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Sono detraibili le spese per i contratti stipulati con società di vigilanza?

bonus sicurezza 19

La Legge di Stabilità riconferma per il 2019 la detraibilità delle spese sostenute, entro dicembre 2019, per perizie, sopralluoghi, progettazione, acquisto e installazione di apparecchiature per la videosorveglianza.


Il bonus videosorveglianza è stato introdotto nel 2016 sotto forma di credito d’imposta. Nel corso degli anni ha subito variazioni e aggiustamenti ed è diventata un’agevolazione fiscale da portare in detrazione nella dichiarazione dei redditi.

Quali sono le spese che possono essere portate in detrazione

Anche quest’anno il governo pone particolare attenzione alla sicurezza dei cittadini, favorendo l’acquisto e l’installazione di impianti di videosorveglianza e tutti quegli interventi (esempio: rafforzamento, sostituzione, installazione di cancellate e recinzioni murarie, cassaforte, vetri antisfondamento, eccetera) orientati a prevenire/evitare furti, aggressioni, sequestri di persone, e in generale la violazione dei diritti protetti.

A chi spetta il bonus per la detrazione delle spese di videosorveglianza

La detrazione per le spese di videosorveglianza spetta alle sole persone fisiche nella misura del 50%, da ripartire in 10 quote annuali.

Sono detraibili le spese per i contratti stipulati con società di vigilanza

Non rientrano tra le spese detraibili quelle sostenute per i contratti stipulati con società di vigilanza.

Solo nel 2016 chi installava apparecchiature di videosorveglianza e/o stipulava contratti di vigilanza poteva fruire del bonus videosorveglianza al 100% sotto forma di credito d’imposta.

Dal 2017 le sole spese sostenute per l’acquisto/installazione di telecamere di videosorveglianza sono detraibili al 50%, restano escluse quelle sostenute per i contratti di vigilanza.

Non possono fruire del bonus videosorveglianza le imprese, le società, gli artigiani e le attività commerciali.

Come si fa a pagare le spese di videosorveglianza per fruire del bonus

Per poter fruire della detrazione devi effettuare il pagamento delle spese con bonifico parlante, bancario o postale, anche online, indicando come casuale del pagamento il riferimento all’articolo 16-bis del Dpr 917/1986, devi inoltre indicare i dati, completi di codice fiscale, di chi beneficia della detrazione e del beneficiario del pagamento.

Che cos’è il bonifico parlante

Nel 2015 il bonifico parlante era l’unica forma di pagamento accettata per poter usufruire dei bonus videosorveglianza e bonus ristrutturazioni. Ancora oggi viene indicato come modalità di pagamento per accedere alle agevolazioni, ma non è più “l’unica accettata”, infatti è possibile documentare il pagamento delle spese anche con bonifico bancario o postale.

Nel bonifico parlante devi indicare tutte le informazioni necessarie, imposte dalla legge, per non generare confusione con altri pagamenti e poter richiedere l’agevolazione all’Agenzia delle Entrate.

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Tecnologia POE (Power of Ethernet): cosa c’è da sapere

Power of Ethernet

Se hai un impianto analogico, a circuito chiuso, e stai considerando l’opportunità di adeguarlo con un impianto di monitoraggio controllabile da remoto, starai sicuramente facendo una ricerca sui dispositivi PD (Powered Devices): Telefoni VoIP, Access Point Wireless e Telecamere IP e ti sarà capitato di imbatterti nella sigla POE.

Mettiti comodo e leggi l’articolo che ho preparato per te. Non voglio annoiarti con lungaggini e tecnicismi. Risponderò solo ad alcune possibili domande… quelle più frequenti.

Cosa significa la sigla POE?

L’acronimo POE (Power of Ethernet) si riferisce alla tecnologia che consente di alimentare un dispositivo compatibile allo standard IEEE 802.3af e 802.3at attraverso il cavo di rete utilizzato per la connessione dati.

Come puoi facilmente intuire si tratta di una tecnologia che ha lo scopo di ridurre la quantità di cavi da utilizzare quando devi connettere telefoni, telecamere che usano internet, router, sistemi di chiusura porte, eccetera.

