Sicurezza: dopo gli scontri di Genova si tirano le somme e si sentono gli indagati

DiCarmelina Moccia

Sicurezza: dopo gli scontri di Genova si tirano le somme e si sentono gli indagati

Sicurezza: dopo gli scontri di Genova si tirano le somme e si sentono gli indagati

Oggi potrei parlarti dell’insegnate della scuola dell’infanzia di Lamezia Terme, che con la scusa di aiutare a disegnare le sue quattro alunne di cinque anni, le prendeva sulle sue gambe e le toccava nelle parti intime.


L’uomo è stato arrestato a seguito delle riprese delle telecamere posizionate dalla polizia dopo le denunce presentate ad aprile dai genitori delle alunne, e sicuramente potrei attirare la tua attenzione parlandoti di quanto sia importante collocare telecamere a circuito chiuso per prevenire maltrattamenti e abusi… ma cadrei nella ripetizione, e per la verità sono pure piuttosto disgustata da quanto è accaduto.

Oggi voglio parlarti invece di quello che sta succedendo a Genova in questi giorni, anzi in queste ore!

Si sono presentati ieri, mercoledì 29 maggio 2019, presso la Procura di Genova, i quattro poliziotti del reparto mobile indagati per lesioni aggravate, procurate con un paio di manganellate al giornalista di Repubblica nell’atto di disperdere i manifestanti che hanno dato luogo agli scontri venerdì scorso, 23 maggio 2019.

La manifestazione di protesta, che è presto degenerata in guerriglia urbana, era stata organizzata dagli antagonisti di Casapound, che aveva deciso di tenere a Genova il comizio conclusivo della campagna elettorale. A difesa del comizio erano stati disposti trecento poliziotti ed erano state blindate due piazze.

Le immagini degli scontri si sono diffuse rapidamente in rete suscitando l’indignazione di chi reputa “eccessivamente violenta” la reazione dei poliziotti per riportare l’ordine, senza ovviamente tener conto della guerriglia messa in atto dai manifestanti, anche contro i poliziotti, che sono diventati bersaglio di lanci di pietre, bottiglie e bastoni.

Il segretario generale della federazione sindacale di polizia in un comunicato invita a riflettere seriamente sull’accaduto e a non generalizzare. La polizia è fatta da uomini che si espongono “per dovere” alla violenza di soggetti che hanno un unico intento: generare disordine. Mantenere l’ordine in tali contesti non è semplice e può capitare a chiunque di restare coinvolto nel disordine scatenato da teppisti che invocano il diritto a protestare. La protesta deve essere esercitata, ma senza per ricorrere alla violenza.

Durante gli scontri sono state fermate due persone e ferite altre tre: due carabinieri e un giornalista, ma si parla solo del giornalista ferito!

È anche naturale che l’attenzione si concentri solo sul giornalista, ma non dimentichiamo che i due carabinieri erano lì per difendere i cittadini che manifestavano pacificamente dagli attacchi violenti dei teppisti. È naturale, anche se difficile da mandar giù, se durante una rissa finisce per prenderle anche chi non c’entra nulla. A questo proposito il colonnello dei carabinieri in congedo, Salvino Paternò per le prossime manifestazioni invoca la presenza di un pubblico ministero che istruisca gli agenti sul da farsi quando l’evento degenera, l’apertura di inchieste giudiziarie per ogni eventuale scontro, l’uso di pettorine per i giornalisti accreditati e altri professionisti che seguono i servizi di ordine pubblico e l’uso di telecamere per ogni operatore dei servizi di sicurezza.

È facile additare la polizia per la forza che ha dovuto impiegare per respingere la violenza, ma ti è mai capitato di avere a che fare con un teppista, e sottolineo “un” solo teppista?

Al giornalista bastonato va tutta la mia solidarietà, ma non posso non comprendere le ragioni di quei uomini, spesso poco più che ventenni, che ogni giorno sono per strada a difendere i cittadini, e mi viene di ricordare le parole della canzone: Signor Tenente di Giorgio Faletti, scritta in memoria delle stragi di Capaci e di via D’Amelio.

Chapeau!

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Info sull'autore

Carmelina Moccia administrator

Web Master, Seo Copywriter. Ha pubblicato Irene ha sempre freddo (Edizioni Progetto Cultura, 2013), Difesa a zona (articolo giornalistico, finalista alla xiv edizione del Premio nazionale Maria Santoro, 2013), Fuori dal limite (nell’antologia di racconti Il tempo dell’assenza, Edizioni Spartaco, 2015), Dietro una porta (nell'antologia di racconti Parole in viaggio, Edizioni Spartaco, 2017). Menzione d’onore per la prosa al Premio letterario Valentina per l’opera La finestra sul freddo viale d’inverno e al Premio Giovane Holden per l’opera Donne Pericolose. Ha pubblicato Bit alla scoperta del codice ascii (Progetto Cultura, 2011), Il topolino bianco e Ti stringo forte al cuore (Fara Editore, 2012), Non smetto di sperare (Fara Editore, 2014). Ha partecipato a quattro laboratori di scrittura creativa organizzati dalla casa editrice Spartaco e condotti da G. Graziano, durante i quali ha composto numerosi racconti. Partecipa al laboratorio di scrittura creativa Di lama e di trama, tenuto dalla scrittrice Antonella Cilento, finalista Premio Strega 2014, fondatrice e direttrice di Lalineascritta Laboratori di Scrittura, e organizzato dalla casa editrice Spartaco.

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