A marzo il processo del 26enne arrestato per l’omicidio di P. Guarino

DiCarmelina Moccia

A marzo il processo del 26enne arrestato per l’omicidio di P. Guarino

A marzo il processo del 26enne arrestato per l’omicidio di P. Guarino

A distanza di tre anni dall’omicidio di Pasquale Guarino, l’imprenditore agricolo ucciso nel settembre 2015, arriva il decreto di giudizio immediato per il 26enne albanese ritenuto responsabile di aver prima maltrattato l’uomo per costringerlo a consegnargli l’incasso dell’attività e per aver poi esploso due colpi, uccidendolo. Il 26enne, arrestato l’anno scorso in Albania è stato estradato ad ottobre e dovrà presentarsi a marzo per il processo davanti alla Corte di Assise di Santa Maria Capua Vetere per rispondere delle accuse a suo carico.


Una notizia confortante per i familiari dell’imprenditore che a tre anni dal delitto intravedono un po’ di luce su una faccenda rimasta sospesa, perché non si sa ancora dove siano i complici del 26enne, nonostante fossero stati identificati grazie all’analisi delle immagini di videosorveglianza in possesso delle forze dell’ordine.

Una tragedia inevitabile quella capitata all’imprenditore agricolo, colpevole solo di aver dato fiducia a un dipendente che non la meritava, che ha informato i complici dell’incasso di cui era in possesso Pasquale, al suo rientro in azienda.

Un evento non controllabile diversamente, se non con la lealtà e la trasparenza. Completamente diverso il discorso per chi viene affrontato da perfetti sconosciuti e malintenzionati durante lo svolgimento delle normali attività lavorative o quando è lontano dalla sua attività.

Durante la settimana la cronaca locale ha registrato notizie sconcertanti di furti avvenuti ai danni di attività commerciali, già prese di mira precedentemente.

Mettendo in relazione le due differenti situazioni è comprensibile addivenire ad una conclusione: ove è possibile è necessario prevenire gli eventi prevedibili. È evidente che nel caso della rapina ai danni dell’imprenditore null’altro era possibile fare, perché l’evento è stato provocato dal dipendente dell’uomo. Tuttavia siamo tutti invitati a riflettere sulla necessità di individuare attentamente le persone che ottengono la nostra fiducia.

Tutti abbiamo bisogno di fidarci dei nostri collaboratori, ma è sempre giusto farlo?

Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio! Così recita il proverbio.  La fiducia si conquista nel tempo, non si può valutare una persona ad una prima analisi. Violare un patto di fiducia oggi però è molto frequente perché viviamo in un contesto in cui si è persa la percezione di ciò che ha veramente valore.

Avere un collaboratore/guardiano di fiducia è un gran vantaggio, ma gli esseri umani si lasciano influenzare dai sentimenti, dalle emozioni del momento, dalle ambizioni… ecco allora che si profila sempre più una figura alternativa: quella del guardiano virtuale, che va a integrare l’uomo, influenzabile da mille circostanze, con la tecnologia, che invece rispetta solo determinati algoritmi e parametri.

Il connubio Tecnologia/uomo consente di gestire circostanze in cui è richiesto il monitoraggio di apparecchiature che controllano sia la corretta utilizzazione di residenze, attività, istituzioni sia l’efficienza delle apparecchiature nella gestione degli accessi, la rilevazione di incendi e allagamenti, la sosta vietata, la presenza di animali randagi e intrusi e la gestione delle normali attività di accoglienza svolte da un guardiano.

Immagina di avere un guardiano che controlla la tua residenza: gestisce l’apertura di cancelli, porte, lascia entrare solo le persone autorizzate e tiene lontane quelle non autorizzate, controlla che nessuno depositi rifiuti davanti alla tua porta, che non sostino auto davanti al tuo carraio, che nessuno appicchi incendi al tuo giardino, che non entrino animali randagi… e se un giorno lasciasse entrare qualcuno non autorizzato? Se non potesse venire a coprire il suo turno, perché ammalato, cosa faresti?

Immagina ora un guardiano virtuale che sorveglia la tua residenza da remoto grazie ad apparecchiature che diventano i suoi occhi. Ti accoglie quando rientri e ti saluta quando ti allontani dall’audio dell’impianto e a mezzo chat, facendoti sentire sempre in compagnia; ti avvisa costantemente di quello che succede alla tua residenza mentre sei distante e mentre soggiorni, fornendo una presenza virtuale costante che controlla il corretto funzionamento delle apparecchiature, preservandoti dai disturbatori di frequenza e da attacchi di intrusi. Rileva la partenza di incendi e i principi di allagamento. Allontana dalla tua residenza chi non è autorizzato a restarvi, in tempo reale, tutti i giorni dell’anno, come se fosse accanto a te.

Ti starai chiedendo qual è la differenza

La tecnologia, a supporto della professionalità di personale qualificato e selezionato tra i migliori, consente di rilevare e analizzare le anomalie e ripristinare i parametri di controllo impostati.

Grazie all’intelligenza artificiale combinata ad una efficace gestione di operatori di tele-presenza è possibile disporre di un guardiano che ti fornisce una presenza virtuale sul posto per fare tutto ciò che farebbe un qualsiasi portiere/guardiano, ma con una percentuale di errore/danno che tende sempre più a minimi valori.

BOR è un’azienda specializzata in Tele-presenza e il Payoff cita Trusted People, che tradotto significa: Gente Fidata, a te le conclusioni.

Se ti ha incuriosito questo articolo e desideri informazioni più dettagliate sul servizio di guardiania a distanza per la tua azienda o abitazione, contattaci e richiedi una consulenza gratuita.

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Info sull'autore

Carmelina Moccia administrator

Web Master, Seo Copywriter. Ha pubblicato Irene ha sempre freddo (Edizioni Progetto Cultura, 2013), Difesa a zona (articolo giornalistico, finalista alla xiv edizione del Premio nazionale Maria Santoro, 2013), Fuori dal limite (nell’antologia di racconti Il tempo dell’assenza, Edizioni Spartaco, 2015), Dietro una porta (nell'antologia di racconti Parole in viaggio, Edizioni Spartaco, 2017). Menzione d’onore per la prosa al Premio letterario Valentina per l’opera La finestra sul freddo viale d’inverno e al Premio Giovane Holden per l’opera Donne Pericolose. Ha pubblicato Bit alla scoperta del codice ascii (Progetto Cultura, 2011), Il topolino bianco e Ti stringo forte al cuore (Fara Editore, 2012), Non smetto di sperare (Fara Editore, 2014). Ha partecipato a quattro laboratori di scrittura creativa organizzati dalla casa editrice Spartaco e condotti da G. Graziano, durante i quali ha composto numerosi racconti. Partecipa al laboratorio di scrittura creativa Di lama e di trama, tenuto dalla scrittrice Antonella Cilento, finalista Premio Strega 2014, fondatrice e direttrice di Lalineascritta Laboratori di Scrittura, e organizzato dalla casa editrice Spartaco.

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