Archivio degli autori Carmelina Moccia

DiCarmelina Moccia

Immagini della videosorveglianza all’esame dei carabinieri

È di queste ore la notizia del rinvenimento di un nuovo video che potrebbe portare delle novità nelle indagini che sono in corso per determinare con chiarezza la responsabilità dell’efferato omicidio del Vice Brigadiere M. Cerciello Rega, avvenuto a distanza di quaranta giorni dalle sue nozze.


Grazie alle immagini riprese dalle telecamere dell’hotel dove alloggiavano i due cittadini americani e delle attività commerciali disposte lungo il tragitto che hanno percorso gli indagati si sta lentamente ricostruendo ciò che è successo nella notte tra il 25 e il 26 luglio 2019, quando è stato ucciso con undici coltellate Mario Cerciello Rega.

Non sono ancora state trovate le immagini che ritraggono esattamente l’episodio che ha portato alla morte del vice brigadiere, ma il rinvenimento del nuovo filmato lascia ben sperare in una pronta ricostruzione dell’accaduto, sul quale regnano ancora dubbi, alimentati da versioni contrastanti rilasciate dagli indagati, attualmente tenuti nel carcere di Regina Coeli, con l’accusa di omicidio in concorso.

Il legale dei due indagati ha richiesto di poter acquisire i nuovi video per poter far chiarezza sugli eventi e ha altresì presentato istanza di scarcerazione al Tribunale del Riesame.

Visionare le riprese registrate dagli impianti di videosorveglianza dell’hotel e dei negozi aiuterà i carabinieri a ricostruire come si sono svolti i fatti e a procedere dovutamente con l’arresto definitivo dei responsabili.

Almeno questo è quanto è avvenuto ai rapinatori che nel settembre 2018, spacciandosi per carabinieri in borghese, si introdussero nell’abitazione di un imprenditore di Sesto Fiorentino e riuscirono a portare via contante, telefoni e gioielli.

L’uomo stava per rientrare in casa con la sua compagna quando venne avvicinato da tre finti carabinieri in borghese, dotati di paletta, tesserino e finto atto di perquisizione.

La banda fingendo di perquisire casa riuscì a sottrarre un bottino consistente, ma solo alla fine uno dei malviventi si rese conto che l’abitazione era dotata di sistema di videosorveglianza. Sebbene avesse manomesso una telecamera, le immagini registrate a seguito della denuncia presentata dall’imprenditore, sono state visionate dagli inquirenti della Squadra Mobile di Firenze e in collaborazione con la Procura della Repubblica di Firenze è stato possibile procedere all’identificazione dei cinque malviventi, di età compresa tra i 22 e 43 anni, e all'arresto con l’accusa di rapina.

L’utilizzo delle immagini di videosorveglianza nelle indagini delle Forze dell’Ordine è senz’ombra di dubbio fondamentale perché, sebbene la visione e l’analisi richieda tempo, riesce a dare informazioni importanti per l’identificazione dei responsabili e la successiva cattura.

Se anche tu stai pensando di dotare la tua casa di un sistema per il controllo degli accessi e prevenire aggressioni e rapine, contattaci per sapere di più sul nostro impianto tecnologico, grazie al quale riusciamo a svolgere un servizio di portierato e guardiania virtuale in live che evita danni a persone e cose.

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DiCarmelina Moccia

Decreto Crescita 2019: proroga del Super Ammortamento del 130% per l’acquisto di beni strumentali nuovi

Decreto Crescita 2019: proroga del Super Ammortamento del 130% per l’acquisto di beni strumentali nuovi

Il Decreto Crescita reintroduce il Super Ammortamento del 130% per chi acquista beni strumentali nuovi.

Cos’è il super ammortamento del 130%

Il super ammortamento è una misura fiscale introdotta per favorire la crescita economica per la prima volta dalla Legge di Stabilità 2016, e ripresa con il Decreto Crescita con proroga dal 1 aprile 2019 al 31 dicembre 2019.

Sostanzialmente non ci sono variazioni rispetto alle precedenti disposizioni, l’unica differenza sta nel limite massimo di spesa sostenibile, che è fissato a 2,5 milioni di euro. I costi che superano tale limite non beneficiano dell’agevolazione.

Per poter beneficiare della misura bisogna completare l’acquisto entro il 30 giugno 2020, a condizione che entro il 31 dicembre 2019 l’ordine di acquisto sia stato accettato dal venditore e sia stato versato un acconto pari al 20% del costo di acquisto dei beni.

Chi sono i destinatari del super ammortamento

Possono beneficiare dell’agevolazione i titolari di reddito d’impresa e lavoro autonomo che acquistano beni strumentali nuovi.

