Lettori biometrici per il controllo degli accessi

DiCarmelina Moccia

Lettori biometrici per il controllo degli accessi

Lettori biometrici per il controllo degli accessi

In tutti i casi in cui è richiesto un elevato livello di sicurezza il riconoscimento di un individuo avviene per mezzo di lettori biometrici.


Cosa significa biometrico

La parola “biometrico” proviene dall’unione di due parole bìos, che significa vita, e mètron che significa misura, ne conviene che i lettori biometrici analizzano le caratteristiche fisiologiche degli individui perché, a differenza di quelle comportamentali che possono essere influenzate dall’umore e dalle circostanze, restano tali per tutta la vita.

Quale impiego hanno i lettori biometrici

Nei sistemi per il controllo degli accessi i lettori biometrici hanno il compito di analizzare la vascolarizzazione della retina, il colore e la dimensione dell’iride, il palmo della mano, la sagoma e l’impronta digitale per autorizzare l’accesso di un individuo ad una determinata area. La scansione biometrica è l’unica a garantire un alto livello di sicurezza, perché i dati rilevati sono assolutamente caratteristici per ogni singolo individuo.

La scansione dell’impronta digitale è più diffusa rispetto alla scansione della retina, sia per i costi delle apparecchiature che per la diversa percezione di violazione della privacy che ne deriva.

Come avviene la scansione dell’impronta digitale

Le impronte digitali conservano le stesse caratteristiche per tutta la vita dell’individuo. Il riconoscimento eseguito attraverso la scansione dell’impronta consente di identificare in modo certo una persona. Gli elementi che vengono presi in esame sono diversi. Le linee che vedi sulle tue dita sono tutte diverse e irregolari, se osservi attentamente noterai che l’impronta del dito indice è diversa dalle restanti quattro. Questo fa di ogni impronta un segno distintivo inequivocabile.

Per acquisire un’impronta è necessario che l’individuo appoggi il polpastrello di un dito sul lettore ottico.

Avrai già configurato lo sblocco del tuo Smartphone con l’impronta del tuo dito indice della mano destra. Hai notato che il software richiede diverse letture dell’impronta, con diverse angolazioni, per aumentare le possibilità di riconoscimento. Nel caso specifico dello Smartphone avrai fatto acquisire anche l’impronta di un altro dito oppure dello stesso dito corrispondente però alla mano sinistra… questo in rispetto del principio per cui ogni dito ha la sua impronta.

Il software che gestisce il sistema di controllo degli accessi rileva le varie impronte e dopo averle processate con un algoritmo crea un modello dell’impronta.

Come si accerta l’identità di un individuo con i lettori biometrici

È possibile accertare l’identità di un individuo mediante riconoscimento e identificazione. Le due procedure richiedono una diversa gestione dei dati e del software di controllo del sistema.

L’identificazione comporta l’associazione del modello creato dall’algoritmo ad un badge RFID di proprietà dell’individuo. Il sistema controllerà che l’impronta rilevata coincida con il modello e i dati conservati nel badge.

Il riconoscimento richiede invece una procedura più complessa. Il modello dell’impronta viene conservato in un database che custodisce altri modelli di impronta di altri soggetti. Prima di autorizzare l’accesso il sistema dovrà quindi confrontare l’impronta rilevata con centinaia di modelli.

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Info sull'autore

Carmelina Moccia administrator

Web Master, Seo Copywriter. Ha pubblicato Irene ha sempre freddo (Edizioni Progetto Cultura, 2013), Difesa a zona (articolo giornalistico, finalista alla xiv edizione del Premio nazionale Maria Santoro, 2013), Fuori dal limite (nell’antologia di racconti Il tempo dell’assenza, Edizioni Spartaco, 2015), Dietro una porta (nell'antologia di racconti Parole in viaggio, Edizioni Spartaco, 2017). Menzione d’onore per la prosa al Premio letterario Valentina per l’opera La finestra sul freddo viale d’inverno e al Premio Giovane Holden per l’opera Donne Pericolose. Ha pubblicato Bit alla scoperta del codice ascii (Progetto Cultura, 2011), Il topolino bianco e Ti stringo forte al cuore (Fara Editore, 2012), Non smetto di sperare (Fara Editore, 2014). Ha partecipato a quattro laboratori di scrittura creativa organizzati dalla casa editrice Spartaco e condotti da G. Graziano, durante i quali ha composto numerosi racconti. Partecipa al laboratorio di scrittura creativa Di lama e di trama, tenuto dalla scrittrice Antonella Cilento, finalista Premio Strega 2014, fondatrice e direttrice di Lalineascritta Laboratori di Scrittura, e organizzato dalla casa editrice Spartaco.

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