Archivio per Categoria Tecnologia

DiGiuliano Salomone

Blockchain: cos’è, cos’ha di bello, quali sono le applicazioni

Blockchain: cos’è, cos’ha di bello, quali sono le applicazioni

Quando sentiamo parlare di transazioni finanziare colleghiamo subito il movimento di denaro ad un solo nome: le Banche.


Pensereste mai ad una transazione sul web senza la mediazione di un’istituzione, un ente o una banca?

Ebbene, esiste un portale su cui effettuare trasferimenti monetari gestiti da un database distribuito, gratuito e sempre più accessibile a chi sente il bisogno di far parte del nuovo futuro della crypto economy.

Questo portale è la Blockchain e una delle più importanti criptovalute è il Bitcoin.

Cos'è il Bitcoin e qual è il suo valore economico?

Il Bitcoin è una moneta virtuale nata nel 2009 dal genio di Satoshi Nakamoto il quale nello stesso anno ha deciso di attribuirgli un “valore“ e quindi un funzionamento attraverso la tecnologia Blockchain.

Grazie alla tecnologia peer-to-peer Bitcoin non ha bisogno di un tramite finanziario per spedire e ricevere pagamenti online, è un modo attraverso cui gli inventori hanno voluto dire addio alle istituzioni bancarie dando una svolta al mercato finanziario e commerciale del web.

Grazie al sistema complesso che lo incorpora è sempre meno influenzato dagli sbalzi che comporta l'inflazione, ma la logica che dobbiamo adottare per capire il suo valore è la stessa che adottiamo quando vogliamo comparare la sterlina con l'euro o con qualsiasi altra valuta.

In questo caso non essendoci alcuna istituzione che li emette il suo valore cambia nel tempo ed è in stretta relazione con i movimenti della domanda e dell'offerta che avvengono quindi su un mercato aperto, la volatilità del suo valore fa si che nel dicembre 2017 un bitcoin valeva 15.000 euro, ad inizio 2018 circa 12.000 e in questo momento ne vale circa 3.423,77 euro e domani chissà.

Che cosa c'è alla base del Bitcoin?

Le transazioni che avvengono in Bitcoin sono effettuate solo grazie alla tecnologia Blockchain.

Che cos’è la Blockhain

Si tratta di un registro dati immutabile (catena di blocchi di dati), trasparente e non manomissibile dove vengono archiviate informazioni riguardanti un’infinità di transazioni, rese pubbliche e visibili purché siano verificate e convalidate prima che i blocchi entrino nelle catene, ma allo stesso tempo la privacy è garantita dal fatto che non ci sono nominativi che vengono sostituiti da codici alfanumerici non direttamente riconducibili a chi possiede il denaro.

L'autenticità della transazione e l'attendibilità del suo valore è stabilita dalla firma del mandante attraverso una chiave crittografica legata unicamente al suo conto ed impossibile da copiare o da modificare.

Questo database è distribuito su un’infinità di computer nel mondo, non si concentra quindi su un solo server ed è infatti questa caratteristica a renderlo inviolabile.

Cosa rende il mercato delle criptovalute così sicuro e affidabile

I dati delle transazioni di un conto corrente bancario sono sui server della banca stessa, non vengono modificati siccome una banca deve garantire la propria affidabilità, ma è potenzialmente possibile, cosa che sulla Blockchain invece non è.

La Blockchain è usata e allo stesso tempo verificata stesso dalle migliaia di utenti che fanno parte del network, tutti hanno le stesse informazioni e non c'è bisogno di un’entità centrale che verifichi.

Quali sono i campi applicativi della Blockchain

Tutto su Blockchain diventa digitale: documenti, transazioni, valute e contratti.

È sicura grazie alla crittografia che la rende utile in svariati ambiti.

Ne possiamo trovare applicazione per esempio nell’ambito della Cybersecurity: essendo un registro pubblico, è più verificato e fa in modo che i dati giungano corretti, senza modifiche né intercettazioni dalla fonte al destinatario.

Nel mondo della musica la Blockchian può promuovere il contatto tra ascoltatori e artisti garantendone il pagamento diretto senza bisogno della mediazione da parte delle etichette discografiche, creando allo stesso tempo un nuovo palcoscenico musicale.

