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DiCarmelina Moccia

Quali sono le misure più efficaci per fermare i ladri?

negozio disposto a fronte strada

Le ultime settimane hanno visto i ladri protagonisti di molteplici assalti. Indifferentemente hanno colpito gioiellerie, bar tabacchi, abitazioni, distributori di benzina, aziende agricole… le modalità con cui hanno agito, si sono differenziate perché, come è facilmente intuibile, per entrare in un negozio disposto a fronte strada dovranno assumere precauzioni diverse da quelle adottate per entrare in una residenza privata, magari collocata in aperta campagna…


La rapidità dell’assalto gioca un ruolo determinante in qualsiasi circostanza. Per assicurarsi la fuga il malintenzionato si muove rapidamente, senza trascurare il benché minimo dettaglio.

Quali sono le misure più efficaci per fermare i ladri?

Una domanda questa che ricorre sempre più frequentemente e denota la crescente preoccupazione delle persone che percepiscono ormai concreta la possibilità di essere la prossima vittima designata dai ladri.

Rispondere al quesito in modo esaustivo richiede l’analisi di diversi aspetti.  In questo articolo poniamo il focus sui furti lampo, cioè quelli che si consumano in 3 o 4 minuti e colpiscono le attività disposte a fronte strada: bar-tabacchi, negozi di abbigliamento, calzature e accessori moda, ottiche, gioiellerie, oggettistica, profumerie, telefonia, eccetera.

Come si svolge un furto lampo

Il furto lampo è caratteristico per la rapidità con cui si consuma l’assalto e sostanzialmente si articola in due fasi: l’elusione della barriera e l’intrusione vera e propria.

Ladro che studia il suo obiettivo

Il ladro non improvvisa mai e soprattutto ha diversi complici, ognuno con un compito specifico.

Prima di agire valuta attentamente le abitudini di chi lavora nella struttura che intende visitare per capire quando è più opportuno agire. Studia attentamente le barriere di sicurezza per stimare il tempo che dovrà impiegare per eluderla e attrezzarsi adeguatamente degli strumenti adatti. I tempi di intervento sono quindi ottimizzati al massimo. In pochi minuti riesce ad entrare e arrecare numerosi e consistenti danni

Tentativo di effrazione

Quanto tempo dura in media un furto?

Mediamente un furto in un’attività posta a fronte strada si completa molto rapidamente. Una volta entrata, la banda di malintenzionati travolge tutto quello che capita a tiro, arraffa tutto quello che può e in 40/50 secondi è fuori. È evidente quindi che allarmare la banda non vuol dire fermarla, anzi spesso il suono dell’allarme la induce a muoversi più velocemente.

Come è possibile rallentare l’azione di una banda di ladri?

Fermare i ladri prima che entrino nella struttura è decisivo: se si adotta una barriera meccanica resistente i tempi possono essere rallentati di 2 o 3 minuti.

Quali sono le tecniche più utilizzate dai ladri per eludere le barriere

La tecnica che arreca più danni, prevede l’impiego di un cosiddetto “camion ariete” per strappare via la barriera, come mostrano le foto in sequenza.

camion ariete
camion ariete_danni

Non sono meno dannosi i pali di ferro, utilizzati per fare leva sotto le serrande dei negozi, e i martelloni. Molti ladri prediligono invece praticare direttamente fori nei muri, attraverso i quali aprirsi un varco verso l’interno.

L’antifurto e il nebbiogeno rappresentano i sistemi di dissuasione più diffusi finora. L’antifurto consente di far suonare una o più sirene, accendere luci, chiamare numeri, inviare sms, o attivare altri dispositivi elettronici, ma può generare falsi allarmi e non risolve il problema. Il ladro continua ad operare noncurante dell’allarme, perché sa di poter disporre ancora di qualche minuto prima dell’intervento delle forze dell’ordine e della vigilanza.

Il nebbiogeno è un ottimo sistema, perché se allarmato rileva la presenza di intrusi nel locale e satura l’aria di nebbia. Alcuni nebbiogeni sono dotati di sensore che rileva le vibrazioni causate dai colpi inferti alla barriera dai malintenzionati e cominciano a saturare il locale di nebbia, così che al loro ingresso i ladri saranno dissuasi dal compiere il furto.

Nella maggior parte dei casi però il nebbiogeno si attiva dopo l’intrusione, quando il danno alla barriera è stato già fatto, e quando la banda è dentro può tentare di manomettere il dispositivo che eroga la nebbia.

Come può essere manomesso un nebbiogeno

Ricapitolando, il nebbiogeno garantisce protezione se attivato correttamente, impiega pochi secondi a saturare l’aria di una sostanza atossica che non sporca l’ambiente, ma impedisce al ladro di vedere. Può essere manomesso se attivato quando il ladro è già dentro il locale. Le modalità con cui si manomette un nebbiogeno sono diverse. Ultimamente i ladri, negli assalti a locali di piccole dimensioni, hanno usato un tubo oppure un telo per veicolare la nebbia fuori. Altri invece hanno catturato la nebbia nel tubo usando un tessuto bagnato che ha liquefatto la sostanza.