Puoi utilizzare il cavo di connessione per alimentare il dispositivo.

Senza andare troppo nei tecnicismi, il cavo di connessione si compone internamente di altri piccoli cavi destinati in parte a trasportare dati e in parte energia.

Quando è utile la tecnologia POE?

Per alimentare dispositivi che si trovavano lontano dalla presa elettrica un tempo bisognava predisporre canaline in grado di mascherare lunghi cavi elettrici, oggi questa problematica è superata dalla tecnologia POE. È evidente quindi il vantaggio economico che deriva dall’impiego della tecnologia POE.

Pensa a quanto risparmierai non dovendo più acquistare grandi quantità di cavi e predisporre punti di alimentazione. Dovrai però accertarti che il dispositivo che intendi usare sia compatibile allo standard.

Come funziona?

Semplice! Devi collegare il dispositivo PD allo Switch POE utilizzando il solo cavo di connessione.

Cos’è lo Switch POE?

Lo Switch POE è un dispositivo che permette lo scambio di dati fra sistemi. È un elemento molto duttile, che presenta almeno quattro porte e consente l’alimentazione di videocamere, acces point, telefoni voip, sistemi di chiusura porte, dispositivi IoT e via dicendo…

I modelli più evoluti presenti in commercio, consentono di alimentare e gestire da remoto più dispositivi. Dotati di pannello di configurazione consentono di gestire la priorità di alimentazione dei dispositivi collegati e disporre da remoto l’apertura/chiusura di porte e l’accensione/spegnimento di dispositivi.

Cosa succede se collego un dispositivo non compatibile allo Switch POE?

È possibile collegare un dispositivo non compatibile ad uno Switch POE, ma si realizzerà semplicemente la connessione dati e non l’alimentazione del dispositivo.

Nei sistemi di videosorveglianza che sfruttano telecamere IP la tecnologia POE si rivela particolarmente utile per la connessione e l’alimentazione delle camere e per il controllo da remoto delle stesse.

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Data Protection: Armadio Rack per i sistemi di videosorveglianza

Box Data Protection in collaudo

Con l’entrata in vigore del GDPR proteggere i dati con appropriate strutture fisiche di allocazione di dispositivi hardware, nella gestione di server, switch e router, è di fondamentale importanza.

Nei sistemi di videosorveglianza, come in altri ambienti in cui si effettua la registrazione e il trattamento dei dati, è necessario predisporre l’alloggiamento dei componenti hardware con appositi Data Protection.

L’Armadio Rack è disponibile a parete o a pavimento, a seconda delle dimensioni. La grandezza dell’armadio rack è determinata dalla quantità di componenti hardware che deve ospitare. Un armadio rack può ospitare fino a 42 unità. L’utilizzo di armadi rack a parete ovviamente, è destinato a sistemi di data protection di poche unità.

Cosa significa Rack

Rack in inglese significa scaffale e in effetti l’armadio rack si presenta come una struttura composta da vari ripiani estraibili, su cui alloggiano case, di gran lunga più sottili di quelli dei Personal Computer, custoditi da dispositivi meccanici di chiusura, per garantire esclusivamente l’accesso al personale autorizzato. La parte frontale dell’armadio consente di accedere per collegare tastiere e monitor, mentre la parte posteriore consente di agire sui collegamenti per l’alimentazione e la connessione in rete.

Come si fa a rendere il data center più efficiente

L’armadio rack è il componente fondamentale per la gestione di una sala dati, le sue prestazioni ne influenzano l’efficienza operativa, pertanto è necessario garantire il corretto funzionamento dei componenti elettronici attraverso gruppi di continuità e ventole di raffreddamento per consentirne rispettivamente l’alimentazione elettrica costante e la giusta ventilazione.

Quali sono i vantaggi dell’armadio rack

Gli armadi rack sono utilizzati per gestire e organizzare componenti hardware. Permettono di adattare e configurare diverse tipologie di apparati elettronici, con un notevole impatto tecnologico. Diffusamente impiegati in ambito industriale, informatico e nel campo delle telecomunicazioni, consentono di intervenire immediatamente in caso di guasto, per la sostituzione e la manutenzione.

