Archivio degli autori Carmelina Moccia

DiCarmelina Moccia

Prevenzione incendi: le disposizioni Ministeriali introducono l’obbligo di installazione di impianti audiovisivi e tecnologici per gli impianti di gestione dei rifiuti

Prevenzione incendi: le disposizioni Ministeriali introducono l’obbligo di installazione di impianti audiovisivi e tecnologici per gli impianti di gestione dei rifiuti

Alla luce dei recenti avvenimenti, che hanno interessato indifferentemente regioni del sud e nord Italia, la direzione generale del Ministero dell’Ambiente, insieme con le amministrazioni regionali e il dipartimento dei vigili del fuoco, ha tracciato delle misure che dovrebbero prevenire o almeno ridurre i rischi relativi allo sviluppo di incendi presso gli impianti che si occupano della gestione dei rifiuti.


L’art. 2087 del Codice Civile impone al datore di lavoro l’obbligo di adottare le misure necessarie a tutelare la salute dei lavoratori. La valutazione del rischio di incendio nell’ambiente di lavoro in particolare, è un obbligo previsto per ridurre l’incidenza di eventi che possono comportare conseguenze ai danni della salute pubblica e dei lavoratori.

Nel caso specifico degli impianti di gestione dei rifiuti il contesto autorizzativo dell’attività già segue un iter particolare. In considerazione dell’incremento del numero di eventi accidentali e delle ripercussioni sull’ambiente e sulla salute delle persone, la Direzione Generale per i Rifiuti e l’Inquinamento del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare ha recentemente disposto, con circolare dell’aprile 2019, l’OBBLIGO di installazione di:

  • IMPIANTI AUDIOVISIVI E TECNOLOGICI per la rilevazione di incendi;
  • dispositivi di protezione attiva antincendio, con presidio o controllo H24.

Il provvedimento annulla e sostituisce la precedente circolare e, oltre a considerare i contesti autorizzativi, analizza la prestazione delle garanzie finanziarie, la prevenzione dei rischi e le prescrizioni generali da richiamare negli atti autorizzativi, ponendo particolare attenzione sull’ubicazione degli impianti, sulla gestione, sui controlli ambientali, sugli impianti tecnologici e sui sistemi di protezione e sicurezza ambientale.

La circolare contiene tutta una serie di disposizioni che vanno a regolamentare la gestione dell’emergenza in caso di innesco di incendio, con particolare riferimento alla necessità di limitare le possibilità che un incendio possa verificarsi, adottando apposite misure preventive rivolte a:

  • ottimizzare le misure organizzative e tecniche degli impianti;
  • a fornire adeguata informazione e formazione al personale;
  • a controllare e monitorare le sorgenti di innesco;
  • a fornire adeguata manutenzione delle aree, dei mezzi d’opera, degli impianti tecnologici e degli impianti di protezione antincendio.

Come si innesca un incendio in un impianto di gestione dei rifiuti

L’innesco di un incendio in un impianto di gestione dei rifiuti può avere natura colposa o dolosa. Non è escluso che l’incendio possa verificarsi per un guasto agli impianti.

Come si può prevenire un incendio causato da un guasto agli impianti

Il monitoraggio h24 degli impianti tecnologici  è l’unica soluzione che consente di verificarne costantemente l’efficienza e prevenire rischi di anomalie e sinistri.

L’adeguamento dell’impianto di protezione antincendio con apparecchiature altamente tecnologiche fornite e controllate h24 in Tele-presenza da BOR rappresenta attualmente l’unico modo che hai per prevenire danni alla struttura e all’ambiente.

Già altre aziende specializzate nello smaltimento rifiuti, collocate in Campania, hanno affidato a BOR:

  • il controllo e la gestione degli accessi,
  • il controllo della corretta utilizzazione dell’infrastruttura,
  • il controllo tecnologico degli impianti e delle apparecchiature e della connessione per prevenire incendi e allagamenti, eventi accidentali, contaminazioni ambientali, eventi intrusivi e danneggiamenti.

BOR è l’unica azienda in Italia in grado di offrirti un servizio innovativo, altamente tecnologico, che rileva qualsiasi evento e previene anomalie e sinistri, che ti consente di allinearti alle disposizioni ministeriali in materia di prevenzione incendi. Se desideri ricevere informazioni più dettagliate sul servizio di monitoraggio che svolgiamo in Tele-presenza, contattaci e richiedi una consulenza gratuita.

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DiCarmelina Moccia

Sicurezza: come difendersi contro furti, scippi e rapine

Sicurezza: come difendersi contro furti, scippi e rapine

Furto, scippo e rapina sono reati contro il patrimonio regolamentati dagli articoli 624, 624 bis e 628 del codice penale.

