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DiCarmelina Moccia

Individuati grazie alle registrazioni delle telecamere dell’impianto di videosorveglianza i teppisti che hanno incendiato la palestra

Individuati grazie alle registrazioni delle telecamere dell’impianto di videosorveglianza i teppisti che hanno incendiato la palestra

Sono stati individuati grazie alle registrazioni delle telecamere dell’impianto di videosorveglianza i tre teppisti che, nel pomeriggio di sabato 11 maggio 2019, hanno appiccato l’incendio alla palestra della scuola elementare di Casapesenna, in provincia di Caserta.


Fortunatamente la struttura a quell’ora era vuota e quindi non si sono registrati sinistri a carico di persone, ma le pareti e gli attrezzi sono compromessi. Si stima che i danni ammontino ad un importo di € 30.000,00, bilancio che poteva aggravarsi se ci fossero state persone.

I vigili del fuoco sono intervenuti tempestivamente e hanno contenuto l’incendio, confinandolo alla sola palestra.

I tre teppisti sono stati individuati nonostante non fossero alunni della scuola, grazie alle registrazioni delle telecamere dell’impianto di videosorveglianza che ha ripreso le immagini. Una volta sequestrate dalle forze dell’ordine, le immagini sono state esaminate ed è stato possibile individuare i tre giovani che nel pomeriggio di sabato, dopo essersi introdotti all’interno della struttura, hanno dato fuoco ai materassini che vengono utilizzati nello svolgimento delle attività. L’incendio si è propagato velocemente e solo l’intervento tempestivo dei vigili del fuoco ha scongiurato danni di proporzioni notevoli.

Anche questa volta l’impiego della videosorveglianza ha aiutato le forze dell’ordine ad individuare malviventi.

Immagina se invece di un tradizionale impianto di videosorveglianza ci fosse stato un impianto di monitoraggio BOR… i tre teppisti non avrebbero avuto l’opportunità di eludere le barriere e introdursi nella palestra.

Se ci avessero provato un operatore di Tele-presenza, connesso dalla sua piattaforma tecnologica, avrebbe interagito con loro attraverso l’altoparlante dell’impianto, informandoli del fatto che l’area era sottoposta a sorveglianza e li avrebbe costretti ad allontanarsi, prima che arrecassero danni!

La palestra adesso sarebbe ancora utilizzabile dagli alunni della scuola elementare!

Per mostrarti come funziona il servizio di Portierato e Guardiania virtuale svolto in Tele-presenza da BOR, ti propongo il video del tentativo di intrusione che è stato sventato presso un Istituto Scolastico a Capua in provincia di Caserta.

La tecnologia consente di evolvere, ma ciò che deve cambiare innanzitutto è la mentalità.

La società è composta da adulti innanzitutto. Se i risultati del nostro agire sono questi, vuol dire che qualcosa non va per il verso giusto e allora dovremmo interrogarci sull’opportunità di cambiare direzione.

La tecnologia rappresenta un enorme potenziale che consente di evolvere, il segreto sta nella misura, agli adulti l’onere di insegnare “la misura”. Apprendere di giovani annoiati che non sanno fare altro che danneggiare la res publica se tra le mani non hanno un dispositivo elettronico è disarmante e ti induce alla riflessione. Meditiamo…

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DiCarmelina Moccia

La sostituzione della porta blindata rientra nel Bonus Sicurezza?

La sostituzione della porta blindata rientra nel Bonus Sicurezza?

Hai deciso di cambiare la porta blindata e ti stati chiedendo se puoi usufruire delle agevolazioni fiscali!

Di motivi per cambiare una porta blindata ce ne sono diversi, ad esempio potresti essere scontento del grado di isolamento acustico che ti garantisce… magari quando l’hai acquistata hai pensato a risparmiare e non hai badato molto alla classe di sicurezza e ti sei affidato alla soluzione più economica che con il tempo ti ha fatto rimpiangere di aver speso di meno.

Ti ci vedo quasi mentre ti siedi a tavola in cucina… nella stanza a fianco c’è l’ingresso e tua moglie che apre la porta, entra in casa e ti confida di averti sentito mentre parlavi a tuo figlio e trascinavi la sedia sul pavimento. Rimani perplesso per qualche istante, pensi che stia esagerando, allora ti alzi e scendi giù per le scale, non prima di averle chiesto di tirare la sedia e dire qualcosa a tuo figlio che ha già cominciato a mangiare. Quando appari davanti alla tua porta blindata la guardi e l’unica cosa che ti trattiene dal prenderla a calci è la consapevolezza di aver comunque speso dei soldi e se la danneggi aggiungi un altro danno alla beffa!

Rientri in casa, guardi tua moglie e pensi alla tua privacy e al grado di sicurezza che può garantirti una porta blindata che non riesce neppure a tenere a riparo le tue parole!

Continui a vivere la tua vita, confidando che almeno in parte la tua porta blindata faccia il suo dovere. Poi apprendi dal tuo vicino che nel fine settimana sono stati sequestrati in casa due coniugi. Pensi concretamente a cambiare la tua porta blindata con una di classe di sicurezza superiore che sia resistente non solo alla forza fisica del ladro, ma anche ad aggeggi elettro-meccanici potenti.