L’impiego degli armadi rack nei sistemi di videosorveglianza risponde all’esigenza di proteggere i dati sensibili. Nell’immagine che oggi condividiamo è rappresentato un sistema di data protection in fase di collaudo, prima di essere assembrato e poi consegnato ai clienti che acquistano l’impianto di monitoraggio per il servizio di sorveglianza BOR.

Se desideri informazioni più dettagliate sul Box Data Protection compreso nell’impianto di monitoraggio per il servizio di sorveglianza, di cui siamo fornitori esclusivi, contattaci e richiedi una consulenza gratuita

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Come progettare una casa sicura

Come progettare una casa sicura

Se hai in progetto di mettere su famiglia, prima di tutto, pensa alla sicurezza di chi ami... progetta una casa sicura.

Non è un messaggio promozionale, è un suggerimento.

Di solito quando si progetta un matrimonio si pensa al ricevimento, al servizio fotografico per il giorno delle nozze, all’allestimento degli interni della casa, alla ristrutturazione degli spazi che saranno il nido dove cresceranno tutti gli altri progetti… poche volte si pensa alla sicurezza, alla progettazione vera e propria di una casa sicura, che sia anche a prova di ladro.

Qualcuno dice che per preparare una casa occorrono sette lunghi anni. La progettazione ti può aiutare ad interpretare il concetto di casa sicura e ad ottimizzare i tempi.

Sia che tu faccia una progettazione con l’utilizzo di software dedicati, sia che proceda con la tradizionale carta e penna, è bene pensare prima di tutto alla sicurezza di chi ami.

Non perdere di vista un concetto importante: la casa sarà l'incubatrice di tutti i tuoi progetti importanti. Il luogo sicuro dove rifugerai quando fuori sarà tutto difficile.

Immagina di sentirti violato nei tuoi spazi, nella tua intimità… è destabilizzante sapere che qualcuno è entrato dove tu hai improntato il centro dei tuoi interessi, dove vivono i tuoi figli.

Quando si comincia a progettare casa, si è portati a dare importanza all’estetica, al design degli interni e degli esterni. È importante invece comprendere che la progettazione della casa deve essere finalizzata anche alla sicurezza, intesa in senso ampio, a cominciare dalla collocazione delle prese elettriche, agli angoli, alla collocazione delle sostanze che possono rivelarsi tossiche e farmaci, alla disposizione di scale, mobili e infissi. Non è detto che ciò che è bello esteticamente sia anche sicuro.

Il giardino   annesso alla casa può diventare un luogo pericoloso, facilmente violabile da parte di malintenzionati, se non provvisto di apposite misure di sicurezza.

Cosa occorre predisporre?

Per prima cosa quando predisponi le prese elettriche, pensa all’uso che ne farai in futuro. Immagina i possibili punti di alimentazione degli elettrodomestici e telecamere. Quando avrai dei bambini farai in modo che siano munite di apposita protezione.

Gli angoli di tavolini, carrelli, scrivanie, possono essere coperti da protezioni che puoi acquistare in rete, quando ti nasce l’esigenza.

Colloca i pensili destinati alle sostanze tossiche e ai farmaci nella parte alta della parete, in modo che non possa raggiungerli un bambino.

Chiudi le scale con appositi cancelletti di sicurezza.

Munisci le finestre di serramenti blindati.

Installa un impianto di allarme, meglio se composto da sensori e telecamere. Hai tempo fino al 31 dicembre per installare un sistema anti-intrusione e usufruire dell’agevolazione fiscale prevista dalla legge di bilancio 2018 per l’installazione o l’ammodernamento dell’impianto di videosorveglianza.

Puoi portare in detrazione le spese per il sopralluogo, la progettazione, l’acquisto e l’installazione di apparecchiature collegate a centrali di sorveglianza, (leggi come)  oppure puoi scegliere di domotizzare la tua casa usufruendo della detrazione del 65% prevista dall’ecobonus domotica.

Ogni anno il governo si impegna per tutelare la sicurezza dei cittadini e favorire chi installa dispositivi per l’efficientamento energetico delle strutture, promuovendo agevolazioni fiscali. Approfittane e rivolgiti a installatori certificati che possano aiutarti in fase di progettazione.

