre i consumi energetici, oppure ipotizziamo l’impiego di un sistema di monitoraggio in uno stabilimento farmaceutico per misurare le immissioni nell’aria di sostanze pericolose al fine di ridurne l’impatto ambientale.

L’anomalia si verifica quando un valore supera i parametri di riferimento impostati.

Come si stabilizzano i parametri di riferimento di un impianto di monitoraggio

Il monitoraggio dell’impianto è affidato alla supervisione di un operatore di telecontrollo che da remoto, grazie all’osservazione dei valori indicati sui monitor collegati all’impianto, è in grado di intervenire per ripristinare e stabilizzare i parametri di riferimento impostati.

I parametri vengono programmati in base allo scopo per cui si decide di monitorare un’area. Per esempio il software dell’impianto di monitoraggio in un allevamento di bestiame sarà programmato per rilevare tra le altre cose, anche la presenza di animali randagi che potrebbero mordere i capi e veicolare infezioni batteriche, compromettendone la salute.

Ne convieni quindi che stiamo parlando di una soluzione personalizzabile in base alle singole caratteristiche dell’area da monitorare. La programmazione dei parametri di misurazione permette di rilevare le anomalie in tempo reale, prevenendo pericoli e danni.

Nel campo dei servizi fiduciari e della sicurezza l'impiego di un impianto di monitoraggio permette di gestire gli accessi, rilevare la presenza di intrusi e altre anomalie e sinistri. Gli operatori addetti al telecontrollo connessi dalla loro piattaforma tecnologica, intervengono per ristabilire i parametri di sicurezza in tempo reale, informando il proprietario dell'impianto e su delega di quest'ultimo, l'istituto di vigilanza di riferimento o le forze dell'ordine.

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DiGiuliano Salomone

Chi è il guardiano e quali sono i compiti

Chi è il guardiano e quali sono i compiti

Nel 2011 nasce BOR, azienda specializzata nella Tele-presenza che, grazie alle continue ricerche in campo tecnologico, offre un servizio che si differenzia dai tradizionali sistemi di guardianaggio.

Chi è il guardiano?

Il guardiano o custode di un immobile non è solo colui che garantisce la sicurezza di un ambiente, ma è anche una figura che ne rappresenta l’ospitalità e l’accoglienza.

Proteggere il luogo di lavoro, la casa, i beni che vi sono custoditi e le persone è un compito cui spesso non si può far fronte, perché rappresenta un lusso consentito solo a poche persone.

Il servizio di portierato e guardiania virtuale sviluppato da BOR è basato sulle mansioni svolte tradizionalmente dalla figura del custode, ma con il vantaggio di non dover affrontare l’impegno economico necessario per la gestione del dipendente sul posto.

Il concetto di Telepresenza che ha preso forma con BOR è un progetto completamente incentrato sulle esigenze dei consumatori, che nasce dalla necessità di rendere facile e flessibile il controllo e la gestione delle infrastrutture da remoto: attività su cui si concentra la differenza tra vigilanza passiva e attiva e quindi tra un guardiano e un vigilante.

Il portiere virtuale, come indicato dall’ art.21 comma 16 del C.C.N.L,  è colui che, attraverso sistemi elettronici di controllo a distanza, è addetto ai compiti di sorveglianza nell’ambito del complesso immobiliare, sia all’interno che all’esterno del complesso  stesso, intervenendo se necessario attraverso segnalazione tempestiva all’amministratore, o se da egli delegato, alle Forze dell’Ordine, di tutte le anomalie che dovesse riscontrare in merito alla sicurezza dello stabile e/o dei suoi occupanti.

Citando la modifica che è stata poi apportata con il Verbale di Accordo del 15.12.2004, si è resa evidente la natura dell’attività del portiere-custode qualificandola come vigilanza passiva.

Quali sono i compiti di un Guardiano Virtuale BOR?

La riuscita del servizio di portierato e guardiania virtuale è una conseguenza della professionalità degli operatori che gestiscono l’impianto di monitoraggio e delle apparecchiature altamente tecnologiche impiegate per offrire non solo dissuasione, ma accoglienza per rendere ospitale la casa o l’ambiente di lavoro.

