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DiCarmelina Moccia

I Giorni del Sud – Il Mezzogiorno incontra il Marocco

Nella splendida cornice della Cappella Palatina della Reggia di Caserta, si è svolto ieri l’incontro conclusivo dell’iniziativa promossa da Confindustria Caserta, Unione degli Industriali di Napoli e Fondazione per la Sussidiarietà “I Giorni del Sud – il Mezzogiorno incontra il Marocco”.

Dopo i saluti del sindaco di Caserta Carlo Marino, il Presidente di Confindustria Caserta Luigi Traettino, ha introdotto il dibattito parlando delle grandi opportunità di sviluppo offerte dal Mediterraneo e della necessità di operare una pressione sul piano legislativo per favorire la crescita delle Zone Economiche Speciali (ZES) attraverso l’istituzione di un organo centrale che controlli le autorizzazioni e riduca i tempi di avvio dei progetti. L’Interporto Sud Italia con la sua piattaforma logistica dà lavoro a 3000 persone, ospita aziende leader di mercato nei propri settori e garantisce una movimentazione annuale di 30 mila carri ferroviari, 1600 treni e 300 mila autoarticolati l’anno. È la piattaforma più importante del Mediterraneo, tuttavia necessita di migliorare i collegamenti infrastrutturali.

Il Marocco negli ultimi dieci anni, ha mostrato di avere un’ampia visione del futuro e grazie al posizionamento strategico, la stabilità politica e monetaria, le zone franche, le agevolazioni fiscali, l’inflazione controllata, l’economia aperta, le reti e i collegamenti rappresenta una grossa opportunità per la crescita dell’Europa oltre che dell’Italia. Recentemente ha firmato un partenariato strategico con Francia, Spagna e Italia e nel 2018 ha creato una zona di libero scambio per facilitare gli scambi tra i paesi africani, cosa che fa del Marocco l’ambiente favorevole per avviare politiche di crescita.

Il Mediterraneo deve essere inteso come luogo di sviluppo e in tale ottica vanno potenziate le jointventure e le partnership. Il Presidente del Gruppo Proma Nicola Giorgio Pino, ha fornito la sua testimonianza e le Best Practice per chi volesse produrre in Marocco.

L’evento, magistralmente moderato dal Direttore del Corriere del Mezzogiorno Enzo D’Errico, ha analizzato il fenomeno dello spopolamento del Mezzogiorno valutando la diretta connessione tra “Educazione e Lavoro” come opportunità di rilancio del Sud Italia. I “luoghi comuni” penalizzano la crescita del territorio, e la mancanza di informazione spinge i giovani a spostarsi in Lombardia già dal percorso universitario, per formarsi secondo le esigenze di lavoro. Ben vengano quindi centri di Alta Formazione che propongono titoli di studio non convenzionali e Lauree professionalizzanti in alternativa alla Laurea Magistrale, e che forniscono una formazione utile e di qualità, che sia legata alla presenza delle imprese del territorio.

Il Tarì ha una propria scuola di formazione, rivolta a giovani già in possesso di titolo di studio, che offre “Alta Formazione” impartita da maestri d’arte e che con l’integrazione della Tecnologia ha già formato numerosi allievi, tra questi ben venticinque ragazzi Sud-Africani che hanno appreso la tecnica dell’incastonatura e la progettazione CAD. Otto di essi sono diventati orologiai e si occupano di formazione nel loro paese d’origine.

Restituire la centralità al paese facendo nascere più imprese manifatturiere, intervenendo sulle attrattività e sulle risorse, e assicurandosi poi che le stesse restino sul mercato”, questo è quanto si è auspicato durante la tavola rotonda.

L’Italia ha bisogno di rivalutare le proprie risorse culturali, il settore agrario e alimentare. L’integrazione della Tecnologia alle attrattività e il potenziamento della rete dei trasporti e dei porti, contribuirà a creare imprese eccellenti in grado di trattenere i giovani del territorio e ridurre così lo spopolamento con un processo di internazionalizzazione, in grado di fornire prodotti per l’Italia e l’estero.

BOR in questa ottica ha precorso i tempi, avviando già nel 2011 investimenti in attività di settore in Albania e Tunisia, ravvedendo già allora l’opportunità di stabilire importanti relazioni con l’estero e il Mediterraneo. La partecipazione all’evento di ieri è stata occasione per “trovare conferma” dell’attività di internazionalizzazione avviata nel 2011. BOR grazie all’integrazione della tecnologia in un servizio tradizionalmente svolto sul posto ha sviluppato un servizio innovativo, creando occupazione e attrattività su un prodotto/servizio nato in Italia, specificamente in Campania, e esportato all’estero proprio come auspicato dai relatori della tavola rotonda, mediante relazioni strategiche con i paesi del Mediterraneo.

La crescita dell’azienda ci consente di poter valutare l’opportunità di avviare attività anche in Marocco e sviluppare ancora di più il processo di internazionalizzazione, creando occupazione e trattenendo i giovani del territorio a restare nella propria città.

BOR fornisce infatti formazione specialistica con percorsi di affiancamento e tirocinio presso la propria sede e ai giovani maturandi presso le Istituzioni scolastiche, finalizzata ad integrarli nel proprio organico e rivolta a sfatare i luoghi comuni e non ultima, ad alimentare l’ostinata speranza di chi resta al Sud, proprio come auspicato ieri dal direttore del Corriere del Mezzogiorno E. D’Errico.

