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DiGiuliano Salomone

Da recenti studi risulta che la criminalità è in diminuzione

Da recenti studi risulta che la percentuale di criminalità è in diminuzione

Da recenti studi risulta che la percentuale di criminalità nelle regioni italiane è in diminuzione, ma per contro le notizie di cronaca giornaliere non sono rassicuranti.


Negli ultimi anni Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna sono le regioni dove il numero di crimini denunciati è davvero rilevante.

Città normalmente considerate tranquille spiccano ai primi posti mentre altre, tristemente famose per una forte presenza di criminalità, si trovano nelle posizioni più basse.  Milano ormai da tanti anni si assicura il primo posto in classifica per crimini denunciati, e di fatto si accaparra purtroppo anche il tasso di pericolosità più alto d’Italia.

Solo pochi giorni fa infatti, il 18 marzo ’19 sono state incendiate due auto dell’ufficio postale di Rozzano, i Carabinieri hanno avviato le indagini.

Qual è la forma di criminalità più denunciata?

IL furto sicuramente è un fenomeno difficilmente contrastabile e prevedibile, nonostante la tendenza a questa forma di criminalità sia in calo, rappresenta il grosso delle denunce su territorio Lombardo, Piemontese e Romagnolo.

Di certo però non è basandosi sulle denunce esposte alle forze dell’ordine che una città può considerarsi sicura o meno, bisogna infatti prendere in considerazione anche la tendenza a denunciare un atto criminoso, più diffusa nelle città del Nord che del Sud Italia.

 Secondo gli ultimi dati il Salento risulta essere un territorio a rischio: sempre più spesso i cittadini e le imprese che operano sul territorio sono vittime di frequenti eventi criminosi. I sindaci delle province Salentine hanno chiesto aiuto ad organi di governo superiori per la messa in sicurezza della zona con l’intento di arginare questi fenomeni.

Escalation di furti, rapine, incendi di autovetture e sparatorie si leggono nelle pagine di cronaca locali e caratterizzano città come Nardò, Collepasso, Surano, Taviano e Seclì.

Proprio a Taviano nei primi giorni di Marzo c’è stata un’intrusione presso un azienda agricola: dopo l’allarme il proprietario ha effettuato un primo sopralluogo sul posto e ha notato che hanno tentato di scassinare la porta ma è stato solo dopo una mezz’ora che è scattato di nuovo l’allarme, i malviventi infatti erano rimasti in attesa che gli si spianasse la strada per completare il colpo.

Si è ormai instaurato un clima di conflitto soprattutto tra gli imprenditori, che spesso subiscono visite sgradevoli, e i malviventi che perfezionano sempre di più il loro modus operandi.

La sottrazione di macchinari ed utensili da lavoro per un valore di decine di migliaia di euro oltre che rappresentare un danno economico notevole per un‘impresa ne compromette la fluidità dell’attività lavorativa e scoraggia chi magari in quel territorio vorrebbe investire.

La carenza di mezzi delle Forze Dell’Ordine e le scarse misure di sicurezza adottate dagli enti comunali spesso contribuiscono a far percepire più concreto il problema. Pensiamo agli agglomerati industriali: un sistema di illuminazione adeguato facilita il monitoraggio degli accessi alle aziende e funziona come deterrente contro la criminalità.

Negli ultimi mesi si è avuto un calo dei furti in appartamento mentre sono aumentati quelli ai danni di esercizi commerciali e attività culturali.

Quali sono i rimedi più efficaci per contrastare la criminalità e i furti?

La Regione Emilia Romagna per supportare i Militari Dell’Arma e contrastare la criminalità ha investito oltre 2 milioni di euro per la sicurezza delle città, la riqualificazione urbana e la prevenzione di atti criminosi presso complessi edilizi ed industriali.

In che cosa sono stati investiti questi soldi?

Per l’installazione di sistemi di videosorveglianza, 53 i progetti finanziati dal 2014.

Quali sono i risultati dell’impiego di sistemi di videosorveglianza? Una forte diminuzione di furti e rapine nelle città romagnole!

La presenza di telecamere di videosorveglianza ha un notevole impatto sul piano della deterrenza e della prevenzione. L’impiego di sistemi di videosorveglianza rappresenta un fattore di rilievo per la riqualificazione delle città.

Spesso i piccoli comuni, le amministrazioni, i cittadini e tra di loro gli imprenditori si trovano a dover fronteggiare la criminalità nelle sue varie forme e la video sorveglianza abbinata all’azione della vigilanza e delle forze dell’ordine rimane pur sempre il modo più sicuro per proteggersi.

Se desideri informazioni più dettagliate sulla modalità di acquisto delle apparecchiature necessarie al servizio di videosorveglianza per la tua azienda o abitazione, contattaci e richiedi una consulenza gratuita

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DiCarmelina Moccia

Sicurezza: quale detrazione prevede la Legge di Bilancio 2019 per le famiglie

Sicurezza: quale detrazione prevede la Legge di Bilancio 2019 per le famiglie

Garantire la sicurezza delle famiglie è una delle principali priorità dello Stato, che nel corso degli anni, con misure diverse, ha sempre favorito l’installazione di impianti anti intrusione e videosorveglianza. Dal 2016 infatti, grazie al Pacchetto sicurezza, è possibile acquistare impianti di videosorveglianza approfittando delle agevolazioni fiscali previste dalla legge di Bilancio.

La prima agevolazione era fruibile nella misura del 50% della spesa sostenuta dalle famiglie grazie al Bonus Ristrutturazioni edili: pertanto coloro che avevano proceduto all’acquisto delle apparecchiature entro il dicembre 2015 potevano usufruire della detrazione.

Con la legge di stabilità del 2016 è stato introdotto il bonus videosorveglianza, riservato a soggetti non possessori di partita IVA che acquistavano impianti di videosorveglianza o stipulavano contratti con istituti di vigilanza. L’agevolazione era fruibile sotto forma di credito d’imposta, nella misura del 100%.

