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Ordinanza di custodia cautelare per i 15 indagati per furto in abitazioni

furto in abitazione

Sono in custodia cautelare i 15 indagati per reato di associazione a delinquere finalizzata alla ricettazione e riciclaggio della merce rubata nelle abitazioni tra le province di Napoli, Caserta, Avellino e Salerno.


Le indagini condotte dalla compagnia dei carabinieri di Torre Annunziata (NA) hanno portato alla luce un’organizzazione composta da cittadini italiani e rumeni che compivano furti nelle abitazioni, sottraendo denaro, gioielli, televisori e attrezzature agricole.

Durante le indagini i carabinieri hanno potuto delineare un vero e proprio modus operandi della banda, che agiva su commissione di un 46enne che coordinava i sopralluoghi per valutare la violabilità delle abitazioni, indicava le date in cui compiere il furto, i depositi dove depositare la refurtiva, gli obiettivi da colpire e gli esecutori, di solito gruppi di 4 o 5 persone che si muovevano su macchine con targa straniera.

Sono invece partite il 17 ottobre, a seguito di una denuncia di una donna che si è vista sottrarre la spesa e il borsone da calcio del figlio dall’auto in sosta nel parcheggio del centro commerciale Appia Center di Teverola, le indagini per furto ai danni di automobili, verificatisi nelle ultime settimane. Solo a seguito della denuncia si potranno valutare i video della sorveglianza e identificare i malviventi.

L’impiego della sorveglianza nell’azione di deterrenza furti diventa sempre più incisivo per la conduzione delle indagini, per l’individuazione dei malfattori, la localizzazione dei depositi destinati alla custodia della refurtiva e l’identificazione dei ricettatori.

Sono già al vaglio della polizia le immagini del furto avvenuto ai danni della gioielleria in Corso Trieste a Caserta, raccolte dalle telecamere per l’individuazione di elementi utili alle indagini.

La tempestività della rilevazione degli eventi intrusivi gioca un ruolo fondamentale nella lotta alla malavita. Agire prima che i ladri possano portare a compimento i loro piani criminali sarebbe la soluzione definitiva e risolutiva del problema. Attrezzarsi con impianti di videosorveglianza, come suggerito dalle forze dell’ordine, meglio ancora se integrati da servizio di Tele-presenza, può rappresentare la risposta ad un fenomeno che non conosce fine.

Scegliere di attrezzarsi di impianti di videosorveglianza con telepresenza rappresenta una nuova filosofia di vita. Affidarsi alla tecnologia supportata dall’uomo per la dissuasione furti è un’innovazione nel campo della sicurezza e interpreta un rivoluzionario concetto di protezione, in virtù del quale non si è più soli…

Confidare di non finire vittima di un furto è troppo rischioso. Le forze dell’ordine combattono costantemente per garantire la sicurezza dei cittadini, ma sebbene siano stati presi in un solo colpo in custodia cautelare ben 15 malviventi, altri sono ancora liberi di agire e colpire indifferentemente abitazioni, aziende, negozi, uffici, istituzioni…

La vittoria definitiva contro la malavita richiede tempo e dispendio di numerose energie, nel frattempo ogni cittadino deve considerare l’opportunità di facilitare l’azione delle forze dell’ordine adottando i comportamenti suggeriti per limitare i rischi di intrusione (leggi di più)

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Arrestato e condannato a restare in carcere il 49enne che ha sottratto 15 telecamere dalla struttura di igiene mentale

evita l'impatto psicologico

Arrestato e condannato a restare in carcere, per furto aggravato continuato, con sentenza del GIP del Tribunale di Napoli Nord, il 49enne che tra febbraio e marzo 2018 ha rubato 15 telecamere ad alta definizione dalla struttura di igiene mentale dell’ASL di Napoli 2- Nord. Già noto alle forze dell’ordine, è detenuto presso il carcere di Poggioreale. Rireso dalle altre telecamere che non è riuscito a sottrarre è stato identificato e quindi arrestato dai carabinieri di Sant’Antimo.

Chi subisce un furto spesso non denuncia l’accaduto, invece è importante aiutare le forze dell’ordine nell’azione di contrasto alla malavita che ormai colpisce tutti i settori, spaziando tra le residenze private, le attività commerciali, farmacie, depositi di materiali e perfino cimiteri.

A Casoria gli ultimi furti hanno stimolato l’indignazione dei cittadini che hanno visto sottrarre fiori, vasi, crocifissi dalle lapidi dei defunti. Di fronte a furti del genere viene naturale porsi delle domande sui motivi che possono spingere le persone a gesti così eclatanti e miseri nella loro consistenza.

È di primaria importanza denunciare i furti. Grazie alla denuncia esposta dal giovane di Posillipo cui era stato sottratto il PC dall’auto parcheggiata, è stato individuato il proprietario di un negozio di elettronica in località Ponti Rossi che oltre al PC rubato custodiva altri dispositivi di dubbia provenienza. Le forze dell’ordine hanno sequestrato il materiale e riconsegnato il PC al giovane che ha esposto denuncia.

