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DiCarmelina Moccia

Sicurezza: quale detrazione prevede la Legge di Bilancio 2019 per le famiglie

Sicurezza: quale detrazione prevede la Legge di Bilancio 2019 per le famiglie

Garantire la sicurezza delle famiglie è una delle principali priorità dello Stato, che nel corso degli anni, con misure diverse, ha sempre favorito l’installazione di impianti anti intrusione e videosorveglianza. Dal 2016 infatti, grazie al Pacchetto sicurezza, è possibile acquistare impianti di videosorveglianza approfittando delle agevolazioni fiscali previste dalla legge di Bilancio.


La prima agevolazione era fruibile nella misura del 50% della spesa sostenuta dalle famiglie grazie al Bonus Ristrutturazioni edili: pertanto coloro che avevano proceduto all’acquisto delle apparecchiature entro il dicembre 2015 potevano usufruire della detrazione.

Con la legge di stabilità del 2016 è stato introdotto il bonus videosorveglianza, riservato a soggetti non possessori di partita IVA che acquistavano impianti di videosorveglianza o stipulavano contratti con istituti di vigilanza. L’agevolazione era fruibile sotto forma di credito d’imposta, nella misura del 100%.

Dal 2017 il bonus è stato ridotto alla misura del 50% ed è fruibile come detrazione per l’acquisto delle sole apparecchiature, restando quindi esclusi i contratti con gli istituti di vigilanza.

Quale detrazione prevede la legge di bilancio 2019 per la sicurezza delle famiglie

La legge di Bilancio 2019 riconferma fino al 31 dicembre la detrazione per le spese sostenute per il sopralluogo, la progettazione tecnica, l’acquisto e l’installazione delle apparecchiature di videosorveglianza, nonché le spese sostenute per il rilascio della certificazione e della conformità alle norme sulla privacy e quelle per accedere all’agevolazione, nella misura del 50% e in dieci quote, con il bonus ristrutturazioni.

Restano escluse dalla detrazione le spese per i contratti stipulati con gli istituti di vigilanza e per la sorveglianza.

A chi spetta il bonus per la sicurezza

La detrazione è fruibile dalle sole persone fisiche per le spese sostenute per mettere in sicurezza la propria casa, sono escluse quindi le imprese, le società, gli artigiani e i commercianti.

Come si fa a fruire del bonus per la sicurezza

Per poter avvantaggiarsi della detrazione le spese devono essere sostenute a mezzo bonifico parlante bancario o postale, anche online, purché siano indicati i dati completi di codice fiscale, di chi beneficia della detrazione e del beneficiario del pagamento.

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DiGiuliano Salomone

Come proteggere un’azienda di allevamento di bestiame

Come proteggere le aziende di allevamento di bestiame

Gestire un allevamento di bestiame è un lavoro  da cui derivano  tante responsabilità.

L'agricoltura e l'allevamento sono settori chiave per l'economia italiana ma sono anche quelli più esposti a furti e danneggiamenti per la collocazione territoriale e per la quantità di materiali necessari alla produzione e all’allevamento.

Le aziende di allevamento di bestiame, come quelle agricole, fanno uso di grandi capannoni dotati di recinzioni minime che da sole non sono sufficienti a garantire l’integrità degli ambienti, del bestiame e dei materiali custoditi, necessari per l’allevamento e la produzione di derivati dal latte e altri prodotti agricoli.

A quale rischio è esposta un'azienda di allevamento di bestiame

Per le particolari caratteristiche le aziende che si occupano dell’allevamento di bestiame sono esposte oltre al furto di macchinari, utensili, carburante per mezzi da lavoro nonché i mezzi stessi, alla  sottrazione di bestiame  e all’intrusione di animali randagi.

Derubare un allevatore del proprio bestiame era un'azione molto diffusa in passato, ma negli ultimi anni il fenomeno ha subito un notevole incremento anche in rapporto con la macellazione e distribuzione abusiva della carne.

Derubare un’azienda del bestiame non è cosa semplice: occorrono sicuramente potenti attrezzi da scasso o mezzi pesanti per eludere gli accessi e un’organizzazione di più persone che garantisca la riuscita del colpo.

Il furto di bestiame è solo uno dei tanti pericoli a cui è esposta un'azienda nella gestione di un allevamento.

Di solito si trascura il rischio che comporta l’intrusione di un cane randagio, per fare un esempio, e si è portati a considerare solo l’intrusione finalizzata al danneggiamento doloso e al furto: eventi gestiti dalla volontà di malintenzionati, ma non si fanno i conti con le conseguenze di un’intrusione di un animale che può diventare mezzo di contagio batterico per il bestiame allevato.