Dal 2017 il bonus è stato ridotto alla misura del 50% ed è fruibile come detrazione per l’acquisto delle sole apparecchiature, restando quindi esclusi i contratti con gli istituti di vigilanza.

Quale detrazione prevede la legge di bilancio 2019 per la sicurezza delle famiglie

La legge di Bilancio 2019 riconferma fino al 31 dicembre la detrazione per le spese sostenute per il sopralluogo, la progettazione tecnica, l’acquisto e l’installazione delle apparecchiature di videosorveglianza, nonché le spese sostenute per il rilascio della certificazione e della conformità alle norme sulla privacy e quelle per accedere all’agevolazione, nella misura del 50% e in dieci quote, con il bonus ristrutturazioni.

Restano escluse dalla detrazione le spese per i contratti stipulati con gli istituti di vigilanza e per la sorveglianza.

A chi spetta il bonus per la sicurezza

La detrazione è fruibile dalle sole persone fisiche per le spese sostenute per mettere in sicurezza la propria casa, sono escluse quindi le imprese, le società, gli artigiani e i commercianti.

Come si fa a fruire del bonus per la sicurezza

Per poter avvantaggiarsi della detrazione le spese devono essere sostenute a mezzo bonifico parlante bancario o postale, anche online, purché siano indicati i dati completi di codice fiscale, di chi beneficia della detrazione e del beneficiario del pagamento.

Se ti è stato utile questo articolo, aggiungi un commento o condividilo con i tuoi contatti. Se invece desideri informazioni più dettagliate sulla modalità di acquisto delle apparecchiature necessarie al servizio di Guardiania in Tele-presenza per la tua azienda o abitazione, contattaci e richiedi una consulenza gratuita

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DiCarmelina Moccia

Quali sono le misure più efficaci per fermare i ladri?

negozio disposto a fronte strada

Le ultime settimane hanno visto i ladri protagonisti di molteplici assalti. Indifferentemente hanno colpito gioiellerie, bar tabacchi, abitazioni, distributori di benzina, aziende agricole… le modalità con cui hanno agito, si sono differenziate perché, come è facilmente intuibile, per entrare in un negozio disposto a fronte strada dovranno assumere precauzioni diverse da quelle adottate per entrare in una residenza privata, magari collocata in aperta campagna…

La rapidità dell’assalto gioca un ruolo determinante in qualsiasi circostanza. Per assicurarsi la fuga il malintenzionato si muove rapidamente, senza trascurare il benché minimo dettaglio.

Quali sono le misure più efficaci per fermare i ladri?

Una domanda questa che ricorre sempre più frequentemente e denota la crescente preoccupazione delle persone che percepiscono ormai concreta la possibilità di essere la prossima vittima designata dai ladri.

Rispondere al quesito in modo esaustivo richiede l’analisi di diversi aspetti.  In questo articolo poniamo il focus sui furti lampo, cioè quelli che si consumano in 3 o 4 minuti e colpiscono le attività disposte a fronte strada: bar-tabacchi, negozi di abbigliamento, calzature e accessori moda, ottiche, gioiellerie, oggettistica, profumerie, telefonia, eccetera.

Come si svolge un furto lampo

Il furto lampo è caratteristico per la rapidità con cui si consuma l’assalto e sostanzialmente si articola in due fasi: l’elusione della barriera e l’intrusione vera e propria.

Ladro che studia il suo obiettivo

Il ladro non improvvisa mai e soprattutto ha diversi complici, ognuno con un compito specifico.

Prima di agire valuta attentamente le abitudini di chi lavora nella struttura che intende visitare per capire quando è più opportuno agire. Studia attentamente le barriere di sicurezza per stimare il tempo che dovrà impiegare per eluderla e attrezzarsi adeguatamente degli strumenti adatti. I tempi di intervento sono quindi ottimizzati al massimo. In pochi minuti riesce ad entrare e arrecare numerosi e consistenti danni

Tentativo di effrazione

Quanto tempo dura in media un furto?

Mediamente un furto in un’attività posta a fronte strada si completa molto rapidamente. Una volta entrata, la banda di malintenzionati travolge tutto quello che capita a tiro, arraffa tutto quello che può e in 40/50 secondi è fuori. È evidente quindi che allarmare la banda non vuol dire fermarla, anzi spesso il suono dell’allarme la induce a muoversi più velocemente.

Come è possibile rallentare l’azione di una banda di ladri?

Fermare i ladri prima che entrino nella struttura è decisivo: se si adotta una barriera meccanica resistente i tempi possono essere rallentati di 2 o 3 minuti.

Quali sono le tecniche più utilizzate dai ladri per eludere le barriere

La tecnica che arreca più danni, prevede l’impiego di un cosiddetto “camion ariete” per strappare via la barriera, come mostrano le foto in sequenza.

camion ariete
camion ariete_danni

Non sono meno dannosi i pali di ferro, utilizzati per fare leva sotto le serrande dei negozi, e i martelloni. Molti ladri prediligono invece praticare direttamente fori nei muri, attraverso i quali aprirsi un varco verso l’interno.

L’antifurto e il nebbiogeno rappresentano i sistemi di dissuasione più diffusi finora. L’antifurto consente di far suonare una o più sirene, accendere luci, chiamare numeri, inviare sms, o attivare altri dispositivi elettronici, ma può generare falsi allarmi e non risolve il problema. Il ladro continua ad operare noncurante dell’allarme, perché sa di poter disporre ancora di qualche minuto prima dell’intervento delle forze dell’ordine e della vigilanza.

Il nebbiogeno è un ottimo sistema, perché se allarmato rileva la presenza di intrusi nel locale e satura l’aria di nebbia. Alcuni nebbiogeni sono dotati di sensore che rileva le vibrazioni causate dai colpi inferti alla barriera dai malintenzionati e cominciano a saturare il locale di nebbia, così che al loro ingresso i ladri saranno dissuasi dal compiere il furto.