Denunciare a volte non è semplice, la gestione dell’emergenza non è alla portata di tutti. Quando si subisce un furto l’impatto psicologico è notevole, soprattutto quando si viene colpiti più volte in giro di poche settimane. È giusto quanto è accaduto nelle ultime settimane a note farmacie e strutture ricettive della provincia di Caserta… i ladri si sono introdotti all’interno delle strutture e hanno sottratto incassi e altri valori.

BOR suggerisce di denunciare sempre il furto, al fine di agevolare le forze dell’ordine nell’individuazione dei responsabili e per il recupero della refurtiva e riserva sconti particolari per l’acquisto delle apparecchiature necessarie all’impianto per il portierato a distanza e per il canone di abbonamento al servizio di Tele-presenza a chi esibisce copia della denuncia del furto subito nell’ultima settimana.

Se sei interessato a conoscere altre informazioni in merito contattaci per una consulenza o lascia un commento.

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Un anno e 4 mesi di domiciliari per il ladro di Gricignano di Aversa che ha tentato di svaligiare una gioielleria nel modenese

Danneggiamenti e intrusioni

Il tribunale di Modena il 19 settembre 2018, ha emesso una sentenza a carico di un ladro di Gricignano di Aversa che ha tentato un furto in una gioielleria di Castelfranco Emilia in provincia di Modena.

Arrestato a termine di una fuga rocambolesca, intrapresa dopo aver sfondato la saracinesca del negozio insieme al suo complice la notte del 11 settembre e dopo aver trascorso una settimana in prigione, è stato condannato con sentenza del Giudice Scarpa del Tribunale di Modena, ad un anno e quattro mesi di arresti domiciliari.

Si trova a casa agli arresti domiciliari, anche il 44enne straniero che ha compiuto una rapina a Mondragone ai danni di un 83enne, cui ha sottratto € 150,00. Individuato dalle forze dell’ordine e arrestato, è stato privato della refurtiva e riaccompagnato a casa, dove è in attesa del processo.

Nell’ultima settimana nella sola provincia di Caserta sono stati registrati numerosi tentativi di furti; in alcuni casi sono stati sottratti valori e mezzi di trasporto. In altri casi i sistemi di deterrenza furti hanno agito efficacemente, costringendo i malviventi ad abbandonare il progetto.

Non è stato così per un Agriturismo, dove i ladri approfittando del giorno di chiusura della struttura hanno sottratto beni e perfino un’auto. I gestori lamentano di aver già subito un altro furto appena qualche mese fa.

Qual è il periodo in cui i ladri agiscono di più?

Di solito si è portati a pensare che l’estate sia il periodo più adatto per compiere furti. Non è proprio così… i ladri, intuendo che chi va in ferie provvede a proteggere l’abitazione o i locali destinati alle vendite, preferiscono concentrare in questo periodo la loro attività, quando ormai, rientrati dalle ferie e riprese le attività quotidiane, ci si sente meno vulnerabili perché presenti e si abbassano le difese.

In tutta la provincia di Caserta sono state colpite gioiellerie, farmacie, centri per analisi, cimiteri, macellerie. I ladri hanno agito, passando indifferentemente da un settore all’altro.

È evidente dunque che le attività commerciali, capannoni, aziende agricole, depositi di materiali, trattandosi per lo più di siti isolati, sono gli obiettivi più ambiti, per la quantità di merce presente e per la prospettiva di maggiore facilità di azione.

Quali sono i risultati delle ultime due settimane di attività di deterrenza furti esercitata da BOR come effetto del servizio di portierato a distanza per mezzo di Tele-presenza?

Negli ultimi due fine settimana abbiamo sventato ben sei tentativi di furti, due dei quali presso lo stesso deposito di materiali edili a distanza di 5 giorni. I ladri hanno agito perfino durante le ore del giorno, confidando di poter operare indisturbati, trattandosi di siti isolati.

Qual è il vantaggio del sistema BOR di cui si parla sui social?

Il vantaggio del sistema di sorveglianza da remoto BOR, è la tempestività con cui vengono individuati gli intrusi. Sebbene provino a manomettere le apparecchiature, riusciamo sempre a rilevarne la presenza e la pericolosità. Monitorare costantemente le aree sottoposte a sorveglianza ci consente di rilevare anche le minime criticità dell’impianto.

Cosa succede se rompono una o più telecamere?

Per noi l’assenza di segnale è già un allarme, pertanto l’operatore di telecontrollo informa in tempo reale il cliente e fa scattare l’allarme audio e il nebbiogeno impedendo ai ladri la visuale. La tempestività per noi è un fattore essenziale.