Il furto si configura come reato meno grave, perché avviene con la sottrazione di beni dalla dimora della vittima senza far uso della violenza ed è punito con la reclusione da uno a quattro anni, su denuncia della vittima.

Il furto spesso si completa sfruttando l’emotività o la distrazione della vittima e talvolta con la coercizione: in tal caso parliamo di rapina, il reato più grave, che prevede l’uso di un’arma per esercitare violenza e costringere la vittima a rivelare il nascondiglio dei preziosi e del contante.

La rapina è punita con la reclusione da 4 a10 anni e multa fino a € 2.500,00.

Qual è la differenza tra furto, scippo e rapina

L’elemento che differenzia scippo e rapina dal furto è la violenza che viene usata per sottrarre beni alla vittima.

Lo scippo si compie principalmente per strada e rappresenta un rischio oltre che per la sicurezza, anche per l’incolumità della vittima che, nel tentativo di preservare ad esempio la borsa, potrebbe resistere allo scippo e cadere malamente sul suolo o finire investita da un’auto in transito.

Non di rado la vittima subisce uno scippo mentre è alla guida della propria auto, perché magari è ferma al semaforo o nel traffico e ha appoggiato la borsa sul sedile o sul cruscotto. Il ladro, muovendosi a bordo di un veicolo a due ruote, è più agile e può afferrare la borsa dal finestrino aperto e allontanarsi rapidamente.

Come ci si difende contro furti, scippi e rapine

DIFENDERSI da scippi e rapine È POSSIBILE adottando quelle normali PRECAUZIONI che detta il “BUON SENSO”. Adesso ti elenco una serie di atteggiamenti da assumere per non subire scippi e rapine.

  • Cammina sul marciapiede di senso opposto a quello dei veicoli, in modo da avere la visuale completa di chi ti sta di fronte.
  • Indossa la borsa dal lato interno del marciapiede.
  • Cammina in prossimità del perimetro degli edifici, non sul ciglio del marciapiede.

Se nonostante tutto riescono ad afferrare la borsa, cerca di NON OPPORRE RESISTENZA, rischieresti di cadere e peggio ancora, di essere investito da un’auto che non fa in tempo ad accorgersi di te che sei a terra.

Se devi prelevare contanti allo sportello automatico, verifica di non essere circondato da persone sospette. Non custodire il contante che hai prelevato nella borsa, mettilo nella tasca interna dell’abito che indossi.

Se ti avvicinano e ti minacciano con un’arma per farsi consegnare il contante, non fare l’eroe, pensa al valore che ha la tua vita: non c’è equilibrio, PENSA A SALVARTI LA VITA, non reagire con gesti inconsulti, ricorda che le forze dell’ordine hanno il compito di eseguire l’arresto, non tu!

In compenso PUOI AIUTARE le indagini concentrando l’attenzione sui DETTAGLI dell’auto o dello scooter su cui si allontanano i malviventi, l’abbigliamento che indossano per esempio, per poi riferirli ai CARABINIERI quando vai a fare la DENUNCIA.

Per DIFENDERSI contro i FURTI è necessario assumere alcuni ACCORGIMENTI e proteggere gli accessi con inferriate, porte blindate, sistemi di allarme, impianti di monitoraggio tecnologici, impianti audiovisivi.

Potresti trovare molto utile AFFIDARE il controllo e la gestione degli accessi a BOR, che svolge il servizio di guardiania virtuale in tempo reale.

PREVENIRE le aggressioni è sempre meglio che affrontarne le CONSEGUENZE.

  • Ricorda inoltre di non lasciare le finestre e la porta di casa aperta quando ti allontani;
  • Non pubblicare notizie di te che sei distante da casa sui social;
  • Non comunicare le date dei periodi in cui ti allontani dalla tua abitazione a persone che hai conosciuto da poco;
  • Lascia le luci accese mentre sei lontano da casa...

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DiCarmelina Moccia

Spioncino digitale: è legale montare uno spioncino digitale nella porta di casa?

Spioncino digitale: è legale montare uno spioncino digitale nella porta di casa?

Lo spioncino digitale è un dispositivo di tre centimetri di circonferenza, che sostituisce il tradizionale spioncino. Va collocato nella porta di casa e si compone principalmente di tre elementi: una telecamera, una piastra interna alla porta sui cui va montata la telecamera e un monitor interno.

Come funziona lo spioncino digitale: si può installare senza forare la porta di casa

L’alimentazione dello spioncino è a batterie, sostituibili comodamente, e in media dura due o tre mesi. L’installazione dello spioncino richiede che tu faccia un foro nella porta di casa.