Nella maggior parte dei casi però il nebbiogeno si attiva dopo l’intrusione, quando il danno alla barriera è stato già fatto, e quando la banda è dentro può tentare di manomettere il dispositivo che eroga la nebbia.

Come può essere manomesso un nebbiogeno

Ricapitolando, il nebbiogeno garantisce protezione se attivato correttamente, impiega pochi secondi a saturare l’aria di una sostanza atossica che non sporca l’ambiente, ma impedisce al ladro di vedere. Può essere manomesso se attivato quando il ladro è già dentro il locale. Le modalità con cui si manomette un nebbiogeno sono diverse. Ultimamente i ladri, negli assalti a locali di piccole dimensioni, hanno usato un tubo oppure un telo per veicolare la nebbia fuori. Altri invece hanno catturato la nebbia nel tubo usando un tessuto bagnato che ha liquefatto la sostanza.

Cosa garantisce il successo del nebbiogeno

La tempestività è l’elemento costante nell’azione di prevenzione contro i furti. Far scattare il nebbiogeno quando il ladro è dentro è inutile. Il nebbiogeno va attivato quando l’intruso è ancora fuori dal locale, per consentirne la saturazione completa e vanificare l’intrusione.

Cosa comporta un cattivo utilizzo del nebbiogeno

Chi è dotato di nebbiogeno tende a lasciare più merce in esposizione nelle vetrine interne, perché è convinto di impedirne il furto attraverso la saturazione del locale. Siccome però il nebbiogeno parte a seguito di intrusione, parte della banda di malintenzionati ha tutto il tempo di bloccare la nebbia, mentre altri componenti arraffano tutta la merce lasciata a vista.

Adottare un sistema nebbiogeno non rappresenta da solo, il rimedio in assoluto contro i furti; se non correttamente utilizzato oltre ai danni alla struttura, espone al furto totale o parziale della merce e alla ripetitività durante l’anno di altri furti.

Cosa consiglia BOR

In primis BOR ti consiglia di non sottovalutare nessun aspetto e di assumere tutte quelle normali precauzioni che detta il buon senso, per esempio non lasciare una grande quantità di merce nelle vetrine interne, lucchetti e ganci sulle serrande, dove poter ancorare funi per camion arieti, adottare barriere meccaniche resistenti.

Per garantirti la totale protezione contro tentativi di effrazione BOR ti consiglia di dotare il locale di impianto per il controllo da remoto per mezzo della Tele-presenza.

La Tele-Presenza è il servizio grazie al quale è possibile controllare e gestire gli accessi, praticare il monitoraggio tecnologico dell’impianto, rilevare anomalie e sinistri, incendi e allagamenti, intrusioni di animali randagi, fornire accoglienza e dissuasione.

Sfruttando le potenzialità della Tele-presenza siamo in grado di rilevare in tempo reale i tentativi di effrazione e di attivare i protocolli di sicurezza idonei ad allontanare i malintenzionati. Per garantire la massima efficacia del nostro servizio monitoriamo anche l’attività dei malviventi studiandone le modalità di assalto.

Grazie alla Tele-presenza l’operatore connesso da remoto rileva qualsiasi anomalia e sinistro, controlla e gestisce gli accessi, la corretta utilizzazione dell’impianto e della proprietà, pratica accoglienza e dissuasione.

La rilevazione degli eventi avviene in tempo reale, con il vantaggio di poter far scattare l’allarme e il nebbiogeno prima che i malintenzionati comincino ad arrecare danni. Attraverso le barriere meccaniche o appositi monitor disposti esternamente, i malviventi sono al corrente che all’interno del locale è partito il nebbiogeno.

L’operatore attraverso l’audio bidirezionale dell’impianto, informa i malintenzionati che l’area è sorvegliata e che all’interno il locale è già pieno di nebbia. Avvisa che è stato allertato l’istituto di vigilanza per l’ispezione sul posto e rende praticamente vano qualsiasi altro tentativo di intrusione. Il servizio di Tele-Presenza BOR consente di ottimizzare i tempi di rilevazione e analisi degli eventi.

La tecnologia di cui è dotato l’impianto per il controllo da remoto permette di allarmare il locale e di far scattare la sirena e il nebbiogeno prima che l’intruso eluda le barriere.

Vantaggi

Siamo consapevoli che la Tele-presenza BOR rappresenta un investimento serio, sia per l’acquisto dell’impianto e del pagamento del canone di controllo, ma certamente l’assunzione dell’impegno è ripagata già con un solo furto sventato… per non parlare poi della serenità che garantisce la presenza costante di un operatore di telecontrollo che sorveglia su di te e sui tuoi valori, lasciandoti tutto il tempo libero per dedicarti alle tue passioni, senza la preoccupazione di subire danni economici e psicologici.

Cosa succede dopo un furto

Immagina di dover gestire l’emergenza che succede ad un furto… la chiamata notturna, la constatazione e la rilevazione dei danni e degli ammanchi per la presentazione della denuncia… i costi e il fermo dell’attività necessari per la riparazione delle barriere danneggiate… per non parlare della certezza di rappresentare un obiettivo sensibile per altri assalti nel corso dell’anno.

Puoi rinunciare a tutto questo e scegliere di vivere la vita godendoti solo il bello

Negozi di abbigliamento fronte strada

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DiGiuliano Salomone

Blockchain: cos’è, cos’ha di bello, quali sono le applicazioni

Blockchain: cos’è, cos’ha di bello, quali sono le applicazioni

Quando sentiamo parlare di transazioni finanziare colleghiamo subito il movimento di denaro ad un solo nome: le Banche.

Pensereste mai ad una transazione sul web senza la mediazione di un’istituzione, un ente o una banca?

Ebbene, esiste un portale su cui effettuare trasferimenti monetari gestiti da un database distribuito, gratuito e sempre più accessibile a chi sente il bisogno di far parte del nuovo futuro della crypto economy.