Come si protegge un’azienda di allevamento di bestiame

Le aziende di allevamento di bestiame sono ambienti ampi e spesso complessi da controllare con  un sistema di video sorveglianza tradizionale o con un guardiano sul posto

La tecnologia offre soluzioni in grado di automatizzare le attività produttive e quelle relative alla gestione degli accessi e garantire la salvaguardia degli animali. Grazie all’utilizzo di impianti di monitoraggio gestiti da software di rilevazione e analisi è possibile rilevare qualsiasi anomalia e gestire le emergenze da remoto al fine di ripristinare i parametri prestabiliti. La versatilità degli impianti di monitoraggio dotati di software di analisi video, consiste nella personalizzazione dei parametri di controllo, che consentono agli operatori addetti al monitoraggio di intervenire solo su eventi certi. Monitorare il bestiame nelle stalle o nei terreni di pascolo oltre che favorire l'attività lavorativa serve a garantire la sicurezza degli animali ed evitare  rischi  legati all’intrusione di animali randagi, il danneggiamento delle recinzioni, contaminazioni ambientali,  eventi dolosi, incendi e allagamenti, e non solo… è possibile infatti impostare i parametri per la gestione da remoto degli accessi, per consentire l’entrata ai dipendenti, senza dover lasciare loro le chiavi della struttura.

Il mercato oggi può contare su una valida alternativa ai tradizionali sistemi di videosorveglianza e guardianaggio: la guardiania in Tele-presenza BOR, l’unico sistema, in tutta Italia, che ti consente di risparmiare sui costi di gestione di un custode sul posto e di essere informato costantemente in tempo reale di tutte le anomalie che si verificano nella tua azienda, grazie ad un sistema di comunicazione bidirezionale dedicato che fa accoglienza, controllo tecnologico delle apparecchiature, controllo degli accessi con apertura di porte e cancelli e tra le altre cose evita furti e danni a persone, bestiame e cose.

Se desideri informazioni più dettagliate sul servizio di guardiania in Tele-presenza per la tua azienda o abitazione, contattaci e richiedi una consulenza gratuita.

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DiCarmelina Moccia

Bonus beni strumentali 2019: la Legge di Bilancio rifinanzia la Nuova Sabatini

Bonus beni strumentali 2019: la legge di bilancio rifinanzia la Nuova Sabatini

La Legge di Bilancio a partire dal 2 gennaio 2019 ha rifinanziato la Nuova Sabatini per l’acquisto e l’acquisizione in leasing di beni strumentali da parte di piccole e medie imprese, purché gli acquisti avvengano entro il 31 dicembre 2019.

Cos’è e come funziona la Nuova Sabatini 2019

La Nuova Sabatini è un contributo che il Ministero per lo Sviluppo Economico riconosce alle piccole e medie imprese a copertura degli interessi sui finanziamenti bancari sostenuti per acquistare o acquisire in leasing beni strumentali, nell’ottica di aumentare la propria competitività nella produzione.

Per poter usufruire del bonus beni strumentali 2019 le imprese interessate devono compilare l’apposita domanda disponibile sul sito del Ministero per lo Sviluppo Economico nella sezione dedicata alla Nuova Sabatini. La domanda, compilata in ogni sua parte e corredata di tutta la documentazione richiesta, dovrà essere firmata con firma digitale e inviata a mezzo posta certificata all’istituto finanziario che concede il finanziamento, purché aderisca al bonus.

La concessione del contributo è subordinata alla verifica da parte della banca dei requisiti richiesti. Se la verifica dà esito positivo verrà erogato il bonus e l’impresa potrà procedere con l’investimento.

Il bonus consiste in un contributo pari agli interessi calcolati su un piano di ammortamento di cinque anni, per un investimento il cui importo è compreso tra 20.000 e 2 milioni di euro. Le imprese che possono accedere al contributo possono contare su un investimento coperto da un finanziamento fino all’80% dalla garanzia dello Stato.

Quali sono le imprese ammesse alla Nuova Sabatini

Possono accedere al contributo le piccole e medie imprese che operano nel settore produttivo, ad esclusione di quelle che operano: nell’industria del carbone, nel settore finanziario, assicurativo e nelle esportazioni, nel settore lattiero-caseario e quelle che fabbricano prodotti con imitazione o sostituzione del latte.