Quali sono i beni strumentali nuovi che non beneficiano del super ammortamento

Sono esclusi dall’agevolazione i beni usati, i fabbricati, gli immobili, le costruzioni, i veicoli e i mezzi di trasporto, mentre può fruire del super ammortamento chi acquista autocarri.

Come funziona il super ammortamento del 130%

Il super ammortamento rappresenta una variazione in diminuzione della base su cui calcolare le imposte. Per farti un esempio pratico pensa a quando acquisti un impianto di monitoraggio di 10.000,00 euro. Senza l’agevolazione del super ammortamento, puoi ammortizzare il costo di 1.000,00 euro per 10 anni e sulla restante parte andare a calcolare le imposte da pagare. Con il super ammortamento puoi ammortizzare il costo di 1.300,00 euro per 10 anni e ridurre quindi di ulteriori 300,00 euro la base su cui calcolare le imposte

Quale altro vantaggio ottengo se acquisto un impianto di monitoraggio BOR con il super ammortamento del 130%

Oltre a diminuire la base su cui calcolare le imposte, puoi innanzitutto aumentare la sicurezza e l’efficienza della tua azienda. L’impianto di monitoraggio BOR infatti ti consente di controllare e gestire h24 e in tempo reale le infrastrutture, gli accessi alla tua azienda e l’efficienza dei tuoi impianti, prevenendo danni a persone e cose.

  • Aumenti la produttività, riqualificando il personale addetto all’accoglienza, al controllo e gestione degli accessi, alla sorveglianza, al controllo e gestione delle infrastrutture, impiegandolo nella produzione e riducendo così i costi di gestione;
  • Previeni i rischi di incendio e allagamento, il furto fisico di merce e dati aziendali;
  • Aumenti il prestigio della tua azienda e diventi un’impresa 4.0 perché l’impianto di monitoraggio BOR è altamente tecnologico.

Contattaci e richiedi la consulenza di un nostro esperto per conoscere dettagliatamente tutti i benefici che puoi avere se acquisti un impianto di monitoraggio BOR.

Se preferisci puoi anche scegliere di noleggiare l’impianto per 24 o 36 mesi e solo alla fine del noleggio scegli se riscattarne la proprietà versando un’ulteriore rata finale.

Puoi attivare il servizio di Portierato e Guardiania in Tele-presenza quando vuoi e per il tempo che ritieni necessario. Contattaci e chiedi di sapere di più.

Abituati a pensare in grande!

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DiCarmelina Moccia

Come si adeguano gli impianti di trattamento rifiuti alle Linee Guida Regionali

Come si adeguano gli impianti di trattamento rifiuti alle Linee Guida Regionali

Le prescrizioni di prevenzione antincendio hanno recentemente subito delle importanti integrazioni nella salvaguardia della salute ambientale, rivolte a prevenire e ridurre l’inquinamento proveniente da emissioni nell’aria, nell’acqua e nel suolo.

La giunta regionale della Campania ha emanato le Linee Guida Regionali che contengono le prescrizioni di prevenzione antincendio da inserire obbligatoriamente negli atti autorizzativi per la messa in esercizio degli impianti di trattamento dei rifiuti, con particolare riferimento al monitoraggio h24 dei siti.

Quali sono le finalità delle Linee Guida

Le Linee Guida hanno lo scopo di tracciare l’iter da seguire per l’adeguamento di impianti di trattamento di rifiuti già esistenti e delineare i procedimenti autorizzativi per la messa in esercizio di nuovi impianti.

Qual è il quadro normativo di riferimento per l’autorizzazione di impianti che svolgono attività di trattamento di rifiuti

Il Testo Unico Ambiente, che è stato approvato dal Decreto Legislativo del 3 aprile 2006 n. 152, rappresenta il quadro di riferimento per l’autorizzazione degli impianti che si occupano di trattamento di rifiuti. La disciplina delle procedure di autorizzazione è di competenza Regionale.

L’autorizzazione integrata ambientale, necessaria per le installazioni di impianti che svolgono attività valutate a rischio di incendio per la tipologia e la quantità di materiale trattato, ha per scopo la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento causato dalla movimentazione, dalla cernita, dalla detenzione di materiali negli impianti, viene rilasciata dall’Autorità Competente ai predetti fini ed è subordinata alla presentazione di un’apposita domanda alla Regione competente per territorio, corredata di documentazione tecnica, nonché del progetto dell’impianto di smaltimento e recupero di rifiuti.