Questo portale è la Blockchain e una delle più importanti criptovalute è il Bitcoin.

Cos'è il Bitcoin e qual è il suo valore economico?

Il Bitcoin è una moneta virtuale nata nel 2009 dal genio di Satoshi Nakamoto il quale nello stesso anno ha deciso di attribuirgli un “valore“ e quindi un funzionamento attraverso la tecnologia Blockchain.

Grazie alla tecnologia peer-to-peer Bitcoin non ha bisogno di un tramite finanziario per spedire e ricevere pagamenti online, è un modo attraverso cui gli inventori hanno voluto dire addio alle istituzioni bancarie dando una svolta al mercato finanziario e commerciale del web.

Grazie al sistema complesso che lo incorpora è sempre meno influenzato dagli sbalzi che comporta l'inflazione, ma la logica che dobbiamo adottare per capire il suo valore è la stessa che adottiamo quando vogliamo comparare la sterlina con l'euro o con qualsiasi altra valuta.

In questo caso non essendoci alcuna istituzione che li emette il suo valore cambia nel tempo ed è in stretta relazione con i movimenti della domanda e dell'offerta che avvengono quindi su un mercato aperto, la volatilità del suo valore fa si che nel dicembre 2017 un bitcoin valeva 15.000 euro, ad inizio 2018 circa 12.000 e in questo momento ne vale circa 3.423,77 euro e domani chissà.

Che cosa c'è alla base del Bitcoin?

Le transazioni che avvengono in Bitcoin sono effettuate solo grazie alla tecnologia Blockchain.

Che cos’è la Blockhain

Si tratta di un registro dati immutabile (catena di blocchi di dati), trasparente e non manomissibile dove vengono archiviate informazioni riguardanti un’infinità di transazioni, rese pubbliche e visibili purché siano verificate e convalidate prima che i blocchi entrino nelle catene, ma allo stesso tempo la privacy è garantita dal fatto che non ci sono nominativi che vengono sostituiti da codici alfanumerici non direttamente riconducibili a chi possiede il denaro.

L'autenticità della transazione e l'attendibilità del suo valore è stabilita dalla firma del mandante attraverso una chiave crittografica legata unicamente al suo conto ed impossibile da copiare o da modificare.

Questo database è distribuito su un’infinità di computer nel mondo, non si concentra quindi su un solo server ed è infatti questa caratteristica a renderlo inviolabile.

Cosa rende il mercato delle criptovalute così sicuro e affidabile

I dati delle transazioni di un conto corrente bancario sono sui server della banca stessa, non vengono modificati siccome una banca deve garantire la propria affidabilità, ma è potenzialmente possibile, cosa che sulla Blockchain invece non è.

La Blockchain è usata e allo stesso tempo verificata stesso dalle migliaia di utenti che fanno parte del network, tutti hanno le stesse informazioni e non c'è bisogno di un’entità centrale che verifichi.

Quali sono i campi applicativi della Blockchain

Tutto su Blockchain diventa digitale: documenti, transazioni, valute e contratti.

È sicura grazie alla crittografia che la rende utile in svariati ambiti.

Ne possiamo trovare applicazione per esempio nell’ambito della Cybersecurity: essendo un registro pubblico, è più verificato e fa in modo che i dati giungano corretti, senza modifiche né intercettazioni dalla fonte al destinatario.

Nel mondo della musica la Blockchian può promuovere il contatto tra ascoltatori e artisti garantendone il pagamento diretto senza bisogno della mediazione da parte delle etichette discografiche, creando allo stesso tempo un nuovo palcoscenico musicale.

La Blockchain nella sanità ha un’importanza primaria perché garantisce l'inviolabilità, la sicurezza e l'integrità del passaggio di cartelle cliniche, protocolli di cura, dati dei pazienti tra le diverse istituzioni sanitarie e assicura la continua tracciabilità dei farmaci tra le case farmaceutiche.

Nel settore degli alimentari e dell’abbigliamento, il passaggio e i movimenti della merce diventano pubblici, è possibile tracciare le catene di fornitura dei prodotti e prevenire rischi di contraffazione

Nel campo Immobiliare la Blockchain oltre a garantire la trasparenza delle documentazioni assicura una velocizzazione dei processi che riguardano le controparti coinvolte nella compravendita di un lotto.

La Blockchain va contro le disillusioni, frutto di diversi scandali sulle organizzazioni benefiche. Si può seguire l'importo donato fin quando non arriva al beneficiario e capire come verrà sfruttato il denaro.

La Blockchian trova fondamento sul principio della decentralizzazione e partecipazione: rendere pubblico per rendere valido.

La tecnologia Blockchain garantisce la sicurezza e l'immutabilità dei dati, grazie alla partecipazione mondiale e alla collaborazione globale.

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DiCarmelina Moccia

Entra in funzione il primo Drone sulla terra dei fuochi

Entra in funzione il primo drone sulla terra dei fuochi, ma un altro incendio terrorizza gli abitanti dell’agro aversano

Sono passati pochi giorni dalla notizia dell’arresto di dodici persone ritenute responsabili di aver appiccato l’incendio al capannone a Milano il 14 ottobre 2018 e già siamo di fronte alla notizia di un altro incendio avvenuto ai danni di un’azienda che si occupa di recupero di imballaggi.

Le fiamme si sono alzate oltre i cinque metri di altezza e hanno distrutto l’area di stoccaggio dei rifiuti. L’azienda, che ha sede a Villa Literno in provincia di Caserta, si occupa della raccolta di carta e plastica.

Dal video amatoriale diffuso in rete si può constatare la vastità dell’area interessata e la portata dell’incendio, che ha costretto gli abitanti dell’agro aversano a chiudersi ermeticamente in casa per non respirare le esalazioni provocate dalla combustione delle materie stoccate nello stabilimento.