Il guardiano virtuale BOR è sempre presente, e attraverso un’attività di monitoraggio continuo, grazie a software di ultima generazione, concretizza la sua presenza attraverso servizi di gestione dell’impianto; oltre il controllo e la salvaguardia delle infrastrutture:

  • Gestisce gli ingressi, aprendo e chiudendo porte e cancelli.
  • Rileva la presenza di persone all’interno del perimetro ispezionando gli accessi.
  • Monitora l’impianto e le apparecchiature in real-time, rendendole sicure, efficienti e soprattutto non manomissibili.
  • Attraverso gli altoparlanti dell’impianto di monitoraggio pratica un servizio di accoglienza, facendo percepire la sua presenza e rendendo impossibile l’accesso ad uno sconosciuto senza che dichiari dove è diretto.
  • Svolge uno specifico lavoro di prevenzione ed eventuale intervento antincendio, antiallagamento, fughe di gas.
  • Interviene immediatamente in caso di sosta vietata.
  • Tiene sempre informato il proprietario e/o l’amministratore di quello che succede nel perimetro controllato, intrattenendo una chat bidirezionale con foto, audio e video, garantendo una comunicazione e documentazione degli eventi in tempo reale.

Tali attività non rientrano nell’ambito della vigilanza a tutela dell’ordine pubblico e non possono essere considerate integrative delle attività svolte dalle Forze dell’Ordine, ma rappresentano invece una normale tutela della proprietà privata e della funzionalità di aziende o complessi operativi, rendendo una persona libera di proteggersi approfittando di quello che offre il mercato, trattandosi di tipici servizi di portierato e guardianaggio, quindi vigilanza passiva, per l’esercizio della quale non è richiesta autorizzazione prefettizia.

Qual è la caratteristica della vigilanza attiva

La peculiarità della vigilanza attiva risiede nell’esercizio di poteri di intervento diretto per la difesa dell’immobile, per la prevenzione e repressione di reati in relazione ai beni immobili e mobili soggetti all’attività di vigilanza privata attiva.

Dall’analisi dei contratti collettivi nazionali di lavoro del settore è possibile individuare i servizi che vengono svolti da un vigilante:

  • custodia dei cantieri installati per la realizzazione di opere pubbliche;
  • servizi di vigilanza con unità cinefile;
  • servizi di teleallarme;
  • servizi di telesoccorso
  • servizi di vigilanza di depositi esplosivi;
  • servizi di vigilanza sui mezzi di trasporto pubblico;
  • piantonamento diurno e/o notturno ad un obiettivo;
  • ispezione esterna e/o interna diurna e/o notturna ad uno o più obiettivi sensibili;
  • servizi di vigilanza non armata, diretta alla segnalazione via radio alle Forze dell’ordine, a mezzo di ricetrasmittenti, di reati contro il patrimonio mobiliare e immobiliare.

Cosa differenzia le attività di portierato e di vigilanza privata?

Il Portiere/guardiano e il vigilante svolgono entrambi attività di vigilanza, ma ciò che distingue le due figure professionali è la natura della vigilanza: se affiancata da altre mansioni va a configurarsi come attività di portierato e vigilanza passiva, quando l’attività di vigilanza attiene unicamente alla salvaguardia di beni mobili ed immobili da aggressioni di terzi, si parla di attività di vigilanza privata attiva.

Se desideri informazioni più dettagliate sul servizio di guardiania a distanza per la tua azienda o abitazione, contattaci e richiedi una consulenza gratuita.

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DiCarmelina Moccia

Quali sono le misure più efficaci per fermare i ladri?

negozio disposto a fronte strada

Le ultime settimane hanno visto i ladri protagonisti di molteplici assalti. Indifferentemente hanno colpito gioiellerie, bar tabacchi, abitazioni, distributori di benzina, aziende agricole… le modalità con cui hanno agito, si sono differenziate perché, come è facilmente intuibile, per entrare in un negozio disposto a fronte strada dovranno assumere precauzioni diverse da quelle adottate per entrare in una residenza privata, magari collocata in aperta campagna…

La rapidità dell’assalto gioca un ruolo determinante in qualsiasi circostanza. Per assicurarsi la fuga il malintenzionato si muove rapidamente, senza trascurare il benché minimo dettaglio.

Quali sono le misure più efficaci per fermare i ladri?

Una domanda questa che ricorre sempre più frequentemente e denota la crescente preoccupazione delle persone che percepiscono ormai concreta la possibilità di essere la prossima vittima designata dai ladri.