Cosa garantisce il successo del nebbiogeno

La tempestività è l’elemento costante nell’azione di prevenzione contro i furti. Far scattare il nebbiogeno quando il ladro è dentro è inutile. Il nebbiogeno va attivato quando l’intruso è ancora fuori dal locale, per consentirne la saturazione completa e vanificare l’intrusione.

Cosa comporta un cattivo utilizzo del nebbiogeno

Chi è dotato di nebbiogeno tende a lasciare più merce in esposizione nelle vetrine interne, perché è convinto di impedirne il furto attraverso la saturazione del locale. Siccome però il nebbiogeno parte a seguito di intrusione, parte della banda di malintenzionati ha tutto il tempo di bloccare la nebbia, mentre altri componenti arraffano tutta la merce lasciata a vista.

Adottare un sistema nebbiogeno non rappresenta da solo, il rimedio in assoluto contro i furti; se non correttamente utilizzato oltre ai danni alla struttura, espone al furto totale o parziale della merce e alla ripetitività durante l’anno di altri furti.

Cosa consiglia BOR

In primis BOR ti consiglia di non sottovalutare nessun aspetto e di assumere tutte quelle normali precauzioni che detta il buon senso, per esempio non lasciare una grande quantità di merce nelle vetrine interne, lucchetti e ganci sulle serrande, dove poter ancorare funi per camion arieti, adottare barriere meccaniche resistenti.

Per garantirti la totale protezione contro tentativi di effrazione BOR ti consiglia di dotare il locale di impianto per il controllo da remoto per mezzo della Tele-presenza.

La Tele-Presenza è il servizio grazie al quale è possibile controllare e gestire gli accessi, praticare il monitoraggio tecnologico dell’impianto, rilevare anomalie e sinistri, incendi e allagamenti, intrusioni di animali randagi, fornire accoglienza e dissuasione.

Sfruttando le potenzialità della Tele-presenza siamo in grado di rilevare in tempo reale i tentativi di effrazione e di attivare i protocolli di sicurezza idonei ad allontanare i malintenzionati. Per garantire la massima efficacia del nostro servizio monitoriamo anche l’attività dei malviventi studiandone le modalità di assalto.

Grazie alla Tele-presenza l’operatore connesso da remoto rileva qualsiasi anomalia e sinistro, controlla e gestisce gli accessi, la corretta utilizzazione dell’impianto e della proprietà, pratica accoglienza e dissuasione.

La rilevazione degli eventi avviene in tempo reale, con il vantaggio di poter far scattare l’allarme e il nebbiogeno prima che i malintenzionati comincino ad arrecare danni. Attraverso le barriere meccaniche o appositi monitor disposti esternamente, i malviventi sono al corrente che all’interno del locale è partito il nebbiogeno.

L’operatore attraverso l’audio bidirezionale dell’impianto, informa i malintenzionati che l’area è sorvegliata e che all’interno il locale è già pieno di nebbia. Avvisa che è stato allertato l’istituto di vigilanza per l’ispezione sul posto e rende praticamente vano qualsiasi altro tentativo di intrusione. Il servizio di Tele-Presenza BOR consente di ottimizzare i tempi di rilevazione e analisi degli eventi.

La tecnologia di cui è dotato l’impianto per il controllo da remoto permette di allarmare il locale e di far scattare la sirena e il nebbiogeno prima che l’intruso eluda le barriere.

Vantaggi

Siamo consapevoli che la Tele-presenza BOR rappresenta un investimento serio, sia per l’acquisto dell’impianto e del pagamento del canone di controllo, ma certamente l’assunzione dell’impegno è ripagata già con un solo furto sventato… per non parlare poi della serenità che garantisce la presenza costante di un operatore di telecontrollo che sorveglia su di te e sui tuoi valori, lasciandoti tutto il tempo libero per dedicarti alle tue passioni, senza la preoccupazione di subire danni economici e psicologici.

Cosa succede dopo un furto

Immagina di dover gestire l’emergenza che succede ad un furto… la chiamata notturna, la constatazione e la rilevazione dei danni e degli ammanchi per la presentazione della denuncia… i costi e il fermo dell’attività necessari per la riparazione delle barriere danneggiate… per non parlare della certezza di rappresentare un obiettivo sensibile per altri assalti nel corso dell’anno.

Puoi rinunciare a tutto questo e scegliere di vivere la vita godendoti solo il bello

Negozi di abbigliamento fronte strada

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DiCarmelina Moccia

Come prevenire incendi nei depositi di rifiuti

Prevenire incendi in azienda

L’emergenza relativa alla gestione dei rifiuti colpisce indistintamente Nord, Centro e Sud Italia, senza eccezioni. L’ultima notizia risale a qualche giorno fa e si riferisce all’arresto di 12 persone ritenute responsabili del rogo appiccato al capannone il 14 ottobre 2018 a Milano.

Nel rogo furono bruciati rifiuti provenienti dalla Campania, ma ancora non è possibile stabilire con esattezza le responsabilità dell’incendio in cui l’intero capannone è stato distrutto.