I vigili del fuoco intervenuti dal comando provinciale e da Aversa e Marcianise hanno impiegato l’intera notte per contenere l’incendio ed evitare che assumesse dimensioni ancora più estese, solo in mattinata sono riusciti a domare le fiamme.

Non ancora è stata verificata la natura dell’incendio, probabile che a causare il rogo sia stato un guasto tecnico, un malfunzionamento, ma non è escluso che le fiamme siano state provocate.

Quando si parla di rifiuti si tocca un argomento, per restare in tema, a dir poco “scottante”. Giusto l’altro ieri il primo Drone è stato lanciato in volo su Somma Vesuviana, in provincia di Napoli, ed ha già individuato una discarica abusiva nascosta in uno stabilimento industriale recintato con barriere alte che ne avrebbero altrimenti impedito la visuale dal basso. Il drone sarà operativo sull’ormai nota “terra dei fuochi” insieme ad altre unità, proprio per sorvegliare territori sensibili.

L’impiego di unità che operano dall’alto per monitorare i territori, già nel febbraio 2018 ha dato risultati, quando un drone, teleguidato dai carabinieri del corpo forestale di Reggio Calabria, rilevò una discarica a Castel Volturno in provincia di Caserta, un terreno di sei mila metri sottoposto poi a bonifica.

L’attenzione dello Stato è inequivocabilmente concentrata sul monitoraggio delle aree esposte all’utilizzo come discariche abusive e sulla rilevazione di anomalie in genere. Resta però l’incognita del costo che comporta l’impiego della tecnologia sulle casse dello Stato. Nel frattempo alle aziende che si occupano di raccolta, trattamento e stoccaggio di rifiuti non resta che organizzarsi come meglio è possibile, per prevenire eventi accidentali di natura colposa o dolosa che siano.

In un precedente articolo abbiamo analizzato il problema e proposto una soluzione tecnologica meno costosa di un drone ed efficace almeno quanto un drone, perché comporta l’impiego contemporaneo di apparecchiature tecnologiche per eseguire il monitoraggio delle aree a rischio e la professionalità di operatori addetti al telecontrollo per rilevare le anomalie e ripristinare i parametri di normalità, attuando protocolli a distanza e sul posto. Fai click qui per leggere come prevenire incendi nei depositi di rifiuti, oppure contattaci e richiedi una consulenza gratuita.

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DiGiuliano Salomone

Come proteggere un’azienda di allevamento di bestiame

Come proteggere le aziende di allevamento di bestiame

Gestire un allevamento di bestiame è un lavoro  da cui derivano  tante responsabilità.

L'agricoltura e l'allevamento sono settori chiave per l'economia italiana ma sono anche quelli più esposti a furti e danneggiamenti per la collocazione territoriale e per la quantità di materiali necessari alla produzione e all’allevamento.

Le aziende di allevamento di bestiame, come quelle agricole, fanno uso di grandi capannoni dotati di recinzioni minime che da sole non sono sufficienti a garantire l’integrità degli ambienti, del bestiame e dei materiali custoditi, necessari per l’allevamento e la produzione di derivati dal latte e altri prodotti agricoli.

A quale rischio è esposta un'azienda di allevamento di bestiame

Per le particolari caratteristiche le aziende che si occupano dell’allevamento di bestiame sono esposte oltre al furto di macchinari, utensili, carburante per mezzi da lavoro nonché i mezzi stessi, alla  sottrazione di bestiame  e all’intrusione di animali randagi.

Derubare un allevatore del proprio bestiame era un'azione molto diffusa in passato, ma negli ultimi anni il fenomeno ha subito un notevole incremento anche in rapporto con la macellazione e distribuzione abusiva della carne.

Derubare un’azienda del bestiame non è cosa semplice: occorrono sicuramente potenti attrezzi da scasso o mezzi pesanti per eludere gli accessi e un’organizzazione di più persone che garantisca la riuscita del colpo.

Il furto di bestiame è solo uno dei tanti pericoli a cui è esposta un'azienda nella gestione di un allevamento.

Di solito si trascura il rischio che comporta l’intrusione di un cane randagio, per fare un esempio, e si è portati a considerare solo l’intrusione finalizzata al danneggiamento doloso e al furto: eventi gestiti dalla volontà di malintenzionati, ma non si fanno i conti con le conseguenze di un’intrusione di un animale che può diventare mezzo di contagio batterico per il bestiame allevato.

Come si protegge un’azienda di allevamento di bestiame

Le aziende di allevamento di bestiame sono ambienti ampi e spesso complessi da controllare con  un sistema di video sorveglianza tradizionale o con un guardiano sul posto

La tecnologia offre soluzioni in grado di automatizzare le attività produttive e quelle relative alla gestione degli accessi e garantire la salvaguardia degli animali. Grazie all’utilizzo di impianti di monitoraggio gestiti da software di rilevazione e analisi è possibile rilevare qualsiasi anomalia e gestire le emergenze da remoto al fine di ripristinare i parametri prestabiliti. La versatilità degli impianti di monitoraggio dotati di software di analisi video, consiste nella personalizzazione dei parametri di controllo, che consentono agli operatori addetti al monitoraggio di intervenire solo su eventi certi. Monitorare il bestiame nelle stalle o nei terreni di pascolo oltre che favorire l'attività lavorativa serve a garantire la sicurezza degli animali ed evitare  rischi  legati all’intrusione di animali randagi, il danneggiamento delle recinzioni, contaminazioni ambientali,  eventi dolosi, incendi e allagamenti, e non solo… è possibile infatti impostare i parametri per la gestione da remoto degli accessi, per consentire l’entrata ai dipendenti, senza dover lasciare loro le chiavi della struttura.