La Blockchain nella sanità ha un’importanza primaria perché garantisce l'inviolabilità, la sicurezza e l'integrità del passaggio di cartelle cliniche, protocolli di cura, dati dei pazienti tra le diverse istituzioni sanitarie e assicura la continua tracciabilità dei farmaci tra le case farmaceutiche.

Nel settore degli alimentari e dell’abbigliamento, il passaggio e i movimenti della merce diventano pubblici, è possibile tracciare le catene di fornitura dei prodotti e prevenire rischi di contraffazione

Nel campo Immobiliare la Blockchain oltre a garantire la trasparenza delle documentazioni assicura una velocizzazione dei processi che riguardano le controparti coinvolte nella compravendita di un lotto.

La Blockchain va contro le disillusioni, frutto di diversi scandali sulle organizzazioni benefiche. Si può seguire l'importo donato fin quando non arriva al beneficiario e capire come verrà sfruttato il denaro.

La Blockchian trova fondamento sul principio della decentralizzazione e partecipazione: rendere pubblico per rendere valido.

La tecnologia Blockchain garantisce la sicurezza e l'immutabilità dei dati, grazie alla partecipazione mondiale e alla collaborazione globale.

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DiGiuliano Salomone

Telecamere a circuito chiuso: cosa c’è da sapere

Telecamere a circuito chiuso: cosa c’è da sapere

Attualmente il concetto di sicurezza è strettamente legato al ramo della videosorveglianza, negli ultimi anni in Italia questo fenomeno ha avuto grande espansione e sempre più spesso questi sistemi vengono usati come strumento di vigilanza e monitoraggio dei centri urbani per garantirne la vivibilità e naturalmente anche in contrasto con la criminalità.

Oggi i vari progressi ed il forte impegno dei centri di ricerca nell’ambito della sicurezza hanno reso un nuovo concetto di visione artificiale, rendendo questi dispositivi, attraverso software e sistemi hardware, capaci di captare un’immagine, elaborarla in modo automatizzato e trasferirla ad un hard disk o cloud.

Sul mercato c’è l’imbarazzo della scelta, fra impianti ipertecnologici (e costosi) e altri con minori pretese (e prezzi) ma pur sempre utili.

Qualsiasi persona oggi voglia proteggersi monitorando gli accessi della propria abitazione o di un ambiente di lavoro può approfittare di apparecchiature sempre più sofisticate ed evolute e quindi più che soddisfacenti.

Ma facciamo un passo indietro…

 La videosorveglianza nasce in ambito analogico grazie ad un esperimento dell’ingegnere Walter Brunch che nel 1942 sviluppa il primo impianto TVCC.

Che significa TVCC e in cosa consiste?

Per (TVCC) televisione a circuito chiuso o (CCTV- Closed Circuited Television), si intende l’uso di telecamere per una registrazione su un numero limitato e specifico di monitor e/o videoregistratori.

È quindi un sistema autonomo e privato che non trasmette per una più ampia diffusione.

Che tipo di apparecchiature sono le telecamere a circuito chiuso e come funzionano?

In commercio ormai da metà anni 90 hanno subito una grande evoluzione e possiedono ora notevoli funzionalità, le telecamere a circuito chiuso infatti si differenziano in modo palese dalle tradizionali telecamere in quanto molto più sensibili ai cambiamenti di luce e idonee al controluce, caratteristica dovuta al sensore di ripresa da 1/4, 1/3, 1/2 pollici a seconda dei livelli di qualità che si vogliono ottenere, dotate poi di infrarossi per garantire visibilità nelle ore notturne.

Si dividono in due categorie principalmente:

  • Analogiche

Sono un precursore nell’ambito della videosorveglianza, di certo non ne rappresentano più l’avanguardia ma hanno un mercato ancora molto vivo.

Nonostante i loro limiti hanno infatti ancora dei grandi vantaggi.

Se la qualità delle immagini non è un problema, adotteremo un sistema analogico, che ha una scarsa risoluzione ma è più semplice da configurare,  facile anche la manutenzione ed è infatti più affidabile nel tempo, tra l’altro decisamente meno costosa rispetto ad un sistema digitale.

