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DiCarmelina Moccia

Individuati grazie alle registrazioni delle telecamere dell’impianto di videosorveglianza i teppisti che hanno incendiato la palestra

Individuati grazie alle registrazioni delle telecamere dell’impianto di videosorveglianza i teppisti che hanno incendiato la palestra

Sono stati individuati grazie alle registrazioni delle telecamere dell’impianto di videosorveglianza i tre teppisti che, nel pomeriggio di sabato 11 maggio 2019, hanno appiccato l’incendio alla palestra della scuola elementare di Casapesenna, in provincia di Caserta.


Fortunatamente la struttura a quell’ora era vuota e quindi non si sono registrati sinistri a carico di persone, ma le pareti e gli attrezzi sono compromessi. Si stima che i danni ammontino ad un importo di € 30.000,00, bilancio che poteva aggravarsi se ci fossero state persone.

I vigili del fuoco sono intervenuti tempestivamente e hanno contenuto l’incendio, confinandolo alla sola palestra.

I tre teppisti sono stati individuati nonostante non fossero alunni della scuola, grazie alle registrazioni delle telecamere dell’impianto di videosorveglianza che ha ripreso le immagini. Una volta sequestrate dalle forze dell’ordine, le immagini sono state esaminate ed è stato possibile individuare i tre giovani che nel pomeriggio di sabato, dopo essersi introdotti all’interno della struttura, hanno dato fuoco ai materassini che vengono utilizzati nello svolgimento delle attività. L’incendio si è propagato velocemente e solo l’intervento tempestivo dei vigili del fuoco ha scongiurato danni di proporzioni notevoli.

Anche questa volta l’impiego della videosorveglianza ha aiutato le forze dell’ordine ad individuare malviventi.

Immagina se invece di un tradizionale impianto di videosorveglianza ci fosse stato un impianto di monitoraggio BOR… i tre teppisti non avrebbero avuto l’opportunità di eludere le barriere e introdursi nella palestra.

Se ci avessero provato un operatore di Tele-presenza, connesso dalla sua piattaforma tecnologica, avrebbe interagito con loro attraverso l’altoparlante dell’impianto, informandoli del fatto che l’area era sottoposta a sorveglianza e li avrebbe costretti ad allontanarsi, prima che arrecassero danni!

La palestra adesso sarebbe ancora utilizzabile dagli alunni della scuola elementare!

Per mostrarti come funziona il servizio di Portierato e Guardiania virtuale svolto in Tele-presenza da BOR, ti propongo il video del tentativo di intrusione che è stato sventato presso un Istituto Scolastico a Capua in provincia di Caserta.

La tecnologia consente di evolvere, ma ciò che deve cambiare innanzitutto è la mentalità.

La società è composta da adulti innanzitutto. Se i risultati del nostro agire sono questi, vuol dire che qualcosa non va per il verso giusto e allora dovremmo interrogarci sull’opportunità di cambiare direzione.

La tecnologia rappresenta un enorme potenziale che consente di evolvere, il segreto sta nella misura, agli adulti l’onere di insegnare “la misura”. Apprendere di giovani annoiati che non sanno fare altro che danneggiare la res publica se tra le mani non hanno un dispositivo elettronico è disarmante e ti induce alla riflessione. Meditiamo…

Se ti è piaciuto questo articolo, aggiungi un commento, scrivi una recensione o condividilo con i tuoi contatti. Se invece desideri informazioni più dettagliate sull’innovativo servizio di portierato e guardiania virtuale svolto in Tele-presenza per la tua azienda o abitazione, contattaci e richiedi una consulenza gratuita.

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DiCarmelina Moccia

Presentato a Napoli il rapporto sulla sicurezza: nuovi servizi digitali integrati

Presentato a Napoli il rapporto sulla sicurezza: servizi digitali

Presentato a Napoli il 9 aprile 2019 il rapporto sulla sicurezza elaborato da Format Reserch per conto di Federsicurezza, la federazione del settore della vigilanza e della sicurezza privata.

Il report ha analizzato attentamente le criticità di una questione che il più delle volte viene sottovalutata: la sicurezza.

Quando parliamo di sicurezza d’istinto un genitore pensa subito alla cintura di contenimento del sedile dell’auto dove è seduto il proprio bambino, immediatamente dopo pensa agli airbag… ma sappiamo bene che sicurezza è un termine che abbraccia più settori.

Pensa alle tue imminenti vacanze, quando ti allontanerai per qualche giorno approfittando dei ponti a cavallo delle festività di Pasqua… a parte le cinture di contenimento, gli airbag, hai pensato a proteggere casa e, se hai un’attività, la tua azienda?

Nel report presentato da Federsicurezza, tra i tanti aspetti, sono stati esaminati i nuovi rischi legati alla sicurezza dei dati oltre che fisica delle persone e delle cose.

Se riflettiamo tutti abbiamo a cuore la sicurezza dei dati: ricorda che l’ultimo acquisto che hai fatto in rete, con tutta probabilità, lo hai fatto per mezzo di PayPall proprio per scongiurare il furto di dati sensibili e in particolare della tua carta di credito!