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DiCarmelina Moccia

Cosa rischia chi ruba un iPhone?

Cosa rischia chi ruba un iPhone?

Ti è mai capitato di perdere lo Smartphone o peggio ancora di essere derubato?

La perdita dello Smartphone è un’esperienza devastante… perdi la scheda SIM, la Memory Stick e tutti i contenuti cui sei legato. Solitamente te ne accorgi appena hai l’esigenza di controllare i messaggi che hai ricevuto o devi fare una chiamata…


La “perdita” va considerata nel senso ampio della parola. Puoi perdere il tuo iPhone, certo, ma nel momento in cui chi lo trova non te lo riconsegna, parliamo di appropriazione o furto di Smartphone.

La legge punisce chi si appropria del tuo Smartphone e chi dovesse acquistarlo o rendersi complice nell’occultamento dello stesso, a condizione che tu ne presenti denuncia di smarrimento o furto.

Cosa rischia chi ruba un iPhone?

Il furto dell’iPhone è considerato “reato contro il patrimonio” e in quanto tale punito su querela dell’interessato con la reclusione da sei mesi a tre anni e multa, perché in esso c'è l'intenzionalità di commettere un reato.

L’appropriazione dell’iPhone smarrito è punito su querela dell’interessato con la reclusione fino ad un anno o con multa. Si parla di appropriazione quando chi trova lo Smartphone non lo consegna alle autorità, ma lo tiene per sé. L'appropriazione è un fatto casuale, privo dell'intenzionalità caratteristica del furto.

L’art. 927 del codice civile stabilisce che chiunque trovi una cosa mobile è tenuto a restituirla al legittimo proprietario, e se non lo conosce, a consegnarla al podestà del luogo in cui l’ha trovata, indicando le modalità in cui l’ha rinvenuta.

L’art. 648 del codice penale stabilisce che chi acquista, riceve o nasconde denaro o cose provenienti da un qualsiasi delitto, è punito con la reclusione da due a otto anni e multa.

Da quanto hai letto finora hai potuto constatare che il furto dell’iPhone e in generale di uno Smartphone è un reato punito con la reclusione: pena prevista sia per chi esegue il delitto che per chi dovesse acquistare dal ladro o rendersi complice.

Chi acquista, riceve o nasconde cose provenienti da un qualsiasi delitto si rende complice del ladro e diventa punibile per ricettazione.

Come posso trovare un iPhone smarrito?

Le possibilità che tu possa ritrovare il tuo iPhone smarrito sono davvero poche! Inutile illudersi del contrario. Di solito il malintenzionato che si impossessa del tuo dispositivo innanzitutto estrae la scheda SIM e lo mette in modalità aereo, in modo che tu non possa localizzarlo con l’APP Dov’è oppure su iCloud.com/find.

Sai bene che senza codice di sblocco il tuo iPhone è praticamente inutilizzabile, ma è anche vero che in assenza di rete non lo localizzerai mai, e il malintenzionato aspetterà che tu lo disattivi per poterlo ripristinare con i dati di fabbrica e venderlo.

Per impedire l’accesso ai tuoi dati puoi inizializzarlo da remoto, ma in questo modo non potrai più rintracciarlo.

Come limitare i danni della perdita dell’iPhone?

Per limitare i danni che seguono alla perdita o al furto dell’iPhone esegui periodicamente un backup dei dati del dispositivo, in modo da poterli recuperare al bisogno. Imposta la sincronizzazione dei dati su icloud e valuta la possibilità di cambiare periodicamente le password dei tuoi account.

Se ti è stato utile questo articolo, aggiungi un commento, scrivi una recensione o condividilo con i tuoi contatti. Se invece desideri informazioni più dettagliate sull’innovativo servizio di portierato e guardiania virtuale che svolgiamo in Tele-presenza, contattaci e richiedi una consulenza gratuita.

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DiCarmelina Moccia

Come prevenire l’assenteismo con un efficace sistema di controllo degli accessi

Come prevenire l'assenteismo con un efficace sistema di controllo degli accessi

La Legge n. 56/2019 è stata approvata il 19 giugno 2019 e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale.

Cos’è la Legge n. 56/2019?

Anche conosciuta con il nome Legge Concretezza, la Legge 56/2019 è stata approvata dal Ministro per la Pubblica Amministrazione Giulia Buongiorno come misura per introdurre interventi per la concretezza delle azioni della Pubblica Amministrazione e prevenire il fenomeno dell’assenteismo negli enti pubblici. Molto discussa perché tra le altre misure introdotte per la disciplina e l’organizzazione della PA, tra cui anche la videosorveglianza negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia, introduce l’obbligo per 210 mila ATA di rilevazione delle presenze mediante sistemi biometrici e videosorveglianza. Fai click qui per approfondire l’argomento dei lettori biometrici.

Cosa prevede la Legge n. 56/2019?

In sintesi ti elenco le più importanti novità:

  • Istituzione del “Nucleo della Concretezza”, mediante 53 unità addette al controllo del corretto funzionamento delle amministrazioni, mediante visite e sopralluoghi, abilitate a suggerire misure correttive.
  • Misure di contrasto dell’assenteismo.
  • Procedure per accelerare il ricambio generazionale delle PA.