Naturalmente ad una telecamera di questo tipo andrà integrato un registratore DVR (Digital Video Recorder) che ha il ruolo di registrare e memorizzare i dati sul proprio hard disk mantenendo alta la qualità dei fotogrammi registrati e a seconda degli attacchi che possiede (dai 4 ai 32) potremmo collegarvi i vari dispositivi.

  • IP Cam Digitali 

Per poter configurare questo sistema di videosorveglianza avremmo bisogno di una rete LAN o internet e quindi anche di un router per la connessione ADSL.

Le telecamere IP generano il segnale in forma digitale, usate per un monitoraggio avanzato sono in grado di individuare anche il volto di un individuo e analizzare immagini a grandi distanze con una risoluzione completamente superiore ai dispositivi analogici.

Sfruttando poi i benefici del protocollo di rete IP sarà più facile la trasmissione dati che potrà avvenire attraverso un solo cavo grazie a degli appositi cavi Ethernet POE, oppure dei Switch POE che ne consentiranno allo stesso tempo l’alimentazione, ma c’è anche la possibilità di farlo con rete di tipo wireless quindi senza la necessità di nessun cavo anche se avremmo in questo caso bisogno di uno specialista e di un NVR.

NVR (Network Video Recorder) vengono impiegati per registrare immagini inviate loro da telecamere IP di rete a cui non sono collegate direttamente ma con cui condividono la rete WIFI connettendosi stesso al router o allo switch.

La tecnologia di questo settore ci offre quindi IP di ottima qualità a prezzi competitivi, ma allo stesso tempo il mondo analogico persiste evolvendosi continuamente anche in termini di risoluzione.

In che ambito vengono usate in genere le telecamere a circuito chiuso? 

I sistemi di videoripresa a circuito chiuso sono stati installati negli ultimi dieci anni in strutture pubbliche o private considerate a rischio, vengono inoltre usate per la sicurezza e la sorveglianza aziendale ed amministrativa:

Banche, uffici postali, stazioni ferroviarie, musei ma anche stadi e luoghi di aggregazione di massa; sempre più spesso vengono installati nelle abitazioni private grazie alla loro facile reperibilità sul mercato e alla loro evoluzione che permette di configurarle in pochi minuti.

Ma quali sono i vantaggi di una sorveglianza a circuito chiuso? 

Affidarsi ad internet comporta oggi come oggi una scelta facile, disinteressata, quasi naturale, ma non sempre è una piattaforma sicura per la nostra privacy…

Alcuni dispositivi, tra cui rientrano le telecamere IP, essendo privi di sistemi di protezione sono molto vulnerabili ad attacchi hacker.

Pertanto bisogna fare una precisazione.

Si può parlare di circuito chiuso ma con possibilità di connessione da remoto e non locale?

Un circuito chiuso, può essere gestito e quindi “aperto” a chi vi ha accesso con le apposite password ed IP per la connessione al sistema.

Il termine “chiuso” nato negli anni 80 non è ormai più corretto siccome il 90% degli impianti è ormai connesso ad una rete LAN per essere visionati all’esterno attraverso una connessione ADSL o 3G

Il servizio di guardiania a distanza BOR viene svolto utilizzando telecamere IP di ultima generazione a circuito chiuso per garantire la privacy dei nostri clienti.

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DiCarmelina Moccia

Intelligenza artificiale e Blockchain allo studio di gruppi di esperti

Intelligenza artificiale e Blockchain allo studio di gruppi di esperti

L’8 febbraio, presso il Salone degli Arazzi del Ministero dello Sviluppo Economico, si sono riuniti i gruppi di esperti di Intelligenza Artificiale e Blockchain per discutere delle strategie nazionali, in linea con il Piano Coordinato sull’intelligenza artificiale, da inviare alla Commissione Europea.

Oggetto dell’incontro è stato lo studio delle potenzialità, delle applicazioni nei vari settori e delle possibili criticità delle nuove tecnologie. Dalla riunione è nata la necessità di dividere i gruppi in due sottogruppi per approfondire le tematiche relative e approntare risposte per il prossimo meeting previsto per il 25 febbraio.