Dal rapporto è emerso che buona parte delle aziende oltre al furto, alla rapina e ai danneggiamenti temono l’hackeraggio, il furto informatico di materiale strategico, la perdita di dati, le intrusioni nel sistema informatico e il furto fisico dell’hardware.

La diffusione della tecnologia apre indubbiamente a nuove possibilità, ma ci espone pari passo a nuovi rischi, legati alla digitalizzazione. Dall’analisi del report è emerso che per poter fronteggiare i nuovi rischi legati alla cyber security è necessario procedere con la digitalizzazione delle competenze e offrire servizi digitali integrati che possano interpretare le esigenze di sicurezza con soluzioni innovative.

La situazione emersa dallo studio rivela un notevole divario tra Nord e Sud: poche aziende al Nord che offrono servizi di sicurezza, molte al Sud che faticano a tenere il passo in un contesto in continua evoluzione, in cui non c’è la giusta cultura alla sicurezza.

BOR, come azienda che si colloca nel settore dei servizi fiduciari, nel corso degli anni ha analizzato attentamente il mercato e valutato le offerte proposte dalle realtà aziendali in tema di sicurezza e, sfruttando le potenzialità della tecnologia, ha precorso i tempi, sviluppando una vasta offerta di servizi digitali per la sicurezza globale delle persone.

Risultati BOR

Oggi con i suoi oltre 150 tentativi di intrusione sventati offre la possibilità alle aziende che si muovono nel campo della sicurezza privata, di avvantaggiarsi del proprio Now How per creare una rete di servizi integrati per rispondere alle crescenti esigenze di mercato in tema di sicurezza fisica e informatica.

Con il suo team di professionisti esperti in Tecnologia dell’Informazione è in grado di garantire supporto tecnologico alle aziende che temono l’hackeraggio, il furto informatico del materiale strategico, l’intrusione nel sistema informatico, il furto fisico e informatico e la perdita dei dati.

Buona parte delle aziende attualmente sono costrette a rivolgersi a software house per lo sviluppo di sistemi per la gestione aziendale e delle reti informatiche.

Essere competitivi significa analizzare i bisogni delle persone per offrire soluzioni pratiche, veloci e flessibili, che consentano di raggruppare in un unico fornitore più servizi integrati.

Non stiamo parlando di fantascienza, stiamo parlando di BOR, un’azienda all’avanguardia che con i suoi risultati apre a nuove possibilità di collaborazione con le aziende che operano nella sicurezza per offrire al mercato servizi integrati al passo con l’evoluzione tecnologica.

Se desideri informazioni più dettagliate contattaci e richiedi una consulenza gratuita.

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DiCarmelina Moccia

Due operai morti nel milanese mentre lavoravano in cantiere

Due operai morti nel milanese mentre lavoravano in cantiere

Due operai sono morti nel milanese mentre lavoravano nei pressi di un terreno a ridosso del percorso ferroviario, che ogni giorno viene utilizzato da centinaia di pendolari che si recano a lavoro.

Nel 2017 sullo stesso tratto ci fu un’altra vittima: mentre attraversava i binari un uomo venne travolto da un treno in corsa. Da quell’episodio è nata l’esigenza di costruire una paratia che potesse impedire l’accesso dei viaggiatori che quotidianamente scendono dal treno alla stazione di Pieve Emanuele e che prima di raggiungere la strada principale percorrono 200 metri di stradina adiacente i binari e poi attraversano una strada di campagna.

La ditta incaricata dal comune di realizzare l’opera aveva allestito il cantiere da circa un mese per alzare una barriera, là dove in passato c’era un passaggio a livello, per interdire l’accesso ai pendolari.

La Procura adesso indaga per omicidio colposo, la tragedia infatti pare sia stata causata da una manovra sbagliata, compiuta con una gru per spostare una lastra metallica, che ha schiacciato il corpo dei due operai, morti poco dopo il trasporto in pronto soccorso.

L’evento riaccende le polemiche sulle norme di sicurezza adottate di volta in volta dal datore di lavoro, sulla necessità di praticare il controllo degli accessi di aree a rischio, sulla superficialità dei pendolari e impone molte domande: sicuramente la più ovvia è la seguente “si poteva evitare la tragedia”.

Morire sul posto di lavoro è un evento violento e inaccettabile, che segna una grande ferita nel cuore di un paese come l’Italia che vive soprattutto di manovalanza.

Uscire di casa e non tornare più, lasciare a sé stessi figli e mogli. Il lavoro dà dignità, ma spesso si trasforma in una fatale circostanza. Non tutti hanno la fortuna di compiere i cosiddetti “lavori di scrivania” e ogni volta ci si interroga sull’opportunità di fare lavori che comportano una notevole mole di rischio e la risposta è forse sempre la stessa: un’altra inevitabile domanda, "come farne a meno"…

Gli eventi accidentali accadono per il concorso di una serie di circostanze che in alcuni casi sono davvero imprevedibili, ma in linea generale la prevenzione attraverso l’applicazione di opportune norme di sicurezza può evitare o ridurne l’incidenza.