Agiamo prima che i ladri compiano i danni, perché rileviamo tutti gli eventi e comunichiamo costantemente con il cliente, che in questo modo allerta immediatamente le forze dell’ordine o vigilanza.

Ad oggi la sorveglianza, in sinergia con vigilanza e forze dell’ordine, rappresenta una risposta efficace contro l’incremento del numero dei furti nelle aziende e presso le residenze private.

Quanto incide il costo del canone mensile di abbonamento al servizio di sorveglianza?

L’incidenza del canone mensile di abbonamento è minimo se la rapportiamo ai danni a persone e cose che si evitano e all’impatto psicologico cui si sarebbe esposti in caso di intrusione. Volendo quantificare parliamo di un’incidenza pari al 2% su tutte le altre spese.

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Furti in abitazioni in calo rispetto ai furti d’auto: le ultime stime

furto

La stagione dei giorni trascorsi interamente fuori casa sta passando e così sembra quasi meno palpabile la preoccupazione di subire un furto in casa…

Le ultime notizie sui furti ci parlano di un’estate relativamente tranquilla… il più colpito dal fenomeno, (in barba ai soliti luoghi comuni) è il centro nord. È di sabato primo settembre la notizia dei ladri che hanno agito in un’abitazione a Modena, inseguiti poi dalle forze dell’ordine.

I dati diffusi dalle principali testate giornalistiche parlano di furti in casa in diminuzione rispetto ai furti d’auto, di motocicli e biciclette. Sembra che quest’estate i ladri abbiano preferito rivolgere i propri interessi su beni mobili che comportano un altro genere d’impegno organizzativo.

La sentenza del 13 giugno 2018 n. 27143 della Cassazione Penale integra nel reato di furto in abitazione la sottrazione illecita di beni mobili posti all’interno di aree condominiali.

Pertanto chi, per esempio, sottrae biciclette, da giugno, può essere incriminato per furto in abitazione.

Chi è il ladro tipo?

Dall’analisi della refurtiva sottratta possiamo ipotizzare che alcuni di essi hanno un profilo sociale medio. Un tempo i beni più sottratti erano i gioielli e il contante, attualmente i ladri pur prediligendo beni facili da trasportare in uno zaino, non disdegnano elettrodomestici, capi d’abbigliamento e accessori firmati.

Premesso che le residenze più vulnerabili e pertanto preferite dai malviventi sono le ville, abbiamo rilevato che agiscono quasi tutti con la stessa modalità: abbattono muri di cinta o di confine per introdursi nelle abitazioni, divelgono cancelli, sfruttando principalmente le ore notturne e quelle del giorno in cui gli occupanti sono fuori casa.

La rapidità con cui agiscono fanno comprendere che alla base dell’intrusione c’è un’organizzazione curata nei minimi dettagli. La vittima viene studiata a fondo: spiata nelle sue abitudini diventa facile preda da violare. La residenza viene valutata attentamente. Il ladro tipo conosce esattamente i sistemi di sicurezza passivi di cui è dotata l’abitazione. Non improvvisa, ma organizza nei minimi particolari l’incursione, acquista telefoni di pochi euro, per comunicare con il resto della banda, che getterà via dopo il furto.

Che tipo di organizzazione hanno i ladri?

Il fenomeno del mercato di massa colpisce anche i malviventi. Hanno compreso che insieme si agisce meglio. L’obiettivo è comune: sottrarre beni; cooperando è possibile portare a segno più colpi con maggior successo.

Dai dati che risultano dalla relazione tra le ultime stime e i furti avvenuti negli anni precedenti, emerge che i furti nelle abitazioni sono diminuiti al sud e aumentati al centro nord. L’IPSOS parla di 230mila furti nel solo 2015.

Il Censis ha rilevato che la criminalità è il quarto problema più diffuso in Italia, dopo la mancanza di lavoro, l’evasione fiscale e l’eccessivo prelievo fiscale. Allora viene da pensare che probabilmente la diminuzione del numero stimato dei furti in casa, sia imputabile alla mal riposta fiducia nelle forze dell’ordine, da parte di chi subisce il furto.

Qual è l’atteggiamento di chi subisce un furto?

Immaginiamo solo per un attimo di essere violati mentre dormiamo… i ragazzi sono nella propria cameretta che riposano, fiduciosi di trovarsi in un’ambiente amico; poi il fragore all’improvviso: il ladro, scoperto a rubare, minaccia di far del male ai nostri figli. Sei lì che assisti oppure scegli di usare l’arma che hai in casa?

Proprio in questi giorni sono all’esame della Commissione Giustizia del Senato gli emendamenti alla legge sulla legittima difesa, che riguardano l’eliminazione del criterio di eccesso colposo di legittima difesa e la discrezionalità del giudice (se ti sei perso l’articolo leggi qui).