È legale montare uno spioncino digitale nella porta di casa

Partendo dal presupposto che lo spioncino digitale va a sostituire quello tradizionale, è lecito montare il dispositivo collegato ad una telecamera, a condizione che tu abbia la visione del solo spazio privato davanti al tuo pianerottolo.

È necessario richiedere l’autorizzazione ai vicini per montare lo spioncino digitale

Per montare lo spioncino digitale non hai bisogno di richiedere l’autorizzazione ai vicini e non sei tenuto a segnalare la presenza della telecamera, a condizione che l’angolo di ripresa non vada oltre il tuo spazio privato. Nel caso in cui la telecamera sia abilitata alla registrazione di immagini, l’angolo di ripresa deve essere orientato in modo da non catturare i volti delle persone che transitano sull’intero pianerottolo e in generale parti non raggiungibili agilmente. In tal caso segnalare ai vicini la presenza della telecamera con un cartello, ti eviterebbe di incorrere nel reato di interferenza illecita nella vita privata.

In un precedente articolo, fai click qui per approfondire, abbiamo visto come è punito chi si procura indebitamente le immagini attinenti la vita privata del vicino e cosa dispone la Suprema Corte di Cassazione in materia di appropriazione di immagini avvenuta in assenza di divieto di ripresa.

Perché è utile lo spioncino digitale

L’impiego dello spioncino digitale è particolarmente adatto in caso di presenza di bambini o disabili impossibilitati a raggiungere il tradizionale spioncino. Dietro la porta, in corrispondenza della telecamera esterna, compare un display dal quale è possibile controllare chi bussa alla tua porta.

Se hai un bambino in casa con te, oppure un anziano che ha difficoltà ad avvicinarsi allo spioncino, può essere molto utile montare uno spioncino digitale che consenta loro di visionare comodamente dalla loro posizione o direttamente dal display dello Smartphone chi è fuori dalla porta di casa!

La ragione per cui potresti montare uno spioncino digitale è legata oltre che alla comodità anche alla sicurezza personale e al controllo degli accessi.

Immagina di essere distante da casa e di visionare sul tuo Smartphone la persona che sta bussando alla tua porta di casa… non credi sia pratico?

Attenzione però: il limite oltre il quale si sfora nella videosorveglianza è davvero sottile…

Quando monti una telecamera nella tua porta sei consapevole delle potenzialità del dispositivo che stai montando e sai che potrebbe violare la privacy di chi transita su tutto il pianerottolo, sarà tua cura fare in modo allora, che l’angolo di ripresa della camera non riprenda i volti delle persone che passano oltre la tua porta di casa e si limiti ad inquadrare il solo spazio privato.

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DiCarmelina Moccia

Incendio al deposito di rifiuti speciali a Settimo Milanese

Incendio al deposito di rifiuti speciali a Settimo Milanese

Il fuoco continua a far danni in Lombardia: a Settimo Milanese martedì 9 luglio i cittadini quando si sono risvegliati hanno trovato una colonna di fumo nero nel cielo ad oscurare loro la visuale. Allertati i vigili del fuoco hanno poi saputo dell’incendio avvenuto durante la notte al deposito di rifiuti speciali.

La natura dell’incendio è ancora sconosciuta, ma ciò che è certo è che si è temuto per le sostanze speciali depositate nel deposito. I vigili del fuoco hanno chiarito che l’ala che conteneva le sostanze non è stata raggiunta dalle fiamme e per fortuna sono stati scongiurati notevoli danni all’ambiente e alla salute dei cittadini.

L’intervento tempestivo dei vigili del fuoco ha evitato la totale distruzione del deposito e intanto si ritorna a parlare di “emergenza incendi in Lombardia” e a ipotizzare che gli eventi che già nell’anno precedente sono stati numerosi, possano essere determinati da organizzazioni su cui indagano le Direzioni Distrettuali Antimafia del Nord, di Napoli, di Salerno e della Calabria.

Gli incendi precedenti si sono concentrati su strutture della Lombardia regolarmente autorizzate e capannoni industriali in disuso che stipavano clandestinamente rifiuti provenienti dalla Campania.

L’incendio di Settimo Milanese non ha ancora una sua definizione, non si conosce la ragione per cui durante la notte si sono sviluppate le fiamme nel capannone che ha una struttura ad “L” e ospita polveri derivanti dal processamento di scarti industriali.

I rilievi dei vigili del fuoco hanno restituito una situazione di “non pericolosità” per i cittadini e l’ambiente, pare infatti che a bruciare sia stata gomma, legno e plastica, ma per maggiore sicurezza è arrivata sul posto anche l’Arpa per monitorare e rilevare la concentrazione dell’aria. Al momento non esiste un rischio di emergenza ambientale, tuttavia è stato installato sul tetto del capannone un’apparecchiatura di campionamento dell’aria e i risultati del monitoraggio saranno noti tra una settimana.