Rispondere al quesito in modo esaustivo richiede l’analisi di diversi aspetti.  In questo articolo poniamo il focus sui furti lampo, cioè quelli che si consumano in 3 o 4 minuti e colpiscono le attività disposte a fronte strada: bar-tabacchi, negozi di abbigliamento, calzature e accessori moda, ottiche, gioiellerie, oggettistica, profumerie, telefonia, eccetera.

Come si svolge un furto lampo

Il furto lampo è caratteristico per la rapidità con cui si consuma l’assalto e sostanzialmente si articola in due fasi: l’elusione della barriera e l’intrusione vera e propria.

Ladro che studia il suo obiettivo

Il ladro non improvvisa mai e soprattutto ha diversi complici, ognuno con un compito specifico.

Prima di agire valuta attentamente le abitudini di chi lavora nella struttura che intende visitare per capire quando è più opportuno agire. Studia attentamente le barriere di sicurezza per stimare il tempo che dovrà impiegare per eluderla e attrezzarsi adeguatamente degli strumenti adatti. I tempi di intervento sono quindi ottimizzati al massimo. In pochi minuti riesce ad entrare e arrecare numerosi e consistenti danni

Tentativo di effrazione

Quanto tempo dura in media un furto?

Mediamente un furto in un’attività posta a fronte strada si completa molto rapidamente. Una volta entrata, la banda di malintenzionati travolge tutto quello che capita a tiro, arraffa tutto quello che può e in 40/50 secondi è fuori. È evidente quindi che allarmare la banda non vuol dire fermarla, anzi spesso il suono dell’allarme la induce a muoversi più velocemente.

Come è possibile rallentare l’azione di una banda di ladri?

Fermare i ladri prima che entrino nella struttura è decisivo: se si adotta una barriera meccanica resistente i tempi possono essere rallentati di 2 o 3 minuti.

Quali sono le tecniche più utilizzate dai ladri per eludere le barriere

La tecnica che arreca più danni, prevede l’impiego di un cosiddetto “camion ariete” per strappare via la barriera, come mostrano le foto in sequenza.

camion ariete
camion ariete_danni

Non sono meno dannosi i pali di ferro, utilizzati per fare leva sotto le serrande dei negozi, e i martelloni. Molti ladri prediligono invece praticare direttamente fori nei muri, attraverso i quali aprirsi un varco verso l’interno.

L’antifurto e il nebbiogeno rappresentano i sistemi di dissuasione più diffusi finora. L’antifurto consente di far suonare una o più sirene, accendere luci, chiamare numeri, inviare sms, o attivare altri dispositivi elettronici, ma può generare falsi allarmi e non risolve il problema. Il ladro continua ad operare noncurante dell’allarme, perché sa di poter disporre ancora di qualche minuto prima dell’intervento delle forze dell’ordine e della vigilanza.

Il nebbiogeno è un ottimo sistema, perché se allarmato rileva la presenza di intrusi nel locale e satura l’aria di nebbia. Alcuni nebbiogeni sono dotati di sensore che rileva le vibrazioni causate dai colpi inferti alla barriera dai malintenzionati e cominciano a saturare il locale di nebbia, così che al loro ingresso i ladri saranno dissuasi dal compiere il furto.

Nella maggior parte dei casi però il nebbiogeno si attiva dopo l’intrusione, quando il danno alla barriera è stato già fatto, e quando la banda è dentro può tentare di manomettere il dispositivo che eroga la nebbia.

Come può essere manomesso un nebbiogeno

Ricapitolando, il nebbiogeno garantisce protezione se attivato correttamente, impiega pochi secondi a saturare l’aria di una sostanza atossica che non sporca l’ambiente, ma impedisce al ladro di vedere. Può essere manomesso se attivato quando il ladro è già dentro il locale. Le modalità con cui si manomette un nebbiogeno sono diverse. Ultimamente i ladri, negli assalti a locali di piccole dimensioni, hanno usato un tubo oppure un telo per veicolare la nebbia fuori. Altri invece hanno catturato la nebbia nel tubo usando un tessuto bagnato che ha liquefatto la sostanza.