Quanti sono però i cantieri che realmente adottano le misure previste per garantire la sicurezza degli operai e quanti lavoratori sono veramente disposti ad adottare le misure predisposte dai datori di lavoro nella tutela della loro salute?

La verità è che i presidi per la sicurezza comportano un serio costo per il datore e spesso sono visti dai lavoratori come “inutili diavolerie”: caschetti, guanti, mascherine, occhiali, scarpe antinfortunistiche… tanto per citarne alcuni, quanti sono veramente gli operai che li indossano mentre lavorano?

Potrei davvero elencare una infinità di circostanze che messe insieme così come possono provocare un evento così possono anche evitarne il verificarsi…

Adesso è facile dire “si poteva evitare la tragedia”, magari piuttosto che interdire il passaggio con una paratia si poteva installare un impianto di monitoraggio con apparecchiature audiovisive per la rilevazione del passaggio dei pedoni e interdirne il passaggio con la presenza virtuale di un operatore che in tempo reale li avrebbe dissuasi dal percorrere la strada di campagna.

Interdire l’accesso ad un’area rientra nel controllo e gestione degli accessi che normalmente viene praticato da personale sul posto, che però comporta l’assunzione di costi mensili di personale. Certo si potrebbe ovviare con il controllo degli accessi da remoto, ma è un concetto ancora poco diffuso, eppure è indiscutibile l’utilità per evitare il verificarsi di eventi accidentali, contaminazioni ambientali, sinistri, incidenti, incendi e allagamenti.

Come sempre accade in questi casi il senno del poi ci induce a pensare all’ovvietà che abbiamo a portata di mano, ma l’Italia è un paese che accetta lentamente i cambiamenti e l’evoluzione tecnologica. Pertanto prima che ci si educhi a trovare soluzioni evolute piuttosto che rimedi che deturpano persino il territorio, ci vorrà ancora dell’altro tempo, a spese di chi ahimè, subisce il sistema e le regole.

Meditiamo.

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DiGiuliano Salomone

Da recenti studi risulta che la criminalità è in diminuzione

Da recenti studi risulta che la percentuale di criminalità è in diminuzione

Da recenti studi risulta che la percentuale di criminalità nelle regioni italiane è in diminuzione, ma per contro le notizie di cronaca giornaliere non sono rassicuranti.

Negli ultimi anni Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna sono le regioni dove il numero di crimini denunciati è davvero rilevante.

Città normalmente considerate tranquille spiccano ai primi posti mentre altre, tristemente famose per una forte presenza di criminalità, si trovano nelle posizioni più basse.  Milano ormai da tanti anni si assicura il primo posto in classifica per crimini denunciati, e di fatto si accaparra purtroppo anche il tasso di pericolosità più alto d’Italia.

Solo pochi giorni fa infatti, il 18 marzo ’19 sono state incendiate due auto dell’ufficio postale di Rozzano, i Carabinieri hanno avviato le indagini.

Qual è la forma di criminalità più denunciata?

IL furto sicuramente è un fenomeno difficilmente contrastabile e prevedibile, nonostante la tendenza a questa forma di criminalità sia in calo, rappresenta il grosso delle denunce su territorio Lombardo, Piemontese e Romagnolo.

Di certo però non è basandosi sulle denunce esposte alle forze dell’ordine che una città può considerarsi sicura o meno, bisogna infatti prendere in considerazione anche la tendenza a denunciare un atto criminoso, più diffusa nelle città del Nord che del Sud Italia.

 Secondo gli ultimi dati il Salento risulta essere un territorio a rischio: sempre più spesso i cittadini e le imprese che operano sul territorio sono vittime di frequenti eventi criminosi. I sindaci delle province Salentine hanno chiesto aiuto ad organi di governo superiori per la messa in sicurezza della zona con l’intento di arginare questi fenomeni.

Escalation di furti, rapine, incendi di autovetture e sparatorie si leggono nelle pagine di cronaca locali e caratterizzano città come Nardò, Collepasso, Surano, Taviano e Seclì.

Proprio a Taviano nei primi giorni di Marzo c’è stata un’intrusione presso un azienda agricola: dopo l’allarme il proprietario ha effettuato un primo sopralluogo sul posto e ha notato che hanno tentato di scassinare la porta ma è stato solo dopo una mezz’ora che è scattato di nuovo l’allarme, i malviventi infatti erano rimasti in attesa che gli si spianasse la strada per completare il colpo.

Si è ormai instaurato un clima di conflitto soprattutto tra gli imprenditori, che spesso subiscono visite sgradevoli, e i malviventi che perfezionano sempre di più il loro modus operandi.

La sottrazione di macchinari ed utensili da lavoro per un valore di decine di migliaia di euro oltre che rappresentare un danno economico notevole per un‘impresa ne compromette la fluidità dell’attività lavorativa e scoraggia chi magari in quel territorio vorrebbe investire.

La carenza di mezzi delle Forze Dell’Ordine e le scarse misure di sicurezza adottate dagli enti comunali spesso contribuiscono a far percepire più concreto il problema. Pensiamo agli agglomerati industriali: un sistema di illuminazione adeguato facilita il monitoraggio degli accessi alle aziende e funziona come deterrente contro la criminalità.