Pensi a quanto hai già pagato per acquistare la tua porta e valuti la possibilità di rinforzarla con spranghe, ma l’istinto questa volta ti dice che non è sufficiente. Il vicino, sempre lo stesso, ti ha detto delle agevolazioni fiscali previste dalla Legge di Stabilità e del bonus sicurezza per chi acquista impianti audio visivi. Avvii la ricerca dallo Smartphone ed eccoti qui, a leggere un articolo che fa al tuo caso e parla proprio del Bonus Sicurezza 2019.

Ho già parlato del Bonus Sicurezza per l’acquisto di impianti di videosorveglianza in un precedente articolo, puoi leggerlo facendo click qui,  ma in questo invece ti spiego come fare a sostituire la tua porta blindata usufruendo delle agevolazioni fiscali previste dallo Stato nell’ottica di promuovere gli interventi rivolti a mettere in sicurezza le abitazioni per evitare aggressioni, danneggiamenti, furti, sequestri di persone e altri reati.

Quali sono le classi di sicurezza che rientrano nel bonus sicurezza

Puoi sostituire la tua porta blindata con un’altra di una classe superiore o inferiore indifferentemente. Ovviamente ha senso sostituirla con una di classe di sicurezza superiore!

In cosa consiste il bonus sicurezza per la sostituzione della porta blindata

Se sostituisci la tua porta blindata entro il 31 dicembre 2019 puoi detrarre il 50% della spesa sostenuta dalle tasse. La detrazione è destinata alle persone fisiche soggette al pagamento delle imposte sui redditi, questo significa che se spendi € 2.000,00 per l’acquisto della porta, lo Stato ti farà risparmiare per dieci anni € 100,00 sulle tasse che gli devi corrispondere.

Come si fa ad usufruire del bonus sicurezza per la sostituzione della porta blindata

Per poter usufruire del bonus sicurezza devi effettuare il pagamento con bonifico parlante, dal quale risulti la causale del pagamento, il tuo codice fiscale e quello dell’azienda dove hai acquistato la porta blindata. Entro novanta giorni dalla fine dei lavori devi inviare la pratica ENEA. Vai sul sito Enea, registrati e inserisci tutte le informazioni richieste; se non riesci a rispondere a tutti i quesiti affidati ad un consulente, puoi detrarre anche le spese che sostieni per inoltrare la pratica.

Posso usufruire del bonus sicurezza per il primo acquisto di una porta blindata?

La detrazione è riservata a chi sostituisce la porta blindata e per un importo non superiore a € 96.000,00. Attento, se deicidi di rinviare la sostituzione della porta all’anno nuovo, potresti perdere l’opportunità di essere rimborsato del 50% della spesa!

È concreta infatti la possibilità che il Governo riduca al 36% la detrazione per acquisti effettuati dopo il 31 dicembre 2019.

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DiGiuliano Salomone

Cosa sono le ICO e a cosa servono

Cosa sono le ICO e a cosa servono

Dopo aver visto cosa sono le criptovalute e aver esplorato la tecnologia Blockchain, oggi analizzeremo una delle operazioni più interessanti che recentemente si sta sviluppando: il fenomeno delle ICO.

A cosa servono le ICO

Le Initial Coin offering (ICO), che potrebbero essere inizialmente associate alle Initial Public Offering (IPO), hanno lo scopo di finanziare un particolare progetto imprenditoriale. Ideate come una sorta di raccolta fondi, chi ne prende parte è destinato a ricevere una ricompensa in Token/gettone o criptovalute.

Cosa sono le IPO

Le Initial Public Offering sono offerte di quote di partecipazione emesse da aziende che rinunciano in parte alla proprietà dell’azienda in cambio di denaro.

Ci sono sostanziali differenze tra IPO e ICO: la caratteristica che prima di tutte le distingue è la mancanza di regolamentazione che rende le ICO più semplici e veloci, ma per lo stesso motivo soggette a frodi o a diventare progetti destinati a fallire in poco tempo.

Come si fa a capire su quali ICO puntare?

Il mercato delle ICO è spesso preda di truffatori per via della scarsa regolamentazione, bisogna quindi ricordare che non tutti i progetti sono validi e che anche quelli validi potrebbero non fruttare quanto ci si aspetta.

Esistono però dei documenti che permettono di individuare le ICO più promettenti: i White Papers che, seppure non siano una garanzia perché non controllati da alcun ente esterno o interno al fondo, danno una serie di informazioni sul progetto, evidenziandone gli aspetti positivi e le persone che hanno lanciato la raccolta fondi, con esperienze precedenti e opinioni a riguardo.

Un altro strumento importante è la road map che fornisce una panoramica degli obiettivi a cui la startup mira con le relative tempistiche di raggiungimento.

Investire in ICO: A che cosa si va incontro quando si investe in ICO?