Non improvvisare. L’improvvisazione può essere molto pericolosa. Se ti affidi al fai da te, potresti installare un impianto che non funziona efficacemente, potrebbe non informarti dell’evento intrusivo e mettere a rischio la sicurezza dei tuoi affetti.

Rendi la tua casa sicura con il rivoluzionario servizio di portierato a distanza BOR. Rivolgiti a professionisti esperti del settore per progettare la tua casa sicura. Contattaci per una consulenza gratuita e per ricevere un sopralluogo  per definire un preventivo per un impianto di monitoraggio controllato da remoto.

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Monitoraggio, tele-controllo e supervisione: differenze e impieghi

Monitoraggio

Grazie all’impiego della tecnologia di ultima generazione è possibile monitorare aree e intervenire in tempo reale.

Come funziona il monitoraggio?

Il monitoraggio delle aree presuppone l’utilizzo di un impianto hardware dotato di software applicativo dedicato, sviluppato appositamente per controllare valori e parametri di riferimento. Il principio di funzionamento si basa sulla rilevazione di valori e il confronto degli stessi con i dati di riferimento. Quando i valori non coincidono, il sistema segnala l’anomalia. Una volta rilevata l’anomalia è possibile intervenire per ripristinare i parametri di riferimento.

Il monitoraggio può essere praticato da remoto, grazie ad una connessione internet stabile, per mezzo del tele-controllo.

Cos’è il tele-controllo?

Il tele-controllo, come suggerisce la parola, è la tecnologia che consente di gestire un impianto da remoto e controllare in tempo reale le variabili impostate nel software di monitoraggio.

Se viene rilevata un’attività non contemplata nelle variabili impostate scatta un allarme ed è possibile intervenire per ripristinare il funzionamento dell’impianto di monitoraggio, grazie alla supervisione operata da operatori addetti al telecontrollo.

Cos’è la supervisione?

La supervisione si realizza nel controllo dei valori rilevati dall’impianto di monitoraggio. È l’attività svolta in remoto dagli operatori connessi da una centrale di controllo, per mezzo della quale si realizza il tele-controllo di un impianto di monitoraggio.

Monitoraggio, tele-controllo e supervisione vengono spesso fraintesi. Fanno parte invece di un sistema di controllo di valori/eventi e trovano applicazione in diversi campi. Per intenderci, la supervisione viene praticata per la gestione delle risorse energetiche di un’azienda, della viabilità, dell’illuminazione pubblica, e più diffusamente per la deterrenza furti.

Il monitoraggio delle aree per la deterrenza furti, presuppone l’utilizzo quindi di un impianto dotato di software di rilevazione e analisi degli eventi. Se viene rilevato un evento che contrasta con i parametri stabiliti nel software di gestione dell’impianto di monitoraggio, scatta l’allarme e l’operatore che esegue la supervisione da remoto per mezzo del tele-controllo, può intervenire per ripristinare i parametri stabiliti per il corretto funzionamento dell’impianto di monitoraggio.

Attualmente l’impiego di impianti di monitoraggio gestiti da remoto rappresenta l’unica risposta efficace al crescente numero di eventi intrusivi.

Se desideri informazioni più dettagliate sul monitoraggio a distanza della tua azienda o abitazione, contattaci e richiedi una consulenza gratuita

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Telecamere panoramiche per il monitoraggio delle aree e la rilevazione degli eventi

Vista panoramica

L’impiego delle telecamere panoramiche è particolarmente indicato quando si ha necessità di monitorare ampie aree con precisione.

Disponibili in diverse categorie e modelli, le telecamere panoramiche da interni possono essere applicate a parete o a soffitto per una visuale a 360° panoramica, angolare a 270° e 180 gradi.

Le telecamere Dome con vista panoramica sono adatte all’impiego in punti vendita, hotel, scuole e uffici. Le dimensioni ne consentono l’utilizzo in ambienti di vario genere, per stile e layout. Si possono trovare indifferentemente in negozi di abbigliamento e uffici, senza guastare l’estetica scelta per l’ambiente.