L’art. 1 della Legge 56/2019 stabilisce che per verificare l’osservanza dell’orario di lavoro, le amministrazioni pubbliche devono adottare sistemi di verifica biometrica dell’identità e di videosorveglianza, che andranno a sostituire i badge. Sono esclusi dall’identificazione biometrica le forze dell’ordine, la magistratura, i prefetti e i docenti. Le modalità di controllo biometrico dei dirigenti scolastici, cui saranno sottoposti, saranno stabiliti in concertazione tra il Ministro della PA e il MIUR.

La rilevazione delle presenze nella PA, come ben sai, attualmente è affidata a sistemi di rilevazione automatica. La necessità di introdurre sistemi di verifica biometrica nasce dal diffondersi del fenomeno dell’assenteismo.

Avrai sicuramente appreso la notizia diffusa qualche settimana fa, di alcuni dipendenti di un comune in provincia di Catania che mandavano i figli minori a timbrare la presenza, mentre si dedicavano ad altre attività.

Le “misure di contrasto dell’assenteismo” previste dalla Legge 56/2019 cercano di dare una risposta concreta ad un fenomeno che pesa sui conti dell’Amministrazione Pubblica.

La combinazione di sistemi biometrici a sistemi di videosorveglianza garantirà l’efficacia dei controlli. Se al sistema di videosorveglianza tradizionale viene integrata la tecnologia si potrà addirittura contare sulla presenza remota di un addetto ai controlli, che sorveglia in live che la verifica della presenza con l’identificazione avvenga correttamente.

Il controllo e la gestione degli accessi praticato in Tele-presenza da BOR, consente di procedere all’identificazione del personale in tempo reale e previene il fenomeno dell’assenteismo, come auspicato dal Ministro della PA. Grazie alla combinazione della tecnologia e alla presenza di un operatore connesso in live da remoto si potrà controllare che non avvengano anomalie e sinistri e tutti gli eventi degni di attenzione saranno documentati e disponibili per l’esibizione in sede giudiziaria per comprovare l’eventuale estraneità/colpevolezza.

Attualmente il testo è all’esame del Garante della Privacy e poi passerà alla Conferenza Unificata e al Consiglio di Stato per i pareri.

Secondo il presidente dell’Anief la Legge 56/2019 comporterà notevoli costi per l’installazione innanzitutto dei sistemi e successivamente per l’assistenza e la manutenzione degli stessi, senza considerare poi la violazione della privacy dei dipendenti tenuti ad identificarsi con i nuovi sistemi, che si verrebbe a delineare.

Tu che ne pensi, ritieni sia giusto identificarsi con la propria impronta o la consideri una violazione della tua privacy?

Non credi che la Legge n. 56/2019 possa essere una giusta misura di contrasto dell’assenteismo?

Il sistema di identificazione biometrica per i 210 mila ATA e dirigenti scolastici sarà in vigore con tutta probabilità dal prossimo anno scolastico 2020/2021. Fino ad allora non ti resta che seguire gli eventuali aggiornamenti del caso, oppure puoi contattarci per sapere di più sul tipo di servizio di controllo degli accessi che pratichiamo in Tele-presenza per aziende, privati ed istituzioni.

Intanto ti suggerisco di iscriverti alla Newsletter per non perdere nessun articolo. Alla prossima!

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DiCarmelina Moccia

Controllo degli accessi: Tecnologia RFID e Tele-presenza a confronto

Controllo degli accessi: Tecnologia RFID e Tele-presenza a confronto

Il controllo e la gestione degli accessi è un argomento che interessa tutti gli impianti di produzione, i laboratori, le aziende e gli edifici pubblici. Tradizionalmente affidato a personale collocato sul posto, grazie all’impiego della tecnologia il controllo e la gestione degli accessi può essere svolto mediante dispositivi dotati di lettore RFID.

Il controllo degli accessi viene praticato grazie ad un sistema di controllo che si basa sulla gestione di un software e per mezzo di un PC, con il quale è possibile gestire l’accesso a determinate aree da parte dei dipendenti e delle persone in visita alle strutture e monitorarne l’attività, ottenendo informazioni utili sulla durata della visita.

Fondamentalmente la tecnologia RFID viene applicata a dispositivi/lettori che effettuano il controllo mediante schede magnetiche, simili a carte di credito, sulle quali è possibile inserire ulteriori informazioni in merito all’azienda o al titolare della scheda. Attraverso il software di gestione è possibile interdire o autorizzare l’accesso a determinate aree oppure all’ascensore, tanto per farti un esempio.

Pensa a un tradizionale badge di identificazione che, integrato da tecnologia RFID, ti consente di personalizzare i controlli secondo precisi paramenti, gestibili dal software del sistema. Questo è solo uno dei benefici che puoi avere dall’impiego della tecnologia RFID nel controllo degli accessi, ma non è certo il solo se consideri all’affidabilità del sistema e al fatto che non necessita di manutenzione.

Immagina di voler interdire l’accesso al laboratorio chimico ad alcuni dipendenti: dal pannello di controllo del software di gestione del sistema puoi impostare i parametri di controllo e bloccare l’accesso.

Cosa significa RFID

RFID è l’acronimo di Radio Frequency IDentification e si riferisce ad una tecnologia che ha origini remote: agli anni precedenti alla seconda guerra mondiale, in ambito militare, ma ha cominciato a diffondersi solo più tardi nel settore della sicurezza.