Il mercato oggi può contare su una valida alternativa ai tradizionali sistemi di videosorveglianza e guardianaggio: la guardiania in Tele-presenza BOR, l’unico sistema, in tutta Italia, che ti consente di risparmiare sui costi di gestione di un custode sul posto e di essere informato costantemente in tempo reale di tutte le anomalie che si verificano nella tua azienda, grazie ad un sistema di comunicazione bidirezionale dedicato che fa accoglienza, controllo tecnologico delle apparecchiature, controllo degli accessi con apertura di porte e cancelli e tra le altre cose evita furti e danni a persone, bestiame e cose.

Se desideri informazioni più dettagliate sul servizio di guardiania in Tele-presenza per la tua azienda o abitazione, contattaci e richiedi una consulenza gratuita.

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DiCarmelina Moccia

Come prevenire incendi nei depositi di rifiuti

Prevenire incendi in azienda

L’emergenza relativa alla gestione dei rifiuti colpisce indistintamente Nord, Centro e Sud Italia, senza eccezioni. L’ultima notizia risale a qualche giorno fa e si riferisce all’arresto di 12 persone ritenute responsabili del rogo appiccato al capannone il 14 ottobre 2018 a Milano.

Nel rogo furono bruciati rifiuti provenienti dalla Campania, ma ancora non è possibile stabilire con esattezza le responsabilità dell’incendio in cui l’intero capannone è stato distrutto.

Le indagini hanno fatto emergere numerosi siti di raccolta di rifiuti non autorizzati che rappresentano una minaccia per l’ambiente e il benessere dei cittadini. Capannoni abbandonati sono stati trovati pieni di rifiuti, sulla cui provenienza si sta ancora indagando.

Come prevenire incendi nei depositi di rifiuti

Alcune aziende private si organizzano per arginare il fenomeno degli incendi nei depositi con impianti di monitoraggio dotati di apparecchiature di ultima generazione per la rilevazione di eventi accidentali, contaminazioni ambientali, eventi intrusivi e danneggiamenti, per la gestione degli accessi, il controllo della corretta utilizzazione dell’immobile, il controllo tecnologico delle apparecchiature e della connessione.

La possibilità di adeguare l’impianto con l’aggiunta di telecamere termografiche consente di meglio rilevare lo sviluppo di incendi e prevenire ingenti danni all’ambiente e alla struttura.

Cosa sono le telecamere termografiche

Le telecamere termiche o termocamere sono particolari dispositivi che rilevano la temperatura corporea dell’oggetto monitorato e la trasformano in impulsi elettrici. Se ti sei perso il precedente articolo fai click qui

A Capodanno un'azienda di Villa Literno in provincia di Caserta che si occupa di smaltimento di rifiuti, è stata presa di mira da malintenzionati. Per fortuna l'azienda in questione ha fatto installare un impianto di monitoraggio altamente tecnologico, grazie al quale gli operatori di tele-presenza connessi da remoto, hanno potuto intervenire in tempo reale, esercitando il controllo degli accessi, allontanando i malintenzionati dall'area controllata e prevenendo roghi o altre tipologie di danni. Fai click qui per visualizzare il video dell'intervento.

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DiGiuliano Salomone

Telecamere a circuito chiuso: cosa c’è da sapere

Telecamere a circuito chiuso: cosa c’è da sapere

Attualmente il concetto di sicurezza è strettamente legato al ramo della videosorveglianza, negli ultimi anni in Italia questo fenomeno ha avuto grande espansione e sempre più spesso questi sistemi vengono usati come strumento di vigilanza e monitoraggio dei centri urbani per garantirne la vivibilità e naturalmente anche in contrasto con la criminalità.

Oggi i vari progressi ed il forte impegno dei centri di ricerca nell’ambito della sicurezza hanno reso un nuovo concetto di visione artificiale, rendendo questi dispositivi, attraverso software e sistemi hardware, capaci di captare un’immagine, elaborarla in modo automatizzato e trasferirla ad un hard disk o cloud.

Sul mercato c’è l’imbarazzo della scelta, fra impianti ipertecnologici (e costosi) e altri con minori pretese (e prezzi) ma pur sempre utili.

Qualsiasi persona oggi voglia proteggersi monitorando gli accessi della propria abitazione o di un ambiente di lavoro può approfittare di apparecchiature sempre più sofisticate ed evolute e quindi più che soddisfacenti.

Ma facciamo un passo indietro…

 La videosorveglianza nasce in ambito analogico grazie ad un esperimento dell’ingegnere Walter Brunch che nel 1942 sviluppa il primo impianto TVCC.

Che significa TVCC e in cosa consiste?

Per (TVCC) televisione a circuito chiuso o (CCTV- Closed Circuited Television), si intende l’uso di telecamere per una registrazione su un numero limitato e specifico di monitor e/o videoregistratori.

È quindi un sistema autonomo e privato che non trasmette per una più ampia diffusione.

Che tipo di apparecchiature sono le telecamere a circuito chiuso e come funzionano?

In commercio ormai da metà anni 90 hanno subito una grande evoluzione e possiedono ora notevoli funzionalità, le telecamere a circuito chiuso infatti si differenziano in modo palese dalle tradizionali telecamere in quanto molto più sensibili ai cambiamenti di luce e idonee al controluce, caratteristica dovuta al sensore di ripresa da 1/4, 1/3, 1/2 pollici a seconda dei livelli di qualità che si vogliono ottenere, dotate poi di infrarossi per garantire visibilità nelle ore notturne.

Si dividono in due categorie principalmente:

  • Analogiche

Sono un precursore nell’ambito della videosorveglianza, di certo non ne rappresentano più l’avanguardia ma hanno un mercato ancora molto vivo.

Nonostante i loro limiti hanno infatti ancora dei grandi vantaggi.

Se la qualità delle immagini non è un problema, adotteremo un sistema analogico, che ha una scarsa risoluzione ma è più semplice da configurare,  facile anche la manutenzione ed è infatti più affidabile nel tempo, tra l’altro decisamente meno costosa rispetto ad un sistema digitale.