Le indagini hanno fatto emergere numerosi siti di raccolta di rifiuti non autorizzati che rappresentano una minaccia per l’ambiente e il benessere dei cittadini. Capannoni abbandonati sono stati trovati pieni di rifiuti, sulla cui provenienza si sta ancora indagando.

Come prevenire incendi nei depositi di rifiuti

Alcune aziende private si organizzano per arginare il fenomeno degli incendi nei depositi con impianti di monitoraggio dotati di apparecchiature di ultima generazione per la rilevazione di eventi accidentali, contaminazioni ambientali, eventi intrusivi e danneggiamenti, per la gestione degli accessi, il controllo della corretta utilizzazione dell’immobile, il controllo tecnologico delle apparecchiature e della connessione.

La possibilità di adeguare l’impianto con l’aggiunta di telecamere termografiche consente di meglio rilevare lo sviluppo di incendi e prevenire ingenti danni all’ambiente e alla struttura.

Cosa sono le telecamere termografiche

Le telecamere termiche o termocamere sono particolari dispositivi che rilevano la temperatura corporea dell’oggetto monitorato e la trasformano in impulsi elettrici. Se ti sei perso il precedente articolo fai click qui

A Capodanno un'azienda di Villa Literno in provincia di Caserta che si occupa di smaltimento di rifiuti, è stata presa di mira da malintenzionati. Per fortuna l'azienda in questione ha fatto installare un impianto di monitoraggio altamente tecnologico, grazie al quale gli operatori di tele-presenza connessi da remoto, hanno potuto intervenire in tempo reale, esercitando il controllo degli accessi, allontanando i malintenzionati dall'area controllata e prevenendo roghi o altre tipologie di danni. Fai click qui per visualizzare il video dell'intervento.

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DiCarmelina Moccia

Violazione della privacy: è possibile registrare le conversazioni dei colleghi

Violazione della privacy: È possibile registrare le conversazioni dei dipendenti

La violazione della privacy è sempre più spesso invocata in un contesto sociale dove tuttavia tutto è reso pubblico dai social. Sempre più persone condividono sui principali social network la loro posizione, le loro abitudini culinarie, le visite ai luoghi di villeggiatura, le tendenze politiche, religiose e quelle sessuali… certo alcuni restringono la visibilità di tali informazioni ai soli amici più stretti, altri invece lasciano che tutti possano accedere alle foto e video che ritraggono le loro caratteristiche abitudini.

Qual è allora il problema, perché è così invocata la violazione della privacy

La libertà di condividere le informazioni con chi più ci aggrada è la premessa, che viene poi messa in discussione quando l’informazione viene manipolata/usata da chi, a nostro parere, non ne ha il diritto.

La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro Civile, con la sentenza n.11322 di maggio 2018 ha fatto chiarezza laddove sorgeva l'esigenza di registrare conversazioni, immagini e video nel contesto lavorativo.

Ricordiamo il caso di licenziamento di un dipendente, ritenuto poi illegittimo dalla Corte di merito, che avendo ricevuto un richiamo disciplinare con relativa sanzione, aveva registrato conversazioni e immagini video all’insaputa dei colleghi, da poter utilizzare in giudizio per provare la sua innocenza nei provvedimenti disciplinari a suo carico. Il datore di lavoro, cui il dipendente aveva consegnato una Pen drive contenente le registrazioni di conversazioni tra colleghi nell’orario di lavoro,  ne aveva disposto il licenziamento.

La legge sulla privacy definisce come “dato personale” qualsiasi informazione relativa alle caratteristiche abitudini, lo stile di vita, l’orientamento sessuale, le relazioni personali, la situazione economica, lo stato civile, lo stato di salute, ma soprattutto le immagini e la voce della persona.

È possibile registrare le conversazioni dei colleghi 

La Corte di Cassazione ha stabilito che è legittimo registrare conversazioni dei colleghi a loro insaputa con audio, foto e video purché il materiale non venga esibito in altra sede diversa da quella giudiziaria, come elemento di prova, per dimostrare la propria estraneità/innocenza nei procedimenti disciplinari a proprio carico e per tutelare la propria posizione lavorativa all’interno di un’azienda.

È legittimo trattare dati personali senza il consenso dell’interessato

La sentenza pone in rilievo la questione del trattamento dei dati personali, evidenziando che è legittimo anche in assenza del consenso dell’interessato quando è rivolto a far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria, a condizione che i dati siano trattati solo per tali finalità e per il tempo necessario a perseguirle.

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DiCarmelina Moccia

Videosorveglianza nelle scuole e nei servizi educativi per l’infanzia, strutture socio-sanitarie e socioassistenziali

Videosorveglianza nelle scuole e nei servizi educativi per l’infanzia, strutture socio-sanitarie e socioassistenziali

In un precedente articolo, alla luce dei recenti avvenimenti verificatisi presso asili nido e scuole dell’infanzia, abbiamo analizzato insieme il fenomeno dei maltrattamenti sui minori, e abbiamo individuato come possibile strumento di prevenzione e contrasto la tecnologia.