Come funziona la tecnologia RFID

Senza entrare troppo nei dettagli ti sarà utile sapere che il principio su cui si basa l’RFID per individuare oggetti e persone, è la trasmissione di onde magnetiche attraverso l’aria. Nel controllo degli accessi in particolare le informazioni del titolare della scheda magnetica sono scritte sul microchip che, essendo collegato ad un’antenna, è in grado di comunicarle al dispositivo per la lettura.

Il dispositivo di lettura può essere fisso o mobile. Nel controllo degli accessi il lettore RFID viene installato accanto alla porta di accesso dell’azienda, dell’ufficio, del deposito, eccetera. La versione mobile o palmare trova largo impiego laddove c’è necessità di tracciare la merce. In entrambe le versioni è richiesto il collegamento ad un sistema host.

La tecnologia RFID trova applicazione in molteplici campi o settori, dai sistemi di rilevazione della velocità a quelli per il pedaggio oppure al tracciamento della merce, ma in questo articolo ti ricordo, stiamo analizzando il suo impiego nel controllo degli accessi, per metterla in relazione con un’altra tecnologia, di cui già ti ho parlato in altri articoli e che si trova alla base del servizio che eroga BOR: la Tele-presenza. Fai click qui per approfondire.

Come funziona la Tele-presenza

La tele-presenza impiegata per il controllo e la gestione degli accessi rappresenta un’efficace alternativa all’RFID e sai perché?

La tele-presenza consente di combinare alla tecnologia la presenza di un operatore che, in tempo reale e da remoto, è in grado di interagire con l’ambiente controllato, prevenendo anomalie e sinistri.

Con un solo impianto è possibile non solo controllare e gestire gli accessi, ma è possibile praticare il controllo tecnologico delle apparecchiature e degli impianti antincendio, con l’evidente beneficio di ottenere il massimo dell’efficienza degli impianti.

Guarda come viene praticato il controllo e la gestione degli accessi con il Sistema di Tele-presenza BOR!

Quali sono le differenze tra RFID e Tele-presenza

Mettendo in relazione i due sistemi ti faccio notare che la tecnologia RFID è un’ottima soluzione per l’identificazione controllata degli accessi, ma se ambisci ad un servizio di eccellenza devi puntare sulla Tele-presenza, che ti consente di avere la presenza costante da remoto di un essere umano in grado di interagire con gli ambienti sottoposti a controllo, per prevenire anomalie di funzionamento delle apparecchiature e sinistri, e garantire l’incolumità delle persone e dei tuoi dipendenti impegnati nei turni di lavoro.

Le aziende che hanno già adottato il sistema di Tele-presenza BOR hanno aumentato la loro produttività, perché gli operai che lavorano di notte sono concentrati solo sul ciclo produttivo e non su altre necessità.

Per saperne di più sull’innovativo sistema di Tele-presenza BOR contattaci, ma se sei interessato ad approfondire l’argomento della Tecnologia RFID, non puoi perdere il prossimo articolo sul Tag RFID, in pubblicazione per il 20 novembre 2019.

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Diadmin

Sicurezza: ancora un successo nel fine settimana grazie al sistema BOR

Sicurezza: ancora un successo nel fine settimana grazie al sistema BOR

Nel tardo pomeriggio di domenica 27 ottobre 2019 grazie a BOR è stata sventata un’intrusione nell’alto casertano.

Prendi una giornata di sole, la voglia di acciuffare gli ultimi scampoli di estate, la voglia di passare la giornata fuori casa…

Metti insieme il cambio d’ora, la posizione dell’immobile in ristrutturazione, la convinzione di poter agire indisturbati…

È così che tre individui, con il favore del buio, hanno scavalcato il cancello e hanno cominciato a perlustrare con aria sospetta l’area, confidando di poter fare i propri comodi!

Non hanno fatto i conti però con il custode virtuale BOR che, connesso in tempo reale dalla propria postazione della piattaforma tecnologica, ha rilevato l’evento e, classificatolo come pericoloso, ha avviato i protocolli di sicurezza concordati con il cliente e li ha costretti ad improvvisare una rocambolesca “uscita di scena”.

Le redazioni locali hanno dato un certo rilievo all’evento, anche perché quasi in contrasto si è verificata un’intrusione “eclatante” alla rinomata Reggia di Caserta.

Lo chiamano “Senatore” perché in passato si è tuffato nella Fontana di Trevi travestito da Senatore romano, ma invece è casertano il protagonista dell’evento, che a suo dire è stato congeniato per testare i livelli di sicurezza della struttura.

È entrato direttamente con la sua auto nel palazzo reale e dopo aver parcheggiato la vettura si è diretto verso la fontana di Diana, dove ha avviato una diretta sul suo profilo Instagram mentre si bagnava indisturbato nell’acqua.

L’evento di per sé suscita ilarità, ma nel contempo invita all’usuale riflessione cui ti induco due volte al mese caro mio buon lettore!

Ebbene, non credi ci sia da riflettere sul fatto che nonostante ci siano sistemi che garantiscono il controllo degli accessi con identificazione dedicata che prevengono sinistri e anomalie, si verificano eventi simili?