Naturalmente ad una telecamera di questo tipo andrà integrato un registratore DVR (Digital Video Recorder) che ha il ruolo di registrare e memorizzare i dati sul proprio hard disk mantenendo alta la qualità dei fotogrammi registrati e a seconda degli attacchi che possiede (dai 4 ai 32) potremmo collegarvi i vari dispositivi.

  • IP Cam Digitali 

Per poter configurare questo sistema di videosorveglianza avremmo bisogno di una rete LAN o internet e quindi anche di un router per la connessione ADSL.

Le telecamere IP generano il segnale in forma digitale, usate per un monitoraggio avanzato sono in grado di individuare anche il volto di un individuo e analizzare immagini a grandi distanze con una risoluzione completamente superiore ai dispositivi analogici.

Sfruttando poi i benefici del protocollo di rete IP sarà più facile la trasmissione dati che potrà avvenire attraverso un solo cavo grazie a degli appositi cavi Ethernet POE, oppure dei Switch POE che ne consentiranno allo stesso tempo l’alimentazione, ma c’è anche la possibilità di farlo con rete di tipo wireless quindi senza la necessità di nessun cavo anche se avremmo in questo caso bisogno di uno specialista e di un NVR.

NVR (Network Video Recorder) vengono impiegati per registrare immagini inviate loro da telecamere IP di rete a cui non sono collegate direttamente ma con cui condividono la rete WIFI connettendosi stesso al router o allo switch.

La tecnologia di questo settore ci offre quindi IP di ottima qualità a prezzi competitivi, ma allo stesso tempo il mondo analogico persiste evolvendosi continuamente anche in termini di risoluzione.

In che ambito vengono usate in genere le telecamere a circuito chiuso? 

I sistemi di videoripresa a circuito chiuso sono stati installati negli ultimi dieci anni in strutture pubbliche o private considerate a rischio, vengono inoltre usate per la sicurezza e la sorveglianza aziendale ed amministrativa:

Banche, uffici postali, stazioni ferroviarie, musei ma anche stadi e luoghi di aggregazione di massa; sempre più spesso vengono installati nelle abitazioni private grazie alla loro facile reperibilità sul mercato e alla loro evoluzione che permette di configurarle in pochi minuti.

Ma quali sono i vantaggi di una sorveglianza a circuito chiuso? 

Affidarsi ad internet comporta oggi come oggi una scelta facile, disinteressata, quasi naturale, ma non sempre è una piattaforma sicura per la nostra privacy…

Alcuni dispositivi, tra cui rientrano le telecamere IP, essendo privi di sistemi di protezione sono molto vulnerabili ad attacchi hacker.

Pertanto bisogna fare una precisazione.

Si può parlare di circuito chiuso ma con possibilità di connessione da remoto e non locale?

Un circuito chiuso, può essere gestito e quindi “aperto” a chi vi ha accesso con le apposite password ed IP per la connessione al sistema.

Il termine “chiuso” nato negli anni 80 non è ormai più corretto siccome il 90% degli impianti è ormai connesso ad una rete LAN per essere visionati all’esterno attraverso una connessione ADSL o 3G

Il servizio di guardiania a distanza BOR viene svolto utilizzando telecamere IP di ultima generazione a circuito chiuso per garantire la privacy dei nostri clienti.

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DiGiuliano Salomone

Confermata dalla Corte di Cassazione la condanna per Sarmato Angelo Peveri

Confermata dalla Corte di Cassazione la condanna per Sarmato Angelo Peveri

Confermata dalla Corte di Cassazione la condanna per Sarmato Angelo Peveri, l’imprenditore che nella notte del 6 ottobre 2011 sparò con un fucile a tre ladri romeni, ferendone gravemente uno. I malintenzionati si erano introdotti nel suo cantiere a Borgonuovo tentando l'ennesimo furto ai suoi danni.

L'uomo dovrà scontare 4 anni e 6 mesi per tentato omicidio, mentre il suo collaboratore 4 anni e 2 mesi per concorso in tentato omicidio.

Da quella sera Peveri ha continuato a subire furti di gasolio, accumulando nel tempo 91 furti di cui 40 denunciati alle Forze Dell'Ordine.

Sono trascorsi 8 anni e solo ora sembra esser chiaro il destino dell'imprenditore piacentino che rischia il carcere.

Qual è l'atteggiamento di una persona di fronte ad un furto?

 Stavolta non ci soffermiamo sulla tanto discussa legge di riforma sulla legittima difesa, oggi proviamo ad affrontare la questione da un differente punto di vista.

Non vogliamo analizzare fin dove può arrivare la soglia che delinea quando è giusto o no difendersi... non parleremo di limiti bensì di possibilità.

 Prendiamo in considerazione un paio di statistiche che ci aiutano a comprendere quale può essere l'impatto traumatico di un furto:

 Il 29% degli italiani ha paura di subire un furto in casa ed è risaputo che la paura innesca una reazione.

Il timore di essere violati è un sentimento che nella nostra realtà attraversa sempre di più gli animi dell'uomo.

 Circa il 40% degli italiani, in eventi di questo tipo, ricorrerebbe probabilmente ad un’arma, il 22% è certo che lo farebbe.

Le circostanze che stiamo analizzando indicano momenti di tensione dove lo stato di chi agisce, che sia il ladro o la persona attaccata, è di turbamento e alterazione quindi di conseguenza non è facile rimanere lucidi.

Non saremo noi a giudicare un imprenditore che sceglie di difendersi sparando a tre malviventi.

Proviamo ad analizzare le emozioni che prova la persona violata.

Shock, incredulità, rabbia e sensi di colpa: sentimenti che perdurano nel tempo, dopo aver ferito gravemente o ucciso qualcuno da cui ci si è sentiti attaccati, che potrebbero arrecare un disturbo post-traumatico da stress.

La propria attività come la propria casa è uno spazio sacro, e chi decide di entrarvi senza il nostro permesso viola un nostro diritto.

La violazione ci fa sentire particolarmente deboli, increduli ed impotenti.