Le ICO nel corso del 2018 hanno avuto un declino importante in seguito alle numerose truffe che hanno penalizzato la diffusione di questo fenomeno e ne hanno messo in dubbio la credibilità;

Ricapitolando le ICO rappresentano un modo veloce per raccogliere capitali ed investirli.  I processi sono sì rapidi, ma prima di investire in ICO sono tanti i fattori di rischio da dover valutare.

Quanto si può trarre da un investimento in un progetto ICO?

Chi investe nelle ICO  ha diritto a ricevere una ricompensa da parte dell'azienda che l'ha lanciata che consiste in monete virtuali o Token, prima di quel progetto inesistenti.

Un' ICO permette di  lanciare una nuova moneta sul mercato e di finanziare la startup attraverso la compravendita o lo scambio di essa.

Cosa sono i Token?

I Token  non sono vere e proprie monete, ma rappresentano una seconda fonte d'investimento di chi lancia il progetto, in quanto  vincolano l'investitore a  dover acquistare beni distribuiti esclusivamente dalla startup stessa, costringendolo ad affidarsi quindi al suo sviluppo.

Qualora un' ICO riscuota un certo successo la criptovaluta da essa creata  è soggetta  a valori altalenanti, è proprio la volatilità del prezzo che diventa il campo di guadagno di chi sa approfittare di questo mercato.

L'Italia come il resto d'Europa e del mondo, si sta preparando ad affrontare la diffusione di questa economia rivoluzionaria, analizzandone gli aspetti e soprattutto i rischi, al fine di disciplinare le raccolte di capitali e l'emissione di Token.

Tuttavia questo potrebbe comportare la snaturalizzazione della Cryptoeconomy, nata per  essere indipendente dalle istituzioni bancarie  che oggi controllano l'economia globale.

Se sei un appassionato di tecnologia Blockchain non potrai perdere i molteplici eventi in programma per il 2019.

Tra questi il più vicino è Webinar del 22 maggio, si terrà a Roma e sarà luogo di discussione e dibattito sul fenomeno delle ICO come sulla Cryptocurrency e gli Smart Contract.

Mentre il 29 ottobre a Milano il Talent Garden ospiterà il Blockchain Forum.

É il panorama perfetto in cui si riuniscono manager, imprenditori e appassionati di innovazione nella seconda edizione della prima fiera italiana dedicata interamente alla Blockchain con relativi workshop ed espositori per rendere protagonista chi vi partecipa del cambiamento tecnologico destinato a segnare il XXI secolo.

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DiCarmelina Moccia

Differenza tra portierato virtuale e vigilanza privata

Differenza tra portierato virtuale e vigilanza privata

Quando parliamo di vigilanza è bene fare una premessa: esiste una sostanziale differenza tra vigilanza attiva e vigilanza passiva.

La vigilanza praticata dalle guardie particolari giurate è da ritenersi attiva e integrativa dell’attività svolta dalle forze dell’ordine nella difesa diretta del patrimonio. Le guardie possono intervenire quindi, direttamente per la difesa dei beni sottoposti alla loro vigilanza.

La vigilanza praticata da un custode o portiere è invece classificabile come passiva e non è assolutamente possibile ritenerla integrativa delle forze dell’ordine. La differenza tra le due figure risiede nei limiti di azione.

Una guardia giurata può esclusivamente intervenire per la difesa dei beni sottoposti alla sua vigilanza, senza poter fare altro.

Un portiere/custode può intervenire per tutelare la proprietà privata e la funzionalità delle strutture, assolvendo anche ad altri compiti, come registrare le persone in visita in azienda, controllare gli accessi mediante apertura e chiusura di porte e cancelli, praticare accoglienza e dissuasione, e molto altro ancora.

Cosa bisogna fare per poter esercitare il servizio di portierato

La legge 342/2000 ha abolito l’art 62 del T.U.L.P.S che delineava la figura del portiere/custode, prescrivendo per i rappresentanti della categoria l’iscrizione in appositi registri e sottoponendo gli stessi ad autorizzazione prefettizia.

Attualmente non occorre essere in possesso di autorizzazione prefettizia per esercitare il servizio di portierato, invece per praticare l’attività di vigilanza a difesa del patrimonio resta requisito indispensabile.

Cos’è il portierato virtuale

Il portierato virtuale è un servizio innovativo che rivoluziona il tradizionale concetto del custode sul posto, nato per rispondere alle esigenze delle persone, in un’era in cui la tecnologia ha fatto passi da gigante. Grazie alla tecnologia infatti è possibile garantire una presenza virtuale, per mezzo della Tele-presenza.

Operatori connessi in remoto da una piattaforma tecnologica svolgono le stesse attività di un tradizionale custode.

Quali sono i principali compiti di un portiere virtuale

Come già descritto in un precedente articolo, che ti invito a leggere per approfondire l’argomento facendo click qui,  i compiti del guardiano/portiere virtuale, oltre il controllo e la salvaguardia delle infrastrutture, sono identificabili nella gestione degli accessi, con l’apertura di porte e cancelli, la rilevazione di intrusi, il monitoraggio dell’impianto e delle apparecchiature in real-time, il servizio di accoglienza, il controllo della sosta vietata, la prevenzione ed eventuale intervento antincendio, antiallagamento, fughe di gas.