Dell’intelligenza artificiale si fa già da tempo un gran parlare e sappiamo che è la tecnologia grazie alla quale la maggior parte dei dispositivi in commercio oggi sono in grado di compiere attività e fornire risposte che sono proprie dell’intelligenza umana. La ritroviamo un po’ ovunque: negli Smart Phone, nelle Smart TV, nei dispositivi per il controllo da remoto delle infrastrutture, nelle telecamere per la videosorveglianza…

Ti sei mai chiesto cos’è invece la Blockchain

La Blockchain è la tecnologia più grande dopo Internet che trova applicazione in diversi settori per risolvere problemi dove è richiesta tracciabilità, trasparenza e affidabilità delle informazioni.

La puoi immaginare come un grande registro di dati, accessibile a tutti perché è open source (chiunque può scaricarne una copia), fatto a blocchi di informazioni concatenate e pertanto non modificabili. Non cercare di immaginarla simile a qualche altra struttura che già conosci, perché è concepita per essere più simile ad un gioco a blocchi, dove ogni informazione deve essere verificata e certificata dal 50%+1 dei partecipanti al network. Tutti possono avere accesso alle informazioni, ma nessuno potrà mai corromperle, perché ad ogni informazione è concatenata un’altra ramificazione di informazioni.

Non è così complicato comprendere, ma occorre che tu sia aperto ad accettare le informazioni e i cambiamenti.

Vista la vastità dell’argomento, che non si può esaurire in un solo articolo, abbiamo deciso di riservare almeno quattro appuntamenti, una sorta di “rubrica dedicata” alla Blockchain nella rubrica “Tecnologia” per cominciare ad apprezzarne l’utilità in ogni campo.

Gli articoli della rubrica dedicata recheranno la firma della giovane risorsa di casa BOR: Giuliano Salomone, e ci condurranno in un viaggio alla scoperta della nuova tecnologia a blocchi concatenati e i diversi campi applicativi, ci spiegheranno cosa sono e come funzionano le cripto valute, cosa sono le ICO, ci parleranno dei summit e degli eventi che già si sono tenuti sulla Blockchain e delle tre leggi entrate in vigore a novembre 2018 a Malta per regolare le transazioni.

Appuntamento al prossimo 13 marzo 2019 per cominciare a conoscere la nuova tecnologia e le sue peculiarità, non mancare!

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DiCarmelina Moccia

Telecamere con obiettivo varifocale fisso e meccanico

Telecamere con obiettivo varifocale fisso e meccanico

Per apprezzare i vantaggi che possono scaturire dalla scelta di una telecamera dotata di obiettivo varifocale partiamo da un presupposto fondamentale: la flessibilità della tecnologia a supporto.

Perché si dice varifocale

L’obiettivo varifocale è dotato di focale variabile (come appunto suggerisce la parola) e di una ghiera che consente di allargare e restringere il campo di vista.

La focale è un parametro fondamentale per catalogare gli obiettivi e confrontarli. L’obiettivo è l’elemento che riceve la luce dall’esterno e la concentra sul sensore della telecamera che la converte poi in immagine video. La focale classifica gli obiettivi e influenza l’angolo di vista, più è bassa la focale più l’obiettivo consentirà un ampio angolo di ripresa.

Qual è più adatta: la telecamera con obiettivo varifocale fisso o meccanico

Le telecamere con obiettivo varifocale fisso con ampio angolo di ripresa consentono di avere immagini precise, sono più economiche e le puoi impiegare per il controllo di spazi domestici, ma se devi sorvegliare una vasta area, soprattutto se esterna, non sono indicate, perché la focale corta ti consente di allargare l’angolo, ma ricevi pochi dettagli sulle immagini distanti. In tal caso sono più indicate le telecamere con l’obiettivo varifocale meccanico, più costose, ma che oltre alla video analisi intelligente ti consentono di impostare elettronicamente il punto focale, regolare Pan, Tilt e Zoom da remoto, mantenendo qualità e nitidezza dell’immagine anche quando si allarga lo zoom.

Dove si utilizzano le telecamere varifocali

Le telecamere varifocali trovano impiego nei supermercati, negli uffici, presso le istituzioni e in tutte le circostanze in cui c’è necessità di disporre di immagini nitide e dettagliate.

Quali sono le telecamere varifocali per esterno

Grazie alla versatilità della tecnologia di cui sono dotate le telecamere varifocali possono essere utilizzate indifferentemente per sorvegliare spazi esterni e interni, con supporto differente. Per un impiego all’interno sono indicate le DOME, per l’esterno le BULLET.