L’impiego di telecamere panoramiche risulta particolarmente conveniente perché con una sola telecamera è possibile ottenere un’ampia visuale dell’area da monitorare; anche l’installazione e la gestione è più vantaggiosa.

Le puoi trovare nella versione a sensore singolo, per l’applicazione in ambienti interni, con ottime prestazioni in termini di naturalezza delle immagini; nella versione con multi sensore a 180°, per un monitoraggio senza interruzioni di aree ed edifici pubblici e amministrativi, banche, strutture ospedaliere, stazioni ferroviarie; nella versione multidirezionali, per dettagli precisi, con microfono e altoparlante; nella versione multi direzionale PTZ per il monitoraggio in tempo reale, per una visione completa, con zoom regolabile da software gestionale.

Le telecamere a vista quadrupla sono particolarmente indicate per l’impiego in incroci, perché offrono la possibilità di regolare la rotazione, l’inclinazione e lo zoom delle aree di interesse.

Sono indifferentemente impiegate per la visione notturna e diurna. Resistono alle inclemenze metereologiche e possono essere collegate con la tecnica POE (Power Over Ethernet) per cui lo stesso cavo consente di alimentare e collegare le videocamere, per un utilizzo sempre più snello dei dispositivi.

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Ordinanza di custodia cautelare per i 15 indagati per furto in abitazioni

furto in abitazione

Sono in custodia cautelare i 15 indagati per reato di associazione a delinquere finalizzata alla ricettazione e riciclaggio della merce rubata nelle abitazioni tra le province di Napoli, Caserta, Avellino e Salerno.

Le indagini condotte dalla compagnia dei carabinieri di Torre Annunziata (NA) hanno portato alla luce un’organizzazione composta da cittadini italiani e rumeni che compivano furti nelle abitazioni, sottraendo denaro, gioielli, televisori e attrezzature agricole.

Durante le indagini i carabinieri hanno potuto delineare un vero e proprio modus operandi della banda, che agiva su commissione di un 46enne che coordinava i sopralluoghi per valutare la violabilità delle abitazioni, indicava le date in cui compiere il furto, i depositi dove depositare la refurtiva, gli obiettivi da colpire e gli esecutori, di solito gruppi di 4 o 5 persone che si muovevano su macchine con targa straniera.

Sono invece partite il 17 ottobre, a seguito di una denuncia di una donna che si è vista sottrarre la spesa e il borsone da calcio del figlio dall’auto in sosta nel parcheggio del centro commerciale Appia Center di Teverola, le indagini per furto ai danni di automobili, verificatisi nelle ultime settimane. Solo a seguito della denuncia si potranno valutare i video della sorveglianza e identificare i malviventi.

L’impiego della sorveglianza nell’azione di deterrenza furti diventa sempre più incisivo per la conduzione delle indagini, per l’individuazione dei malfattori, la localizzazione dei depositi destinati alla custodia della refurtiva e l’identificazione dei ricettatori.

Sono già al vaglio della polizia le immagini del furto avvenuto ai danni della gioielleria in Corso Trieste a Caserta, raccolte dalle telecamere per l’individuazione di elementi utili alle indagini.

La tempestività della rilevazione degli eventi intrusivi gioca un ruolo fondamentale nella lotta alla malavita. Agire prima che i ladri possano portare a compimento i loro piani criminali sarebbe la soluzione definitiva e risolutiva del problema. Attrezzarsi con impianti di videosorveglianza, come suggerito dalle forze dell’ordine, meglio ancora se integrati da servizio di Tele-presenza, può rappresentare la risposta ad un fenomeno che non conosce fine.

Scegliere di attrezzarsi di impianti di videosorveglianza con telepresenza rappresenta una nuova filosofia di vita. Affidarsi alla tecnologia supportata dall’uomo per la dissuasione furti è un’innovazione nel campo della sicurezza e interpreta un rivoluzionario concetto di protezione, in virtù del quale non si è più soli…

Confidare di non finire vittima di un furto è troppo rischioso. Le forze dell’ordine combattono costantemente per garantire la sicurezza dei cittadini, ma sebbene siano stati presi in un solo colpo in custodia cautelare ben 15 malviventi, altri sono ancora liberi di agire e colpire indifferentemente abitazioni, aziende, negozi, uffici, istituzioni…