Chi subisce un furto si sente violato nel posto che reputa più sicuro in assoluto: la sua casa. È l’intimità familiare che viene violata. L’impatto psicologico che ha un furto su un nucleo familiare è notevole. Il ritorno alla normalità è spesso segnato da lunghi percorsi terapeutici. Non tutti hanno la forza di denunciare alle forze dell’ordine il furto: solo in 3 casi su 100 vengono scoperti gli autori dei furti.

Cosa bisogna fare per prevenire furti?

Le forze dell’ordine suggeriscono di:

  • Accertarsi sempre di aver chiuso tutte le porte e gli accessi all’abitazione;
  • Non comunicare a nessuno date di spostamenti, che siano a breve, medio o lungo termine;
  • Attrezzare l’abitazione di porte blindate, inferriate ed eventuale impianto di videosorveglianza attiva e avvalersi di un servizio di portierato a distanza;
  • Non condividere sui social la propria posizione, se si è fuori dalla propria abitazione;
  • Denunciare il furto per aiutare ad individuare i ladri e eventualmente recuperare la refurtiva.

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Il 2018 considerato anno da record per i furti eccellenti

furti eccellenti

Il 2018 si conferma come anno con il più alto numero di furti. Nel solo mese di maggio si sono verificati due furti eccellenti di auto d’epoca. I furti sono stati messi a segno a distanza di qualche giorno l’uno dall’altro.

L’alfa romeo, una C6 2500 sport cabriolet del 1942 che doveva partecipare alla Mille Miglia, apparteneva ad un collezionista olandese che alloggiava presso un Hotel a Brescia, in attesa di partecipare alla manifestazione. L’auto era collocata su di un carrello coperto e parcheggiato presso il parcheggio dell’hotel. Durante la notte la vettura è stata sottratta insieme al carrello.

Appena qualche giorno dopo, una Porche 911 che doveva partecipare al Rally 4 Regioni è stata rubata dal parcheggio dove era custodita.

Nel mese di luglio invece un furto eccellente è avvenuto nella carrozzeria Onofrio Campana di Modena, che è specializzata nella riparazione e il restauro di auto d’epoca Maserati, dove sono stati sottratti ricambi destinati ad auto d’epoca di lusso.

Furti questi che ci inducono a riflettere su dinamiche e tecniche scelte dai ladri per sottrarre beni e valori. Tutto lascia pensare che i malviventi conoscessero bene i proprietari delle auto e dell’officina o che almeno ne avessero studiato bene le abitudini.

Prima di rubare di solito i ladri eseguono sopralluoghi conoscitivi, finalizzati ad individuare punti poco sorvegliati e perciò violabili.

Ma la prima domanda che viene in mente di fare è questa: chi mai comprerà una refurtiva così importante?

Altri Collezionisti interessati a completare la loro collezione o in cerca di ricambi per la propria auto, la prima risposta che viene in mente di dare.

Come è possibile che accadano questi furti eccellenti?

Possibile che chi possiede valori così grandi non pensi a proteggerli?

A volte si decide di adottare un particolare atteggiamento non tanto per motivi legati alle necessità economiche… certamente un’officina che restaura auto d’epoca non avrà problemi a pagare un impianto di videosorveglianza; spesso invece si sottovaluta semplicemente il problema, o si pensa di poterne restare immuni. Fatto sta che furti eccellenti sono molto frequenti. Nel mese di giugno anche il calzaturificio Zanotti, che produce calzature di lusso esportate all’estero, ha subìto l’ennesimo furto consistente. Un danno di 700 mila euro quello causato dai ladri che hanno sottratto calzature già imballate e pronte per essere spedite in America.

Lo stilista Zanotti e proprietario dell’omonima azienda calzaturiera, intervistato dal giornalista del Corriere della sera,  lamentava un’azione delle forze dell’ordine non sufficientemente proporzionata agli eventi che si verificano e alle tasse corrisposte. Parole che si possono comprendere se consideriamo che lo stilista ha subìto sei furti, ma a questo punto sorge un altro interrogativo: perché sottovalutare il problema e non approfittare delle agevolazioni previste dal governo per chi acquista beni per l’innovazione tecnologica e investire in apparecchiature che consentano di monitorare i valori?

Le forze dell’ordine suggeriscono di assumere comportamenti orientati a limitare i rischi di intrusione. Se ti sei perso l’articolo su come proteggersi dai ladri in azienda, fa click qui . L’azienda, come racconta lo stilista, era vigilata da un dipendente che alla vista dei ladri, si è rifugiato e ha chiamato subito le forze dell’ordine, il cui intervento purtroppo non è stato tempestivo, considerato che i malviventi erano già oltre i cancelli. I ladri hanno usato un camion ariete per sfondare i sistemi di sicurezza passivi e hanno rotto i computer per impedire comunicazioni.