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DiCarmelina Moccia

Assegnati ai comuni italiani i 500 milioni di euro del Decreto Crescita 2019

Assegnati ai comuni italiani i 500 milioni di euro del Decreto Crescita 2019

Entrato in vigore definitivamente il 30 giugno 2019, il Decreto Crescita è più conosciuto per le novità che contiene in materia fiscale, per snellire le procedure e favorire la crescita economica, ma a maggio il MISE ha assegnato a ben 7.915 comuni italiani i 500 milioni di euro previsti dall’art. 30 del Decreto Crescita per gli interventi di efficientamento energetico e lo sviluppo territoriale sostenibile.

Gli interventi dovranno essere avviati dai comuni entro il 31 ottobre 2019, pena la decadenza del contributo.

Quali sono le opere di efficientamento energetico finanziabili con i contributi dell’art. 30 del Decreto Crescita 2019

I contributi sono stati assegnati ai comuni in base alla popolazione residente e per essere destinati ad opere di efficientamento energetico, quali:

  • Illuminazione pubblica
  • Risparmio energetico edifici pubblici
  • Installazione impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili

Tra gli interventi per lo sviluppo territoriale sostenibile rientra anche la messa in sicurezza di scuole ed edifici pubblici, oltre all’abbattimento di barriere architettoniche e gli interventi di mobilità sostenibile.

Quali sono gli interventi di messa in sicurezza finanziabili con i contributi concessi ai comuni

Rientrano tra gli interventi di messa in sicurezza, quegli interventi di manutenzione straordinaria finalizzati a rimuovere rischi per l’incolumità pubblica:

  • Asfaltatura stradale
  • Interventi sulla staticità degli edifici
  • Dotazione di impianti antincendio
  • Installazione di impianti audiovisivi (sistemi di videosorveglianza)
  • Sostituzione di impianti di illuminazione pubblica

Ogni comune beneficiario del contributo può finanziare una o più opere, a condizione che non siano state già finanziate in altre procedure.

Il provvedimento, come puoi facilmente intuire, mira a favorire la crescita dei comuni, finanziando interventi di straordinaria amministrazione per la riqualificazione energetica e per lo sviluppo territoriale, perché è fondamentale per i cittadini sapere di poter crescere in un ambiente sostenibile e sicuro.

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Violazione della privacy: Interferenze illecite nella vita privata

Violazione della privacy: Interferenze illecite nella vita privata

In un precedente articolo abbiamo visto insieme come si fa ad installare una telecamera senza incorrere nel reato di Interferenze illecite nella vita privata. Fai click qui per approfondire l’argomento.

È importante che l’occhio della telecamera non inquadri parti private non agilmente visibili a terzi.

Come è punito chi commette il reato di interferenze illecite nella vita privata

L’art. 615 bis del codice penale punisce, con la reclusione da sei mesi a quattro anni e con la corresponsione di una somma a titolo di un risarcimento alla parte offesa, chi si procura indebitamente immagini o notizie attinenti la vita privata del vicino.

Una recente sentenza emessa dalla Suprema Corte di Cassazione ha generato diverse discussioni, perché ha prosciolto dall'accusa di interferenze illecite nella vita privata l’uomo che, dalla finestra della casa materna, ha fotografato e filmato le immagini di una donna che usciva nuda dalla doccia.

La sentenza trova fondamento nel principio secondo il quale la donna, non avendo messo le tende alla finestra, "non ha posto divieto" e ha tacitamente acconsentito alla ripresa.

La sentenza della Cassazione Penale n. 40577 del 30 ottobre 2008 impone che l’occhio della telecamera non inquadri parti private non agilmente visibili a terzi. Nella fattispecie dell’uomo accusato di aver violato la privacy della donna, la Cassazione denota la mancanza del requisito fondamentale affinché si realizzi il reato di interferenze illecite.

Nel momento in cui l’uomo, che si trovava nell’immobile di fronte a quello della donna, ha inquadrato “agilmente” la scena non ha compiuto violazione della privacy: siccome non c’erano ostacoli che rappresentassero divieti all’inquadratura, la donna ha autorizzato tacitamente il comportamento dell’uomo.

Quando si configura il reato di interferenze illecite nella vita privata

Il reato di interferenze illecite nella vita privata si realizza quando chi filma o scatta la foto viola deliberatamente il “divieto”. Il divieto può essere manifestato mediante l’applicazione di una comune schermatura, di solito si tratta di una tenda alla finestra.

Immagina di stare in casa seduto comodamente a guardare la TV. Dalla finestra alla tua destra noti che una persona sta rivolgendo l’obiettivo della sua apparecchiatura verso la tua direzione, puoi chiudere le tende e porre così il divieto di essere inquadrato oppure continui a goderti il tuo programma preferito in TV.