Abbiamo ipotizzato che la Tele-presenza svolta per mezzo di un impianto di monitoraggio e operatori di telecontrollo, che rilevano da remoto e in tempo reale tutto ciò che accade ai nostri cari affidati alle cure di estranei, possa rappresentare la soluzione.

Abbiamo anche fatto i conti però con i limiti che impone il Garante della Privacy e abbiamo constatato che i controlli alle strutture possono essere effettuati solo a seguito di denuncia alle forze dell’ordine da parte degli interessati.

Abbiamo anche appreso che la Camera dei Deputati lo scorso novembre ha approvato 13 proposte di legge per la regolazione dell’installazione di telecamere di videosorveglianza a circuito chiuso nelle scuole e servizi educativi per l’infanzia, strutture socio-sanitarie e socioassistenziali allo scopo di prevenire e contrastare fenomeni di maltrattamento a danno di minori e anziani.

Già nelle precedenti legislature ci sono state proposte di legge, poi non approvate, che tentavano di regolamentare l’installazione di telecamere di videosorveglianza. Le proposte trovavano fondamento sempre nel susseguirsi di episodi di maltrattamento a danno di minori ed anziani che venivano alla luce a seguito della denuncia dei parenti delle vittime.

Perché il disegno di legge (ddl) per l’installazione di telecamere di videosorveglianza nelle scuole nei servizi educativi per l’infanzia e nelle strutture socio-sanitarie e socioassistenziali non diventa legge

Per diventare legge un disegno di legge deve seguire un suo specifico iter, che in questo caso particolare è davvero complicato da gestire, perché bisogna tener conto della tutela della riservatezza e della libertà dei soggetti coinvolti e della necessità di monitorare e rilevare il verificarsi di comportamenti anomali. Comprensibile quindi che il cammino verso l’approvazione e la pubblicazione impieghi diversi mesi e svariati tentativi… o forse no. Fatto sta che nel frattempo la cronaca continua a fornirci notizie raccapriccianti di maltrattamenti scoperti solo a fatti avvenuti e quando ormai i danni fisici e psicologici sono stati già arrecati.

Quali sono le regole per l’installazione di telecamere di videosorveglianza nelle scuole, nei servizi educativi per l’infanzia e nelle strutture socio-sanitarie e socioassistenziali

Il ddl in esame al Senato prevede quanto segue:

  • l’installazione di telecamere di videosorveglianza a circuito chiuso a immagini criptate, non dotate di dispositivi di comunicazione con risorse esterne;
  • le immagini registrate potranno essere consultate solo dalle Forze dell’ordine a seguito di denuncia;
  • la struttura deve indicare chiaramente che l’area è sorvegliata;
  • l’installazione deve essere autorizzata, in assenza di accordo sindacale, dall’Ispettorato Nazionale del lavoro;
  • il personale deve possedere oltre all’idoneità professionale adeguati requisiti di carattere psicoattitudinale.

Il ddl prevede altresì l’istituzione di percorsi di formazione professionale, incontri periodici per valutare e rilevare situazioni di stress correlato al tipo di lavoro svolto ed eventuali percorsi di ricollocamento del personale rivolta ad operatori ritenuti non idonei.

L’installazione e l’attivazione dell’impianto di videosorveglianza nelle scuole avverrà con consultazione/ partecipazione delle famiglie; nelle strutture socio-sanitarie e socioassistenziali dovrà essere in linea con i principi stabili dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità e avere il consenso degli interessati o di chi li rappresenta.

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DiCarmelina Moccia

Come prevenire i furti in negozio

Le attività commerciali rappresentano da sempre la meta ambita dai ladri per varietà e quantità di prodotti disponibili da poter rubare sia in orario di apertura che chiusura delle attività.

Nel dettaglio parliamo di tentativi di rapine e di effrazioni. Le attività maggiormente prese d’assalto dai ladri con la modalità della rapina notoriamente sono le gioiellerie.

Quali sono i rischi per chi subisce un furto in negozio

La cronaca nera periodicamente ci propone notizie di rapine finite male, spesso con la morte del titolare del negozio o del ladro. Quando a morire è il ladro si apre tutta una diatriba sull’opportunità o meno di esercitare la legittima difesa. Chi sostiene la libertà di rispondere con la violenza alla violenza ovviamente si dispone a fianco del negoziante che si è difeso, gli altri invocano il principio di proporzionalità dell’offesa, in virtù del quale il ladro, che ruba un gioiello, non può essere privato della vita, perché non c’è proporzione tra il valore del gioiello e il valore della sua vita.

Senza perderci in questioni che sono ancora al vaglio dei politici, di solito chi subisce un furto rischia innanzitutto di vedersi sottrarre merce di valore, ma ancora di più rischia di essere ferito o ucciso e di mettere in pericolo la vita dei presenti in negozio al momento della rapina, con tutto quello che comporta in termini di prestigio del negozio.