Quali sono i tempi concessi agli impianti di gestione di rifiuti già esistenti per l’adeguamento alle Linee Guida Regionali

I soggetti che intendono avviare nuovi impianti di smaltimento e recupero di rifiuti devono obbligatoriamente inserire negli atti relativi a procedimenti autorizzativi per la messa in esercizio degli impianti di trattamento dei rifiuti, le prescrizioni di prevenzione antincendio indicate nelle Linee Guida.

Per gli impianti già esistenti la procedura prevede che l’Autorità Competente che ha rilasciato l’autorizzazione, notifichi l’obbligo di adeguamento impiantistico con i relativi termini di adempimento.

Il progetto di modifica e adeguamento dell’impianto va presentato entro massimo novanta giorni dall’avvenuta notifica dell’obbligo. L’approvazione del progetto avverrà entro sessanta giorni massimo ed entro sei mesi dall’approvazione i lavori di modifica e adeguamento dovranno essere conclusi.

“Gli impianti già esistenti hanno quattro anni per conformarsi ai nuovi standard, i nuovi impianti invece devono soddisfare immediatamente i nuovi requisiti richiesti per svolgere attività di smaltimenti e recupero di rifiuti.”

Cosa prescrivono le Linee Guida in materia di prevenzione incendi

Le Linee Guida Regionali al fine di prevenire e ridurre i rischi di incendio prescrivono l’obbligo di installazione di sistemi integrati di videosorveglianza, altamente tecnologici per il monitoraggio, il controllo e la gestione degli accessi carrai perimetrali. Per le aree destinate allo stoccaggio dei rifiuti e per quelle maggiormente esposte al rischio è inoltre richiesta l’installazione di sistemi di rilevazione con apparecchiature termografiche, per la rilevazione delle variazioni termiche.

Come si adeguano gli impianti di trattamento rifiuti alle Linee Guida Regionali

BOR è l’unica azienda in Italia in grado di offrire una soluzione altamente tecnologica, come richiesto dalle Linee Guida Regionali, adatta a controllare perimetralmente i siti di trattamento di rifiuti da remoto e ad adeguare gli impianti.  Grazie all’impiego di un impianto di monitoraggio appositamente programmato, siamo in grado di rilevare in tempo reale qualsiasi anomalia ed allertare su evento certo il gestore del sito o su delega dello stesso gli organi preposti alla prevenzione ed estinzione dell’incendio.

Come funziona il sistema di monitoraggio BOR

L’impiego di apparecchiature dotate di analisi video e tecnologia termografica ci consente di rilevare qualsiasi variazione termica e intervenire per ripristinare i parametri di riferimento. La tecnologia della Tele-presenza ci permette di interagire con l’ambiente circostante per diffondere comunicati in tempo reale e garantire il controllo degli accessi carrai perimetrali con dissuasione audio. Forniamo comunicazione in tempo reale degli eventi certi a mezzo chat bidirezionale e documentazione da esibire per dimostrare la propria estraneità in eventi accidentali.

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DiCarmelina Moccia

Il Videocitofono è un sistema di videosorveglianza domestico

Il videocitofono è un sistema di videosorveglianza domestico

La diffusione della tecnologia ha rivoluzionato l’utilizzo dei tradizionali sistemi di sicurezza passivi. Sono sempre più numerose le unità abitative che rinunciano volentieri alla “semplicità di utilizzo” del tradizionale citofono per dotarsi di un videocitofono.

Come è fatto un videocitofono

Il videocitofono è uno strumento tecnologico dotato di due elementi: l’unità di chiamata e l’unità di risposta.

L’unità di chiamata è collocata all’esterno dell’edificio ed è composta da una pulsantiera, il cui numero di pulsanti varia a seconda delle abitazioni presenti nella residenza. Per poter citofonare occorre comporre il codice numerico corrispondente alla persona desiderata.

L’unità di risposta è collocata all’interno dell’abitazione, è dotata di monitor e, nella maggior parte dei casi, di cornetta. La presenza del monitor ti consente di vedere in tempo reale chi sta bussando al tuo cancello e di interagire con l’ambiente esterno, utilizzando la cornetta o il vivavoce.

Puoi collocare l’unità di risposta in diverse stanze per poter rispondere al videocitofono da qualsiasi posto della casa.

Il videocitofono è un sistema di videosorveglianza domestico

Grazie all’impiego della tecnologia il tradizionale citofono è diventato a tutti gli effetti un sistema di videosorveglianza domestico, che ti consente di vedere in tempo reale chi bussa al cancello di casa tua e di praticare un efficace controllo, vietando l’accesso a persone non autorizzate ad entrare.

