Videosorveglianza nelle scuole e nei servizi educativi per l’infanzia, strutture socio-sanitarie e socioassistenziali

DiCarmelina Moccia

Videosorveglianza nelle scuole e nei servizi educativi per l’infanzia, strutture socio-sanitarie e socioassistenziali

Videosorveglianza nelle scuole e nei servizi educativi per l’infanzia, strutture socio-sanitarie e socioassistenziali

In un precedente articolo, alla luce dei recenti avvenimenti verificatisi presso asili nido e scuole dell’infanzia, abbiamo analizzato insieme il fenomeno dei maltrattamenti sui minori, e abbiamo individuato come possibile strumento di prevenzione e contrasto la tecnologia.


Abbiamo ipotizzato che la Tele-presenza svolta per mezzo di un impianto di monitoraggio e operatori di telecontrollo, che rilevano da remoto e in tempo reale tutto ciò che accade ai nostri cari affidati alle cure di estranei, possa rappresentare la soluzione.

Abbiamo anche fatto i conti però con i limiti che impone il Garante della Privacy e abbiamo constatato che i controlli alle strutture possono essere effettuati solo a seguito di denuncia alle forze dell’ordine da parte degli interessati.

Abbiamo anche appreso che la Camera dei Deputati lo scorso novembre ha approvato 13 proposte di legge per la regolazione dell’installazione di telecamere di videosorveglianza a circuito chiuso nelle scuole e servizi educativi per l’infanzia, strutture socio-sanitarie e socioassistenziali allo scopo di prevenire e contrastare fenomeni di maltrattamento a danno di minori e anziani.

Già nelle precedenti legislature ci sono state proposte di legge, poi non approvate, che tentavano di regolamentare l’installazione di telecamere di videosorveglianza. Le proposte trovavano fondamento sempre nel susseguirsi di episodi di maltrattamento a danno di minori ed anziani che venivano alla luce a seguito della denuncia dei parenti delle vittime.

Perché il disegno di legge (ddl) per l’installazione di telecamere di videosorveglianza nelle scuole nei servizi educativi per l’infanzia e nelle strutture socio-sanitarie e socioassistenziali non diventa legge

Per diventare legge un disegno di legge deve seguire un suo specifico iter, che in questo caso particolare è davvero complicato da gestire, perché bisogna tener conto della tutela della riservatezza e della libertà dei soggetti coinvolti e della necessità di monitorare e rilevare il verificarsi di comportamenti anomali. Comprensibile quindi che il cammino verso l’approvazione e la pubblicazione impieghi diversi mesi e svariati tentativi… o forse no. Fatto sta che nel frattempo la cronaca continua a fornirci notizie raccapriccianti di maltrattamenti scoperti solo a fatti avvenuti e quando ormai i danni fisici e psicologici sono stati già arrecati.

Quali sono le regole per l’installazione di telecamere di videosorveglianza nelle scuole, nei servizi educativi per l’infanzia e nelle strutture socio-sanitarie e socioassistenziali

Il ddl in esame al Senato prevede quanto segue:

  • l’installazione di telecamere di videosorveglianza a circuito chiuso a immagini criptate, non dotate di dispositivi di comunicazione con risorse esterne;
  • le immagini registrate potranno essere consultate solo dalle Forze dell’ordine a seguito di denuncia;
  • la struttura deve indicare chiaramente che l’area è sorvegliata;
  • l’installazione deve essere autorizzata, in assenza di accordo sindacale, dall’Ispettorato Nazionale del lavoro;
  • il personale deve possedere oltre all’idoneità professionale adeguati requisiti di carattere psicoattitudinale.

Il ddl prevede altresì l’istituzione di percorsi di formazione professionale, incontri periodici per valutare e rilevare situazioni di stress correlato al tipo di lavoro svolto ed eventuali percorsi di ricollocamento del personale rivolta ad operatori ritenuti non idonei.

L’installazione e l’attivazione dell’impianto di videosorveglianza nelle scuole avverrà con consultazione/ partecipazione delle famiglie; nelle strutture socio-sanitarie e socioassistenziali dovrà essere in linea con i principi stabili dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità e avere il consenso degli interessati o di chi li rappresenta.

Se ti è stato utile questo articolo, aggiungi un commento o condividilo con i tuoi contatti. Se invece desideri informazioni più dettagliate sull’impianto di monitoraggio per la Tele-presenza per la tua struttura o abitazione, contattaci e richiedi una consulenza gratuita

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Info sull'autore

Carmelina Moccia administrator

Web Master, Seo Copywriter. Ha pubblicato Irene ha sempre freddo (Edizioni Progetto Cultura, 2013), Difesa a zona (articolo giornalistico, finalista alla xiv edizione del Premio nazionale Maria Santoro, 2013), Fuori dal limite (nell’antologia di racconti Il tempo dell’assenza, Edizioni Spartaco, 2015), Dietro una porta (nell'antologia di racconti Parole in viaggio, Edizioni Spartaco, 2017). Menzione d’onore per la prosa al Premio letterario Valentina per l’opera La finestra sul freddo viale d’inverno e al Premio Giovane Holden per l’opera Donne Pericolose. Ha pubblicato Bit alla scoperta del codice ascii (Progetto Cultura, 2011), Il topolino bianco e Ti stringo forte al cuore (Fara Editore, 2012), Non smetto di sperare (Fara Editore, 2014). Ha partecipato a quattro laboratori di scrittura creativa organizzati dalla casa editrice Spartaco e condotti da G. Graziano, durante i quali ha composto numerosi racconti. Partecipa al laboratorio di scrittura creativa Di lama e di trama, tenuto dalla scrittrice Antonella Cilento, finalista Premio Strega 2014, fondatrice e direttrice di Lalineascritta Laboratori di Scrittura, e organizzato dalla casa editrice Spartaco.

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