Il vantaggio si essere sorvegliati a distanza, evita questi rischi. La sorveglianza attiva consente di essere monitorati a distanza, senza mettere in pericolo la vita dei dipendenti. Quando la connessione dati viene interrotta, il proprietario del complesso aziendale viene immediatamente informato e messo in condizione di allertare la vigilanza e le forze dell’ordine, che hanno così la possibilità di intervenire più in fretta, prima che i ladri abbiano iniziato a sottrarre beni. Gli operatori connessi da remoto, nel frattempo, fanno scattare gli allarmi e gas nebbiogeni, attuando la dissuasione prima che gli intrusi possano agire.

È disarmante constatare che molte aziende ancora attendono che siano solo le forze dell’ordine ad agire. La proprietà va difesa innanzitutto dai proprietari. Il governo italiano, consapevole dei limiti in materia di sicurezza, mette a disposizione dei cittadini e delle imprese apposite misure per poter installare impianti di videosorveglianza beneficiando di agevolazioni fiscali; con il decreto Minniti mette a disposizione delle prefetture e dei comuni, fondi per l’installazione di sistemi di videosorveglianza nei centri urbani per garantire la sicurezza urbana.

Perché allora non approfittarne?

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Legittima difesa: la Commissione Giustizia del Senato ascolta le vittime dei reati

legittima difesa

Vim vi repellere licet è quanto cita il brocardo latino che esprime il concetto di legittima difesa in virtù del quale è lecito respingere la violenza con la violenza.

L’art. 52 del codice penale stabilisce che: non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di un’offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa.

È consentito pertanto, difendersi con un’arma legalmente detenuta, a condizione che venga usata per allontanare l’intruso che ha violato il domicilio o il luogo di lavoro, con l’inganno o la violenza, mettendo in pericolo la vita, l’integrità fisica, la libertà personale e sessuale e non smette di compiere il reato, a condizione che il fatto avvenga nelle ore notturne.

In questi giorni sono all’esame della Commissione Giustizia del Senato gli emendamenti già approvati dalla Camera all’art. 52, in applicazione dell’art. 614 sulla violazione del domicilio, in virtù del quale, chiunque si introduce nell’abitazione altrui, o in un altro luogo di privata dimora, o nelle appartenenze di essi, contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo, ovvero vi si introduce clandestinamente o con l’inganno, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.

All’ascolto della Commissione, presieduta dal Presidente Andrea Ostellari, le testimonianze delle vittime di reati. Nonostante le diverse forze politiche si trovino in disaccordo sul principio di proporzionalità con l’offesa, la percezione del pericolo e la discrezionalità del giudice, al Senato si lavora alla preparazione di un testo base del ddl da presentare entro settembre. L’obiettivo è addivenire alla versione definitiva entro ottobre, di una norma che mette al centro le vittime dei reati.

La controversia riguarda l’eliminazione del criterio di eccesso colposo di legittima difesa. Se è vero che è lecito respingere la violenza con altra violenza, è anche vero che la reazione deve essere proporzionata all’offesa. Tuttavia non è facile bilanciare la proporzione tra un reato di rapina e un eventuale omicidio.

Adgreditus non habet staderam in manu il brocardo latino esprime esattamente questo principio, per cui è difficile valutare la proporzionalità di un reato, tenendo conto della soggettività della percezione del pericolo, l’impatto emotivo che ha un reato su un soggetto che vede minacciare se stesso e la sua famiglia. L’aggredito non ha una bilancia in mano mentre subisce il reato. Le sue reazioni sono impulsive e dettate dallo stato d’animo in cui è caduto di fronte ad una minaccia reale di violenza a se stesso e ai suoi cari.

La questione impone un’attenta valutazione di tutti gli aspetti ad essa collegati. Se è vero che posso sparare a chi si introduce in casa contro la mia volontà e con violenza, è anche vero che non posso eccedere nell’azione di difesa, sparando all’intruso mentre si sta per allontanare…

È capitato che un contadino ha sparato con il suo fucile diversi colpi in direzione di alcuni operai che stavano aggiustando un tetto perché ha creduto che fossero dei ladri…

L’eccesso di difesa è indubbiamente un rischio strettamente collegato con l’emotività di chi detiene un’arma e si sente minacciato da un evento, e che spesso induce i giudici ad esprimersi con sentenze poco condivise dall’opinione pubblica e ad accordare addirittura il risarcimento danni ad intrusi che lamentano di aver riportato danni durante l’incursione presso il domicilio dell’aggredito.

Aspetti oggetto di discussione continua da parte dei politici chiamati a legiferare, che non possono essere sottovalutati, ma che comportano tempi lunghi, durante i quali continuano a verificarsi atti di violenza nei confronti del domicilio altrui, cui si reagisce con altra violenza, e nella maggior parte dei casi con notevoli danni alle persone e cose.

Non è meglio forse attrezzarsi di sistemi di videosorveglianza attiva?