Quali sono i beni agevolabili dalla Nuova Sabatini

Le imprese che acquistano o prendono in leasing macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo, hardware, software e tecnologie digitali possono richiedere il bonus beni strumentali 2019. Sono esclusi dall’agevolazione gli acquisti di terreni e fabbricati, le immobilizzazioni già in corso e gli acconti.

È possibile acquistare o acquisire in leasing un impianto di videosorveglianza con il bonus beni strumentali

Se hai una piccola o media impresa che opera nel settore produttivo (agricoltura e pesca compreso) e vuoi dotarla di impianto di videosorveglianza puoi fruire del bonus beni strumentali 2019 a condizione che l’importo del finanziamento sia non inferiore a 20.000 euro. L’impianto BOR nello specifico, può essere classificato tra i beni hardware, software e tecnologie digitali, perché l’hardware di cui si compone è dotato di intelligenza artificiale, impiega software di rilevazione e analisi e tecnologie digitali.

Se desideri informazioni più dettagliate sull’impianto a supporto del servizio di guardiania a distanza per la tua impresa, contattaci e richiedi una consulenza gratuita.

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DiCarmelina Moccia

Assegnati 400 milioni ai Piccoli Comuni per la sicurezza

Assegnati 400 milioni ai Piccoli Comuni per la sicurezza

Il Ministero dell’Interno il 10 gennaio 2019 ha assegnato 400 milioni ai piccoli comuni per investimenti destinati alla sicurezza di scuole, strade, edifici pubblici e patrimonio comunale.

La misura dei contributi varia in base alla popolazione del comune:

  • ai comuni con una popolazione inferiore a 2000 abitanti spettano € 40.000;
  • ai comuni con una popolazione tra 2000 e 5000 abitanti spettano € 50.000;
  • ai comuni con una popolazione tra 5001 e 10000 abitanti spettano € 70.000;
  • ai comuni con una popolazione tra 10001 e 20000 abitanti spettano € 100.000.

Per ottenere l’assegnazione del contributo non è richiesta presentazione di specifica istanza, perché già assegnati in base alla fascia di popolazione, basta iniziare i lavori entro il 15 maggio 2019.

Il contributo sarà corrisposto nella misura del 50 per cento entro il 15 maggio 2019 e il restante 50 per cento a trasmissione del certificato del collaudo rilasciato dal direttore dei lavori. Presupposto per l’erogazione della prima metà del contributo è l’inizio dei lavori. La verifica dell’avvio ed esecuzione dei lavori sarà esercitata attraverso il sistema di monitoraggio delle opere pubbliche della Banca dati delle pubbliche amministrazioni. Il comune beneficiario è tenuto a comunicare entro il 15 maggio 2019 il codice identificativo di gara relativamente all’intervento oggetto di finanziamento sul sistema di monitoraggio, pena la revoca del contributo. L’ente beneficiario potrà stabilire a quali interventi e lavori dare priorità.

La comunicazione della data di esecuzione dei lavori per la realizzazione di opere pubbliche deve essere inoltrata al Ministero dell’Interno attraverso la compilazione dell’informazione presente nel sistema informativo di monitoraggio gare dell’ANAC.

Entro il 20 febbraio 2019 il Ministero dell’economia e delle finanze trasmetterà ad ogni comune interessato, a mezzo posta certificata, specifiche indicazioni operative per la corretta compilazione delle informazioni necessarie alla verifica dell’inizio di esecuzione dei lavori.

Quali sono gli interventi attuabili grazie al contributo

Sono finanziabili gli interventi di asfaltatura, di realizzazione di rotatorie e piste ciclabili, di rifacimento di segnaletica e guardrail che costituiscono manutenzione straordinaria finalizzata a scongiurare rischi per l’incolumità pubblica e aggravi per il bilancio dell’ente a seguito a richieste di risarcimento danni, sono comprese le opere pubbliche e le opere di messa in sicurezza del patrimonio comunale, cimitero, scuole, palazzetto.

Sono esclusi dal finanziamento gli interventi di manutenzione ordinaria, l’acquisto di beni e gli interventi ove manchi il requisito della messa in sicurezza di edifici o del patrimonio comunale.

L’installazione di impianti di videosorveglianza è ammissibile tra gli interventi finanziabili

L’installazione di impianti di videosorveglianza è finanziabile a condizione che faccia parte di un più ampio intervento di lavori pubblici per la messa in sicurezza del patrimonio comunale.