Se continui a guardare la TV senza chiudere le tende autorizzi tacitamente l’inquadratura e la ripresa di immagini attinenti la tua vita privata, e se farai ricorso contro la persona che si è procurato le immagini, la tua richiesta di risarcimento non sarà accolta, perché non accostando le tende hai tacitamente autorizzato il suo comportamento.

Ci sono tante fattispecie e altrettante sentenze emesse ad integrazione della norma e che hanno cercato di chiarire le disposizioni in materia di interferenze illecite nella vita privata e contemplare diverse situazioni configurabili nel reato.

Nel corso degli anni la violazione della privacy e della vita privata, per merito o demerito della diffusione delle tecnologie, ha assunto sempre più nuove sfumature, inducendo chi applica le leggi a formulare aggiustamenti e integrazioni per regolare tutte le casistiche presentate dalle parti offese.

In materia di videosorveglianza la tendenza è rivolta verso una maggiore flessibilità, per consentire l’installazione di impianti audiovisivi per motivi di sicurezza: è il caso dell’installazione delle telecamere private lungo il perimetro della proprietà, oggi ti basta esporre il cartello di avvertimento e non rischi di incorrere nel reato di interferenze illecite nella vita privata, continua a leggere >>

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Tele-presenza olografica

Tele-presenza olografica

La Tele-presenza è una tecnologia che abbatte le barriere che le distanze innalzano… potrei altrimenti esprimere il concetto dicendo che ti trovi davanti ad una tecnologia che risolve i problemi legati alla distanza!

Immagina di doverti allontanare da casa e di dover aprire la porta all’elettricista che deve riparare il pannello elettrico… non puoi aspettare che arrivi per farlo entrare e non puoi neanche lasciare le chiavi di casa ad un estraneo… e allora cosa fai?

Non puoi certo chiedere ancora a tua sorella di aprire la porta, glielo hai già chiesto un’infinità di volte e non vuoi arrecarle altro fastidio!

Il tuo problema si chiama: “controllo e gestione degli accessi”.

Di solito c’è un portiere sul posto che controlla e gestisce gli accessi di una o più persone ad una casa, un’azienda, una scuola… con la tele-presenza invece il portiere si trova altrove, ma riesce comunque a fare tutto quello che farebbe se fosse sul posto e non solo per te, ma per tante altre persone.

È questo il vantaggio più grande della Tele-presenza: controllare e gestire da remoto delle attività, quali l’apertura di porte e cancelli, la rilevazione di incendi, fughe di gas, allagamenti, sosta vietata, intrusioni, servizio di accoglienza…

Cosa comporta la scelta di gestire in tele-presenza il controllo e la gestione delle infrastrutture

Gestire da remoto un’infrastruttura comporta l’installazione di un’apparecchiatura o dispositivo che fa da ricevitore/trasmettitore, per intenderci, anche se il termine più consono è: impianto di monitoraggio. Quando installi un impianto di monitoraggio presso una base puoi collegarti all’impianto tutte le volte che vuoi e manifestare la tua presenza mediante l’apparato audio visivo dell’impianto.

Pensa a quando vai in banca e senti la voce dell’operatrice che ti dà il benvenuto e ti invita a depositare gli oggetti metallici nell’apposita cassetta… questo è solo un esempio, giusto per farti intendere, ma la tele-presenza va ben oltre, perché se combinata alla robotica riesce davvero a fare tanto… in un precedente articolo ho parlato di AVA 500 il robot che ti consente di girare per i reparti e partecipare a processi produttivi sfruttando la Tele-presenza. Fai click qui per approfondire.

La tele-presenza è una tecnologia molto versatile ed è l’ambito in cui si muove l’azienda BOR: avrai sicuramente visto qualche video registrato dai nostri impianti di monitoraggio… BOR è specializzata nel fornire una presenza costante virtuale per effetto della quale riusciamo ANCHE a sventare tentativi di intrusione.

… e se potessi addirittura vedere un ologramma del tuo interlocutore?

Cos’è la telepresenza olografica

Pensa alla possibilità di vedere materializzare davanti a te l’ologramma della persona con la quale stai parlando… starai pensando che forse è più pratico gestire una videochiamata, immagina invece l’illusione di essere davvero in compagnia!

Il progetto della tele-presenza olografica in Italia è stato avviato nel 2014, da una società che ha sede in Valle D’Aosta, in collaborazione con l’Istituto Nazione di Ottica del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Si stima che nei prossimi anni la telepresenza olografica possa essere adottata da molte persone, ma la gestione dei costi di applicazione ne rallenta la diffusione.