La vittoria definitiva contro la malavita richiede tempo e dispendio di numerose energie, nel frattempo ogni cittadino deve considerare l’opportunità di facilitare l’azione delle forze dell’ordine adottando i comportamenti suggeriti per limitare i rischi di intrusione (leggi di più)

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Guardiania virtuale: perché monitorare gli accessi in azienda

Guardiania virtuale: perché monitorare gli accessi in azienda

La necessità di monitorare gli accessi in azienda nasce dall’esigenza di tutelare le persone, le cose e l’azienda stessa contro eventi accidentali, contaminazioni ambientali, eventi intrusivi e danneggiamenti e avere una documentazione utile a fornire collaborazione alle forze dell’ordine e per dimostrare l’estraneità agli eventi che si verificano al fine di evitare implicazioni legali.

Cosa si intende per monitoraggio e controllo degli accessi

Il controllo degli accessi si realizza nel monitoraggio dell’accesso a determinate aree disposte sia all’interno sia all’esterno della struttura aziendale.

Perché si ricorre al monitoraggio deli accessi

Monitorare gli accessi è necessario innanzitutto per salvaguardare la sicurezza delle persone e dipendenti. Controllare l’accesso alle zone interdette al pubblico in alcuni casi può salvare la vita.

Immagina di trovarti all’interno di un’azienda che tratta acidi e altri agenti chimici, se non sei attrezzato di apposito addestramento ed equipaggiamento, l’accesso potrebbe risultarti fatale.

Il monitoraggio degli accessi è finalizzato a prevenire anche questo genere di incidenti e si può realizzare intanto con l’affissione di cartelli, oppure con un servizio di videocontrollo. In quest’ultima ipotesi, rilevata la presenza di personale non autorizzato, si provvede ad allontanarlo, attuando le opportune misure di sicurezza.

Le aziende custodiscono apparecchiature, attrezzi da lavoro, merci e materie prime. Il monitoraggio degli accessi viene svolto a tutela delle cose custodite in azienda, per evitare il rischio di danneggiamento o sottrazione.

Come si controllano gli accessi

Il controllo degli accessi può avvenire con personale addetto direttamente sul posto, stabilendo varchi controllati, utilizzando codici di accesso oppure sfruttando appieno la tecnologia. La combinazione di personale e soluzioni tecnologiche può rappresentare la soluzione efficace che assicura la serenità di potersi dedicare al lavoro senza altre preoccupazioni.

L’utilizzo della tecnologia consente di disporre di apparecchiature per il monitoraggio da remoto delle aree di interesse, per mezzo della guardiania virtuale.

Cos’è la guardiania virtuale

La guardiania virtuale è un servizio che viene svolto da operatori di telecontrollo che monitorano l’area connessi da una centrale operativa, dotata di apparecchiature e software per la rilevazione e l’analisi degli eventi.

Quali sono i vantaggi della guardiania virtuale

I vantaggi della guardiania virtuale sono notevoli e riguardano tanto l’aspetto economico quanto quello organizzativo. Per garantire una guardiania affidata a personale sul posto che si riveli efficace, occorre assumere almeno 5 dipendenti, con tutto ciò che comporta tale scelta, in termini di gestione degli stipendi e dei turni di lavoro. La gestione dei turni del personale è un elemento che richiede organizzazione e flessibilità. Non solo, occorre tutelare i guardiani dal rischio di intrusione cui, per le peculiarità del lavoro, sono maggiormente esposti.

Come funziona la guardiania virtuale

La guardiania virtuale ti consente di avere a tua disposizione un guardiano che opera da remoto con apparecchiature altamente tecnologiche in grado di rilevare e analizzare gli eventi, senza dover affrontare i disagi della gestione di un guardiano in azienda.

Appena rileva la presenza di soggetti nell’area monitorata l’operatore, connesso dalla Centrale Operativa, analizza e risponde all’evento con una soluzione, che può essere l’apertura di un varco, un cancello, una porta oppure l’allontanamento del soggetto non autorizzato, con i protocolli di sicurezza stabiliti dall’azienda. Il tutto in tempo reale, sfruttando al massimo la tempestività e evitando danni a persone, cose e azienda.