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DiCarmelina Moccia

Iper ammortamento 2019: agevolazioni fino al 170% per i titolari di reddito di impresa

Iper ammortamento 2019: agevolazioni fino al 170% per i titolari di reddito di impresa

La legge di bilancio 2019 ha cancellato il super ammortamento del 130% per gli acquisti di beni materiali strumentali: chi ha versato entro il 31 dicembre 2018 un acconto del 20% del costo di acquisto ha tempo fino a giugno 2019 per fruire dell’agevolazione che consente di applicare la maggiorazione del 30% al costo dei beni acquistati o presi in leasing.

Cos’è il super ammortamento del 130%

Il super ammortamento è un’agevolazione fiscale concessa alle imprese, professionisti e artigiani che acquistano o prendono in leasing beni materiali strumentali per l’attività di impresa, che consente di maggiorare il costo di acquisto del 30% sulle quote di ammortamento.

Per intenderci, se hai acquistato un bene a € 100,00 puoi ammortizzarne il costo di € 130,00… questo comporta che nel dichiarare il reddito di impresa puoi portare in detrazione un costo maggiorato del 30% e di conseguenza pagare meno tasse.

Cosa prevede la legge di bilancio 2019

La legge di bilancio 2019 ha prorogato fino a giugno 2020 l’Iper ammortamento per l’acquisto di beni strumentali materiali e immateriali, ma con aliquote diverse da applicare sugli investimenti effettuati da titolari di reddito di impresa con sede in Italia, entro dicembre 2019 e con proroga a giugno 2020 a patto che entro il 31 dicembre sia stato versato un acconto del 20% del costo del bene.

L’agevolazione ha lo scopo di promuovere i processi di trasformazione tecnologica e digitale in linea con il piano nazionale Impresa 4.0.

Quali sono le aliquote di maggiorazione dell’Iper ammortamento per beni strumentali materiali

Le misure di maggiorazione dell’Iper ammortamento variano in base all’importo dell’investimento effettuato.

Se acquisti o prendi in leasing beni strumentali materiali fino ad un importo massimo di 2,5 milioni di euro puoi avvantaggiarti dell’agevolazione nella misura del 170%; per investimenti di 2,5 milioni di euro fino ad un importo massimo di 10 milioni di euro puoi usufruire della maggiorazione nella misura del 100%; per investimenti di 10 milioni di euro fino ad un importo massimo di 20 milioni di euro puoi usufruire del 50% di maggiorazione.

Per investimenti che eccedono i 20 milioni di euro non è prevista alcuna agevolazione.

Quali sono le aliquote di maggiorazione dell’Iper ammortamento per beni strumentali immateriali

Se acquisti software, sistemi per la gestione e-commerce e servizi digitali, piattaforme e applicazioni per la trasformazione tecnologica in linea con il piano nazionale 4.0 puoi usufruire della maggiorazione del 40%. Per importi superiori a € 500.000 è necessaria una perizia tecnica giurata da parte di un perito che attesti che il bene possiede caratteristiche tecniche idonee al processo di trasformazione tecnologica e digitale.

Cosa prevede la legge di bilancio 2019 per la videosorveglianza

Se sei titolare di reddito di impresa e hai sede in Italia puoi installare un impianto di videosorveglianza dotato di tecnologia di ultima generazione, con controllo da remoto, e avvantaggiarti dell’Iper ammortamento nella misura del 170% dell’investimento sostenuto per l’acquisto o il noleggio dell’impianto di monitoraggio.

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DiCarmelina Moccia

Conservazione delle immagini di videosorveglianza

Conservazione immagini di videosorveglianza

Il Provvedimento del 2010, disposto dal Garante della Protezione dei dati personali in materia di videosorveglianza, stabilisce che le immagini riprese da telecamere di videosorveglianza possono essere conservate fino a 24 ore, con deroga a 7 giorni qualora ricorra un elevato fattore di rischio.

L’attività di controllo per mezzo di videocamere è considerata invasiva e pertanto è sottoposta a diverse limitazioni che mirano a regolamentarne l’applicazione nei luoghi pubblici, aziende, istituzioni e aree di comune interesse al fine di salvaguardare la libertà degli individui di circolare senza veder violato il proprio diritto alla riservatezza.

In riferimento alla videosorveglianza sui luoghi di lavoro l’installazione e l’attivazione di impianti audiovisivi dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori è prevista previo accordo con il sindacato aziendale oppure, dove non fosse possibile raggiungere l’accordo, l’autorizzazione dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL). Leggi di più

E' possibile estendere i tempi di conservazione delle immagini di videosorveglianza?