Dove si può installare un videocitofono: è necessario fare opere murarie

In presenza di una tettoia potrai installare il videocitofono appoggiandolo alla parete, diversamente per proteggerlo dalle inclemenze metereologiche dovrai murarlo. Ricorda che per poter funzionare è inoltre necessario che il cancello sia dotato di una serratura elettrica.

Se non vuoi fare opere murarie potresti optare per un video campanello senza fili WIFI. Rappresenta una valida alternativa anche nel caso tu non voglia bucare la porta di casa per montare uno spioncino digitale, ma al contempo vuoi vedere chi bussa alla tua casa da qualsiasi posto.

Il vantaggio del video campanello è che essendo connesso alla rete internet puoi consultarlo da ovunque tu ti trovi. Scaricando l’app del dispositivo puoi interagire con la persona che ha bussato in tempo reale,  direttamente dal display dello Smartphone e grazie all’audio bidirezionale di cui è dotato il video campanello puoi ascoltare e parlare. Alcuni modelli presenti in commercio ti consentono di essere consultati impartendo un comando vocale ad Alexa in cui chiedi di poter vedere le attività che si svolgono dal vivo davanti alla tua porta…

Violazione della privacy: è necessario esporre un avviso in caso di uso del Videocitofono

Il Garante della Privacy considera il videocitofono al pari di un sistema di videosorveglianza e stabilisce che se installato per fini esclusivamente personali e per inquadrare la sola area privata non è necessario segnalare la presenza del dispositivo con apposito cartello, a condizione che le immagini non vengano utilizzate per scopi diversi dalla sicurezza e non vengano diffuse.

Nel caso in cui le riprese del videocitofono dovessero cadere su aree comuni è necessario segnalare la presenza del dispositivo con un cartello.

È richiesta l’autorizzazione assembleare per l’installazione del videocitofono che riprende aree comuni

Per l’installazione di un videocitofono in un’area condominiale che riprende aree comuni è richiesta l’autorizzazione della maggioranza assembleare dei condomini presenti.  Senza la deliberazione assembleare le riprese di spazi comuni determinano il configurarsi del reato di interferenze illecite nella vita privata. Fai click qui per approfondire l'argomento.

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DiCarmelina Moccia

Sicurezza: ritiro a vita della patente per chi usa i social in diretta mentre guida

Sicurezza: ritiro a vita della patente per chi usa i social in diretta mentre guida

È morto anche Antonino Provenzano, il bambino di nove anni rimasto vittima dello schianto avvenuto a Luglio sull’A29 nei pressi di Alcamo.

Antonino era in ospedale, tenuto in coma farmacologico al reparto di Neuro-rianimazione, dal 12 Luglio 2019. Si trovava in auto con il fratello Francesco di 13 anni, morto sul colpo, quando suo padre ha perso il controllo del veicolo dopo aver avviato un video in diretta su un noto social.

Dai controlli è emerso che l’uomo aveva fatto uso di cocaina ed era in possesso di un grammo di droga, custodita nella tasca dei pantaloni.

Per l’uomo, che è ancora in ospedale in gravi condizioni, l’accusa è di omicidio stradale, aggravato dalla circostanza di aver commesso il reato mentre era sotto l’effetto di stupefacenti.

Non è la prima tragedia questa a verificarsi dopo la pubblicazione in diretta di contenuti sui social, perciò il Codacons, l’associazione nata nel 1986 in difesa dei diritti dei consumatori, ha chiesto al Governo di intervenire per modificare urgentemente il Codice della Strada, prevedendo il ritiro a vita della patente e l’incriminazione automatica per “attentato alla sicurezza dei trasporti” per chi usa i social per pubblicare in diretta video o foto mentre guida.

Considerata la frequenza con cui si usa pubblicare video e foto in diretta mentre si è alla guida del veicolo, Codacons ha anche chiesto al noto social Facebook di disporre il blocco sui contenuti pubblicati in diretta dai veicoli in movimento.

La speranza è che si possa in questo modo arginare un fenomeno che sta pericolosamente diventando una moda diffusa tra adulti e giovani, indifferentemente.

Cos’è che spinge una persona a trasmettere in diretta o a pubblicare foto dal proprio veicolo in movimento

Rispondere alla domanda non è così semplice, perché bisognerebbe interpretare aspetti della psiche umana suscettibili di condizionamenti, emozioni e suggestioni varie.

Facile attribuire la diffusione del fenomeno al bisogno di apparire… provando ad andare più a fondo puoi trovare tante altre ragioni, che possono SPINGERE un individuo più o meno suggestionabile ad USARE la diretta sui social per MOSTRARE ai seguaci/follower il proprio STATO…

Lo stato in gergo social si riferisce alla modalità in cui esprimi il tuo essere e spesso la voglia di mostrare di star bene, di aver superato una separazione, un disagio, un litigio per esempio, è più forte della ragione, che invece dovrebbe dominare sull’emotività e mettere al sicuro da certe conseguenze.

