Telecamere a circuito chiuso: cosa c’è da sapere

DiGiuliano Salomone

Telecamere a circuito chiuso: cosa c’è da sapere

Telecamere a circuito chiuso: cosa c’è da sapere

Attualmente il concetto di sicurezza è strettamente legato al ramo della videosorveglianza, negli ultimi anni in Italia questo fenomeno ha avuto grande espansione e sempre più spesso questi sistemi vengono usati come strumento di vigilanza e monitoraggio dei centri urbani per garantirne la vivibilità e naturalmente anche in contrasto con la criminalità.


Oggi i vari progressi ed il forte impegno dei centri di ricerca nell’ambito della sicurezza hanno reso un nuovo concetto di visione artificiale, rendendo questi dispositivi, attraverso software e sistemi hardware, capaci di captare un’immagine, elaborarla in modo automatizzato e trasferirla ad un hard disk o cloud.

Sul mercato c’è l’imbarazzo della scelta, fra impianti ipertecnologici (e costosi) e altri con minori pretese (e prezzi) ma pur sempre utili.

Qualsiasi persona oggi voglia proteggersi monitorando gli accessi della propria abitazione o di un ambiente di lavoro può approfittare di apparecchiature sempre più sofisticate ed evolute e quindi più che soddisfacenti.

Ma facciamo un passo indietro…

 La videosorveglianza nasce in ambito analogico grazie ad un esperimento dell’ingegnere Walter Brunch che nel 1942 sviluppa il primo impianto TVCC.

Che significa TVCC e in cosa consiste?

Per (TVCC) televisione a circuito chiuso o (CCTV- Closed Circuited Television), si intende l’uso di telecamere per una registrazione su un numero limitato e specifico di monitor e/o videoregistratori.

È quindi un sistema autonomo e privato che non trasmette per una più ampia diffusione.

Che tipo di apparecchiature sono le telecamere a circuito chiuso e come funzionano?

In commercio ormai da metà anni 90 hanno subito una grande evoluzione e possiedono ora notevoli funzionalità, le telecamere a circuito chiuso infatti si differenziano in modo palese dalle tradizionali telecamere in quanto molto più sensibili ai cambiamenti di luce e idonee al controluce, caratteristica dovuta al sensore di ripresa da 1/4, 1/3, 1/2 pollici a seconda dei livelli di qualità che si vogliono ottenere, dotate poi di infrarossi per garantire visibilità nelle ore notturne.

Si dividono in due categorie principalmente:

  • Analogiche

Sono un precursore nell’ambito della videosorveglianza, di certo non ne rappresentano più l’avanguardia ma hanno un mercato ancora molto vivo.

Nonostante i loro limiti hanno infatti ancora dei grandi vantaggi.

Se la qualità delle immagini non è un problema, adotteremo un sistema analogico, che ha una scarsa risoluzione ma è più semplice da configurare,  facile anche la manutenzione ed è infatti più affidabile nel tempo, tra l’altro decisamente meno costosa rispetto ad un sistema digitale.

Naturalmente ad una telecamera di questo tipo andrà integrato un registratore DVR (Digital Video Recorder) che ha il ruolo di registrare e memorizzare i dati sul proprio hard disk mantenendo alta la qualità dei fotogrammi registrati e a seconda degli attacchi che possiede (dai 4 ai 32) potremmo collegarvi i vari dispositivi.

  • IP Cam Digitali 

Per poter configurare questo sistema di videosorveglianza avremmo bisogno di una rete LAN o internet e quindi anche di un router per la connessione ADSL.

Le telecamere IP generano il segnale in forma digitale, usate per un monitoraggio avanzato sono in grado di individuare anche il volto di un individuo e analizzare immagini a grandi distanze con una risoluzione completamente superiore ai dispositivi analogici.

Sfruttando poi i benefici del protocollo di rete IP sarà più facile la trasmissione dati che potrà avvenire attraverso un solo cavo grazie a degli appositi cavi Ethernet POE, oppure dei Switch POE che ne consentiranno allo stesso tempo l’alimentazione, ma c’è anche la possibilità di farlo con rete di tipo wireless quindi senza la necessità di nessun cavo anche se avremmo in questo caso bisogno di uno specialista e di un NVR.

NVR (Network Video Recorder) vengono impiegati per registrare immagini inviate loro da telecamere IP di rete a cui non sono collegate direttamente ma con cui condividono la rete WIFI connettendosi stesso al router o allo switch.

La tecnologia di questo settore ci offre quindi IP di ottima qualità a prezzi competitivi, ma allo stesso tempo il mondo analogico persiste evolvendosi continuamente anche in termini di risoluzione.

In che ambito vengono usate in genere le telecamere a circuito chiuso? 

I sistemi di videoripresa a circuito chiuso sono stati installati negli ultimi dieci anni in strutture pubbliche o private considerate a rischio, vengono inoltre usate per la sicurezza e la sorveglianza aziendale ed amministrativa:

Banche, uffici postali, stazioni ferroviarie, musei ma anche stadi e luoghi di aggregazione di massa; sempre più spesso vengono installati nelle abitazioni private grazie alla loro facile reperibilità sul mercato e alla loro evoluzione che permette di configurarle in pochi minuti.

Ma quali sono i vantaggi di una sorveglianza a circuito chiuso? 

Affidarsi ad internet comporta oggi come oggi una scelta facile, disinteressata, quasi naturale, ma non sempre è una piattaforma sicura per la nostra privacy…

Alcuni dispositivi, tra cui rientrano le telecamere IP, essendo privi di sistemi di protezione sono molto vulnerabili ad attacchi hacker.

Pertanto bisogna fare una precisazione.

Si può parlare di circuito chiuso ma con possibilità di connessione da remoto e non locale?

Un circuito chiuso, può essere gestito e quindi “aperto” a chi vi ha accesso con le apposite password ed IP per la connessione al sistema.

Il termine “chiuso” nato negli anni 80 non è ormai più corretto siccome il 90% degli impianti è ormai connesso ad una rete LAN per essere visionati all’esterno attraverso una connessione ADSL o 3G

Il servizio di guardiania a distanza BOR viene svolto utilizzando telecamere IP di ultima generazione a circuito chiuso per garantire la privacy dei nostri clienti.

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Info sull'autore

Giuliano Salomone author

Appassionato in materia umanistica e letteraria, dopo il liceo ho deciso di affrontare immediatamente il mondo del lavoro perché volevo subito testare le mie capacità e ho avuto occasione di farlo grazie a BOR. Ho scelto il settore della comunicazione perché mi piace interfacciarmi con altre persone con tutti i mezzi che oggi abbiamo a disposizione.

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