Cosa garantisce il successo del nebbiogeno

La tempestività è l’elemento costante nell’azione di prevenzione contro i furti. Far scattare il nebbiogeno quando il ladro è dentro è inutile. Il nebbiogeno va attivato quando l’intruso è ancora fuori dal locale, per consentirne la saturazione completa e vanificare l’intrusione.

Cosa comporta un cattivo utilizzo del nebbiogeno

Chi è dotato di nebbiogeno tende a lasciare più merce in esposizione nelle vetrine interne, perché è convinto di impedirne il furto attraverso la saturazione del locale. Siccome però il nebbiogeno parte a seguito di intrusione, parte della banda di malintenzionati ha tutto il tempo di bloccare la nebbia, mentre altri componenti arraffano tutta la merce lasciata a vista.

Adottare un sistema nebbiogeno non rappresenta da solo, il rimedio in assoluto contro i furti; se non correttamente utilizzato oltre ai danni alla struttura, espone al furto totale o parziale della merce e alla ripetitività durante l’anno di altri furti.

Cosa consiglia BOR

In primis BOR ti consiglia di non sottovalutare nessun aspetto e di assumere tutte quelle normali precauzioni che detta il buon senso, per esempio non lasciare una grande quantità di merce nelle vetrine interne, lucchetti e ganci sulle serrande, dove poter ancorare funi per camion arieti, adottare barriere meccaniche resistenti.

Per garantirti la totale protezione contro tentativi di effrazione BOR ti consiglia di dotare il locale di impianto per il controllo da remoto per mezzo della Tele-presenza.

La Tele-Presenza è il servizio grazie al quale è possibile controllare e gestire gli accessi, praticare il monitoraggio tecnologico dell’impianto, rilevare anomalie e sinistri, incendi e allagamenti, intrusioni di animali randagi, fornire accoglienza e dissuasione.

Sfruttando le potenzialità della Tele-presenza siamo in grado di rilevare in tempo reale i tentativi di effrazione e di attivare i protocolli di sicurezza idonei ad allontanare i malintenzionati. Per garantire la massima efficacia del nostro servizio monitoriamo anche l’attività dei malviventi studiandone le modalità di assalto.

Grazie alla Tele-presenza l’operatore connesso da remoto rileva qualsiasi anomalia e sinistro, controlla e gestisce gli accessi, la corretta utilizzazione dell’impianto e della proprietà, pratica accoglienza e dissuasione.

La rilevazione degli eventi avviene in tempo reale, con il vantaggio di poter far scattare l’allarme e il nebbiogeno prima che i malintenzionati comincino ad arrecare danni. Attraverso le barriere meccaniche o appositi monitor disposti esternamente, i malviventi sono al corrente che all’interno del locale è partito il nebbiogeno.

L’operatore attraverso l’audio bidirezionale dell’impianto, informa i malintenzionati che l’area è sorvegliata e che all’interno il locale è già pieno di nebbia. Avvisa che è stato allertato l’istituto di vigilanza per l’ispezione sul posto e rende praticamente vano qualsiasi altro tentativo di intrusione. Il servizio di Tele-Presenza BOR consente di ottimizzare i tempi di rilevazione e analisi degli eventi.

La tecnologia di cui è dotato l’impianto per il controllo da remoto permette di allarmare il locale e di far scattare la sirena e il nebbiogeno prima che l’intruso eluda le barriere.

Vantaggi

Siamo consapevoli che la Tele-presenza BOR rappresenta un investimento serio, sia per l’acquisto dell’impianto e del pagamento del canone di controllo, ma certamente l’assunzione dell’impegno è ripagata già con un solo furto sventato… per non parlare poi della serenità che garantisce la presenza costante di un operatore di telecontrollo che sorveglia su di te e sui tuoi valori, lasciandoti tutto il tempo libero per dedicarti alle tue passioni, senza la preoccupazione di subire danni economici e psicologici.

Cosa succede dopo un furto

Immagina di dover gestire l’emergenza che succede ad un furto… la chiamata notturna, la constatazione e la rilevazione dei danni e degli ammanchi per la presentazione della denuncia… i costi e il fermo dell’attività necessari per la riparazione delle barriere danneggiate… per non parlare della certezza di rappresentare un obiettivo sensibile per altri assalti nel corso dell’anno.

Puoi rinunciare a tutto questo e scegliere di vivere la vita godendoti solo il bello

Negozi di abbigliamento fronte strada

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