Negli ultimi mesi si è avuto un calo dei furti in appartamento mentre sono aumentati quelli ai danni di esercizi commerciali e attività culturali.

Quali sono i rimedi più efficaci per contrastare la criminalità e i furti?

La Regione Emilia Romagna per supportare i Militari Dell’Arma e contrastare la criminalità ha investito oltre 2 milioni di euro per la sicurezza delle città, la riqualificazione urbana e la prevenzione di atti criminosi presso complessi edilizi ed industriali.

In che cosa sono stati investiti questi soldi?

Per l’installazione di sistemi di videosorveglianza, 53 i progetti finanziati dal 2014.

Quali sono i risultati dell’impiego di sistemi di videosorveglianza? Una forte diminuzione di furti e rapine nelle città romagnole!

La presenza di telecamere di videosorveglianza ha un notevole impatto sul piano della deterrenza e della prevenzione. L’impiego di sistemi di videosorveglianza rappresenta un fattore di rilievo per la riqualificazione delle città.

Spesso i piccoli comuni, le amministrazioni, i cittadini e tra di loro gli imprenditori si trovano a dover fronteggiare la criminalità nelle sue varie forme e la video sorveglianza abbinata all’azione della vigilanza e delle forze dell’ordine rimane pur sempre il modo più sicuro per proteggersi.

Se desideri informazioni più dettagliate sulla modalità di acquisto delle apparecchiature necessarie al servizio di videosorveglianza per la tua azienda o abitazione, contattaci e richiedi una consulenza gratuita

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DiCarmelina Moccia

Entra in funzione il primo Drone sulla terra dei fuochi

Entra in funzione il primo drone sulla terra dei fuochi, ma un altro incendio terrorizza gli abitanti dell’agro aversano

Sono passati pochi giorni dalla notizia dell’arresto di dodici persone ritenute responsabili di aver appiccato l’incendio al capannone a Milano il 14 ottobre 2018 e già siamo di fronte alla notizia di un altro incendio avvenuto ai danni di un’azienda che si occupa di recupero di imballaggi.

Le fiamme si sono alzate oltre i cinque metri di altezza e hanno distrutto l’area di stoccaggio dei rifiuti. L’azienda, che ha sede a Villa Literno in provincia di Caserta, si occupa della raccolta di carta e plastica.

Dal video amatoriale diffuso in rete si può constatare la vastità dell’area interessata e la portata dell’incendio, che ha costretto gli abitanti dell’agro aversano a chiudersi ermeticamente in casa per non respirare le esalazioni provocate dalla combustione delle materie stoccate nello stabilimento.

I vigili del fuoco intervenuti dal comando provinciale e da Aversa e Marcianise hanno impiegato l’intera notte per contenere l’incendio ed evitare che assumesse dimensioni ancora più estese, solo in mattinata sono riusciti a domare le fiamme.

Non ancora è stata verificata la natura dell’incendio, probabile che a causare il rogo sia stato un guasto tecnico, un malfunzionamento, ma non è escluso che le fiamme siano state provocate.

Quando si parla di rifiuti si tocca un argomento, per restare in tema, a dir poco “scottante”. Giusto l’altro ieri il primo Drone è stato lanciato in volo su Somma Vesuviana, in provincia di Napoli, ed ha già individuato una discarica abusiva nascosta in uno stabilimento industriale recintato con barriere alte che ne avrebbero altrimenti impedito la visuale dal basso. Il drone sarà operativo sull’ormai nota “terra dei fuochi” insieme ad altre unità, proprio per sorvegliare territori sensibili.

L’impiego di unità che operano dall’alto per monitorare i territori, già nel febbraio 2018 ha dato risultati, quando un drone, teleguidato dai carabinieri del corpo forestale di Reggio Calabria, rilevò una discarica a Castel Volturno in provincia di Caserta, un terreno di sei mila metri sottoposto poi a bonifica.

L’attenzione dello Stato è inequivocabilmente concentrata sul monitoraggio delle aree esposte all’utilizzo come discariche abusive e sulla rilevazione di anomalie in genere. Resta però l’incognita del costo che comporta l’impiego della tecnologia sulle casse dello Stato. Nel frattempo alle aziende che si occupano di raccolta, trattamento e stoccaggio di rifiuti non resta che organizzarsi come meglio è possibile, per prevenire eventi accidentali di natura colposa o dolosa che siano.

In un precedente articolo abbiamo analizzato il problema e proposto una soluzione tecnologica meno costosa di un drone ed efficace almeno quanto un drone, perché comporta l’impiego contemporaneo di apparecchiature tecnologiche per eseguire il monitoraggio delle aree a rischio e la professionalità di operatori addetti al telecontrollo per rilevare le anomalie e ripristinare i parametri di normalità, attuando protocolli a distanza e sul posto. Fai click qui per leggere come prevenire incendi nei depositi di rifiuti, oppure contattaci e richiedi una consulenza gratuita.