Il Senatore per fortuna è un simpaticone che ha messo in scena uno scherzo goliardico, ma come lui stesso osservava, metti che al suo posto ci fosse un terrorista…

Beh, a te le conclusioni.

Meditiamo.

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DiCarmelina Moccia

Licenziamento per giusta causa: come è punito il furto sul posto di lavoro

Licenziamento per giusta causa: come è punito il furto sul posto di lavoro

La Corte di Cassazione con sentenza n. 8816 del 5 aprile 2017 si è espressa sul licenziamento disciplinare, delineando i principi secondo cui: chi sottrae beni aziendali può essere licenziato per giusta causa.

La sentenza è stata emessa contro il dipendente con mansioni di tecnico di manovra che impugnava il licenziamento per giusta casa disposto dal suo datore di lavoro per aver sottratto venti litri di carburante dal carrello di manovra durante l’orario di lavoro.

Il soggetto adduceva di aver commesso il furto in stato di alterazione psichica e di non ravvedere una giusta proporzionalità tra il mal tolto e la sanzione applicata nei suoi confronti.

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell’ex dipendente e si è pronunciata in merito al “principio di proporzionalità dell’offesa con la sanzione”, chiarendo che la tenuità del danno non esclude la lesione del vincolo fiduciario.

L’ex dipendente lamentava che il valore del carburante sottratto non potesse essere proporzionato alla sanzione disposta a suo carico.

La sentenza della Cassazione ha rigettato il ricorso e posto invece il focus sulla gravità della condotta del dipendente che sottrae un bene aziendale, in virtù della quale viene a mancare la fiducia del datore di lavoro. La violazione dell’obbligo di fedeltà produce ripercussioni sul rapporto di lavoro incrinando le relazioni future. L’esame del caso ha portato in evidenza un aspetto fondamentale che giustifica la sanzione: la violazione dell’obbligo di fedeltà. La condotta del dipendente, sebbene egli avesse addotto a sua giustifica l’alterazione psichica, era stata premeditata e avrebbe messo in dubbio la futura correttezza del rapporto lavorativo.

Il furto come già approfondito in un precedente articolo, fai click qui per visualizzarlo, è un reato contro il patrimonio, meno grave rispetto allo scippo e alla rapina, ed è punito su querela della vittima con la detenzione da uno a quattro anni.

Se avviene sul posto di lavoro il furto è motivo di licenziamento per giusta causa.

Il datore di lavoro può licenziare il lavoratore senza preavviso e senza dover corrispondere l’indennità di licenziamento, inoltre non sarà esposto all’eventuale vertenza del “dipendente licenziato” per il reintegro nel suo posto di lavoro, per via della grave condotta assunta in violazione dell’obbligo di fedeltà verso il proprio datore di lavoro.

Come prevenire furti sul luogo di lavoro

Il “furto sul luogo di lavoro” di beni aziendali è un evento ricorrente. La tutela del patrimonio aziendale può essere garantita attraverso l’installazione e l’attivazione di impianti audiovisivi dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori.

Quali sono gli obblighi del datore di lavoro che installa un impianto di videosorveglianza sul luogo di lavoro

Il datore di lavoro che installa un impianto di videosorveglianza è tenuto ad informare i dipendenti, segnalando la presenza delle videocamere con appositi cartelli e a richiedere preventivamente l’autorizzazione per l’installazione di impianti audiovisivi all’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL).

L’art. 4 della legge n. 300/1970 contempla l’installazione e l’attivazione di impianti audiovisivi:

  • per esigenze organizzative e produttive dell’azienda,
  • per sicurezza del lavoro,
  • per la tutela del patrimonio aziendale. Fai click qui per approfondire l’argomento.

Il SISTEMA BOR per il controllo e la gestione da remoto e in tempo reale degli accessi carrai perimetrali e per la corretta utilizzazione delle infrastrutture è sviluppato per prevenire anomalie e sinistri e garantire l’incolumità delle persone grazie all’impiego di apparecchiature altamente tecnologiche controllate il live da operatori di tele-presenza.

Molte aziende hanno già scelto di affidare a BOR il monitoraggio delle aree per soddisfare le diverse esigenze organizzative e produttive, per garantire la sicurezza del lavoro e per tutelare il patrimonio aziendale.

Se anche tu desideri informazioni più dettagliate sull’innovativo servizio di monitoraggio che svolgiamo in tempo reale contattaci e richiedi una consulenza gratuita.

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DiCarmelina Moccia

Come prevenire incendi negli impianti di trattamento rifiuti

Come prevenire incendi negli impianti di trattamento rifiuti

Nell’articolo precedente (fai click qui per visualizzarlo) abbiamo visto insieme qual è la differenza tra impianti di protezione passiva e attiva nella prevenzione antincendio, questo perché la prevenzione degli eventi è di fondamentale importanza per limitare le possibilità che l’evento si verifichi e per ridurre le conseguenze e l’estensione dell’incendio.

La normativa prevede che il gestore dell’impianto adotti tutte le misure di protezione passiva e attiva previste dal piano di gestione dell’emergenza per garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro, rispettando i criteri operativi e gestionali indicati dalle Linee Guida. Per ottimizzare le misure organizzative e tecniche è necessario: dotare le aree di misure di protezione che garantiscano una efficace compartimentazione rivolta a limitare la propagazione delle fiamme e adottare un’adeguata segnaletica per l’individuazione delle diverse sostanze raccolte e trattate, molti sinistri infatti si verificano a seguito di contatto tra sostanze reagenti.