In cosa consiste il controllo degli accessi per mezzo di guardiania virtuale

Il controllo degli accessi per mezzo di guardiania virtuale riassumendo quindi, consiste nell’apertura e/o chiusura di varchi, porte e cancelli, nella rilevazione e l’analisi degli eventi, nel controllo della corretta utilizzazione della struttura, nel controllo della sosta vietata, nella rilevazione di incendi e danneggiamenti, nella deterrenza intrusioni, nel controllo del corretto funzionamento delle apparecchiature, e garantisce una documentazione di tutti gli eventi per immagini, foto e video in tempo reale.

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Videosorveglianza sui luoghi di lavoro: quando è possibile e quali sono le condizioni cui attenersi

Videosorveglianza sui luoghi di lavoro

L’installazione e l’attivazione di impianti audiovisivi dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori è prevista previo accordo con il sindacato aziendale oppure, dove non fosse possibile raggiungere l’accordo, l’autorizzazione dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL).

L’art. 4 della legge n. 300/1970 autorizza l’installazione e l’attivazione di impianti audiovisivi:

  • per esigenze organizzative e produttive dell’azienda,
  • per sicurezza del lavoro,
  • per la tutela del patrimonio aziendale.

Non è consentita l’installazione dell’impianto per la violazione degli obblighi contrattuali del lavoratore. Pertanto il datore di lavoro che installa l’impianto audiovisivo per controllare che i dipendenti adempiano gli obblighi contrattuali incorre nelle sanzioni previste dalla Sentenza n. 22148 dell’8 Aprile 2017, che stabilisce che i dati raccolti non possono essere utilizzati per provare l’inadempimento contrattuale. L’eventuale licenziamento che ne dovesse derivare è quindi illegittimo.

Il datore di lavoro che installa un impianto di videosorveglianza è tenuto ad informare i dipendenti, segnalando la presenza delle videocamere con appositi cartelli.

Per poter installare l’impianto audiovisivo non è sufficiente la nota di consenso dei dipendenti, ma è necessario l’accordo sindacale o, in assenza, l’autorizzazione dell’INL.

Non è possibile installare videocamere nei luoghi adibiti al godimento della pausa e del pranzo e in tutti gli altri casi in cui la presenza dei dispositivi lede la riservatezza dei lavoratori.

Il datore di lavoro è tenuto alla nomina di un incaricato per la gestione dei dati registrati dall’impianto, che non possono essere conservati per più di 24/48 ore, salvo particolari esigenze. Non possono essere diffusi e esibiti.

In considerazione dell’idoneità degli impianti a ledere la riservatezza dei lavoratori, è richiesto l’accordo sindacale o l’autorizzazione dell’INL per l’installazione delle videocamere anche se si ha intenzione di lasciarle inattive.

Il datore di lavoro che non ottempera a queste disposizioni incorre in sanzioni consistenti in multe e arresto. La multa prevista va da € 154,00 a € 1549,00, l’arresto da 15gg a 1 anno.

Non è richiesto l’accordo o l’autorizzazione dell’INL per l’installazione dell’impianto audiovisivo per aziende senza dipendenti. Tutte le aziende che contano un solo dipendente o lavoratori stagionali, sono tenute a presentare comunque istanza all’INL per l’installazione e l’attivazione dell’impianto.

Finché non si possiede l’autorizzazione non è possibile installare l’impianto. L’autorizzazione è subordinata a presentazione di istanza presso l’ufficio territoriale dove trova sede l’azienda e a eventuale sopralluogo da parte degli organi competenti.

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Sicurezza, come difendersi dai disturbatori di frequenza: Jammer

Disturbatori di frequenza

La diffusione di dispositivi elettronici dotati di tecnologia di ultima generazione apre un’ampia visuale sul panorama dei loro possibili impieghi. Sempre più spesso ci capita di apprendere di notizie di furti compiuti sfruttando disturbatori di frequenza che interrompono la comunicazione dei sistemi antifurto.

Cosa sono i disturbatori di frequenza?

I disturbatori di frequenza sono dispositivi elettronici che generano onde elettromagnetiche che interrompono i sistemi di comunicazione.