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DiGiuliano Salomone

Confermata dalla Corte di Cassazione la condanna per Sarmato Angelo Peveri

Confermata dalla Corte di Cassazione la condanna per Sarmato Angelo Peveri

Confermata dalla Corte di Cassazione la condanna per Sarmato Angelo Peveri, l’imprenditore che nella notte del 6 ottobre 2011 sparò con un fucile a tre ladri romeni, ferendone gravemente uno. I malintenzionati si erano introdotti nel suo cantiere a Borgonuovo tentando l'ennesimo furto ai suoi danni.

L'uomo dovrà scontare 4 anni e 6 mesi per tentato omicidio, mentre il suo collaboratore 4 anni e 2 mesi per concorso in tentato omicidio.

Da quella sera Peveri ha continuato a subire furti di gasolio, accumulando nel tempo 91 furti di cui 40 denunciati alle Forze Dell'Ordine.

Sono trascorsi 8 anni e solo ora sembra esser chiaro il destino dell'imprenditore piacentino che rischia il carcere.

Qual è l'atteggiamento di una persona di fronte ad un furto?

 Stavolta non ci soffermiamo sulla tanto discussa legge di riforma sulla legittima difesa, oggi proviamo ad affrontare la questione da un differente punto di vista.

Non vogliamo analizzare fin dove può arrivare la soglia che delinea quando è giusto o no difendersi... non parleremo di limiti bensì di possibilità.

 Prendiamo in considerazione un paio di statistiche che ci aiutano a comprendere quale può essere l'impatto traumatico di un furto:

 Il 29% degli italiani ha paura di subire un furto in casa ed è risaputo che la paura innesca una reazione.

Il timore di essere violati è un sentimento che nella nostra realtà attraversa sempre di più gli animi dell'uomo.

 Circa il 40% degli italiani, in eventi di questo tipo, ricorrerebbe probabilmente ad un’arma, il 22% è certo che lo farebbe.

Le circostanze che stiamo analizzando indicano momenti di tensione dove lo stato di chi agisce, che sia il ladro o la persona attaccata, è di turbamento e alterazione quindi di conseguenza non è facile rimanere lucidi.

Non saremo noi a giudicare un imprenditore che sceglie di difendersi sparando a tre malviventi.

Proviamo ad analizzare le emozioni che prova la persona violata.

Shock, incredulità, rabbia e sensi di colpa: sentimenti che perdurano nel tempo, dopo aver ferito gravemente o ucciso qualcuno da cui ci si è sentiti attaccati, che potrebbero arrecare un disturbo post-traumatico da stress.

La propria attività come la propria casa è uno spazio sacro, e chi decide di entrarvi senza il nostro permesso viola un nostro diritto.

La violazione ci fa sentire particolarmente deboli, increduli ed impotenti.

"Vim vi repellere licet" il brocardo latino esprime il concetto di legittima difesa in virtù del quale è lecito respingere la violenza con la violenza, ma è proprio necessario ricorrere alla violenza per difendere un proprio diritto?

Possiamo sicuramente convenire che ci sono accorgimenti grazie ai quali si può rendere difficile la vita ai malviventi, rallentandoli e consentendo così alle Forze dell'ordine d’intervenire.

Rafforzare le difese con sistemi di sicurezza passiva (porte blindate, grate, inferriate, vetri antisfondamento) è sicuramente un buon punto di partenza, ma non bisogna trascurare di assumere le normali precauzioni che detta il buon senso.

Ti suggerisco pertanto di non lasciare mai le chiavi sotto lo zerbino o in altri posti facilmente intuibili e accessibili;

non postare sui social network foto in cui si capisce che sei lontano da casa per viaggio o per assenze prolungate;

installa un sistema di allarme e un antifurto.

Quali sono i sistemi tradizionali per difendersi dai furti?

Fino a qualche anno fa solo la semplice presenza di una telecamera poteva funzionare come deterrente, ma nel tempo i ladri hanno perfezionato i loro metodi di intrusione.

La videosorveglianza, insieme con l’antifurto, fa parte dei sistemi tradizionali di difesa e sono facilmente eludibili e ad oggi, non più così efficaci come un tempo.

Cosa offrono le nuove tecnologie a difesa del domicilio?

La tecnologia digitale prevede l’impiego di apparecchiature dotate di intelligenza artificiale, grazie alle quali è possibile monitorare, gestire e controllare la proprietà da remoto, 24h su 24h, garantendo in caso di emergenza una protezione contro danni e furti.

La tecnologia di cui ti sto parlando è meglio conosciuta con il termine “Tele-presenza BOR”, e rappresenta un nuovo concetto di portierato, una vera rivoluzione al tradizionale modo di intendere il guardianaggio sul posto, che prevede l’impiego di operatori connessi da remoto e non più sul sito da sorvegliare, che svolgono un’azione di prevenzione danni e intrusioni.

Essendo collegati in live gli operatori, grazie al supporto di apparecchiature di ultima generazione, sono in grado di rilevare in tempo reale gli eventi e interagire con gli spazi sorvegliati, rendendo così sicura la tua casa o il tuo ambiente di lavoro.