Un negozio che ha subito una rapina diventa un luogo poco sicuro per i consumatori

Cosa fanno i ladri quando entrano nel negozio

I ladri scelgono di entrare di giorno per avvantaggiarsi della presenza del titolare per farsi rivelare il codice della cassaforte e sicuramente agiscono adottando misure per non farsi identificare da eventuali sistemi di videosorveglianza, fanno uso di armi per minacciare i presenti e farsi consegnare contanti e valori.

Quando invece scelgono di agire di notte devono innanzitutto eludere i sistemi di sicurezza passivi. Una serranda blindata rallenterà i tempi di azione, ma non fermerà il ladro che, armato di attrezzi da scasso, danneggerà le protezioni per entrare nel locale e avere accesso alla merce ed eventualmente all’incasso del giorno prima.

Come difendersi dai furti in negozio

Per difendersi dai furti in negozio è buona norma adottare misure preventive dettate innanzitutto dal buon senso. In primis ti consiglio di non lasciare mai l’incasso in negozio. Orienta la scelta della serranda verso una tipologia che garantisca areazione ai locali, ma sia abbastanza resistente da rallentare l’attività dei ladri in modo da consentire alla vigilanza e alle forze dell’ordine di intervenire in tempo. Accertati di aver chiuso la serranda e inserito l’allarme. Nella scelta dell’allarme non lesinare, scegli quello che ti garantisce un minor numero di falsi allarmi e una schermatura contro i disturbatori di frequenza. Affidati a istituti di vigilanza in grado di garantirti una buona tempestività di intervento.

Queste misure possono tenerti relativamente al sicuro dalla preoccupazione di subire un furto in negozio. Per garantirti la totale protezione valuta l’opportunità di dotare il locale di un impianto di rilevazione e analisi degli eventi, che previene l’evento intrusivo, danni a persone e cose e rileva eventuali incendi e allagamenti. Un impianto di rilevazione abbinato ad un efficace servizio di portierato e guardiania a distanza garantisce la protezione totale più efficace.

Se hai un’attività dotata di un solo ingresso, puoi considerare la possibilità di noleggiare un impianto di monitoraggio con una configurazione a tre telecamere e sistema nebbiogeno integrato. Fai click qui per visualizzare la promozione.

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DiCarmelina Moccia

Si può usare lo Smartphone per collegare una telecamera IP

Si può usare lo Smartphone per collegare una telecamera IP

Se sei arrivato qui è perché probabilmente stai facendo ricerche in rete per acquistare una telecamera IP.

Avrai già appreso che la telecamera IP sfrutta tecnologia di ultima generazione e può essere controllata da remoto attraverso PC, Tablet o Smartphone.

Dotate di software di configurazione per la personalizzazione degli strumenti, come suggerisce la parola IP, che sta per Internet Protocol, per essere gestite da remoto necessitano di connessione internet stabile.

A seconda dell’utilizzo che ne devi fare, puoi orientarti verso la scelta di telecamere con o senza fili, da interni o da esterni, con tecnologia starlight o PTZ… la varietà di modelli presenti in commercio risponde a tutte le esigenze di sicurezza, ma non devi trascurare l’aspetto della connessione rete.

Se non disponi di una connessione stabile non puoi scegliere una telecamera di ultima generazione, e se confidi di poter usare lo Smartphone come router sei in errore.

Non è possibile usare lo Smartphone per collegare la telecamera IP e registrare immagini.

Che tipo di connessione serve per collegare una telecamera IP di un sistema di sorveglianza

Per una buona stabilità del sistema di sorveglianza occorre disporre di una connessione ADSL a banda minima garantita di almeno 2 Mbit/s o rete 3G/4G. Puoi utilizzare qualsiasi apparato idoneo a sfruttare la connessione: Modem router ADSL, Modem router o chiavette 3G/4G.

Perché è così importante la connessione internet per la gestione delle telecamere IP

La peculiarità delle IP camera è la possibilità di accedere alle informazioni in qualsiasi momento da qualunque parte del mondo utilizzando un dispositivo smart, dotato di connessione internet. Se la IP camera non è connessa in rete il dispositivo non riuscirà a visualizzare le immagini live trasmesse dalla camera.

Come vengono registrate le immagini su NVR

Senza entrare troppo in dettagli che sono di competenza tecnica, ti basta sapere che la registrazione delle immagini su NVR può avvenire in cloud, sfruttando un server esterno o direttamente utilizzando l’indirizzo IP dell’apparato.

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DiCarmelina Moccia

Come difendersi dai furti in appartamento

Come difendersi dai furti in appartamento

La casa negli anni ha acquisito sempre più i connotati del luogo sicuro, del rifugio dove potersi sentire al riparo dalle insidie del mondo esterno. La scelta della collocazione è prevalentemente determinata dalle esigenze di lavoro e dalla vicinanza agli affetti più cari, trascurando invece quegli elementi che nel tempo, con la nascita di bambini e con l’evoluzione delle esigenze, vengono inevitabilmente rivalutati: mi riferisco alla lontananza dal centro abitato, la presenza del giardino e balconi, la tipologia di serramenti e i portoncini di accesso…

Alla luce di quanto apprendiamo dalla cronaca nera, la preoccupazione di subire un furto mentre si soggiorna in casa viene percepita sempre più come un rischio tangibile.