Non sappiamo con quale premura il Governo prenderà in carico le richieste di Codacons e quale impatto avrà la notizia della morte di Antonino Provenzano sulle persone che trasmettono in diretta sui social: se si fermeranno cioè a riflettere sulla pericolosità del loro comportamento per sé stessi e per gli altri…

Potremmo disquisire per ore intere sul bisogno che hanno le persone di percepire diversamente le problematiche e sulla capacità di affrontarle con sicurezza.

Quando tocchiamo il tema della sicurezza, intesa nel suo senso più ampio, spesso sottovalutiamo gli aspetti che possono determinare la pericolosità di un’azione e le relative conseguenze, eppure ne va di mezzo la vita di chi amiamo e la nostra…

Rispondere alla domanda ripeto, non è così semplice, bisognerebbe interpretare troppi aspetti, troppe emozioni a volte difficili da controllare, in fondo il punto è tutto concentrato in una singola azione: il controllo.

L’opinione generale considera negativamente il controllo. La persona controllata viene spesso associata a “chi non prova emozioni”.

Ti sei mai chiesto cos’è veramente il controllo?

Il controllo si manifesta nella capacità di valutare quando un’azione può diventare pericolosa e nella capacità di gestire la situazione.

Saresti veramente disposto a sentirti controllato?

Controllare significa valutare e gestire una situazione ed è richiesto un certo grado di responsabilità per praticare il controllo, una condizione purtroppo non condivisibile dai tanti, abituati a percepire ahimè una realtà associata alla condizione di piacere, al divertimento, alla leggerezza/superficialità.

Alla fine si auspica però che qualcuno si assuma questo ruolo indegno e effettui “i dovuti controlli”, per fare cosa, dico a questo punto… forse semplicemente per alimentare le cronache e null’altro…

Come ti dico sempre più spesso: Meditiamo!

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Prevenzione incendi: le disposizioni Ministeriali introducono l’obbligo di installazione di impianti audiovisivi e tecnologici per gli impianti di gestione dei rifiuti

Prevenzione incendi: le disposizioni Ministeriali introducono l’obbligo di installazione di impianti audiovisivi e tecnologici per gli impianti di gestione dei rifiuti

Alla luce dei recenti avvenimenti, che hanno interessato indifferentemente regioni del sud e nord Italia, la direzione generale del Ministero dell’Ambiente, insieme con le amministrazioni regionali e il dipartimento dei vigili del fuoco, ha tracciato delle misure che dovrebbero prevenire o almeno ridurre i rischi relativi allo sviluppo di incendi presso gli impianti che si occupano della gestione dei rifiuti.

L’art. 2087 del Codice Civile impone al datore di lavoro l’obbligo di adottare le misure necessarie a tutelare la salute dei lavoratori. La valutazione del rischio di incendio nell’ambiente di lavoro in particolare, è un obbligo previsto per ridurre l’incidenza di eventi che possono comportare conseguenze ai danni della salute pubblica e dei lavoratori.

Nel caso specifico degli impianti di gestione dei rifiuti il contesto autorizzativo dell’attività già segue un iter particolare. In considerazione dell’incremento del numero di eventi accidentali e delle ripercussioni sull’ambiente e sulla salute delle persone, la Direzione Generale per i Rifiuti e l’Inquinamento del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare ha recentemente disposto, con circolare dell’aprile 2019, l’OBBLIGO di installazione di:

  • IMPIANTI AUDIOVISIVI E TECNOLOGICI per la rilevazione di incendi;
  • dispositivi di protezione attiva antincendio, con presidio o controllo H24.

Il provvedimento annulla e sostituisce la precedente circolare e, oltre a considerare i contesti autorizzativi, analizza la prestazione delle garanzie finanziarie, la prevenzione dei rischi e le prescrizioni generali da richiamare negli atti autorizzativi, ponendo particolare attenzione sull’ubicazione degli impianti, sulla gestione, sui controlli ambientali, sugli impianti tecnologici e sui sistemi di protezione e sicurezza ambientale.

La circolare contiene tutta una serie di disposizioni che vanno a regolamentare la gestione dell’emergenza in caso di innesco di incendio, con particolare riferimento alla necessità di limitare le possibilità che un incendio possa verificarsi, adottando apposite misure preventive rivolte a:

  • ottimizzare le misure organizzative e tecniche degli impianti;
  • a fornire adeguata informazione e formazione al personale;
  • a controllare e monitorare le sorgenti di innesco;
  • a fornire adeguata manutenzione delle aree, dei mezzi d’opera, degli impianti tecnologici e degli impianti di protezione antincendio.