Se hai un impianto di trattamento di rifiuti devi preoccuparti di fornire un’adeguata informazione e formazione ai tuoi dipendenti per metterli in condizione di saper gestire le situazioni di emergenza, in modo che possano attuare le misure di prevenzione antincendio, di evacuazione dei luoghi, di salvataggio e primo soccorso.

La prevenzione degli incendi negli impianti di trattamento di rifiuti si completa attraverso l’attuazione di molteplici misure, ognuna di esse finalizzata a limitare l’incidenza dei sinistri e a garantire l’incolumità delle persone.

L’individuazione delle possibili cause che potrebbero determinare un innesco ti consentirà di adottare le precauzioni idonee a limitare la propagazione dell’incendio, così come il controllo e il monitoraggio degli impianti antincendio di protezione attiva e passiva ti consentirà di attuare il piano di gestione dell’emergenza secondo quanto previsto dalla normativa.

Le Linee Guida Regionali prescrivono che il monitoraggio degli impianti antincendio avvenga da remoto e in tempo reale, con l’ausilio di sistemi di videosorveglianza ad alta risoluzione adatti a rilevare precocemente l’innesco. L’obiettivo è sempre limitare le conseguenze che un incendio può avere sull’ambiente e sull’incolumità delle persone.

Il monitoraggio da remoto in tempo reale consente di controllare il corretto funzionamento dell’impianto antincendio e rilevare precocemente le anomalie. La manutenzione degli impianti tecnologici e di protezione antincendio va assicurata costantemente, così come la manutenzione delle aree e dei mezzi d’opera.

La tecnologia combinata alla professionalità di chi opera da remoto in tempo reale rappresenta la soluzione più efficace e funzionale che hai al momento per prevenire incendi nel tuo impianto di trattamento rifiuti.

L’innesco di un incendio può avvenire per tante ragioni: un guasto ad un pannello elettrico, un’anomalia negli impianti, l’esposizione di sostanze ad altri reagenti, il dolo…

Solo le indagini che seguono ad un incendio fanno poi chiarezza sulla causa dell’evento, ma la prevenzione gioca un ruolo determinante nella salvaguardia ambientale e nell’incolumità pubblica.

L’impianto di monitoraggio BOR è in grado di prevenire anomalie e sinistri perché essendo dotato di apparecchiature altamente tecnologiche consente di controllare da remoto e in tempo reale gli accessi carrai perimetrali del sito e scongiurare anche gli inneschi di natura dolosa; con l’integrazione di apparecchiature dotate di tecnologia termografica consente di rilevare qualsiasi variazione termica in qualsiasi circostanza. Il controllo è praticato per via telematica da operatori connessi da una piattaforma tecnologica che monitorano costantemente i valori di riferimento. Appena rilevano un evento lo valutano e se lo classificano come pericoloso, te ne danno avviso in modo che tu possa mettere in pratica il piano di gestione delle emergenze e limitare così la propagazione dell’innesco, salvaguardando la salute pubblica e l’ambiente.

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DiCarmelina Moccia

Impianti antincendio di protezione passiva e attiva

Impianti antincendio di protezione passiva e attiva

A maggio 2020 entreranno in vigore le norme di sicurezza antincendio diversificate in base all’altezza degli edifici destinati alla civile abitazione.

Lo scopo è quello garantire l’incolumità delle persone attraverso la predisposizione di impianti antincendio di protezione passiva e attiva e in generale l’adozione di misure di prevenzione incendi rivolte rilevare precocemente i principi di incendio e a limitarne la propagazione.

I vigili del fuoco hanno elaborato una classifica che aiuta a comprendere la differenza tra impianti di protezione attiva e passiva.

Quali sono gli impianti antincendio di protezione attiva

Gli impianti antincendio di protezione attiva richiedono l’azione di un essere umano per rilevare l’incendio, darne segnalazione e provvedere allo spegnimento.

In generale parliamo di attrezzature e impianti di estinzione, sistemi di allarme incendio, segnaletica e illuminazione di sicurezza e gli evacuatori di fumo e calore.

Gli estintori assieme alle reti idriche antincendio si usano per limitare la propagazione di un incendio e possono essere portatili o carrellati. Le reti idriche antincendio si collegano all’acquedotto cittadino o ad una vasca di disgiunzione per garantire la continuità dell’erogazione e una sufficiente pressione.

La distribuzione delle reti idriche antincendio è regolata in modo da agevolare le vie di uscita e fuga. Negli edifici a più piani le reti idriche sono previste per ogni piano.

L’impianto di rilevazione incendio è tradizionalmente composto da apparecchiature idonee a rilevare e segnalare un principio di incendio per contenere la propagazione dell’incendio e spegnere del tutto l’incendio.

La rilevazione dell’incendio avviene quando i valori di riferimento subiscono variazioni. Alla rilevazione del principio di incendio segue la segnalazione con allarmi agli organi preposti alla gestione delle emergenze. Per garantire l’efficienza dell’impianto anche in assenza di corrente elettrica, la centrale di controllo è collegata a sorgenti di energia alternativa.