È sicuramente meglio prevenire l’evento intrusivo piuttosto che reagire alla violenza con altra violenza.  Attrezzando il proprio domicilio di un sistema di videosorveglianza attiva, dotato di software di rilevazione e analisi, è possibile rilevare immediatamente la presenza di intrusi nell’area monitorata e attuare la dissuasione audio, costringendo i malintenzionati a scappare. Se si opta per un servizio di telepresenza è anche meglio, perché si affida ad una centrale operativa connessa H24 il compito di sorvegliare i propri valori mentre si dorme o si è impegnati in altre attività.

Prevenire l’evento intrusivo evita tutte le conseguenze giudiziarie legate ad un processo per eccesso di legittima difesa o per richiesta di risarcimento danni.

Se desideri sapere come attrezzare i tuoi spazi di un sistema di videosorveglianza attiva   non esitare, contattaci per una consulenza gratuita.

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Furti in aziende: cosa fare per proteggersi dai ladri

Cantiere

Quando pensiamo ai ladri li mettiamo in relazione alla casa, ai valori in essa contenuti e ci soffermiamo a valutare il danno morale ed economico che consegue da un furto. Tuttavia i furti non avvengono solo nelle abitazioni, nei negozi o per strada.

Secondo le ultime stime stilate dalle forze dell'ordine, l’anno 2018 è stato classificato come l’anno più ricco di eventi intrusivi a danno di aziende. Da nord a sud i malfattori hanno colpito aziende note e meno note, riuscendo spesso a portare a segno colpi davvero fortunati.

Quali sono le aziende più esposte al rischio di intrusione?

Indifferentemente che si trovino al Nord Italia o al Sud le aziende agricole, i cantieri edili, le aziende che trattano materie plastiche, metalli, pellami, gomma sono le più esposte; non fanno eccezione supermercati e depositi di stoccaggio della merce.

Come agiscono i ladri?

Di solito prima di un furto in un’azienda specifica i ladri sottraggono camion, furgoni e mezzi pesanti da depositi di altre aziende, sostituiscono le targhe e si procurano, magari rubandole, attrezzature necessarie a compiere il furto.

Quali tecniche utilizzano per entrare?

Arrivati sul posto, tagliano le recinzioni metalliche, abbattono muri di cinta, usano camion ariete per strappare cancelli e inferriate, sfondano vetri…

Quali danni provocano alle strutture?

I danni provocati alle strutture sono notevoli. Pensiamo all’abbattimento dei muri di cinta: è una pratica molto diffusa per entrare in due aziende attigue e sottrarre beni in entrambe. Come già detto, per entrare spesso usano mezzi pesanti per strappare cancelli e inferriate. La rilevazione dei danni materiali a seguito di un’intrusione è solo un aspetto dell’impatto che consegue all’evento.

Immaginiamo di entrare in un’azienda che è stata appena derubata… innanzitutto quantifichiamo la merce sottratta, i danni alle strutture, le attrezzature da lavoro rubate. Di solito è il proprietario dell’azienda che insieme alle forze dell’ordine esegue questa analisi e gestisce l’emergenza. In molti casi l’attività dell’azienda è sospesa per alcuni giorni, con ulteriori perdite derivanti dal fermo produttivo.

In conclusione possiamo affermare che l’evento intrusivo arreca danni materiali, economici e non ultimi danni psicologici, per le pratiche relative alla denuncia dell’evento e la ripresa dell’attività produttiva.

Quale atteggiamento bisogna assumere per limitare i rischi di intrusione?

Le forze dell’ordine, considerata la recrudescenza del fenomeno, raccomandano di assumere comportamenti che potrebbero essere scontati, ma dall’analisi dei vari casi di furto portati a termine, sembra che siano in molti a lasciare i mezzi incustoditi o peggio ancora aperti.

  • È importante accertarsi di aver chiuso i mezzi prima ancora di chiudere il cantiere o il deposito;
  • È consigliato fortemente assicurare i mezzi, le attrezzature e le materie in modo da ridurre le eventuali perdite;
  • È raccomandato sorvegliare le aree più esposte a rischio intrusione, attrezzandole di apposito impianto di videosorveglianza attiva e avvalersi di un servizio di portierato a distanza, grazie al quale è possibile monitorare le aree da remoto 24 ore su 24, praticare la dissuasione in caso di intrusione prima che i malfattori arrechino danni e far pervenire le forze dell’ordine in tempo utile per l’eventuale cattura;
  • È necessario denunciare l’evento per aiutare le forze dell’ordine a individuare i malfattori ed eventualmente la refurtiva.

Cosa rubano?

I materiali maggiormente esposti a furto sono le attrezzature da lavoro, i mezzi agricoli, furgoni, camion, attrezzi vari, metalli, gomma, PVC, materiale plastico, pellame, carburante…

Dove nascondono la refurtiva?