Il portiere virtuale tiene sempre informato il proprietario di quello che succede nel perimetro controllato, intrattenendo una chat bidirezionale con foto, audio e video, garantendo una comunicazione e documentazione degli eventi in tempo reale.

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DiCarmelina Moccia

Lettori biometrici per il controllo degli accessi

Lettori biometrici per il controllo degli accessi

In tutti i casi in cui è richiesto un elevato livello di sicurezza il riconoscimento di un individuo avviene per mezzo di lettori biometrici.

Cosa significa biometrico

La parola “biometrico” proviene dall’unione di due parole bìos, che significa vita, e mètron che significa misura, ne conviene che i lettori biometrici analizzano le caratteristiche fisiologiche degli individui perché, a differenza di quelle comportamentali che possono essere influenzate dall’umore e dalle circostanze, restano tali per tutta la vita.

Quale impiego hanno i lettori biometrici

Nei sistemi per il controllo degli accessi i lettori biometrici hanno il compito di analizzare la vascolarizzazione della retina, il colore e la dimensione dell’iride, il palmo della mano, la sagoma e l’impronta digitale per autorizzare l’accesso di un individuo ad una determinata area. La scansione biometrica è l’unica a garantire un alto livello di sicurezza, perché i dati rilevati sono assolutamente caratteristici per ogni singolo individuo.

La scansione dell’impronta digitale è più diffusa rispetto alla scansione della retina, sia per i costi delle apparecchiature che per la diversa percezione di violazione della privacy che ne deriva.

Come avviene la scansione dell’impronta digitale

Le impronte digitali conservano le stesse caratteristiche per tutta la vita dell’individuo. Il riconoscimento eseguito attraverso la scansione dell’impronta consente di identificare in modo certo una persona. Gli elementi che vengono presi in esame sono diversi. Le linee che vedi sulle tue dita sono tutte diverse e irregolari, se osservi attentamente noterai che l’impronta del dito indice è diversa dalle restanti quattro. Questo fa di ogni impronta un segno distintivo inequivocabile.

Per acquisire un’impronta è necessario che l’individuo appoggi il polpastrello di un dito sul lettore ottico.

Avrai già configurato lo sblocco del tuo Smartphone con l’impronta del tuo dito indice della mano destra. Hai notato che il software richiede diverse letture dell’impronta, con diverse angolazioni, per aumentare le possibilità di riconoscimento. Nel caso specifico dello Smartphone avrai fatto acquisire anche l’impronta di un altro dito oppure dello stesso dito corrispondente però alla mano sinistra… questo in rispetto del principio per cui ogni dito ha la sua impronta.

Il software che gestisce il sistema di controllo degli accessi rileva le varie impronte e dopo averle processate con un algoritmo crea un modello dell’impronta.

Come si accerta l’identità di un individuo con i lettori biometrici

È possibile accertare l’identità di un individuo mediante riconoscimento e identificazione. Le due procedure richiedono una diversa gestione dei dati e del software di controllo del sistema.

L’identificazione comporta l’associazione del modello creato dall’algoritmo ad un badge RFID di proprietà dell’individuo. Il sistema controllerà che l’impronta rilevata coincida con il modello e i dati conservati nel badge.

Il riconoscimento richiede invece una procedura più complessa. Il modello dell’impronta viene conservato in un database che custodisce altri modelli di impronta di altri soggetti. Prima di autorizzare l’accesso il sistema dovrà quindi confrontare l’impronta rilevata con centinaia di modelli.

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DiCarmelina Moccia

Presentato a Napoli il rapporto sulla sicurezza: nuovi servizi digitali integrati

Presentato a Napoli il rapporto sulla sicurezza: servizi digitali

Presentato a Napoli il 9 aprile 2019 il rapporto sulla sicurezza elaborato da Format Reserch per conto di Federsicurezza, la federazione del settore della vigilanza e della sicurezza privata.

Il report ha analizzato attentamente le criticità di una questione che il più delle volte viene sottovalutata: la sicurezza.

Quando parliamo di sicurezza d’istinto un genitore pensa subito alla cintura di contenimento del sedile dell’auto dove è seduto il proprio bambino, immediatamente dopo pensa agli airbag… ma sappiamo bene che sicurezza è un termine che abbraccia più settori.

Pensa alle tue imminenti vacanze, quando ti allontanerai per qualche giorno approfittando dei ponti a cavallo delle festività di Pasqua… a parte le cinture di contenimento, gli airbag, hai pensato a proteggere casa e, se hai un’attività, la tua azienda?

Nel report presentato da Federsicurezza, tra i tanti aspetti, sono stati esaminati i nuovi rischi legati alla sicurezza dei dati oltre che fisica delle persone e delle cose.