Considerata l’importanza della videosorveglianza per alcune tipologie di attività commerciali, quali gioiellerie, distributori di carburante, tabaccai, supermercati… per le quali rappresenta un valido strumento per l’identificazione degli autori di sopralluoghi legati a furti, atti vandalici e rapine, il Garante ha previsto la possibilità di richiedere, attraverso presentazione di istanza di verifica, l’estensione dei tempi di conservazione oltre 7 giorni.

Il Garante ha rimesso quindi al titolare del trattamento dei dati la valutazione dei tempi necessari alla conservazione delle immagini di videosorveglianza.

In conclusione: chiunque ritenga di dover conservare le immagini di videosorveglianza per l’identificazione degli autori di sopralluoghi legati a furti e rapine per un tempo superiore ai 7 giorni previsti dal punto 3.4 del provvedimento del 2010, può presentare istanza di estensione dei tempi di conservazione al Garante.

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DiCarmelina Moccia

Esaurite le risorse finanziarie disponibili per la Nuova Legge Sabatini

legge sabatini

Il 3 dicembre 2018 è stato emanato il decreto direttoriale con il quale si dispone la chiusura dello sportello per la presentazione delle domande per accedere alle agevolazioni, perché le risorse finanziarie disponibili sono esaurite. Tutte le domande pervenute oltre il 01 dicembre 2018 non potranno essere accolte.

Il ministero dell’Economia e della Finanza potrebbe rifinanziare la nuova Sabatini nella prossima legge di bilancio, in esame in questi giorni.

Cos’è la Nuova Sabatini?

La nuova Sabatini è un’agevolazione per l’accesso al credito riservata alle piccole e medie imprese che vogliono acquistare o acquisire in leasing attrezzature, macchinari, impianti, beni strumentali, tecnologie hardware e software.

Sono escluse le imprese che svolgono attività finanziarie e assicurative e attività di esportazione.

Qual è lo scopo della Sabatini?

La nuova Sabatini vuole favorire la crescita dell’innovazione e degli investimenti in digitale anche da parte di imprese manifatturiere che possono così investire nell’acquisto di attrezzature che le proiettino nella crescita tecnologica

Da chi viene concesso il credito?

I finanziamenti vengono concessi da banche e società finanziarie, su presentazione di una domanda di partecipazione all’agevolazione.

Può essere utilizzata per l’acquisto di un impianto di videosorveglianza

Il bonus sicurezza 2018 riserva la detrazione del 50% ai soli privati cittadini, non possessori di Partita IVA, che acquistano apparecchiature per l’impianto di sicurezza per la loro abitazione.

La legge di bilancio 2018 facilita l’accesso al credito a chi acquista o prende in leasing impianti, beni e tecnologie digitali e pertanto anche impianti di videosorveglianza.

In considerazione dell’esaurimento delle risorse finanziarie per i Beni Strumentali se sei titolare di un’impresa e vuoi acquistare o prendere in leasing un impianto di videosorveglianza, in attesa dell’imminente approvazione della legge di bilancio 2019, puoi beneficiare del superammortamento del 130%, per contratti conclusi entro il 31 dicembre 2018 o entro il 30 giugno 2019 purché venga versato entro il 31 dicembre il 20% del valore di acquisto come acconto.

Quali agevolazioni prevede la legge di bilancio 2019 per le imprese

La legge di bilancio 2019 non riconferma il superammortamento del 130%, ma l’iperammortamento 2019 e la Nuova legge Sabatini.

Se hai dubbi sull’opportunità di accedere al credito agevolato per l’acquisto di un impianto tecnologico di videosorveglianza, puoi considerare anche l’ipotesi di noleggiare l’impianto di videosorveglianza. È una valida alternativa che ti consente di spalmare i costi su più rate e nel frattempo usare le apparecchiature. Richiedi una consulenza gratuita per ulteriori informazioni, siamo a tua disposizione.

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DiCarmelina Moccia

Controllo degli accessi e presenze, quali sono le condizioni di legittimità

Controllo degli accessi e presenze, quali sono le condizioni di legittimità

Un po’ di tempo fa parlando di videosorveglianza sui luoghi di lavoro abbiamo appreso che l’installazione e l’attivazione di impianti audiovisivi dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori è prevista previo accordo con il sindacato aziendale oppure, dove non fosse possibile raggiungere l’accordo, l’autorizzazione dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL).

Il datore di lavoro può installare e attivare impianti audiovisivi, se preventivamente autorizzato:

  • per esigenze organizzative e produttive dell’azienda,
  • per sicurezza del lavoro,
  • per la tutela del patrimonio aziendale.