Quando pensiamo al furto in un’azienda dobbiamo immaginare un team composto da più persone che compiono azioni diverse in base alla particolare fase del piano da portare a termine: c’è chi si occupa in primis di eseguire sopralluoghi per individuare i possibili punti critici da violare e chi si occupa poi di sottrarre la merce.

Una volta sottratta la merce bisogna nasconderla in attesa di venderla: almeno due persone del team si occuperanno di gestire il magazzino o il capannone di stoccaggio della merce rubata, un’altra si occuperà della vendita e almeno un altro individuo provvederà al trasferimento dei bancali dal deposito ai clienti.

Perché continuano i furti?

La ricettazione della merce rubata è un fenomeno che non conosce fine. C’è un mercato parallelo che si alimenta di merce rubata da ricettare, su cui guadagnare e speculare. Finché ci sarà gente che compra merce rubata, i furti non cesseranno.

Cosa fanno le forze dell’ordine?

Per arginare il fenomeno, le forze dell’ordine conducono centinaia di indagini grazie alle quali riescono a individuare i magazzini di stoccaggio e ad eseguire sequestri di refurtiva e numerosi arresti.

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Sistema di videosorveglianza integrata per la sicurezza urbana

strada di notte

Il 22 giugno 2018 l’ISTAT ha pubblicato un comunicato stampa  che contiene i risultati dell’indagine condotta su donne, uomini e anziani sulla sicurezza in Italia, riferito agli anni 2015-2016.

La domanda principale cui hanno risposto i cittadini riguardava la percezione di sicurezza provata nelle uscite serali. La maggior parte delle donne in buona percentuale in accordo con gli anziani si sono espresse in maniera negativa, asserendo di sentirsi poco protette.

La sicurezza per strada di sera rimane una preoccupazione nonostante la legge Minniti metta a disposizione dei Comuni e delle Prefetture fondi per la progettazione e realizzazione di sistemi di videosorveglianza integrata per garantire la sicurezza urbana, da collocare nelle aree più a rischio.

Contrastare le forme di illegalità e garantire la sicurezza urbana si dimostra essere una priorità che presa in considerazione nel modo giusto può avere effetti deterrenti contro fenomeni delinquenziali legati a diversi fattori sociali.

Un’istantanea della situazione quella pubblicata dall’ISTAT, che conferma ciò che normalmente si avverte nel quotidiano. La sicurezza è ancora un obiettivo da raggiungere. Sentirsi poco sicuri per strada è una delle tante conseguenze di un cambiamento che da diversi anni ci coinvolge e ci priva della serenità di godere del nostro tempo libero, senza preoccuparci della nostra incolumità o di quella dei nostri cari.

Stando ai dati diffusi dall’ISTAT il 60% degli intervistati è maggiormente preoccupato di subire furti nelle abitazioni, il 40% di subire rapine e aggressioni, il 37% è preoccupato di subire il furto dell’auto e il 28,7% teme di subire una violenza sessuale.

Nel febbraio 2018 Infodata  ha pubblicato un grafico che rappresenta le aree con maggiore incidenza di denunce per furti.

Rimini è la città con la percentuale di denunce per rapine più alta, quella con la percentuale di denunce per rapine più bassa è invece Oristano.

Secondo lo stesso grafico, Aosta è la città con una percentuale più alta di denunce per furti in abitazioni, all’opposto c’è Crotone.

Risultati questi che sovvertono i luoghi comuni e ci restituiscono un’istantanea dell’Italia, nella quale appare chiaro che la maggiore percentuale di criminalità non è concentrata al sud.

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Approvato il progetto per contrastare le forme di illegalità e garantire la sicurezza urbana

sicurezza urbana

Le ultime due settimane sono state molto movimentate per le forze dell'ordine, costrette ad intervenire per raccogliere le segnalazioni di proprietari di ville e negozi, clienti di uffici postali e distributori di benzina per furti e rapine avvenute di notte o addirittura durante le ore del giorno.

E' recente la notizia di ben sette slot machine ritrovate nelle campagne  tra Gricignano e Casaluce (CE), private del contenuto e abbandonate dove già alloggiavano: amianto, cassette in plastica e altri materiali combusti.

Un'immagine aberrante, cui ormai siamo abituati ad assistere in un territorio ricolmo di paradossi, dove si rischia di finire in carcere o addirittura ammazzato per pochi spiccioli, dove persone senza scrupoli non si fanno problemi a derubare l'ospedale Melorio di Santa Maria Capua Vetere (CE) dei computer, oppure il negozio "Armony" di Alife (CE) di tablet e smartphone... dove donne disperate o semplicemente capricciose rubano le fioriere di un negozio di informatica a Maddaloni (CE) e ladri scaltri sottraggono soldi e oggetti preziosi nella villa di un imprenditore ad Alvignano (CE).