Se riflettiamo tutti abbiamo a cuore la sicurezza dei dati: ricorda che l’ultimo acquisto che hai fatto in rete, con tutta probabilità, lo hai fatto per mezzo di PayPall proprio per scongiurare il furto di dati sensibili e in particolare della tua carta di credito!

Dal rapporto è emerso che buona parte delle aziende oltre al furto, alla rapina e ai danneggiamenti temono l’hackeraggio, il furto informatico di materiale strategico, la perdita di dati, le intrusioni nel sistema informatico e il furto fisico dell’hardware.

La diffusione della tecnologia apre indubbiamente a nuove possibilità, ma ci espone pari passo a nuovi rischi, legati alla digitalizzazione. Dall’analisi del report è emerso che per poter fronteggiare i nuovi rischi legati alla cyber security è necessario procedere con la digitalizzazione delle competenze e offrire servizi digitali integrati che possano interpretare le esigenze di sicurezza con soluzioni innovative.

La situazione emersa dallo studio rivela un notevole divario tra Nord e Sud: poche aziende al Nord che offrono servizi di sicurezza, molte al Sud che faticano a tenere il passo in un contesto in continua evoluzione, in cui non c’è la giusta cultura alla sicurezza.

BOR, come azienda che si colloca nel settore dei servizi fiduciari, nel corso degli anni ha analizzato attentamente il mercato e valutato le offerte proposte dalle realtà aziendali in tema di sicurezza e, sfruttando le potenzialità della tecnologia, ha precorso i tempi, sviluppando una vasta offerta di servizi digitali per la sicurezza globale delle persone.

Risultati BOR

Oggi con i suoi oltre 150 tentativi di intrusione sventati offre la possibilità alle aziende che si muovono nel campo della sicurezza privata, di avvantaggiarsi del proprio Now How per creare una rete di servizi integrati per rispondere alle crescenti esigenze di mercato in tema di sicurezza fisica e informatica.

Con il suo team di professionisti esperti in Tecnologia dell’Informazione è in grado di garantire supporto tecnologico alle aziende che temono l’hackeraggio, il furto informatico del materiale strategico, l’intrusione nel sistema informatico, il furto fisico e informatico e la perdita dei dati.

Buona parte delle aziende attualmente sono costrette a rivolgersi a software house per lo sviluppo di sistemi per la gestione aziendale e delle reti informatiche.

Essere competitivi significa analizzare i bisogni delle persone per offrire soluzioni pratiche, veloci e flessibili, che consentano di raggruppare in un unico fornitore più servizi integrati.

Non stiamo parlando di fantascienza, stiamo parlando di BOR, un’azienda all’avanguardia che con i suoi risultati apre a nuove possibilità di collaborazione con le aziende che operano nella sicurezza per offrire al mercato servizi integrati al passo con l’evoluzione tecnologica.

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DiCarmelina Moccia

Obbligo di videosorveglianza per le aziende di stoccaggio di rifiuti

Obbligo di videosorveglianza per aziende di stoccaggio di rifiuti

Il susseguirsi di incendi in aziende di stoccaggio di rifiuti ha fatto nascere l’esigenza di regolamentarne precisamente la gestione operativa nell’ottica di prevenire i rischi. Il 21 gennaio 2019 il Ministero dell’Ambiente ha emanato una serie di disposizioni che rappresentano un’ampia revisione della circolare del 15 marzo 2018.

Le disposizioni riguardano diversi aspetti, ma l’attenzione si concentra sicuramente su un aspetto fondamentale, che rappresenta una costante: la precisione con cui vengono messe in atto le procedure amministrative di autorizzazione e i controlli.

È richiesto che le autorità nel valutare la discrezionalità del caso abbiano in seria considerazione i fattori di rischio per la salute e per l’ambiente per prevenire il rischio di incendi.

L’attività svolta negli impianti di stoccaggio dei rifiuti deve essere conforme alla normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e alle norme in materia di prevenzione di incendi. Il titolare dell’impianto di stoccaggio nello svolgere l’attività deve assumere tutte le precauzioni rivolte a ridurre i rischi, precisamente deve:

  • ottimizzare l’organizzazione dell’impianto con un’adeguata distribuzione delle aree di accettazione, raccolta e lavorazione dei rifiuti;
  • informare e formare il personale impiegato;
  • controllare e monitorare le sorgenti che potrebbero innescare l’incendio;
  • assicurare un’adeguata manutenzione delle aree, dei mezzi e gli impianti.

Senza entrare troppo nel dettaglio della normativa, il gestore dell’impianto deve prestare particolare attenzione all’individuazione e al monitoraggio delle sorgenti che potrebbero innescare l’incendio.

Una corretta organizzazione dell’impianto consente di distinguere le sostanze che richiedono una più complessa gestione, e che potrebbero costituire fonte di innesco per un incendio, e limitare dunque i rischi.