Cosa rappresentano i numeri indicati sui vari modelli di telecamere varifocali

I diversi modelli di telecamera varifocale recano sempre l’indicazione della risoluzione minima e massima di apertura che si può applicare. Con un’ottica impostata al minimo la qualità dell’immagine è migliore rispetto all’ottica impostata al massimo. I numeri indicati sui vari modelli di telecamere varifocali si riferiscono alla risoluzione per millimetro.

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DiCarmelina Moccia

Router: qual è il più adatto per collegare le telecamere IP

Router: qual è il più adatto per collegare le telecamere IP

Nel precedente articolo ho cercato di rispondere a chi si chiede se lo Smartphone può essere utilizzato per collegare le telecamere IP. Di solito chi ha questo dubbio non dispone di una connessione ADSL stabile e cerca un’alternativa.

Lo Smartphone è indubbiamente molto utile quando sei fuori casa, ti consente di sfruttare la connessione dati del provider dei servizi per collegare un PC o un Tablet per lavorare o semplicemente per visionare un film da una delle più note piattaforme di streaming; però non può essere utilizzato come router per collegare le telecamere IP, piuttosto lo usi per accedere alle immagini trasmesse dalle telecamere…

Come posso collegare le telecamere IP se non ho una connessione ADSL stabile

Nel precedente articolo per una buona stabilità del servizio ti suggerivo di utilizzare una connessione ADSL a banda minima garantita di almeno 2 Mbit/s, in alternativa se non disponi di una connessione ADSL, puoi utilizzare un router con chiavette 4G plus LTE con internet illimitato o 400 Giga.

Se non sai cos’è un router e lo confondi con il modem, facciamo chiarezza tra i due dispositivi. Senza entrare in tecnicismi ti basta sapere che il modem riceve e trasmette dati sfruttando la linea telefonica o una SIM, in pratica ti dà l’accesso alla rete, il router serve a collegare reti e si occupa dell’instradamento dei dati che riceve dal modem verso i dispositivi collegati.

Qual è il miglior router per collegare le telecamere IP

Per garantirti una connessione stabile e un accesso alle immagini veloce utilizza un router con tecnologia LTE o 4G plus.

Cosa significa tecnologia LTE o 4G plus

LTE si riferisce al tipo di rete e indica la velocità consentita in fase di download e upload. Ti suggerisco di acquistare un router con antenne esterne, per captare il segnale anche in zone non particolarmente coperte da connessione, che sia dotato di slot per SIM per farlo funzionare come modem e fai molta attenzione al numero di dispositivi che consente di collegare contemporaneamente, ci sono alcuni router che garantiscono un accesso limitato e potrebbero non fare al tuo caso

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DiCarmelina Moccia

Raspberry Pi: cos’è e a cosa serve

A cosa serve il Raspberry Pi

Sviluppato nel Regno Unito per promuovere l’insegnamento dell’informatica, ha trovato larga applicazione in diversi campi e in particolare nell’IoT grazie alla versatilità dell’utilizzo.

Cos’è un Raspberry Pi

Nato per sopperire all’esigenza di disporre di un computer a basso costo, è disponibile sotto forma di scheda dall’elevata capacità di espansione, dotata di capacità di calcolo, memoria RAM, scheda grafica, Wi-Fi e sistema operativo. La registrazione dei dati è affidata a schede SD rimovibili.

Raspberry è uno dei tanti SBC in commercio. SBC è l’acronimo di Single Board Computer e si riferisce ad un computer privo di tastiera e monitor, con almeno una porta USB e una HDMI per l’uscita video e una porta Ethernet, con Wireless e Bluetooth integrati.

La dimensione del raspberry è minima, assimilabile ad una carta di credito o anche più piccola.

Qual è il più potente Raspeberry in commercio

Raspberry Pi 3 Model B+ è il più potente rispetto al modello precedente. Integra la tecnologia POE con Wireless e Bluetooth potenziati per offrire prestazioni sempre più performanti.