Come si innesca un incendio in un impianto di gestione dei rifiuti

L’innesco di un incendio in un impianto di gestione dei rifiuti può avere natura colposa o dolosa. Non è escluso che l’incendio possa verificarsi per un guasto agli impianti.

Come si può prevenire un incendio causato da un guasto agli impianti

Il monitoraggio h24 degli impianti tecnologici  è l’unica soluzione che consente di verificarne costantemente l’efficienza e prevenire rischi di anomalie e sinistri.

L’adeguamento dell’impianto di protezione antincendio con apparecchiature altamente tecnologiche fornite e controllate h24 in Tele-presenza da BOR rappresenta attualmente l’unico modo che hai per prevenire danni alla struttura e all’ambiente.

Già altre aziende specializzate nello smaltimento rifiuti, collocate in Campania, hanno affidato a BOR:

  • il controllo e la gestione degli accessi,
  • il controllo della corretta utilizzazione dell’infrastruttura,
  • il controllo tecnologico degli impianti e delle apparecchiature e della connessione per prevenire incendi e allagamenti, eventi accidentali, contaminazioni ambientali, eventi intrusivi e danneggiamenti.

BOR è l’unica azienda in Italia in grado di offrirti un servizio innovativo, altamente tecnologico, che rileva qualsiasi evento e previene anomalie e sinistri, che ti consente di allinearti alle disposizioni ministeriali in materia di prevenzione incendi. Se desideri ricevere informazioni più dettagliate sul servizio di monitoraggio che svolgiamo in Tele-presenza, contattaci e richiedi una consulenza gratuita.

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DiCarmelina Moccia

Sicurezza: come difendersi contro furti, scippi e rapine

Sicurezza: come difendersi contro furti, scippi e rapine

Furto, scippo e rapina sono reati contro il patrimonio regolamentati dagli articoli 624, 624 bis e 628 del codice penale.

Il furto si configura come reato meno grave, perché avviene con la sottrazione di beni dalla dimora della vittima senza far uso della violenza ed è punito con la reclusione da uno a quattro anni, su denuncia della vittima.

Il furto spesso si completa sfruttando l’emotività o la distrazione della vittima e talvolta con la coercizione: in tal caso parliamo di rapina, il reato più grave, che prevede l’uso di un’arma per esercitare violenza e costringere la vittima a rivelare il nascondiglio dei preziosi e del contante.

La rapina è punita con la reclusione da 4 a10 anni e multa fino a € 2.500,00.

Qual è la differenza tra furto, scippo e rapina

L’elemento che differenzia scippo e rapina dal furto è la violenza che viene usata per sottrarre beni alla vittima.

Lo scippo si compie principalmente per strada e rappresenta un rischio oltre che per la sicurezza, anche per l’incolumità della vittima che, nel tentativo di preservare ad esempio la borsa, potrebbe resistere allo scippo e cadere malamente sul suolo o finire investita da un’auto in transito.

Non di rado la vittima subisce uno scippo mentre è alla guida della propria auto, perché magari è ferma al semaforo o nel traffico e ha appoggiato la borsa sul sedile o sul cruscotto. Il ladro, muovendosi a bordo di un veicolo a due ruote, è più agile e può afferrare la borsa dal finestrino aperto e allontanarsi rapidamente.

Come ci si difende contro furti, scippi e rapine

DIFENDERSI da scippi e rapine È POSSIBILE adottando quelle normali PRECAUZIONI che detta il “BUON SENSO”. Adesso ti elenco una serie di atteggiamenti da assumere per non subire scippi e rapine.

  • Cammina sul marciapiede di senso opposto a quello dei veicoli, in modo da avere la visuale completa di chi ti sta di fronte.
  • Indossa la borsa dal lato interno del marciapiede.
  • Cammina in prossimità del perimetro degli edifici, non sul ciglio del marciapiede.

Se nonostante tutto riescono ad afferrare la borsa, cerca di NON OPPORRE RESISTENZA, rischieresti di cadere e peggio ancora, di essere investito da un’auto che non fa in tempo ad accorgersi di te che sei a terra.

Se devi prelevare contanti allo sportello automatico, verifica di non essere circondato da persone sospette. Non custodire il contante che hai prelevato nella borsa, mettilo nella tasca interna dell’abito che indossi.