L’art. 2086 stabilisce che l’imprenditore è il capo dell’impresa; l’art. 2087 stabilisce che nell’esercizio dell’impresa, l’imprenditore è tenuto ad adottare le misure necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro.

Partendo da queste premesse proviamo a capire se il datore di lavoro può controllare gli accessi da parte di lavoratori e terzi ai locali aziendali e la presenza/permanenza negli stessi.

La questione va considerata sotto l’aspetto della tutela del patrimonio aziendale, della sicurezza del lavoro, relativamente al calcolo dell’orario di lavoro ai fini disciplinari, al rispetto dei limiti previsti dalla legge e dal contratto collettivo in materia di orario di lavoro.

Il datore di lavoro ha il diritto di fissare delle regole per l’accesso ai locali dell’azienda da parte dei dipendenti e dei terzi e di verificarne la presenza con gli strumenti che ritiene più opportuni.

Il legislatore, in considerazione della massiccia diffusione delle tecnologie telematiche a supporto delle attività, ha modificato l’art. 4, legge 300/1970 con l’art. 23, comma 1, D. Lgs. N. 151/2015, stabilendo che l’unico onere che incombe sul datore di lavoro, nell’utilizzo di strumenti tecnologici per effettuare controlli relativi all’accesso e alla presenza nei locali aziendali, è quello di fornire l’adeguata informazione delle modalità d’uso degli strumenti.

Le informazioni raccolte dall’utilizzo di PC, Tablet, Smartphone e Badge, possono essere utilizzare per tutti i fini connessi al rapporto di lavoro, comprese le sanzioni disciplinari.

Le organizzazioni sindacali hanno ottenuto di poter restringere la facoltà del datore di lavoro di scegliere strumenti tecnologici che rilevano dati biometrici facendo appello al Garante della Privacy, che ha così stabilito che l’imprenditore è tenuto a prediligere mezzi meno invasivi, scegliendo dispositivi che possano comunque garantire le verifiche necessarie, senza violare i dati biometrici dei lavoratori.

In passato il controllo degli accessi era garantito da un registro dove venivano apposte le firme, o dal personale addetto alla vigilanza. Nel tempo il processo di virtualizzazione ha portato alla diffusione di strumentazione tecnologica idonea a garantire la rilevazione degli accessi e la registrazione degli spostamenti e la presenza di dipendenti e terzi all’interno dei locali aziendali.

Il più comune strumento utilizzato negli ultimi anni è sicuramente il badge. Ha l’aspetto di una tessera ma può essere dotato di banda magnetica, microchip e Rfid a seconda dell’utilizzo che se ne intende fare.

Se si intende usare il badge come una comune chiave per la gestione dell’ingresso e dell’uscita dei dipendenti, senza registrare nulla, il datore di lavoro non è tenuto ad avviare nessuna procedura.

Se il badge è munito di banda magnetica o microchip per la registrazione degli orari di accesso e uscita il datore di lavoro è tenuto esclusivamente ad informare i dipendenti sulle modalità d’uso del dispositivo e sulle modalità di svolgimento dei controlli. Le informazioni raccolte possono essere usate dal datore di lavoro anche per eventuali sanzioni disciplinari.

Se la banda magnetica e il microchip sono specifici per il controllo degli accessi a determinate aree riservate, anche utilizzando un codice alfanumerico, o se il badge è munito di Rfid per tracciare e registrare gli spostamenti dei dipendenti, il datore di lavoro per poter utilizzare il dispositivo deve raggiungere l’accordo sindacale oppure ottenere l’autorizzazione dell’Ispettorato del lavoro.

Il datore di lavoro può anche scegliere di controllare gli accessi e le presenze installando un’applicazione sullo smartphone di proprietà dell’azienda, affidato al lavoratore; in questo caso deve informare i dipendenti sulle modalità di utilizzo del dispositivo e di svolgimento dei controlli, inoltre deve configurare il dispositivo in modo che sul display sia ben visibile un’icona che indichi che è attiva la localizzazione del dispositivo, deve garantire la riservatezza dei dati trattati e limitare la rilevazione della posizione alle sole aree relative alla posizione del lavoratore in relazione alle coordinate geografiche della sede di lavoro.

Adempiendo a questi oneri il datore di lavoro potrà utilizzare le informazioni raccolte anche per stabilire sanzioni disciplinari.

La novità introdotta con l’art. 23, comma 1, D. Lgs. N. 151/2015 riguarda la funzione delle tecnologie, non è più concentrata all’esclusivo controllo del comportamento del dipendente.