È obbligatorio l’impianto di videosorveglianza per le aziende di stoccaggio di rifiuti

È altresì obbligatorio per il gestore predisporre, già in fase di progettazione dell’impianto di stoccaggio, opportune misure di protezione e sicurezza ambientale, attraverso impianto di videosorveglianza con controllo H24, dispositivi antincendio, impianto di aspirazione e trattamento dell’aria, impianto per il convogliamento delle acque provenienti dalla pioggia, impianto elettrico per l’alimentazione delle attrezzature, e altre misure rivolte a garantire un’ottimale gestione dell’impianto.

Qual è il vantaggio di installare un impianto di videosorveglianza in un’azienda di stoccaggio di rifiuti

Installare un impianto di videosorveglianza, presidiato dalla vigilanza H24, consente di garantire massimi livelli di sicurezza.

L’impiego di impianti di monitoraggio, altamente tecnologici, consente di rilevare in tempo reale qualsiasi anomalia e intervenire tempestivamente per evitare rischi per la salute e per l’ambiente.

Quali altre applicazioni trovano gli impianti di videosorveglianza

Alcune amministrazioni comunali hanno deciso di intensificare i controlli di aree di raccolta di rifiuti ricorrendo all’installazione di impianti audiovisivi per punire chi abbandona incivilmente rifiuti senza rispettare né i siti prestabiliti per la raccolta differenziata né il relativo calendario.

Grazie alla tecnologia combinata alla professionalità di operatori esperti del settore, praticare un’azione di controllo e contenimento dei danni alla salute e all’ambiente è sempre più agevole.

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DiCarmelina Moccia

Monitoraggio da remoto in tempo reale: cosa significa e come avviene

Monitoraggio da remoto in tempo reale: cosa significa e come avviene

Controllare e monitorare sono due parole che esprimono concetti affini, ma sostanzialmente diversi nella modalità di esecuzione.

Il controllo comporta l’esame di un comportamento/valore e implica un intervento mirato a ristabilire la normalità; si può esercitare in diversi modi, a seconda del settore in cui appunto stiamo esercitando l’azione di controllo.

Il monitoraggio consiste nell’osservazione di un comportamento attraverso l’impiego di un monitor collegato in remoto ad un impianto di monitoraggio disposto solitamente lontano dal luogo in cui ci troviamo.

A cosa serve il monitoraggio da remoto

Il monitoraggio ha molteplici impieghi e serve a rilevare il funzionamento di un impianto al fine di analizzare anomalie e intervenire per ripristinare/stabilizzare i valori di riferimento, evitando pericoli e danni.

Come avviene il monitoraggio da remoto

Il monitoraggio si esercita per mezzo di impianti dotati di sensori e apparecchiature altamente tecnologiche programmate per rilevare e misurare i parametri di riferimento. La gestione del sistema di monitoraggio da remoto è affidata ad un software di rilevazione e analisi, grazie al quale è possibile osservare il funzionamento di un sistema di riscaldamento, di illuminazione, di gestione delle risorse energetiche e molto altro ancora.

Quali sono i vantaggi del sistema di monitoraggio da remoto

I vantaggi dell’impiego di un sistema di monitoraggio sono diversi, sicuramente la possibilità di intervenire in tempo reale per stabilizzare i parametri e le anomalie è il principale.

Le tipologie di anomalie dipendono dalla finalità del sistema di monitoraggio. Per fare un esempio pratico basta pensare all’IoT, grazie all’impiego della domotica possiamo controllare la dispersione di calore in un ambiente al fine di ridurre i consumi energetici, oppure ipotizziamo l’impiego di un sistema di monitoraggio in uno stabilimento farmaceutico per misurare le immissioni nell’aria di sostanze pericolose al fine di ridurne l’impatto ambientale.

L’anomalia si verifica quando un valore supera i parametri di riferimento impostati.

Come si stabilizzano i parametri di riferimento di un impianto di monitoraggio

Il monitoraggio dell’impianto è affidato alla supervisione di un operatore di telecontrollo che da remoto, grazie all’osservazione dei valori indicati sui monitor collegati all’impianto, è in grado di intervenire per ripristinare e stabilizzare i parametri di riferimento impostati.

I parametri vengono programmati in base allo scopo per cui si decide di monitorare un’area. Per esempio il software dell’impianto di monitoraggio in un allevamento di bestiame sarà programmato per rilevare tra le altre cose, anche la presenza di animali randagi che potrebbero mordere i capi e veicolare infezioni batteriche, compromettendone la salute.

Ne convieni quindi che stiamo parlando di una soluzione personalizzabile in base alle singole caratteristiche dell’area da monitorare. La programmazione dei parametri di misurazione permette di rilevare le anomalie in tempo reale, prevenendo pericoli e danni.

Nel campo dei servizi fiduciari e della sicurezza l'impiego di un impianto di monitoraggio permette di gestire gli accessi, rilevare la presenza di intrusi e altre anomalie e sinistri. Gli operatori addetti al telecontrollo connessi dalla loro piattaforma tecnologica, intervengono per ristabilire i parametri di sicurezza in tempo reale, informando il proprietario dell'impianto e su delega di quest'ultimo, l'istituto di vigilanza di riferimento o le forze dell'ordine.