Se ti avvicinano e ti minacciano con un’arma per farsi consegnare il contante, non fare l’eroe, pensa al valore che ha la tua vita: non c’è equilibrio, PENSA A SALVARTI LA VITA, non reagire con gesti inconsulti, ricorda che le forze dell’ordine hanno il compito di eseguire l’arresto, non tu!

In compenso PUOI AIUTARE le indagini concentrando l’attenzione sui DETTAGLI dell’auto o dello scooter su cui si allontanano i malviventi, l’abbigliamento che indossano per esempio, per poi riferirli ai CARABINIERI quando vai a fare la DENUNCIA.

Per DIFENDERSI contro i FURTI è necessario assumere alcuni ACCORGIMENTI e proteggere gli accessi con inferriate, porte blindate, sistemi di allarme, impianti di monitoraggio tecnologici, impianti audiovisivi.

Potresti trovare molto utile AFFIDARE il controllo e la gestione degli accessi a BOR, che svolge il servizio di guardiania virtuale in tempo reale.

PREVENIRE le aggressioni è sempre meglio che affrontarne le CONSEGUENZE.

  • Ricorda inoltre di non lasciare le finestre e la porta di casa aperta quando ti allontani;
  • Non pubblicare notizie di te che sei distante da casa sui social;
  • Non comunicare le date dei periodi in cui ti allontani dalla tua abitazione a persone che hai conosciuto da poco;
  • Lascia le luci accese mentre sei lontano da casa...

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DiCarmelina Moccia

Spioncino digitale: è legale montare uno spioncino digitale nella porta di casa?

Spioncino digitale: è legale montare uno spioncino digitale nella porta di casa?

Lo spioncino digitale è un dispositivo di tre centimetri di circonferenza, che sostituisce il tradizionale spioncino. Va collocato nella porta di casa e si compone principalmente di tre elementi: una telecamera, una piastra interna alla porta sui cui va montata la telecamera e un monitor interno.

Come funziona lo spioncino digitale: si può installare senza forare la porta di casa

L’alimentazione dello spioncino è a batterie, sostituibili comodamente, e in media dura due o tre mesi. L’installazione dello spioncino richiede che tu faccia un foro nella porta di casa.

È legale montare uno spioncino digitale nella porta di casa

Partendo dal presupposto che lo spioncino digitale va a sostituire quello tradizionale, è lecito montare il dispositivo collegato ad una telecamera, a condizione che tu abbia la visione del solo spazio privato davanti al tuo pianerottolo.

È necessario richiedere l’autorizzazione ai vicini per montare lo spioncino digitale

Per montare lo spioncino digitale non hai bisogno di richiedere l’autorizzazione ai vicini e non sei tenuto a segnalare la presenza della telecamera, a condizione che l’angolo di ripresa non vada oltre il tuo spazio privato. Nel caso in cui la telecamera sia abilitata alla registrazione di immagini, l’angolo di ripresa deve essere orientato in modo da non catturare i volti delle persone che transitano sull’intero pianerottolo e in generale parti non raggiungibili agilmente. In tal caso segnalare ai vicini la presenza della telecamera con un cartello, ti eviterebbe di incorrere nel reato di interferenza illecita nella vita privata.

In un precedente articolo, fai click qui per approfondire, abbiamo visto come è punito chi si procura indebitamente le immagini attinenti la vita privata del vicino e cosa dispone la Suprema Corte di Cassazione in materia di appropriazione di immagini avvenuta in assenza di divieto di ripresa.

Perché è utile lo spioncino digitale

L’impiego dello spioncino digitale è particolarmente adatto in caso di presenza di bambini o disabili impossibilitati a raggiungere il tradizionale spioncino. Dietro la porta, in corrispondenza della telecamera esterna, compare un display dal quale è possibile controllare chi bussa alla tua porta.

Se hai un bambino in casa con te, oppure un anziano che ha difficoltà ad avvicinarsi allo spioncino, può essere molto utile montare uno spioncino digitale che consenta loro di visionare comodamente dalla loro posizione o direttamente dal display dello Smartphone chi è fuori dalla porta di casa!

La ragione per cui potresti montare uno spioncino digitale è legata oltre che alla comodità anche alla sicurezza personale e al controllo degli accessi.

Immagina di essere distante da casa e di visionare sul tuo Smartphone la persona che sta bussando alla tua porta di casa… non credi sia pratico?

Attenzione però: il limite oltre il quale si sfora nella videosorveglianza è davvero sottile…

Quando monti una telecamera nella tua porta sei consapevole delle potenzialità del dispositivo che stai montando e sai che potrebbe violare la privacy di chi transita su tutto il pianerottolo, sarà tua cura fare in modo allora, che l’angolo di ripresa della camera non riprenda i volti delle persone che passano oltre la tua porta di casa e si limiti ad inquadrare il solo spazio privato.