Come si fa a difendersi dai furti in appartamento?

Prima di rispondere alla domanda analizziamo insieme il fenomeno…

Quali sono i rischi per chi subisce un furto in appartamento

Gli intrusi agiscono per sottrarre contante, gioielli e beni di lusso: il sequestro e i maltrattamenti sono i principali rischi cui sono esposti coloro che soggiornano in casa, ma non devi sottovalutare l’impatto psicologico che ha l’evento sui componenti della famiglia, perché viene a cadere l’idea della casa intesa come rifugio, e su chi poi dovrà occuparsi della gestione dell’emergenza. Tendenzialmente si è portati a temere il furto quando si è lontani da casa, ma i ladri prediligono le intrusioni in orari che prevedono la presenza degli occupanti per farsi aprire la cassaforte e avere accesso facilitato ai preziosi.

Cosa fanno i ladri quando entrano nell’appartamento

Eludere o neutralizzare i sistemi di sicurezza passivi è certamente la prima preoccupazione dei ladri quando si introducono in un appartamento, poi concentrano l’attenzione su chi è presente in casa… usano armi e violenza per indurre gli occupanti a farsi rivelare i nascondigli dei contanti e dei preziosi. Immagina di trovarti in casa, con i tuoi bambini, in prossimità di cenare… l’intrusione… le minacce, la violenza…

I recenti fatti di cronaca avvenuti un po’ in tutta Italia e in particolare a settembre, a Lanciano, sono la dimostrazione di cosa può accadere a chi ha la sfortuna di trovarsi in casa quando arrivano i ladri.

Come difendersi dai furti in appartamento

Dotare l’appartamento o la villa di sistemi di sicurezza passivi è sicuramente una buona pratica. Se non sai cosa sono i sistemi di sicurezza passivi, fai click qui. Sicuramente blindare casa con porte e serramenti con blindatura a classe di resistenza RC6 può rallentare l’azione dei ladri più esperti e fare da deterrente per quelli meno attrezzati, ma nella maggior parte dei casi i ladri agiscono dopo aver esaminato attentamente i sistemi in dotazione all’appartamento e non improvvisano. È opportuno quindi predisporre sistemi di sicurezza non eludibili.

Il Governo mette a disposizione dei cittadini agevolazioni fiscali per favorire l’installazione di sistemi di sicurezza attivi, la Legge di Stabilità infatti riconferma per il 2019 la detraibilità delle spese sostenute, entro dicembre 2019, per perizie, sopralluoghi, progettazione, acquisto e installazione di apparecchiature per la sicurezza.

I sistemi di sicurezza tradizionali sono facilmente eludibili e generano continui falsi allarmi, che abbassano l'attenzione sull'evento reale, costringendo la vigilanza ad intervenire ripetutamente per verificare la veridicità dell'evento, e disturbano il vicinato che, infastidito, non reagisce in caso di effettivo bisogno.

L’innovativo sistema di portierato e guardiania a distanza introdotto da BOR rappresenta l’unica soluzione efficace contro le intrusioni, perché coniuga tecnologia di ultima generazione per la rilevazione certa degli eventi e professionalità di operatori esperti in Tele-presenza per interventi tempestivi che prevengono eventi intrusivi e danni alle persone e cose.

Attrezzare l’appartamento di sistemi di sicurezza passivi e attivi (porte e serramenti blindati, impianti di allarme e di videosorveglianza) non esclude la possibilità di integrarli con il sistema BOR.

Ti propongo il video del furto sventato il 9 novembre presso l’abitazione di un nostro cliente di  Maddaloni, in provincia di Caserta. Alle ore 18:50 circa, tre malintenzionati muniti di arnesi da scasso, si sono introdotti all’interno di una villa privata con l’intento di rubare. Il tempestivo intervento dell’operatore connesso da Centrale Operativa ha evitato danni a persone e cose.

I ladri si sono dati alla fuga appena hanno sentito la voce dell’operatore che li avvisava che l’area era sorvegliata. Immagina cosa sarebbe successo senza il sistema BOR…

Se in qualche modo ti è stato utile questo articolo condividilo con i tuoi contatti, se invece desideri un preventivo per un impianto di monitoraggio per la guardiania a distanza BOR inviaci una richiesta di preventivo, sarai ricontattato dai nostri consulenti.

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DiCarmelina Moccia

Come proteggere un terreno agricolo

mezzi agricoli

I terreni agricoli sono sempre più soggetti ad atti vandalici e intrusioni finalizzate alla sottrazione di attrezzi da lavoro, carburante, veicoli, bestiame e latte. Proteggere un terreno agricolo dove si alleva bestiame richiede la progettazione di impianti che rilevano anche la presenza di animali randagi che potrebbero rappresentare mezzo di contagio batterico e compromettere la salute del bestiame.

Di solito l’idea della sicurezza è associata alla presenza/assenza dei ladri, chi possiede un terreno agricolo sa che oltre alla presenza dei ladri occorre considerare anche altri elementi.