Quanto costa in media

Il costo parte da un minimo di 4 € + IVA e dipende da diversi fattori:

potenza di calcolo

capacità di memorizzazione e registrazione

prestazioni della scheda grafica

sistema operativo integrato…

A cosa serve il Raspberry Pi

Come già detto in apertura l’impiego è indicato in molteplici campi. Tanto per fare qualche esempio: può essere impiegato nei VoIP per la gestione del centralino, per controllare un drone o gli accessi alle aree da remoto, per gestire il funzionamento di dispositivi interconnessi…

Nel 2013 è stata sviluppata la prima telecamera installabile su raspberry Pi, che ha segnato una rivoluzione nel mondo della videosorveglianza. Il principale vantaggio delle telecamere raspberry Pi è la possibilità di scattare foto e registrare video utilizzando una connessione estremamente veloce e gestirne il controllo da remoto.

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DiCarmelina Moccia

Telecamere senza fili: come funzionano e come scegliere quella giusta

Telecamere senza fili

Le telecamere senza fili, anche conosciute come telecamere wireless, rappresentano un prodotto innovativo. Hanno fatto il loro primo ingresso nel panorama dei dispositivi di sicurezza qualche anno fa, ma solo di recente trovano massiccia applicazione nei sistemi di videosorveglianza grazie all’abbassamento dei prezzi.

Le puoi trovare in commercio per uso esterno o per interni. È importante che tu stabilisca bene l’uso che vuoi farne. Ricorda che non è opportuno usare su spazi esterni una telecamera per uso interno. Le telecamere senza fili per interni le puoi utilizzare in abitazioni, attività commerciali, strutture ricettive ed edifici pubblici; quelle per esterni sono particolarmente utili per sorvegliare giardini, cortili condominiali, strutture sportive, capannoni per la lavorazione e lo stoccaggio della merce, aziende agricole e di allevamento…

L’installazione non richiede particolari attenzioni: puoi scegliere quelle da appoggio, se devi collocarle all’interno di un’area, a muro o soffitto se vanno all’esterno. L’opportunità di scegliere una soluzione rispetto all’altra dipende sempre dall’uso che ne devi fare. Le telecamere senza fili da appoggio, come suggerito dalla parola, si appoggiano su una base piana e stabile, ne deriva che in tutti gli altri casi in cui non si dispone di una base stabile è consigliato scegliere quelle a muro o a soffitto.

Il funzionamento delle telecamere wireless è basato sulla trasmissione delle informazioni al dispositivo di registrazione via web, con possibilità di controllo e gestione da remoto, grazie all’utilizzo di batterie ricaricabili a ioni di litio, con una durata media di 180 giorni oppure con cavo USB collegato ad un PC o all’alimentatore.

Possono essere dotate di movimento orizzontale e verticale gestibile direttamente o da remoto, con possibilità di ottenere una visione a 360°, ottimizzata anche dalla visione notturna o dalla capacità di rilevare movimenti grazie a sensori per i quali si auspica una collocazione però in zone poco frequentate.

Per quanto riguarda il suono, le puoi trovare con audio monodirezionale per il solo ascolto della zona monitorata e bidirezionale che consente invece non solo di ascoltare ma anche di interagire con l’area, per recapitare messaggi di accoglienza alla clientela o altre tipologie di comunicazioni.

Il vantaggio dell’utilizzo di telecamere senza fili è l’assoluta assenza di cavi e la possibilità di gestire i dispositivi da remoto per mezzo dell’applicazione fornita dalla casa produttrice.

Il pannello di controllo delle telecamere senza fili è configurabile secondo le tue esigenze d’uso e lo puoi consultare ogni volta che desideri per verificare che l’area monitorata non venga violata e subisca danneggiamenti.

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DiCarmelina Moccia

Telecamere PTZ: come scegliere quella giusta

TELECAMERE PTZ

Se stai per comprare una Telecamera per la videosorveglianza ti può essere utile sapere che se ti occorre per controllare una vasta area puoi orientare la tua scelta su una telecamera PTZ.

Cosa significa PTZ

PTZ è l’acronimo di Pan Tilt Zoom e si riferisce alla possibilità di gestire da remoto il movimento delle immagini, in particolare la rotazione e l’inclinazione, e lo zoom.