Lo spegnimento dell’incendio può avvenire con acqua, schiuma, anidride carbonica, polvere, eccetera. L’erogazione può essere avviata direttamente dall’impianto di rilevazione incendi oppure per fusione di componenti termosensibili che a contatto con il fuoco aprono le teste erogatrici dei dispositivi lasciando uscire l’acqua.

Gli impianti di monitoraggio BOR possono essere considerati alla stregua degli impianti di prevenzione incendio, perché combinati alla professionalità di operatori che rilevano gli eventi sospetti, le anomalie e i principi di incendio in tempo reale, consentono di prevenire i danni e garantire l’incolumità delle persone. Sfruttando la tecnologia della Tele-presenza e dell’analisi video gli operatori rilevano precocemente gli eventi pericolosi e avviano i protocolli di emergenza, agevolando le manovre di spegnimento e contenimento dell’incendio messe in atto dai soggetti addetti alla gestione delle emergenze.

Quali sono gli impianti antincendio di protezione passiva

Sono classificabili invece come impianti antincendio di protezione passiva quelle misure che non richiedono l’azione di un essere umano per limitare gli effetti di un incendio nel tempo e nello spazio.

A tale scopo è prescritto l’innalzamento di barriere antincendio, l’interposizione di spazi scoperti mediante distanze di sicurezza, la predisposizione di una efficace compartimentazione mediante porte e muri tagliafuoco e vie di esodo, l’uso di materiale con resistenza al fuoco e sistemi di ventilazione. La comunicazione in un edificio va garantita, ma la presenza di porte tagliafuoco assicura l’isolamento di aree interessate dall’incendio e il contenimento della propagazione delle fiamme. La scelta di materiali resistenti al fuoco è importante nella definizione del tempo di spegnimento. È chiaro che materiali infiammabili alimentano l’incendio e riducono il tempo a disposizione dei soggetti incaricati della gestione dell’emergenza per il contenimento e lo spegnimento.

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DiCarmelina Moccia

Incendio allo Stir di Santa Maria Capua Vetere (CE)

Incendio allo Stir di Santa Maria Capua Vetere (CE)

Nelle prime ore del giorno si è sviluppato un incendio in un capannone dello STIR dove erano stipati i rifiuti già tritovagliati e pronti per essere inviati al termovalorizzatore di Acerra (NA).

L’incendio è stato domato grazie all’intervento dei vigili del fuoco di Caserta e Aversa che sono intervenuti su segnalazione di alcuni impiegati che hanno ravvisato subito la pericolosità dell’incendio e avviato le prime manovre per la gestione dell’emergenza.

L’incendio poteva assumere dimensioni ragguardevoli, ma l’intervento tempestivo degli addetti ai soccorsi ha scongiurato la completa distruzione dell’impianto.

Il presidente della Provincia ha rassicurato la popolazione sull’insussistenza di motivi per sospendere la raccolta dei rifiuti, affermazione rilanciata dal sindaco di Santa Maria Capua Vetere e San Tammaro, con la precisazione che la raccolta del secco sarà invece sospesa per qualche giorno per agevolare le operazioni necessarie a liberare la struttura dai rifiuti bruciati.

Tutto tranquillo, allora! La raccolta dei rifiuti non subirà grossi disagi…

Come se questo bastasse a rassicurare chi stamattina si è alzato con la puzza sotto al naso!, e non perché è un tipo che non sopporta nulla, ma perché è questa la vera situazione che la gente della Campania in generale è costretta a vivere quotidianamente… e non per nostro volere, e non solo per i nostri rifiuti!

Abito in questa città da svariati anni, ci sono nata e nel tempo mi è toccato di assistere a tante oscenità, ma lo STIR… ti assicuro, è un mostro che domina il nostro panorama, contornato da Ferrandelle e Maruzzella rispettivamente a Santa Maria la Fossa e San Tammaro, che aleggia sulle nostre vite come una figura buia che incombe sulla nostra meravigliosa storia di tanti secoli fa, quasi ad oscurarne il fascino e la gloria.

Tu non lo sai cosa sono Ferrandelle e Maruzzella e ti auguro di non vederle mai!

Non sono personaggi di qualche film… sono località che ospitano discariche, siti di stoccaggio rifiuti.

Qualche anno fa questi due nomi sono diventati scomodi ai più, e quindi si è pensato di utilizzare una sola sigla SISP come lo STIR… mostri che incombono sul futuro dei nostri figli!

Che bella giornata!, ho esclamato oggi aprendo gli scuri della finestra che punta in direzione Napoli, opposta a quella dello STIR, poi ho aperto la finestra

Ebbene questo è forse il nostro destino?

Le Linee Guida Regionali prescrivono l’installazione di impianti di videosorveglianza ad alta risoluzione per il controllo da remoto e in tempo reale degli incendi per coloro che intendono avviare l’esercizio di gestione di rifiuti e l’adeguamento impiantistico con sistemi integrati per il controllo da remoto del perimetro del sito per gli impianti di gestione di rifiuti già in possesso di autorizzazione.

Ebbene allora qual è il problema?

Perché si continua ancora ad assistere a queste tragedie ambientali?

Cos’è che non funziona?

A meno di un anno dal precedente incendio allo STIR siamo alle solite battute: si sospetta la natura dolosa dell’incendio!