Come ti dicevo, per poter utilizzare la telepresenza per interagire con una o più persone distanti geograficamente c’è bisogno di munire l'ambiente di un dispositivo controllabile e gestibile da remoto. Il costo del dispositivo non è sempre accessibile a tutti e questo purtroppo fa della telepresenza una tecnologia attualmente ancora “riservata a pochi”, sebbene sia destinata a diffondersi in un futuro non troppo lontano.

Se desideri ricevere più informazioni sulla tipologia di Tele-presenza che pratichiamo per i nostri clienti invia una richiesta di informazioni, fai click qui.

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Truffe agli anziani: 58enne incastrato dalle immagini della sorveglianza

Truffe agli anziani: 58enne incastrato dalle immagini della sorveglianza

Approvato all’unanimità dal Senato con 228 voti a favore e un solo astenuto, è adesso all’esame della Camera il disegno di legge che incrementa le pene per chi truffa gli anziani.

Quali sono le pene per chi truffa gli anziani

Attualmente chi approfitta della condizione di vulnerabilità in cui si trova una persona anziana viene punito con le pene previste nei casi di truffa generica, da uno a cinque anni di carcere e multa da 51 a 1032 euro.

Cosa prevede il ddl per il reato di circonvenzione di persone anziane

Il disegno di legge in esame alla Camera in materia di circonvenzione di persone anziane invece prevede la reclusione partendo da pena minima di 2 fino a 6 anni e multa da un minimo di 500 fino a 2.000 euro; l’eventuale sospensione della pena sarà subordinata al risarcimento integrale del danno subito alla parte offesa.

La necessità di modificare gli articoli del codice penale e del codice di procedura penale in materia di circonvenzione di persone anziane nasce dall’esigenza di tutelare persone vulnerabili per la loro età e dall’incremento degli episodi di truffa registrati a seguito della denuncia.

Si stima che negli ultimi mesi il fenomeno è aumentato del 10 – 15%, ma se consideri che questi dati sono elaborati sulla scorta delle denunce presentate, le analisi potrebbero dare una percentuale superiore perché non tutti gli anziani truffati denunciano l’accaduto!

Nonostante gli inviti delle forze dell’ordine a non fare entrare estranei in casa sono ancora tante le persone ultra sessantacinquenni che vengono raggirate da individui senza scrupoli che si improvvisano fornitori di gas, luce e telefono o si fingono amici di parenti in difficoltà per estorcere denaro e preziosi.

È un bollettino di guerra quello che trovi in rete se digiti nella barra della ricerca “Truffe agli anziani 2019”. Alcune truffe sono state sventate dall’intervento tempestivo di parenti sopraggiunti poco prima che i truffatori completassero l’opera. I meno fortunati sono stati invece privati dei propri risparmi e molti, in preda alla vergogna, si sono visti costretti a tacere l’accaduto.

L’ultimo caso si è registrato nella prima settimana di giugno ai danni di un’anziana donna che è stata raggirata da un giovane uomo che si è spacciato per amico del nipote in difficoltà. Dopo averle chiesto 4000 euro per tirar fuori dai guai il nipote, ha telefonato al complice che si è spacciato per il nipote della vittima. Implorando in lacrime affinché l’aiutasse, ha convinto l’anziana donna a consegnare al truffatore soldi e oro. Non è stato recuperato nulla di quanto sottratto e per ora rimane l’amaro in bocca di una truffa rimasta senza colpevoli, ma le cose con il passare dei mesi possono cambiare…

Un esito diverso ha avuto infatti l’episodio verificatosi nel settembre 2018 e legato alla figura di un truffatore di 58 anni che si spostava tra Milano e Napoli per truffare anziani.

L’uomo è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare presso il carcere di Siena, dove sconta una pena per un altro reato, a seguito delle indagini svolte dopo la truffa messa a segno in un quartiere milanese. Dopo aver viaggiato tutta la notte in treno, si è spostato dalla Stazione Centrale fino all’abitazione della vittima in taxi. L’autista del taxi ha atteso il delinquente per cinque minuti e poi lo ha ricondotto in stazione, inconsapevole di favorire un truffatore. L’uomo è riuscito a sottrarre 100 grammi di oro e contante ad una pensionata 70enne, ma grazie alle immagini riprese dalla sorveglianza di una farmacia della zona, è stato possibile risalire al numero della targa del taxi e ripercorrere a ritroso il tragitto percorso dal truffatore. Ancora una volta l’impiego di impianti audio visivi si dimostra di grande aiuto alle forze dell’ordine e, sebbene siano trascorsi diversi mesi dall’episodio, si può dire che finalmente giustizia è stata fatta.