La collocazione territoriale fa delle Aziende Agricole mete facilmente violabili, alcune sono sorvegliate da custodi, altre da antifurti agricoli che non sempre proteggono efficacemente il terreno e le attrezzature.

Qual è l’impatto di un furto su un terreno agricolo

I danni economici derivanti dalla sottrazione di pannelli fotovoltaici, veicoli e attrezzature o dal danneggiamento e l’incendio degli impianti sono la principale conseguenza dell'atto vandalico, cui si accompagna l'interruzione del servizio di distribuzione e produzione dell'energia, con un notevole impatto psicologico per chi si occupa della gestione dell’emergenza e del ripristino del servizio.

I tradizionali sistemi anti-intrusione sono facilmente eludibili e generano spesso falsi allarmi, che abbassano l'attenzione sull'evento reale costringendo gli addetti ai controlli ad intervenire continuamente per ispezionare l’area di interesse, inoltre non rilevano la presenza di bestiame fuori dai recinti o animali randagi, con le relative conseguenze.

Qual è il miglior rimedio per proteggere un terreno agricolo

Per proteggere un terreno agricolo ci sono diversi rimedi, più o meno costosi, che tuttavia non risolvono definitivamente il problema. L’antifurto agricolo, per esempio, è costituito da un cavo armato percorso da un segnale luminoso, generato da una scheda di analisi in grado di rilevare movimenti e in caso di tagli genera l’allarme, consentendo di intervenire. Si usa come una catena da vincolare agli attrezzi.

Le inferriate allarmate sono dotate di un sensore interno che genera un allarme quando l’inferriata viene piegata, tagliata o asportata.

Sia l’antifurto agricolo che le inferriate possono essere annoverati tra i rimedi per proteggere un terreno, ma non rappresentano la soluzione, anzi potrebbero accelerare le attività degli intrusi e soprattutto non risolvono il problema degli animali randagi e del bestiame fuori dai recinti.

La guardiania a distanza per mezzo di Tele-presenza rappresenta la soluzione definitiva per i terreni delle aziende agricole che necessitano di monitoraggio. L’impianto utilizza un software, gestito da remoto da operatori di telecontrollo, che rileva in tempo reale qualsiasi evento, anche la presenza di animali randagi e bestiame fuori dal recinto.

Quali sono i vantaggi della guardiania a distanza

I vantaggi della guardiania virtuale sono notevoli e riguardano tanto l’aspetto economico quanto quello organizzativo. Per garantire una guardiania affidata a personale sul posto che si riveli efficace, occorre assumere 3/4 dipendenti, con tutto ciò che comporta tale scelta, in termini di gestione degli stipendi e dei turni di lavoro. La gestione dei turni del personale è un elemento che richiede organizzazione e flessibilità. Non solo, occorre tutelare i guardiani dal rischio di intrusione cui sono maggiormente esposti per le peculiarità proprie del lavoro.

Che cos’è la guardiania a distanza

La guardiania a distanza consiste nell’apertura e/o chiusura di varchi, porte e cancelli, nella rilevazione e l’analisi degli eventi, nel controllo della corretta utilizzazione della struttura, nel controllo della sosta vietata, nella rilevazione di incendi e danneggiamenti, nella deterrenza intrusioni, nel controllo del corretto funzionamento delle apparecchiature, e garantisce una documentazione di tutti gli eventi per immagini, foto e video in tempo reale.

Quanto costa il servizio di guardiania a distanza

Il costo del servizio di guardiania a distanza varia in base alla tipologia di controllo che si sceglie in termini di ore e quantità di apparecchiature da controllare. Sicuramente il costo si articola in due voci: spese di acquisto dell’impianto necessario al servizio di guardiania e canone mensile di telecontrollo. Grazie alle agevolazioni fiscali, puoi acquistare le apparecchiature per il tuo impianto di monitoraggio sfruttando la detrazione del 50% prevista dal Bonus Sicurezza. I contratti di vigilanza e quelli di portierato o guardiania non sono detraibili. Se ti sei perso l’articolo sul Bonus Sicurezza fai click qui.

Un’Azienda Agricola di Eboli (SA) in passato ha subìto furti di attrezzature e mezzi da lavoro. Grazie al sistema BOR sono stati indotti a scappare i due malintenzionati, che erano arrivati con il chiaro intento di sottrarre mezzi agricoli.

Se ti è stato utile questo articolo, aggiungi un commento o condividilo con i tuoi contatti. Se invece desideri informazioni più dettagliate sulla modalità di acquisto delle apparecchiature necessarie al servizio di guardiania a distanza per la tua azienda o abitazione, contattaci e richiedi una consulenza gratuita

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DiCarmelina Moccia

Telecamere IP con tecnologia Starlight: cosa c’è da sapere

Telecamere IP con tecnologia Starlight: cosa c’è da sapere

Le telecamere IP con tecnologia starlight sono particolarmente adatte per essere impiegate in impianti di videosorveglianza, quando occorre controllare grandi ambienti disposti all’esterno, di notte e in assenza di illuminazione.