La normativa riconosce anche la funzione di controllo ai dispositivi tecnologici per la gestione degli accessi e le presenze. È senza dubbio palese la comodità di poter gestire a distanza gli accessi e le presenze ai locali aziendali da parte di dipendenti e terzi.

Il servizio di portierato per la gestione a distanza degli accessi e il relativo impianto di monitoraggio si va a collocare tra le tecnologie telematiche contemplate nella modifica all’art. 4, legge n. 300/1970 dello Statuto dei Lavoratori, e trova sempre più applicazione per la flessibilità e la semplicità del concetto cui è legato.

In pratica il controllo degli accessi per mezzo di portierato a distanza si svolge con l’apertura/chiusura di porte e cancelli quando il personale si presenta al controllo dell’impianto, con invio di documentazione (immagini e video) in tempo reale al datore di lavoro su chat bidirezionale, che comprova l’ora di entrata/uscita e la presenza nei locali aziendali.

Per concludere il datore di lavoro non è tenuto ad avviare alcuna procedure se la tecnologia utilizzata consente solo l’accesso e l’uscita dai locali aziendali senza registrazione di informazioni. Se si procede con la registrazione dell’orario di entrata e uscita, il datore è tenuto a informare i dipendenti sulle modalità di utilizzo dei dispositivi e sulle modalità di svolgimento dei controlli. Se oltre al controllo degli accessi si procede alla registrazione degli spostamenti occorre uno specifico accordo sindacale o in mancanza, l’autorizzazione dell’Ispettorato del lavoro.

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DiCarmelina Moccia

Sono detraibili le spese per i contratti stipulati con società di vigilanza?

bonus sicurezza 19

La Legge di Stabilità riconferma per il 2019 la detraibilità delle spese sostenute, entro dicembre 2019, per perizie, sopralluoghi, progettazione, acquisto e installazione di apparecchiature per la videosorveglianza.

Il bonus videosorveglianza è stato introdotto nel 2016 sotto forma di credito d’imposta. Nel corso degli anni ha subito variazioni e aggiustamenti ed è diventata un’agevolazione fiscale da portare in detrazione nella dichiarazione dei redditi.

Quali sono le spese che possono essere portate in detrazione

Anche quest’anno il governo pone particolare attenzione alla sicurezza dei cittadini, favorendo l’acquisto e l’installazione di impianti di videosorveglianza e tutti quegli interventi (esempio: rafforzamento, sostituzione, installazione di cancellate e recinzioni murarie, cassaforte, vetri antisfondamento, eccetera) orientati a prevenire/evitare furti, aggressioni, sequestri di persone, e in generale la violazione dei diritti protetti.

A chi spetta il bonus per la detrazione delle spese di videosorveglianza

La detrazione per le spese di videosorveglianza spetta alle sole persone fisiche nella misura del 50%, da ripartire in 10 quote annuali.

Sono detraibili le spese per i contratti stipulati con società di vigilanza

Non rientrano tra le spese detraibili quelle sostenute per i contratti stipulati con società di vigilanza.

Solo nel 2016 chi installava apparecchiature di videosorveglianza e/o stipulava contratti di vigilanza poteva fruire del bonus videosorveglianza al 100% sotto forma di credito d’imposta.

Dal 2017 le sole spese sostenute per l’acquisto/installazione di telecamere di videosorveglianza sono detraibili al 50%, restano escluse quelle sostenute per i contratti di vigilanza.

Non possono fruire del bonus videosorveglianza le imprese, le società, gli artigiani e le attività commerciali.

Come si fa a pagare le spese di videosorveglianza per fruire del bonus

Per poter fruire della detrazione devi effettuare il pagamento delle spese con bonifico parlante, bancario o postale, anche online, indicando come casuale del pagamento il riferimento all’articolo 16-bis del Dpr 917/1986, devi inoltre indicare i dati, completi di codice fiscale, di chi beneficia della detrazione e del beneficiario del pagamento.

Che cos’è il bonifico parlante

Nel 2015 il bonifico parlante era l’unica forma di pagamento accettata per poter usufruire dei bonus videosorveglianza e bonus ristrutturazioni. Ancora oggi viene indicato come modalità di pagamento per accedere alle agevolazioni, ma non è più “l’unica accettata”, infatti è possibile documentare il pagamento delle spese anche con bonifico bancario o postale.

Nel bonifico parlante devi indicare tutte le informazioni necessarie, imposte dalla legge, per non generare confusione con altri pagamenti e poter richiedere l’agevolazione all’Agenzia delle Entrate.