Se desideri più informazioni sul servizio di Tele-presenza BOR per garantire a te stesso e ai tuoi valori una presenza costante pari a quella di un custode, con il vantaggio però di non doverne gestire i turni di lavoro e i costi, contattaci per una consulenza gratuita.

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DiCarmelina Moccia

A marzo il processo del 26enne arrestato per l’omicidio di P. Guarino

A marzo il processo del 26enne arrestato per l’omicidio di P. Guarino

A distanza di tre anni dall’omicidio di Pasquale Guarino, l’imprenditore agricolo ucciso nel settembre 2015, arriva il decreto di giudizio immediato per il 26enne albanese ritenuto responsabile di aver prima maltrattato l’uomo per costringerlo a consegnargli l’incasso dell’attività e per aver poi esploso due colpi, uccidendolo. Il 26enne, arrestato l’anno scorso in Albania è stato estradato ad ottobre e dovrà presentarsi a marzo per il processo davanti alla Corte di Assise di Santa Maria Capua Vetere per rispondere delle accuse a suo carico.

Una notizia confortante per i familiari dell’imprenditore che a tre anni dal delitto intravedono un po’ di luce su una faccenda rimasta sospesa, perché non si sa ancora dove siano i complici del 26enne, nonostante fossero stati identificati grazie all’analisi delle immagini di videosorveglianza in possesso delle forze dell’ordine.

Una tragedia inevitabile quella capitata all’imprenditore agricolo, colpevole solo di aver dato fiducia a un dipendente che non la meritava, che ha informato i complici dell’incasso di cui era in possesso Pasquale, al suo rientro in azienda.

Un evento non controllabile diversamente, se non con la lealtà e la trasparenza. Completamente diverso il discorso per chi viene affrontato da perfetti sconosciuti e malintenzionati durante lo svolgimento delle normali attività lavorative o quando è lontano dalla sua attività.

Durante la settimana la cronaca locale ha registrato notizie sconcertanti di furti avvenuti ai danni di attività commerciali, già prese di mira precedentemente.

Mettendo in relazione le due differenti situazioni è comprensibile addivenire ad una conclusione: ove è possibile è necessario prevenire gli eventi prevedibili. È evidente che nel caso della rapina ai danni dell’imprenditore null’altro era possibile fare, perché l’evento è stato provocato dal dipendente dell’uomo. Tuttavia siamo tutti invitati a riflettere sulla necessità di individuare attentamente le persone che ottengono la nostra fiducia.

Tutti abbiamo bisogno di fidarci dei nostri collaboratori, ma è sempre giusto farlo?

Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio! Così recita il proverbio.  La fiducia si conquista nel tempo, non si può valutare una persona ad una prima analisi. Violare un patto di fiducia oggi però è molto frequente perché viviamo in un contesto in cui si è persa la percezione di ciò che ha veramente valore.

Avere un collaboratore/guardiano di fiducia è un gran vantaggio, ma gli esseri umani si lasciano influenzare dai sentimenti, dalle emozioni del momento, dalle ambizioni… ecco allora che si profila sempre più una figura alternativa: quella del guardiano virtuale, che va a integrare l’uomo, influenzabile da mille circostanze, con la tecnologia, che invece rispetta solo determinati algoritmi e parametri.

Il connubio Tecnologia/uomo consente di gestire circostanze in cui è richiesto il monitoraggio di apparecchiature che controllano sia la corretta utilizzazione di residenze, attività, istituzioni sia l’efficienza delle apparecchiature nella gestione degli accessi, la rilevazione di incendi e allagamenti, la sosta vietata, la presenza di animali randagi e intrusi e la gestione delle normali attività di accoglienza svolte da un guardiano.

Immagina di avere un guardiano che controlla la tua residenza: gestisce l’apertura di cancelli, porte, lascia entrare solo le persone autorizzate e tiene lontane quelle non autorizzate, controlla che nessuno depositi rifiuti davanti alla tua porta, che non sostino auto davanti al tuo carraio, che nessuno appicchi incendi al tuo giardino, che non entrino animali randagi… e se un giorno lasciasse entrare qualcuno non autorizzato? Se non potesse venire a coprire il suo turno, perché ammalato, cosa faresti?

Immagina ora un guardiano virtuale che sorveglia la tua residenza da remoto grazie ad apparecchiature che diventano i suoi occhi. Ti accoglie quando rientri e ti saluta quando ti allontani dall’audio dell’impianto e a mezzo chat, facendoti sentire sempre in compagnia; ti avvisa costantemente di quello che succede alla tua residenza mentre sei distante e mentre soggiorni, fornendo una presenza virtuale costante che controlla il corretto funzionamento delle apparecchiature, preservandoti dai disturbatori di frequenza e da attacchi di intrusi. Rileva la partenza di incendi e i principi di allagamento. Allontana dalla tua residenza chi non è autorizzato a restarvi, in tempo reale, tutti i giorni dell’anno, come se fosse accanto a te.

Ti starai chiedendo qual è la differenza

La tecnologia, a supporto della professionalità di personale qualificato e selezionato tra i migliori, consente di rilevare e analizzare le anomalie e ripristinare i parametri di controllo impostati.