La tecnologia starlight consente di avere una visione notturna con immagini a colori in condizioni di buio totale ed è stata sviluppata in risposta alle criticità rilevate da chi utilizza telecamere ad alta risoluzione. Il difetto più frequente è legato alla compressione video, a causa del quale sulle immagini in bianco e nero, in assenza di illuminazione artificiale, si può notare un effetto neve che fa perdere i dettagli. Non meno importanti i problemi causati dal riflesso di oggetti catarifrangenti o dal led di telecamere e dalla sensibilità dei sensori che accecano le telecamere rendendole inutilizzabili.

I chipset di cui sono dotate le telecamere starlight sono progettati per catturare anche le luci più tenui per rendere le immagini visibili in una qualità pari alla ripresa effettuata di giorno.

L’impiego delle telecamere starlight, come anticipato, sono adatte ad un utilizzo per spazi esterni e molto ampi, dove sia richiesta un’attenzione particolare per i dettagli e per garantire la sicurezza delle aree controllate. È sconsigliato l’utilizzo per spazi interni, per i quali sono sufficienti le telecamere già dotate di illuminazione.

Negli anni la tecnologia si è sempre più evoluta per offrire prodotti e servizi in grado di ottimizzare la resa dei dispositivi. L’importanza di scegliere telecamere con tecnologia starlight nasce dalla necessità di avere immagini video nitide in condizioni di buio per individuare dettagli importanti per garantire la sicurezza dei luoghi.

Se stai per comprare telecamere starlight e hai dubbi sull’opportunità di usarle nel tuo impianto di videosorveglianza, contattaci per saperne di più. I nostri impianti di monitoraggio sono dotati di telecamere starlight perché abbiamo a cuore la cura dei dettagli e la sicurezza dei nostri clienti.

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DiCarmelina Moccia

Tecnologia POE (Power of Ethernet): cosa c’è da sapere

Power of Ethernet

Se hai un impianto analogico, a circuito chiuso, e stai considerando l’opportunità di adeguarlo con un impianto di monitoraggio controllabile da remoto, starai sicuramente facendo una ricerca sui dispositivi PD (Powered Devices): Telefoni VoIP, Access Point Wireless e Telecamere IP e ti sarà capitato di imbatterti nella sigla POE.

Mettiti comodo e leggi l’articolo che ho preparato per te. Non voglio annoiarti con lungaggini e tecnicismi. Risponderò solo ad alcune possibili domande… quelle più frequenti.

Cosa significa la sigla POE?

L’acronimo POE (Power of Ethernet) si riferisce alla tecnologia che consente di alimentare un dispositivo compatibile allo standard IEEE 802.3af e 802.3at attraverso il cavo di rete utilizzato per la connessione dati.

Come puoi facilmente intuire si tratta di una tecnologia che ha lo scopo di ridurre la quantità di cavi da utilizzare quando devi connettere telefoni, telecamere che usano internet, router, sistemi di chiusura porte, eccetera.

Puoi utilizzare il cavo di connessione per alimentare il dispositivo.

Senza andare troppo nei tecnicismi, il cavo di connessione si compone internamente di altri piccoli cavi destinati in parte a trasportare dati e in parte energia.

Quando è utile la tecnologia POE?

Per alimentare dispositivi che si trovavano lontano dalla presa elettrica un tempo bisognava predisporre canaline in grado di mascherare lunghi cavi elettrici, oggi questa problematica è superata dalla tecnologia POE. È evidente quindi il vantaggio economico che deriva dall’impiego della tecnologia POE.

Pensa a quanto risparmierai non dovendo più acquistare grandi quantità di cavi e predisporre punti di alimentazione. Dovrai però accertarti che il dispositivo che intendi usare sia compatibile allo standard.

Come funziona?

Semplice! Devi collegare il dispositivo PD allo Switch POE utilizzando il solo cavo di connessione.

Cos’è lo Switch POE?

Lo Switch POE è un dispositivo che permette lo scambio di dati fra sistemi. È un elemento molto duttile, che presenta almeno quattro porte e consente l’alimentazione di videocamere, acces point, telefoni voip, sistemi di chiusura porte, dispositivi IoT e via dicendo…

I modelli più evoluti presenti in commercio, consentono di alimentare e gestire da remoto più dispositivi. Dotati di pannello di configurazione consentono di gestire la priorità di alimentazione dei dispositivi collegati e disporre da remoto l’apertura/chiusura di porte e l’accensione/spegnimento di dispositivi.

Cosa succede se collego un dispositivo non compatibile allo Switch POE?

È possibile collegare un dispositivo non compatibile ad uno Switch POE, ma si realizzerà semplicemente la connessione dati e non l’alimentazione del dispositivo.

Nei sistemi di videosorveglianza che sfruttano telecamere IP la tecnologia POE si rivela particolarmente utile per la connessione e l’alimentazione delle camere e per il controllo da remoto delle stesse.

Se ti è piaciuto questo articolo, aggiungi un commento o condividi con noi la tua esperienza. Se invece desideri informazioni più dettagliate sull’impianto di monitoraggio con servizio di guardiania a distanza per la tua azienda o abitazione, contattaci e richiedi una consulenza gratuita

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