Quali sono i principali utilizzi?

I disturbatori di frequenza, meglio conosciuti con il termine Jammer, vengono utilizzati principalmente dalle forze dell’ordine e dalle forze armate per impedire l’innesco di ordigni esplosivi, quindi per prevenire attacchi terroristici e per interrompere comunicazioni radio dei nemici. In ambito civile e paramilitare vengono impiegati per interrompere la trasmissione delle microspie, per inibire le frequenze GSM impedendo la localizzazione di veicoli, per svolgere riunioni in tutta tranquillità, per inibire l’uso del telefono in ambiente di lavoro, per interrompere le interferenze con apparati elettromedicali e in generale come precauzione contro la maleducazione.

Come funzionano?

I Jammer emettono impulsi che disturbano le frequenze GSM, GPS e radio per saturare l’ambiente di onde radio che interrompono la comunicazione dei dispositivi che sfruttano le onde radio, tecnologia wifi e wireless e gli antifurto satellitari.

Volendo ricorrere ad un esempio pratico ipotizziamo di aver parcheggiato un veicolo dotato di antifurto satellitare e di aver premuto il pulsante di chiusura del telecomando. Se nel raggio di 10/15 metri c’è un disturbatore di frequenza l’input del telecomando di chiusura non viene codificato e interpretato dall’antifurto e pertanto il veicolo rimane aperto.

È lecito usare i Jammer?

La Commissione Europea considera non conformi i disturbatori di frequenza, che pertanto sono privi della marcatura CE. La legislazione italiana ne vieta l’impiego per interrompere il servizio pubblico, che sia comunque diverso da quello previsto nella difesa nazionale e per scopi militari, con gli art. 340, 617, 617 bis del Codice Penale e prevede la reclusione da uno a cinque anni.

È possibile trovarli in vendita?

La vendita dei disturbatori di frequenza è prevista per i soli scopi militari e di difesa nazionale, tuttavia ci sono siti internet che vendono i Jammer senza porsi troppi scrupoli circa l’impiego. A seconda della potenza del segnale sono disponibili ad un costo relativamente accessibile di € 300,00 fino ad arrivare a modelli che superano anche i 30.000,00 €.

Come ci si difende dai Jammer?

Sempre più spesso le pagine di cronaca si riempiono di notizie di furti avvenuti con l’ausilio dei Jammer. I ladri azionano il dispositivo per interrompere la comunicazione degli antifurto satellitari, dei combinatori telefonici che utilizzano reti GPRS, GSM, 3G per poter agire indisturbati e impedire la localizzazione del veicolo. Per poter contrastare l’effetto dei disturbatori sono stati sviluppati sistemi di allarme a doppia frequenza (che sfruttano due frequenze di trasmissione: 433866MZ), ma l’unica che sembrerebbe veramente neutralizzare l’azione dei disturbatori è l’ADSL Satellitare.

Per difendersi dagli attacchi Jammer è utile dotarsi di sistemi non sensibili ai disturbatori di frequenza. Nel caso specifico degli antifurto satellitari installati sui veicoli può essere utile anche un banale controllo della chiusura dopo aver premuto il pulsante del telecomando. Come già detto, spesso si è convinti di aver chiuso il veicolo azionando la chiusura dal telecomando, ma la presenza di un disturbatore può rendere vana la pratica, a nostra insaputa. Verificare di aver chiuso il veicolo, può aiutare a prevenirne il furto.

Per l’impiego di disturbatori su sistemi di allarme per abitazioni è utile sapere che il rimedio più efficace contro gli attacchi Jammer è la scelta di un servizio di Tele-presenza. In pratica pur volendo sfruttare frequenze di trasmissione diverse da quelle condizionate dai Jammer, resta sempre il rischio che la comunicazione del combinatore telefonico si interrompa e non si riesca a sapere in tempo utile che è in corso un furto in casa. L’impiego di un sistema di Tele-presenza evita questo rischio, perché essendo l’area di interesse sorvegliata da un operatore di telecontrollo, l’assenza di comunicazione viene immediatamente interpretata come allarme e intraprese le misure di dissuasione audio a carico degli intrusi.

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