L’utilizzo più diffuso delle telecamere PTZ si ha in ampie aree per le quali, in alternativa, sarebbe richiesto l’impiego di un numero elevato di telecamere. Immagina di dover controllare un parcheggio o lo spiazzo di un capannone: se impieghi una telecamera PTZ hai la possibilità di gestire da remoto la rotazione e l’inclinazione della lente per visionare anche punti che normalmente rappresentano zone cieche. La possibilità poi di eseguire lo zoom, ti consente di ingrandire immagini per l’individuazione di particolari.

Quali sono i vantaggi della telecamera PTZ

Ti elenco i principali vantaggi che puoi ottenere dall’utilizzo di una telecamera PTZ:

  • Applicazione per aree vaste
  • Gestione da remoto della rotazione, inclinazione e zoom
  • Illuminazione direzionale
  • Rilevazione di movimento
  • Comportamenti speciali
  • Inviolabilità

Come già detto la telecamera PTZ è particolarmente adatta per monitorare aree vaste da remoto. Essendo dotata di illuminazione direzionale propria garantisce un’ottima visione notturna e qualità di immagini. Grazie alla gestione da remoto della rotazione e dell’inclinazione è possibile rilevare movimenti che con le altre telecamere passerebbero inosservati e rilevare comportamenti speciali, per esempio puoi rilevare il numero di targa. Siccome è orientabile e non rigida risulta difficile manometterla, a condizione che comunque venga posizionata in modo da non essere facilmente raggiungibile ai malintenzionati.

Che tipo di installazione è richiesta per la telecamera PTZ

Per un’efficace installazione della telecamera PTZ ti raccomando di prestare attenzione alla posizione: per poterne apprezzare tutta la funzionalità, ti raccomando di installarla su un palo, perché se la installi sulla parete perdi l’area di copertura a 360°. Posizionala in modo da non essere facilmente raggiunta dai ladri, ma fa in modo che tu possa raggiungerla per fare manutenzione alla lente. La telecamera PTZ richiede un’alimentazione superiore rispetto alle normali telecamere, quindi ti suggerisco di predisporre un box di alimentazione. La telecamera PTZ IP è gestita da rete e non richiede cavi aggiuntivi.

Come si sceglie una telecamera PTZ

Nella scelta della telecamera PTZ più adatta alle tue esigenze devi verificare innanzitutto che ci sia corrispondenza tra risoluzione e zoom, per una buona qualità delle immagini; presta attenzione alla qualità e alla distanza coperta dall’illuminatore e alla velocità di PAN e TILT: se utilizzi spesso le funzionalità accertati che la velocità sia buona per poter gestire proficuamente la rotazione e l’inclinazione; verifica il Preset, cioè la possibilità di inserire percorsi preregistrati.

La telecamera PTZ viene impiegata per un uso esterno, quindi tieni in considerazione anche le temperature cui sarà sottoposta, valuta pertanto le prestazioni garantite e la possibilità di memorizzare le immagini direttamente, di disporre di un IR adattivo che consente di evitare la sovraesposizione a fonti di luce troppo forti e, non ultima, fai attenzione alle caratteristiche dell’ottica: una starlight o una termica potrebbe farti spendere un bel po’.

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DiCarmelina Moccia

Principali differenze tra DVR e NVR per la videosorveglianza

Principali differenze tra DVR e NVR per la videosorveglianza

Se stai valutando di adeguare il tuo impianto di videosorveglianza non puoi perderti questo articolo. Proverò a rispondere ad alcune domande fatte più frequentemente da chi decide di acquistare un impianto di videosorveglianza. Pertanto mettiti comodo e… buona lettura.

Se hai un sistema analogico disponi di telecamere collegate ad un DVR che registra le immagini e i video.

Cosa significa DVR

DVR è l’acronimo di Digital Video Recorder ed è l’elemento fondamentale per registrare video degli eventi. La registrazione dei dati avviene direttamente su Hard Disk, dopo la compressione digitale. L’Hard Disk può essere interno o esterno. Rispetto ai vecchi registratori rappresentano già l’evoluzione, ragion per cui ancora oggi i DVR trovano mercato come alternativa ai più evoluti NVR, quando si preferisce spendere di meno.