Non si sa se è stato restituito tutto all’anziana donna, trascorsi tanti mesi è difficile che un truffatore possa trovarsi ancora in possesso della refurtiva! L’obbligo di risarcire integralmente il danno inferto alla vittima previsto dal disegno di legge in esame alla Camera, in quest’ottica dovrebbe restituire la dignità sottratta con l’inganno e potrebbe rappresentare un deterrente per chi confida invece di potersela cavare a "buon mercato".

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DiCarmelina Moccia

Come scegliere un antifurto per l’ufficio

Come scegliere un antifurto per l’ufficio

Scegliere un antifurto per l’ufficio comporta la valutazione di diversi aspetti. Sicuramente ti sarai già fatto un’idea facendo ricerche in rete e avrai appreso che la presenza di inferriate, serramenti e porte blindate contribuisce ad alimentare la sensazione di protezione, ma non risolve definitivamente il tuo problema: la sicurezza del tuo ufficio!

I dispositivi di sicurezza che ti ho poc'anzi elencato si identificano come passivi e posseggono una differente classe di protezione che garantisce una maggiore/minore resistenza del dispositivo a svariate tipologie di attrezzi. Per aiutarti a comprendere ti faccio un esempio: se utilizzi una porta blindata a classe 6, i malintenzionati impiegheranno più tempo a eluderla, perché è resistente alla forza di attrezzi elettrici potenti oltre che alla sola forza del delinquente.

Affidarsi ai soli dispositivi passivi non è consigliato, perché anche nel caso in cui tu abbia una porta blindata a classe 6 non è detto che i delinquenti si scoraggino, magari impiegheranno il doppio del tempo preventivato, ma se non ravvisano la pericolosità della presenza di un sistema di sicurezza attiva, continueranno nel loro progetto.

Quali sono i sistemi di sicurezza attiva

Tra i sistemi di sicurezza attiva si vanno a collocare gli antifurto: allarmi, telecamere, sensori.

Un sistema di allarme si compone principalmente di tre elementi fondamentali: centrale, rilevatori e allarme. La centrale può essere dotata di combinatore telefonico GSM in grado di inviare messaggi o fare telefonate registrate a numeri preselezionati. Normalmente la centrale è alimentata con energia elettrica, ma in caso di interruzione dell’erogazione dell’energia può funzionare a batterie. Questo è un aspetto molto importante da considerare, pensa infatti alla possibilità che i malintenzionati taglino i cavi di alimentazione, la presenza della batteria consente il regolare funzionamento del dispositivo.

Come si collega la centrale di comando

In commercio esistono diversi tipi di centrali: per impianti cablati, wireless o ibridi. Cablare un impianto di sicurezza è ovviamente più costoso, perché richiede la predisposizione di canaline per il passaggio dei cavi e opere murarie. La soluzione più economica è offerta dalla scelta di un impianto wireless che ti consente di evitare interventi, ma non è detto che sia quella più funzionale.

Ti consiglio di affidarti sempre ad un tecnico che curi l’installazione e magari ti assista durante la fase di configurazione per ridurre il rischio di incorrere in falsi allarmi.

Molti furti vengono messi a segno perché i ladri, approfittando dei falsi allarmi fatti scattare più volte, possono agire indisturbati dopo l’ennesimo intervento a vuoto dell’ispezione della vigilanza.

E se capitasse anche a te?

Non voglio farti paura, ma può capitare. Sappi che in giro ci sono dei particolari dispositivi che disturbano le frequenze dei sistemi di sicurezza, si chiamano Jammer e se utilizzati nelle aree circostanti mettono KO l’antifurto e qualsiasi altro dispositivo elettronico.

Torniamo alla centrale: è l’elemento cardine del sistema, che riceve due tipi di segnale, quello volumetrico e quello perimetrale, rispettivamente per il controllo di ciò che avviene all’interno dell’ufficio e fuori. I sensori impiegati per la rilevazione delle presenze possono sfruttare gli infrarossi, le microonde o entrambi. I sensori che sfruttano entrambe le tecnologie sono più affidabili perché rilevano i cambiamenti di temperatura dell’ambiente ed effettuano un rilevamento a fasci, finalizzato a ridurre la frequenza di falsi allarmi.

Individuata la presenza la centrale comunicherà all’esterno con l’invio di messaggi o telefonate preregistrate e farà scattare l’allarme visivo e acustico. La centrale invia il segnale di allarme quando rileva la presenza di intrusi, ciò vuol dire che l’intrusione è già avvenuta e l’intruso può manomettere il dispositivo e godere di altro tempo, fino all’arrivo dell’ispezione, per compiere il furto.

Qual è la misura più efficace per fermare i ladri

Per una protezione più efficace puoi integrare il tuo sistema di sicurezza con telecamere IP. Ne esistono di diverse tipologie in commercio e puoi controllarne il funzionamento direttamente dal tuo Smartphone, Tablet o PC, ti basta solo essere connesso ad una rete Internet. Fai click qui per approfondire l’argomento.