Il ministro auspica che vengano impiegate le telecamere controllate in tempo reale da remoto per rilevare precocemente i principi di incendio ed evitare danni all’ambiente e all’incolumità pubblica.

Perché allora le pagine di cronaca locale sono ancora piene di notizie di incendi?

Prova a darti una risposta, perché questa è l’unica possibilità che hai, finché non accadrà qualcosa di molto grave, ma allora sarà già tardi.

Meditiamo

Carmelina Moccia

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Diadmin

Assicurazione casa: cosa copre e come funziona la polizza furto e incendio

Assicurazione casa: cosa copre e come funziona la polizza furto e incendio

La casa da sempre è considerato il luogo di riferimento, dove potersi sentire al sicuro dalle insidie del mondo esterno. La casa però spesso è esposta a rischi di natura differente che possono incidere sull’assetto economico della famiglia.

Pensa alle conseguenze che un furto con danneggiamento potrebbe avere sul tuo bilancio…

Finché ti capita di leggere le ultime notizie di cronaca sui quotidiani non pensi ai rischi che potresti correre anche tu, ma quando poi capita all’amico della porta accanto, la preoccupazione comincia a farsi percepire più concreta e allora fai ricerche sui rischi coperti dalle assicurazioni sulla casa e sulle condizioni e ti rendi conto che la sicurezza dell’ambiente in cui vivono le persone che ami ha la priorità su qualsiasi altra spesa. Scopriamo allora insieme come funziona l'assicurazione casa!

È obbligatoria l’assicurazione?

La stipula di un’assicurazione sulla casa diventa obbligatoria solo quando chiedi un mutuo in banca: in tal caso l’assicurazione tutela il valore dell’abitazione. In tutti gli altri casi la scelta di stipulare un’assicurazione sul bene immobile è affidata alla tua discrezione.

Qual è il vantaggio dell’assicurazione?

Quando avviene un sinistro dovrai sostenere delle spese per riparare i danni causati dall’evento al tuo immobile o ad altri soggetti. Se hai stipulato un’assicurazione potrai avere un indennizzo e limitare quindi i danni economici che dovrai affrontare.

Come funziona la polizza?

La polizza è il contratto che dovrai firmare per stipulare l’assicurazione casa. È composta da tanti elementi e condizioni che regoleranno i rapporti tra te e l’agenzia assicurativa. Pagando periodicamente, nelle modalità da te preferite, una somma di denaro chiamata “premio”, in caso di sinistro potrai contare sull’indennizzo di una somma a copertura del danno, purché questo rientri nell’elenco dei sinistri coperti dall’assicurazione.

Qual è la polizza casa più utilizzata?

Esistono differenti tipologie di polizze casa che possono integrare la copertura che hai scelto per la tua casa. Di solito le più utilizzate sono le assicurazioni contro il furto, l’incendio e i danni atmosferici. L’indennizzo per i sinistri è specificato dettagliatamente nel contratto che andrai a sottoscrivere con l’agente assicurativo.

Cosa copre la polizza furto e incendio?

La polizza furto prevede un indennizzo per chi subisce la sottrazione di beni mobili dalla propria abitazione. Il valore dell’indennizzo dipende dalle condizioni contrattuali sottoscritte nella polizza e di solito incide sul valore del premio che si dovrà corrispondere periodicamente. Spesso la polizza furto è integrata dall’assicurazione incendio; anche in questo caso il valore dell’indennizzo che verrà corrisposto e i sinistri che danno diritto all’indennizzo sono espressamente indicati nella polizza e possono mutare da istituto a istituto, e secondo i tipi di pacchetti offerti.

Alcuni istituti assicurativi estendono l’indennizzo dell’assicurazione incendio sulla casa ad altri eventi che potrebbero essere correlati ai fulmini, eventi atmosferici o a esplosioni.

È buona norma informarsi sempre dettagliatamente sulle condizioni, sulle coperture e sugli indennizzi garantiti. Soprattutto nell’ottica di dover risarcire i terzi per responsabilità civile per i danni legati dalla conduzione della casa.

Assicurarsi contro il furto e l’incendio è sufficiente a proteggersi dai rischi di intrusione e incendio?

Il solo fatto di aver stipulato una polizza casa furto e incendio non ti protegge dal rischio, ma eventualmente limiterà i danni economici che dovrai affrontare in caso di furto o incendio.

Per una protezione totale contro le intrusioni e gli incendi è necessario provvedere all’installazione di impianti tecnologici per il controllo perimetrale degli spazi da remoto h24.

BOR con oltre 150 tentativi di intrusione sventati e principi di incendi rilevati è in grado di garantire l’incolumità delle persone e prevenire anomalie e sinistri.

La scelta di stipulare una polizza casa furto e incendio non preclude la possibilità di installare un impianto BOR, controllato h24 da remoto in Tele-presenza.

Molti nostri clienti per godere di una protezione totale hanno scelto non solo di installare il nostro impianto di monitoraggio con controllo da remoto in tele-presenza, ma di stipulare una polizza assicurativa per la responsabilità civile a copertura di eventuali sinistri che si dovessero verificare e limitare quindi l’entità del danno economico.

Se anche tu stai pensando di assicurare una protezione totale alle persone che ami puoi contattarci per una consulenza gratuita: insieme valuteremo i rischi cui sei esposto e svilupperemo la soluzione più adatta alle tue esigenze.

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