Cosa significa NVR

NVR è l’acronimo di Network Video Recorder e registra direttamente in rete i video già codificati dalle telecamere IP. Presupposto quindi per la scelta dell’NVR è l’abbinamento alle telecamere IP, dotate di uscita ethernet per il collegamento in rete, alimentate sfruttando lo stesso cavo di connessione. Se ti sei perso l’articolo sulla tecnologia POE, fai click qui  per approfondire.

Quali sono i vantaggi di un NVR

Un NVR ti consente di accedere e duplicare i dati su altri NVR collegati in rete. Puoi avere quindi sempre una copia di Backup dei dati. Questo è un vantaggio da non sottovalutare. I dati immagazzinati in un DVR rischiano di diventare inaccessibili in caso di guasto all’Hard Disk.

Quali sono i limiti di un NVR

Un NVR può essere collegato esclusivamente a telecamere IP che sfruttano la tecnologia POE, perché privo di cavo coassiale. Il DVR invece usa cavi coassiali.

Come faccio a scegliere tra DVR e NVR

La scelta del dispositivo adatto dipende dall’uso cui è destinato e dal budget a disposizione. Se vuoi progettare un impianto professionale e hai a disposizione un budget discreto, puoi scegliere l’NVR e dotare il tuo impianto di videosorveglianza di telecamere IP per il controllo da remoto delle aree sorvegliate. Se hai necessità di un impianto residenziale o per una piccola attività e possiedi un piccolo budget, puoi orientare il tuo interesse anche verso il DVR, senza perdere di vista però che se vuoi adeguare il tuo impianto, rendendolo più smart, le telecamere IP possono essere collegate solo all’NVR.

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DiCarmelina Moccia

Data Protection: Armadio Rack per i sistemi di videosorveglianza

Box Data Protection in collaudo

Con l’entrata in vigore del GDPR proteggere i dati con appropriate strutture fisiche di allocazione di dispositivi hardware, nella gestione di server, switch e router, è di fondamentale importanza.

Nei sistemi di videosorveglianza, come in altri ambienti in cui si effettua la registrazione e il trattamento dei dati, è necessario predisporre l’alloggiamento dei componenti hardware con appositi Data Protection.

L’Armadio Rack è disponibile a parete o a pavimento, a seconda delle dimensioni. La grandezza dell’armadio rack è determinata dalla quantità di componenti hardware che deve ospitare. Un armadio rack può ospitare fino a 42 unità. L’utilizzo di armadi rack a parete ovviamente, è destinato a sistemi di data protection di poche unità.

Cosa significa Rack

Rack in inglese significa scaffale e in effetti l’armadio rack si presenta come una struttura composta da vari ripiani estraibili, su cui alloggiano case, di gran lunga più sottili di quelli dei Personal Computer, custoditi da dispositivi meccanici di chiusura, per garantire esclusivamente l’accesso al personale autorizzato. La parte frontale dell’armadio consente di accedere per collegare tastiere e monitor, mentre la parte posteriore consente di agire sui collegamenti per l’alimentazione e la connessione in rete.

Come si fa a rendere il data center più efficiente

L’armadio rack è il componente fondamentale per la gestione di una sala dati, le sue prestazioni ne influenzano l’efficienza operativa, pertanto è necessario garantire il corretto funzionamento dei componenti elettronici attraverso gruppi di continuità e ventole di raffreddamento per consentirne rispettivamente l’alimentazione elettrica costante e la giusta ventilazione.

Quali sono i vantaggi dell’armadio rack

Gli armadi rack sono utilizzati per gestire e organizzare componenti hardware. Permettono di adattare e configurare diverse tipologie di apparati elettronici, con un notevole impatto tecnologico. Diffusamente impiegati in ambito industriale, informatico e nel campo delle telecomunicazioni, consentono di intervenire immediatamente in caso di guasto, per la sostituzione e la manutenzione.

L’impiego degli armadi rack nei sistemi di videosorveglianza risponde all’esigenza di proteggere i dati sensibili. Nell’immagine che oggi condividiamo è rappresentato un sistema di data protection in fase di collaudo, prima di essere assembrato e poi consegnato ai clienti che acquistano l’impianto di monitoraggio per il servizio di sorveglianza BOR.

Se desideri informazioni più dettagliate sul Box Data Protection compreso nell’impianto di monitoraggio per il servizio di sorveglianza, di cui siamo fornitori esclusivi, contattaci e richiedi una consulenza gratuita

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