La diffusione dell’impiego di telecamere per il controllo degli accessi è dovuto alla flessibilità dell’utilizzo che se ne può fare, nei precedenti articoli ne ho descritto le caratteristiche e i principali vantaggi.

Combinare sistemi passivi di sicurezza e sistemi attivi indubbiamente rafforza la percezione del senso di protezione, ma certamente ciò che garantisce maggiore sicurezza è l’abbinamento di un servizio innovativo di portierato e guardiania in Tele-presenza, che previene gli eventi ed evita danni a persone e cose, perché svolto in tempo reale da operatori che sono connessi dalle proprie piattaforme tecnologiche per sorvegliare le aree dotate di impianti di monitoraggio.

Immagina di trovarti distante dall’ufficio diversi Km, ricevi il segnale di allarme dal tuo antifurto per l’intrusione avvenuta… cosa fai? Ti tocca gestire l’emergenza!

Immagina invece di trovarti nella stessa circostanza, ricevi la notifica dall’operatore di Tele-presenza del "tentativo di intrusione" avvenuto e l’informazione che è tutto ok… cosa fai? Continui a goderti la serata in compagnia!

Risultato: evitata l’intrusione e zero danni all’ufficio e ai dati in esso contenuti.

Se ti è stato utile questo articolo, aggiungi un commento, scrivi una recensione o condividilo con i tuoi contatti. Se invece desideri informazioni più dettagliate sull’innovativo servizio di portierato e guardiania virtuale che svolgiamo in Tele-presenza per i nostri clienti, contattaci e richiedi una consulenza gratuita.

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DiCarmelina Moccia

Qual è la durata di registrazione di una telecamera?

Qual è la durata di registrazione di una telecamera?

Se stai per acquistare una telecamera devi sapere che la scelta di un modello piuttosto che un altro può influenzarne la durata di registrazione.

La tipologia di telecamera influisce infatti sull’occupazione di memoria e quindi sul tempo delle riprese. È il caso delle telecamere full HD per esempio: per garantire immagini ad alta risoluzione, il salvataggio richiederà uno spazio 4-5 volte superiore rispetto ad una telecamera tradizionale.

Sicuramente anche il supporto di registrazione che decidi di usare influisce sulla durata di registrazione della telecamera: qualora tu scelga di registrare i dati su una scheda SD card di 16 o 32 GB sappi che la prestazione sarà ridotta rispetto a quella garantita da un Hard Disk di 1 TB.

Un altro fattore che incide sulla durata è la modalità di registrazione. Puoi optare per la registrazione continua oppure a rilevazione di movimento. Se scegli di registrare le immagini solo quando viene rilevato un movimento la durata della registrazione si allunga. Nel caso in cui tu decida di registrare le immagini H24 la durata si riduce invece notevolmente.

Ricapitolando, i tre principali fattori che influiscono sulla durata di registrazione di una telecamera sono:

  • supporto per la registrazione;
  • risoluzione di salvataggio delle immagini;
  • modalità di registrazione.

Quanto durano le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza

Tenendo in considerazione quanto detto finora posso concludere che se utilizzi una SD card per la registrazione, la durata varia da poche ore a 2-3 giorni, se invece utilizzi un hard disk la durata si allunga notevolmente a una settimana e in alcuni casi può arrivare fino a trenta giorni.

Quali sono le alternative ai tradizionali metodi di registrazione

Se decidi di adeguare il tuo impianto di videosorveglianza la durata di registrazione può mutare.

Se acquisti telecamere IP puoi collegarle all’NVR, che a differenza del DVR, puoi archiviare su server le immagini registrate e disporre di un backup delle registrazioni; potrai quindi evitare di usare memoria su dispositivi e di subire improvvise perdite di dati in caso di guasti. Leggi le differenze tra DVR e NVR, fai click qui.

In alternativa le telecamere IP dotate di Micro SD da 128 GB ti consentono di memorizzare fino a 28 giorni di riprese continue.

La registrazione cloud ti permette di accedere alle immagini da qualsiasi dispositivo, in qualsiasi momento, purché tu sia ovviamente connesso a Internet. Puoi acquistare ulteriore spazio presso il tuo Provider e assicurarti la libertà di scegliere la modalità di registrazione a te più consona, senza preoccuparti dei limiti di capienza e di assicurarti la migliore qualità di immagini full HD.

Se hai ancora dubbi sulla durata di registrazione delle telecamere puoi contattarci e richiedere una consulenza, ti aiuteremo a scegliere la migliore soluzione per il tuo impianto di sorveglianza più funzionale alle tue esigenze.

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