Se ti è stato utile questo articolo, aggiungi un commento o condividilo con i tuoi contatti. Se invece desideri informazioni più dettagliate sui costi dell’impianto di monitoraggio che usiamo per svolgere il servizio di portierato e guardiania virtuale, contattaci e richiedi una consulenza gratuita.

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DiGiuliano Salomone

Criptovalute: cosa sono, a cosa servono e quante ne sono

Criptovalute: cosa sono, a cosa servono e quante ne sono

Nell'articolo precedente abbiamo parlato della Blockchain, delle sue applicazioni e della diffusione di quella che per alcuni è la nuova generazione di mercato su Internet.

La Blockchain è una tecnologia progettata per risolvere i problemi in svariati settori, una sorta di sistema operativo che trasformerà internet in un luogo di valore a cui potersi affidare perché è una risorsa accessibile a chiunque e tutti lavorano per renderla sempre più sicura.

Questa rivoluzione ipertecnologica, sempre più temuta dalle banche, sta alla base di Bitcoin, una delle tante monete elettroniche grazie alla quale si possono effettuare scambi di titoli ed azioni, con transazioni protette dalla crittografia.

Cos'è una moneta virtuale o criptovaluta

Ogni Blockchain ha la sua criptovaluta: alla Blockchain Bitcoin corrisponde la valuta bitcoin.

Perché si chiama criptovaluta?

Prendiamo appunto Bitcoin come esempio, la prima valuta digitale inventata da Satoshi Nakamoto nel 2009.

La crittografia viene utilizzata per proteggere le transazioni e allo stesso tempo per garantirne il possesso e la validità, grazie infatti ad una rete contenente una serie di calcoli ardui, rende il loro livello di sicurezza altissimo e inattaccabile.

Come avviene il processo di convalidazione delle criptovalute

Il processo di convalidazione si chiama Mining, e coloro che prendono parte al processo si chiamano Miners o Minatori.

Lo scopo dei Miners è quello di estrarre i Bitcoin all'interno dei blocchi, detti miniere, dove sono contenute le diverse transazioni effettuate dagli utenti nel network.

Ogni n minuti la catena viene aggiornata generando un nuovo blocco che dovrà essere agganciato ad essa dopo aver trovato la soluzione ad algoritmi complessi.

L'hardware del miner, che riuscirà a risolvere i calcoli in modo più veloce, fornendo così l'output corretto, riceverà un numero di criptovalute pari alle regole stabilite dal software stesso.

Come si fa Mining

Per fare mining vengono utilizzati computer con processori ad altissime prestazioni con capacità di calcolo superiori ai PC a cui siamo abituati.

Oltre il processo di convalidazione avviene anche quello di generazione di una particolare criptovaluta che può essere reintrodotta all'interno del mercato Blockchain.

I Bitcoin hanno un limite, non potranno mai essere più di 21 milioni.  Non si può parlare di cifre precise, ma per ora sono circa 17 milioni, per un valore in monete tradizionali di circa 230 miliardi di dollari che differiscono dagli 800 miliardi attribuiti nel 2016 dove questa moneta raggiunse l'apice del suo successo.

Quante Criptovalute esistono

Ogni giorno sul mercato vengono introdotte nuove monete, spesso sono utilizzate come miglioramento di quelle precedenti e assicurano nuove funzioni per risolvere una quantità infinita di problemi che possono invece riscontrarsi con l'uso di monete tradizionali.

Oltre alla più famosa Bitcoin circolano altre 1500 circa criptovalute. La seconda più diffusa è Ethereum che a differenza di Bitcoin non ha limiti di circolazione e di conseguenza ha un valore decisamente inferiore, circa 180 dollari di fronte ai 5300 dollari per la moneta simbolo di questa rivoluzionaria alternativa economico finanziaria.

Ogni criptovaluta viene usata per funzioni diverse, ad esempio Ethereum che ha come valuta Ether, consente di creare e far circolare in maniera trasparente contratti intelligenti (smart contract) e applicazioni (Dapp) a loro volta tutto nascosto dietro uno specifico linguaggio di programmazione.

Bitcoin non è privo di queste funzioni, ideata però come piattaforma di scambio per garantire transazioni economiche veloci pecca rispetto ad Ethereum per quanto riguarda la facilità e la velocità di scambio di smart contract per lo sviluppo di progetti tecnologici o la creazione di altre cripto valute.

Questa piattaforma è soprattutto usata per la circolazione di informazioni sensibili senza che ci sia interferenza da parte di un terzo.

Quali sono le caratteristiche delle cripto-valute

Le criptovalute non sono soggette all'emissione bancaria, il loro valore non è condizionabile dalle decisioni politiche ed economiche di un paese, prescindono dal controllo di un’istituzione centrale e sono

condivise in modo pubblico, trasferibili a chiunque e dovunque, ma soprattutto sono gestite alla pari tra utenti che ne garantiscono la corretta fruizione e funzionamento.

Nate per funzionare come metodo di pagamento, nonostante il grado di sicurezza acquisito, il loro successo stenta a decollare.