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DiCarmelina Moccia

Incendio al deposito di rifiuti speciali a Settimo Milanese

Incendio al deposito di rifiuti speciali a Settimo Milanese

Il fuoco continua a far danni in Lombardia: a Settimo Milanese martedì 9 luglio i cittadini quando si sono risvegliati hanno trovato una colonna di fumo nero nel cielo ad oscurare loro la visuale. Allertati i vigili del fuoco hanno poi saputo dell’incendio avvenuto durante la notte al deposito di rifiuti speciali.

La natura dell’incendio è ancora sconosciuta, ma ciò che è certo è che si è temuto per le sostanze speciali depositate nel deposito. I vigili del fuoco hanno chiarito che l’ala che conteneva le sostanze non è stata raggiunta dalle fiamme e per fortuna sono stati scongiurati notevoli danni all’ambiente e alla salute dei cittadini.

L’intervento tempestivo dei vigili del fuoco ha evitato la totale distruzione del deposito e intanto si ritorna a parlare di “emergenza incendi in Lombardia” e a ipotizzare che gli eventi che già nell’anno precedente sono stati numerosi, possano essere determinati da organizzazioni su cui indagano le Direzioni Distrettuali Antimafia del Nord, di Napoli, di Salerno e della Calabria.

Gli incendi precedenti si sono concentrati su strutture della Lombardia regolarmente autorizzate e capannoni industriali in disuso che stipavano clandestinamente rifiuti provenienti dalla Campania.

L’incendio di Settimo Milanese non ha ancora una sua definizione, non si conosce la ragione per cui durante la notte si sono sviluppate le fiamme nel capannone che ha una struttura ad “L” e ospita polveri derivanti dal processamento di scarti industriali.

I rilievi dei vigili del fuoco hanno restituito una situazione di “non pericolosità” per i cittadini e l’ambiente, pare infatti che a bruciare sia stata gomma, legno e plastica, ma per maggiore sicurezza è arrivata sul posto anche l’Arpa per monitorare e rilevare la concentrazione dell’aria. Al momento non esiste un rischio di emergenza ambientale, tuttavia è stato installato sul tetto del capannone un’apparecchiatura di campionamento dell’aria e i risultati del monitoraggio saranno noti tra una settimana.

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DiCarmelina Moccia

Assegnati ai comuni italiani i 500 milioni di euro del Decreto Crescita 2019

Assegnati ai comuni italiani i 500 milioni di euro del Decreto Crescita 2019

Entrato in vigore definitivamente il 30 giugno 2019, il Decreto Crescita è più conosciuto per le novità che contiene in materia fiscale, per snellire le procedure e favorire la crescita economica, ma a maggio il MISE ha assegnato a ben 7.915 comuni italiani i 500 milioni di euro previsti dall’art. 30 del Decreto Crescita per gli interventi di efficientamento energetico e lo sviluppo territoriale sostenibile.

Gli interventi dovranno essere avviati dai comuni entro il 31 ottobre 2019, pena la decadenza del contributo.

Quali sono le opere di efficientamento energetico finanziabili con i contributi dell’art. 30 del Decreto Crescita 2019

I contributi sono stati assegnati ai comuni in base alla popolazione residente e per essere destinati ad opere di efficientamento energetico, quali:

  • Illuminazione pubblica
  • Risparmio energetico edifici pubblici
  • Installazione impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili

Tra gli interventi per lo sviluppo territoriale sostenibile rientra anche la messa in sicurezza di scuole ed edifici pubblici, oltre all’abbattimento di barriere architettoniche e gli interventi di mobilità sostenibile.

Quali sono gli interventi di messa in sicurezza finanziabili con i contributi concessi ai comuni

Rientrano tra gli interventi di messa in sicurezza, quegli interventi di manutenzione straordinaria finalizzati a rimuovere rischi per l’incolumità pubblica:

  • Asfaltatura stradale
  • Interventi sulla staticità degli edifici
  • Dotazione di impianti antincendio
  • Installazione di impianti audiovisivi (sistemi di videosorveglianza)
  • Sostituzione di impianti di illuminazione pubblica

Ogni comune beneficiario del contributo può finanziare una o più opere, a condizione che non siano state già finanziate in altre procedure.

Il provvedimento, come puoi facilmente intuire, mira a favorire la crescita dei comuni, finanziando interventi di straordinaria amministrazione per la riqualificazione energetica e per lo sviluppo territoriale, perché è fondamentale per i cittadini sapere di poter crescere in un ambiente sostenibile e sicuro.

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