Grazie all’intelligenza artificiale combinata ad una efficace gestione di operatori di tele-presenza è possibile disporre di un guardiano che ti fornisce una presenza virtuale sul posto per fare tutto ciò che farebbe un qualsiasi portiere/guardiano, ma con una percentuale di errore/danno che tende sempre più a minimi valori.

BOR è un’azienda specializzata in Tele-presenza e il Payoff cita Trusted People, che tradotto significa: Gente Fidata, a te le conclusioni.

Se ti ha incuriosito questo articolo e desideri informazioni più dettagliate sul servizio di guardiania a distanza per la tua azienda o abitazione, contattaci e richiedi una consulenza gratuita.

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DiCarmelina Moccia

Tele-presenza per contrastare il fenomeno dei maltrattamenti negli istituti di formazione e di cura

Tele-presenza per contrastare il fenomeno dei maltrattamenti

Oggi non voglio parlarti di furti, sarebbe troppo scontato! Questa è la rubrica di un sito web che si occupa di Tele-presenza principalmente, e la deterrenza furti è solo una conseguenza dell’azione di controllo che viene esercitata dai nostri operatori per mezzo di dispositivi altamente tecnologici.

Oggi ti parlo invece delle potenzialità della tecnologia usata per svolgere la tele-presenza… in particolare voglio farti considerare quanti aspetti può avere la violenza e quanto può aiutare la tecnologia a prevenire episodi gravi che possono coinvolgere proprio le persone a te più care e più sensibili.

Sicuramente sarai al corrente di cosa è successo a Roma, Frosinone e qualche giorno dopo a Bari. I media ne hanno parlato diffusamente, pure perché di recente anche Isernia è stata travolta dallo scandalo delle maestre che costringevano i piccoli alunni della scuola dell’infanzia ad applicare la legge del taglione.

Gli arresti sono stati eseguiti al termine delle indagini svolte con intercettazioni audio e video dopo le denunce di alcuni genitori che avevano notato atteggiamenti anomali nei loro figli.

Donne di età diverse sono state arrestate perché colpevoli di aver sottoposto a maltrattamenti minori, alcuni dei quali affetti da gravi forme di autismo e pertanto incapaci di raccontare… proprio in questo caso la presenza di impianti tecnologici aiuta a rilevare le anomalie.

Approfondiamo insieme questo aspetto. Se tuo figlio non riesce a comunicare con te sei sereno quando lo affidi alle cure di un estraneo? Come potresti sentirti più tranquillo?

Immedesimandomi in un genitore di un minore affetto da gravi forme di autismo e incapace di raccontare cosa gli accade, mi sentirei molto più serena se sapessi che il centro a cui affido mio figlio, mi informasse di tutto quello che fa in tempo reale e fossi in grado non solo di guardare ma anche di interagire attraverso video camere dotate di audio bidirezionale con mio figlio, facendogli ascoltare la mia voce, quando è teso.

La normativa che regola la privacy impone però diversi limiti all’installazione e all’attivazione di impianti audiovisivi in luoghi pubblici e sul posto di lavoro; limiti che comportano l’osservazione di diversi obblighi, pertanto non tutti i centri potrebbero essere dotati di impianti per il controllo da remoto. Fai click qui  per approfondire l’argomento sui limiti della videosorveglianza sui luoghi di lavoro.

Ricorda che le indagini per verificare i presunti maltrattamenti sono partite solo a seguito di denuncia da parte dei genitori, perché ci sono delle limitazioni alla conservazione delle immagini di videosorveglianza e alla disponibilità: persino le forze dell’ordine non possono accedervi liberamente, nella tutela del diritto alla riservatezza. Fai click qui per approfondire l’argomento.

Questo aspetto ti porta a comprendere come la tecnologia da un lato apre prospettive inimmaginabili e l’uomo per contro pone limitazioni.

Sicuramente il susseguirsi di questi episodi ora e nel recente passato a danno di anziani ha sensibilizzato l’opinione pubblica e dei politici su un aggiustamento della normativa sulla privacy, nella tutela degli interessi dei minori e anziani ospitati presso istituzioni pubbliche e private.

A novembre 2018 la Camera dei Deputati ha approvato 13 proposte di legge per la regolazione dell’installazione di telecamere di videosorveglianza a circuito chiuso. Il testo è ora all’esame del Senato, in quanto il Garante della Privacy sostiene la non efficacia dell’installazione degli impianti a contrastare il fenomeno, in un contesto in cui deve essere migliorata la scelta del personale piuttosto.

Nel frattempo a noi non resta che assistere passivamente fino alla prossima notizia e fino a quando non accadrà qualcosa di veramente importante, ma allora forse sarà troppo tardi per riconoscere l’importanza di adottare impianti tecnologici per evitare che si verifichino atti di violenza su minori e anziani ammalati e indifesi.

Ti invito a meditare.