Gli esperti si sono pronunciati sulla questione e sostengono che questa tecnologia, ancora giovane e spesso sconosciuta, prenderà probabilmente il sopravvento solo quando le sue valute non saranno più soggette a improvvise fluttuazioni di prezzo o quando ci sarà un rimborso o una garanzia per proteggersi da eventuali errori umani. Tuttavia se questa rivoluzionaria invenzione venisse ulteriormente regolamentata potrebbe perdere i vantaggi e le caratteristiche proprie delle funzioni che oggi rendono la criptoeconomy diversa dal mercato tradizionale e quindi unica nel suo genere.

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DiCarmelina Moccia

Due operai morti nel milanese mentre lavoravano in cantiere

Due operai morti nel milanese mentre lavoravano in cantiere

Due operai sono morti nel milanese mentre lavoravano nei pressi di un terreno a ridosso del percorso ferroviario, che ogni giorno viene utilizzato da centinaia di pendolari che si recano a lavoro.

Nel 2017 sullo stesso tratto ci fu un’altra vittima: mentre attraversava i binari un uomo venne travolto da un treno in corsa. Da quell’episodio è nata l’esigenza di costruire una paratia che potesse impedire l’accesso dei viaggiatori che quotidianamente scendono dal treno alla stazione di Pieve Emanuele e che prima di raggiungere la strada principale percorrono 200 metri di stradina adiacente i binari e poi attraversano una strada di campagna.

La ditta incaricata dal comune di realizzare l’opera aveva allestito il cantiere da circa un mese per alzare una barriera, là dove in passato c’era un passaggio a livello, per interdire l’accesso ai pendolari.

La Procura adesso indaga per omicidio colposo, la tragedia infatti pare sia stata causata da una manovra sbagliata, compiuta con una gru per spostare una lastra metallica, che ha schiacciato il corpo dei due operai, morti poco dopo il trasporto in pronto soccorso.

L’evento riaccende le polemiche sulle norme di sicurezza adottate di volta in volta dal datore di lavoro, sulla necessità di praticare il controllo degli accessi di aree a rischio, sulla superficialità dei pendolari e impone molte domande: sicuramente la più ovvia è la seguente “si poteva evitare la tragedia”.

Morire sul posto di lavoro è un evento violento e inaccettabile, che segna una grande ferita nel cuore di un paese come l’Italia che vive soprattutto di manovalanza.

Uscire di casa e non tornare più, lasciare a sé stessi figli e mogli. Il lavoro dà dignità, ma spesso si trasforma in una fatale circostanza. Non tutti hanno la fortuna di compiere i cosiddetti “lavori di scrivania” e ogni volta ci si interroga sull’opportunità di fare lavori che comportano una notevole mole di rischio e la risposta è forse sempre la stessa: un’altra inevitabile domanda, "come farne a meno"…

Gli eventi accidentali accadono per il concorso di una serie di circostanze che in alcuni casi sono davvero imprevedibili, ma in linea generale la prevenzione attraverso l’applicazione di opportune norme di sicurezza può evitare o ridurne l’incidenza.

Quanti sono però i cantieri che realmente adottano le misure previste per garantire la sicurezza degli operai e quanti lavoratori sono veramente disposti ad adottare le misure predisposte dai datori di lavoro nella tutela della loro salute?

La verità è che i presidi per la sicurezza comportano un serio costo per il datore e spesso sono visti dai lavoratori come “inutili diavolerie”: caschetti, guanti, mascherine, occhiali, scarpe antinfortunistiche… tanto per citarne alcuni, quanti sono veramente gli operai che li indossano mentre lavorano?

Potrei davvero elencare una infinità di circostanze che messe insieme così come possono provocare un evento così possono anche evitarne il verificarsi…

Adesso è facile dire “si poteva evitare la tragedia”, magari piuttosto che interdire il passaggio con una paratia si poteva installare un impianto di monitoraggio con apparecchiature audiovisive per la rilevazione del passaggio dei pedoni e interdirne il passaggio con la presenza virtuale di un operatore che in tempo reale li avrebbe dissuasi dal percorrere la strada di campagna.

Interdire l’accesso ad un’area rientra nel controllo e gestione degli accessi che normalmente viene praticato da personale sul posto, che però comporta l’assunzione di costi mensili di personale. Certo si potrebbe ovviare con il controllo degli accessi da remoto, ma è un concetto ancora poco diffuso, eppure è indiscutibile l’utilità per evitare il verificarsi di eventi accidentali, contaminazioni ambientali, sinistri, incidenti, incendi e allagamenti.

Come sempre accade in questi casi il senno del poi ci induce a pensare all’ovvietà che abbiamo a portata di mano, ma l’Italia è un paese che accetta lentamente i cambiamenti e l’evoluzione tecnologica. Pertanto prima che ci si educhi a trovare soluzioni evolute piuttosto che rimedi che deturpano persino il territorio, ci vorrà ancora dell’altro tempo, a spese di chi ahimè, subisce il sistema e le regole.

Meditiamo.

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