Un'immagine che devia da quella che dovrebbe connotare una società civile, dove non manca di assistere all'arresto di un Nigeriano trentaquattrenne mentre carica sull'auto circa 70 metri di cavi telefonici sottratti dalla stazione di Albanova (CE), allo spavento dei clienti dell'ufficio postale di Trentola Ducenta (CE), preso d'assalto da un giovane uomo munito di un'ascia, e del titolare della gioielleria a San Felice a Cancello (CE) e suo figlio che, minacciato con la pistola dal ladro, consegna l'incasso.

Sul tratto giuglianese dell'Asse Mediano tre giovani rapinano il bar all'interno del distributore di carburante e minacciano i clienti presenti, costringendo alcuni di essi a caricare il cambiamonete sulla loro vettura.

A Maddaloni invece, i ladri agiscono di notte per sottrarre sigarette dopo aver praticato un foro nella parete sul retro del bar. Sono costretti a scappare e a limitare il furto alle sole sigarette dal gas nebbiogeno.

Immagini queste che connotano una situazione allarmante, frutto di un degrado sociale che dilaga nel nostro territorio, così tanto romanzato, dove purtroppo spesso la realtà supera non poco l'immaginazione di scenografi e scrittori illustri.

I Ministeri: dell'Interno e dell'Economia hanno messo a disposizione delle prefetture e dei comuni, finanziamenti per l'implementazione di misure di sicurezza nelle città.

La giunta comunale di Caserta ha recentemente approvato una delibera che autorizza un progetto per la realizzazione di un sistema di videosorveglianza integrata per la sicurezza urbana della città, per contrastare le forme di illegalità sul territorio e garantire la sicurezza urbana, sulla base di quanto è previsto dal decreto Minniti. Oggetto dei controlli saranno i luoghi in prossimità delle istituzioni e locali notturni, che destano maggiore preoccupazione e fanno registrare un elevato numero di allarmi con richieste di interventi alle forze dell'ordine.

Un progetto che fa ben sperare nella giusta evoluzione della nostra società che rischia altrimenti di ammalarsi sempre più e cadere nel degrado assoluto.

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Sicurezza: obiettivo cardine delle istituzioni

sicurezza

Lunedì 11 giugno '18 due malviventi dopo aver rapinato il titolare di un bar dell'incasso si sono dati alla fuga inseguiti da un poliziotto che, dopo averli raggiunti e invitati a fermarsi, è stato investito.

La fuga dei due rapinatori è finita comunque male, perché il poliziotto, ferito ad una gamba, è risalito in macchina e, raggiunto da un'altra volante della Questura di Caserta, ha ripreso l'inseguimento costringendoli alla resa.
Hanno avuto più fortuna invece i ladri che nella notte tra martedì e mercoledì 13 giugno '18 hanno rotto la vetrata della filiale Cariparma sul corso di Sessa Aurunca (CE) e hanno piazzato una bomba che ha distrutto il bancomat. Sono riusciti a scappare con i soldi che hanno sottratto, prima dell'arrivo delle forze dell'ordine.

Notizie di malviventi che tentano fughe rocambolesche per evitare l'inevitabile arresto dopo rapine ai titolari di Bar Tabacchi e altre tipologie di negozi, sono sempre presenti nelle pagine dei quotidiani dedicate alla cronaca locale.

Le modalità con cui agiscono i malviventi inducono ad una attenta riflessione sull'opportunità di intervenire prima che entrino in azione.
I ladri meno esperti improvvisano e spesso vengono presi con le mani nel sacco, quelli più preparati agiscono con organizzazione e violenza.
Riuscire a prevenire danni e furti resta la soluzione più efficace. Monitorare le aree consente di intervenire prima che i ladri agiscano e arrechino danni alle strutture. Riuscire ad evitare l'impatto psicologico che deriva da un furto è importante almeno quanto lo è intervenire tempestivamente ed eseguire un arresto.
Il 15 giugno alle 15.30 presso la sede della Fondazione Castelcapuano si terrà la presentazione del Secondo rapporto criminalità e sicurezza a Napoli sulla recrudescenza di attacchi camorristici e l’aumento delle baby gang in città e provincia.
Saranno prese in esame le caratteristiche di tali fenomeni, cosa avviene in altre aree metropolitane e si cercherà di individuare le strategie operative da realizzare sui singoli territori.
Tra i temi trattati, la formazione di aggregazioni violente giovanili, la ferocia dei clan camorristici e l’adeguatezza delle politiche di deterrenza.
Il 30 maggio 2018 l'Italia e altri 12 paesi dell'Unione Europea hanno partecipato all'Action Day contro i furti di rame e altri metalli.
Secondo i dati parziali pubblicati dalla Polizia di Stato sono stati condotti migliaia di controlli e sequestri di materiali commercializzati da organizzazioni criminali o rubati, a comprova che la sicurezza resta l'obiettivo cardine delle istituzioni.

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