Se ti è stato utile questo articolo, aggiungi un commento o condividilo con i tuoi contatti. Se invece desideri informazioni più dettagliate sulla modalità di acquisto delle apparecchiature necessarie al servizio di videosorveglianza per la tua azienda o abitazione, contattaci e richiedi una consulenza gratuita

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DiCarmelina Moccia

Come progettare una casa sicura

Come progettare una casa sicura

Se hai in progetto di mettere su famiglia, prima di tutto, pensa alla sicurezza di chi ami... progetta una casa sicura.

Non è un messaggio promozionale, è un suggerimento.

Di solito quando si progetta un matrimonio si pensa al ricevimento, al servizio fotografico per il giorno delle nozze, all’allestimento degli interni della casa, alla ristrutturazione degli spazi che saranno il nido dove cresceranno tutti gli altri progetti… poche volte si pensa alla sicurezza, alla progettazione vera e propria di una casa sicura, che sia anche a prova di ladro.

Qualcuno dice che per preparare una casa occorrono sette lunghi anni. La progettazione ti può aiutare ad interpretare il concetto di casa sicura e ad ottimizzare i tempi.

Sia che tu faccia una progettazione con l’utilizzo di software dedicati, sia che proceda con la tradizionale carta e penna, è bene pensare prima di tutto alla sicurezza di chi ami.

Non perdere di vista un concetto importante: la casa sarà l'incubatrice di tutti i tuoi progetti importanti. Il luogo sicuro dove rifugerai quando fuori sarà tutto difficile.

Immagina di sentirti violato nei tuoi spazi, nella tua intimità… è destabilizzante sapere che qualcuno è entrato dove tu hai improntato il centro dei tuoi interessi, dove vivono i tuoi figli.

Quando si comincia a progettare casa, si è portati a dare importanza all’estetica, al design degli interni e degli esterni. È importante invece comprendere che la progettazione della casa deve essere finalizzata anche alla sicurezza, intesa in senso ampio, a cominciare dalla collocazione delle prese elettriche, agli angoli, alla collocazione delle sostanze che possono rivelarsi tossiche e farmaci, alla disposizione di scale, mobili e infissi. Non è detto che ciò che è bello esteticamente sia anche sicuro.

Il giardino   annesso alla casa può diventare un luogo pericoloso, facilmente violabile da parte di malintenzionati, se non provvisto di apposite misure di sicurezza.

Cosa occorre predisporre?

Per prima cosa quando predisponi le prese elettriche, pensa all’uso che ne farai in futuro. Immagina i possibili punti di alimentazione degli elettrodomestici e telecamere. Quando avrai dei bambini farai in modo che siano munite di apposita protezione.

Gli angoli di tavolini, carrelli, scrivanie, possono essere coperti da protezioni che puoi acquistare in rete, quando ti nasce l’esigenza.

Colloca i pensili destinati alle sostanze tossiche e ai farmaci nella parte alta della parete, in modo che non possa raggiungerli un bambino.

Chiudi le scale con appositi cancelletti di sicurezza.

Munisci le finestre di serramenti blindati.

Installa un impianto di allarme, meglio se composto da sensori e telecamere. Hai tempo fino al 31 dicembre per installare un sistema anti-intrusione e usufruire dell’agevolazione fiscale prevista dalla legge di bilancio 2018 per l’installazione o l’ammodernamento dell’impianto di videosorveglianza.

Puoi portare in detrazione le spese per il sopralluogo, la progettazione, l’acquisto e l’installazione di apparecchiature collegate a centrali di sorveglianza, (leggi come)  oppure puoi scegliere di domotizzare la tua casa usufruendo della detrazione del 65% prevista dall’ecobonus domotica.

Ogni anno il governo si impegna per tutelare la sicurezza dei cittadini e favorire chi installa dispositivi per l’efficientamento energetico delle strutture, promuovendo agevolazioni fiscali. Approfittane e rivolgiti a installatori certificati che possano aiutarti in fase di progettazione.

Non improvvisare. L’improvvisazione può essere molto pericolosa. Se ti affidi al fai da te, potresti installare un impianto che non funziona efficacemente, potrebbe non informarti dell’evento intrusivo e mettere a rischio la sicurezza dei tuoi affetti.

Rendi la tua casa sicura con il rivoluzionario servizio di portierato a distanza BOR. Rivolgiti a professionisti esperti del settore per progettare la tua casa sicura. Contattaci per una consulenza gratuita e per ricevere un sopralluogo  per definire un preventivo per un impianto di monitoraggio controllato da remoto.

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