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DiCarmelina Moccia

Ondata di furti durante le festività natalizie

Ondata di furti durante le festività natalizie

Durante le festività natalizie in vista dell’aumento del flusso di viaggiatori, sono stati intensificati in tutta Italia i controlli della Polizia Ferroviaria nelle stazioni, sui treni e lungo le linee ferroviarie.

L’attività investigativa ha permesso di eseguire numerosi controlli di persone ritenute sospette e arresti per tentato furto di cavi di rame in tratte ferroviarie già interessate da altri episodi che in passato avevano arrecato danni alla circolazione dei treni.

Nonostante la maggiore attenzione non sono mancati i furti nelle abitazioni. In alcuni casi la refurtiva è stata recuperata dalle forze dell’ordine prima di essere ricettata.

Le festività rappresentano un periodo dell’anno molto complesso da gestire e portano alla luce diverse problematiche legate al degrado sociale cui la società contemporanea è sottoposta già da diversi anni. L’incremento della criminalità è spesso riconducibile alla mancanza di una efficace politica di integrazione, che riesca non solo ad accogliere stranieri, ma anche a formarli opportunamente al lavoro.

Molti dei tentativi di furti che sono stati sventati durante le festività natalizie sono stati compiuti da stranieri arrivati in Italia e reclutati da cittadini italiani che organizzano vere e proprie bande dedite alla malavita.

Non sono mancati i furti messi a segno da italiani, regolarmente impiegati, che inconsapevoli di essere registrati da telecamere di videosorveglianza, sono stati sorpresi a rubare merce durante l’orario di lavoro. È accaduto a Battipaglia, in provincia di Napoli. Un dipendente di un supermercato è stato denunciato dal proprietario del magazzino, perché responsabile di altri furti, documentati dalle telecamere di sorveglianza.

Cos’è che spinge a rubare?

La domanda invita a riflettere seriamente sull’argomento. Se è vero che spesso chi ruba è disagiato, perché non è riuscito ad integrarsi nella società, è anche vero che chi ha un lavoro non dovrebbe rubare…

Come dimostra ciò che è accaduto a Battipaglia, non è sempre disagiato colui che si dà al crimine.

Dalle immagini del video registrato dalla Centrale Operativa nel tentativo di furto sventato a Castel Volturno, in provincia di Caserta è possibile notare che i delinquenti sono tutti molto giovani e forse con un’adeguata formazione al lavoro avrebbero potuto dedicarsi ad altro… Invece hanno scelto di delinquere e di tentare di svaligiare il negozio di tabacchi di un nostro

cliente, che conoscendo le problematiche territoriali, ha scelto di far installare all’interno del locale anche un sistema nebbiogeno.

Forse è giusto pensare che dove la cultura, l’integrazione, il lavoro non produce risultati, è bene confidare sulla sicurezza di dispositivi anti-intrusione…

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DiCarmelina Moccia

Sottratti contanti, monili, gioielli e perfino regali da sotto l’albero di Natale

Servizio di portierato a distanza per privati, ditte e istituzioni

Con la giornata odierna si interrompe per qualche giorno la pausa natalizia, in attesa di potersi dedicare agli imminenti festeggiamenti di fine anno. Chi nella propria casa, chi altrove tutti hanno trascorso le festività confidando nella buona sorte. Purtroppo i ladri hanno deciso di non fare sconti e di approfittare anzi, dell’assenza delle persone da casa, per sottrarre contanti, monili, gioielli e regali da sotto l’albero di Natale.

È quanto è accaduto un po’ ovunque nella provincia di Caserta: rientrati a casa dopo aver festeggiato, la triste scoperta… i ladri avevano sottratto valori di ogni genere e perfino i regali da sotto l’albero. Alle vittime non è rimasto che denunciare l’accaduto alle forze dell’ordine.

I ladri non hanno certo risparmiato le attività commerciali e i distributori di carburante e di banconote. La sera della vigilia hanno colpito tabacchi e distributori di carburante per farsi consegnare l’incasso della giornata e danneggiato casse automatiche per sottrarre i contanti.

Le forze dell’ordine, dove possibile, stanno analizzando le immagini registrate dalla sorveglianza per individuare i responsabili ed eventualmente recuperare la refurtiva non ancora ricettata.

È andata un po’ diversamente invece per chi si è munito dell’innovativo sistema di tele-presenza BOR.

A Natale a Giugliano in provincia di Napoli è stato sventato un tentativo di furto a un bar tabacchi di un distributore di carburante. Un malvivente a volto coperto e munito di attrezzi da scasso ha cercato di introdursi all’interno dell’area sorvegliata, ma l’operatore collegato in tempo reale da Centrale Operativa è intervenuto in perfetto tempismo mettendolo in fuga.

Dal video girato dalla centrale si vede chiaramente che il malintenzionato stava cercando un punto violabile per accedere all’interno e riempire il sacco che aveva con sé.

Confidare nella buona sorte non sempre è sufficiente può risultare molto più efficace invece affidarsi a professionisti del settore esperti nel monitoraggio e controllo delle aree sorvegliate. Se desideri avere maggiori informazioni sul servizio di Tele-presenza BOR contattaci e richiedi un preventivo gratuito, sarai contattato dal nostro consulente.

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