"Vim vi repellere licet" il brocardo latino esprime il concetto di legittima difesa in virtù del quale è lecito respingere la violenza con la violenza, ma è proprio necessario ricorrere alla violenza per difendere un proprio diritto?

Possiamo sicuramente convenire che ci sono accorgimenti grazie ai quali si può rendere difficile la vita ai malviventi, rallentandoli e consentendo così alle Forze dell'ordine d’intervenire.

Rafforzare le difese con sistemi di sicurezza passiva (porte blindate, grate, inferriate, vetri antisfondamento) è sicuramente un buon punto di partenza, ma non bisogna trascurare di assumere le normali precauzioni che detta il buon senso.

Ti suggerisco pertanto di non lasciare mai le chiavi sotto lo zerbino o in altri posti facilmente intuibili e accessibili;

non postare sui social network foto in cui si capisce che sei lontano da casa per viaggio o per assenze prolungate;

installa un sistema di allarme e un antifurto.

Quali sono i sistemi tradizionali per difendersi dai furti?

Fino a qualche anno fa solo la semplice presenza di una telecamera poteva funzionare come deterrente, ma nel tempo i ladri hanno perfezionato i loro metodi di intrusione.

La videosorveglianza, insieme con l’antifurto, fa parte dei sistemi tradizionali di difesa e sono facilmente eludibili e ad oggi, non più così efficaci come un tempo.

Cosa offrono le nuove tecnologie a difesa del domicilio?

La tecnologia digitale prevede l’impiego di apparecchiature dotate di intelligenza artificiale, grazie alle quali è possibile monitorare, gestire e controllare la proprietà da remoto, 24h su 24h, garantendo in caso di emergenza una protezione contro danni e furti.

La tecnologia di cui ti sto parlando è meglio conosciuta con il termine “Tele-presenza BOR”, e rappresenta un nuovo concetto di portierato, una vera rivoluzione al tradizionale modo di intendere il guardianaggio sul posto, che prevede l’impiego di operatori connessi da remoto e non più sul sito da sorvegliare, che svolgono un’azione di prevenzione danni e intrusioni.

Essendo collegati in live gli operatori, grazie al supporto di apparecchiature di ultima generazione, sono in grado di rilevare in tempo reale gli eventi e interagire con gli spazi sorvegliati, rendendo così sicura la tua casa o il tuo ambiente di lavoro.

Se desideri più informazioni sul servizio di Tele-presenza BOR per garantire a te stesso e ai tuoi valori una presenza costante pari a quella di un custode, con il vantaggio però di non doverne gestire i turni di lavoro e i costi, contattaci per una consulenza gratuita.

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DiCarmelina Moccia

Bonus beni strumentali 2019: la Legge di Bilancio rifinanzia la Nuova Sabatini

Bonus beni strumentali 2019: la legge di bilancio rifinanzia la Nuova Sabatini

La Legge di Bilancio a partire dal 2 gennaio 2019 ha rifinanziato la Nuova Sabatini per l’acquisto e l’acquisizione in leasing di beni strumentali da parte di piccole e medie imprese, purché gli acquisti avvengano entro il 31 dicembre 2019.

Cos’è e come funziona la Nuova Sabatini 2019

La Nuova Sabatini è un contributo che il Ministero per lo Sviluppo Economico riconosce alle piccole e medie imprese a copertura degli interessi sui finanziamenti bancari sostenuti per acquistare o acquisire in leasing beni strumentali, nell’ottica di aumentare la propria competitività nella produzione.

Per poter usufruire del bonus beni strumentali 2019 le imprese interessate devono compilare l’apposita domanda disponibile sul sito del Ministero per lo Sviluppo Economico nella sezione dedicata alla Nuova Sabatini. La domanda, compilata in ogni sua parte e corredata di tutta la documentazione richiesta, dovrà essere firmata con firma digitale e inviata a mezzo posta certificata all’istituto finanziario che concede il finanziamento, purché aderisca al bonus.

La concessione del contributo è subordinata alla verifica da parte della banca dei requisiti richiesti. Se la verifica dà esito positivo verrà erogato il bonus e l’impresa potrà procedere con l’investimento.

Il bonus consiste in un contributo pari agli interessi calcolati su un piano di ammortamento di cinque anni, per un investimento il cui importo è compreso tra 20.000 e 2 milioni di euro. Le imprese che possono accedere al contributo possono contare su un investimento coperto da un finanziamento fino all’80% dalla garanzia dello Stato.

Quali sono le imprese ammesse alla Nuova Sabatini

Possono accedere al contributo le piccole e medie imprese che operano nel settore produttivo, ad esclusione di quelle che operano: nell’industria del carbone, nel settore finanziario, assicurativo e nelle esportazioni, nel settore lattiero-caseario e quelle che fabbricano prodotti con imitazione o sostituzione del latte.

Quali sono i beni agevolabili dalla Nuova Sabatini

Le imprese che acquistano o prendono in leasing macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo, hardware, software e tecnologie digitali possono richiedere il bonus beni strumentali 2019. Sono esclusi dall’agevolazione gli acquisti di terreni e fabbricati, le immobilizzazioni già in corso e gli acconti.

È possibile acquistare o acquisire in leasing un impianto di videosorveglianza con il bonus beni strumentali

Se hai una piccola o media impresa che opera nel settore produttivo (agricoltura e pesca compreso) e vuoi dotarla di impianto di videosorveglianza puoi fruire del bonus beni strumentali 2019 a condizione che l’importo del finanziamento sia non inferiore a 20.000 euro. L’impianto BOR nello specifico, può essere classificato tra i beni hardware, software e tecnologie digitali, perché l’hardware di cui si compone è dotato di intelligenza artificiale, impiega software di rilevazione e analisi e tecnologie digitali.

Se desideri informazioni più dettagliate sull’impianto a supporto del servizio di guardiania a distanza per la tua impresa, contattaci e richiedi una consulenza gratuita.

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