A chi spettano le spese di videosorveglianza in condominio?

A chi spettano le spese di videosorveglianza in condominio?

Spese di videosorveglianza nei condomini

La necessità di controllare la sicurezza di garage, cortili, scale, androni e accessi comuni può nascere dall’esigenza di sentirsi protetti o come conseguenza ad un furto o atto vandalico avvenuto ai danni delle parti comuni.


Fino al 2012 non c’erano disposizioni di legge specifiche per la videosorveglianza in edifici condominiali. Il 18 giugno 2013 è entrata in vigore la Legge 220/2012 che regola l’installazione di impianti di videosorveglianza su parti comuni di edifici condominiali e stabilisce la maggioranza assembleare richiesta per l’approvazione della delibera.

Secondo la legge, per l’installazione dell’impianto di videosorveglianza nelle parti comuni dell’edificio condominiale, è richiesta la maggioranza dei condomini intervenuti e almeno la metà del valore dell’edificio.

A chi spettano le spese di installazione e manutenzione?

Le spese di installazione e la manutenzione dell’impianto di videosorveglianza vanno distribuite proporzionalmente tra i condomini, in base alla quota millesimale di ogni singolo condomino. Tuttavia l’assemblea può deliberare, all’unanimità, un diverso criterio di ripartizione delle spese e definire una quota uguale per tutti.

A chi spettano le spese sostenute per l’installazione dell’impianto in circostanze di urgenza?

In caso di urgenza, per garantire la sicurezza dei propri beni e per dissuadere i malintenzionati dal compiere atti vandalici e furti, il condomino può unilateralmente provvedere all’installazione di una telecamera in un luogo comune, senza preventiva autorizzazione assembleare. In tal caso gli altri condomini sono tenuti a rimborsargli le spese che ha sostenuto.

Quando ad installare l’impianto è un singolo condomino che provvede per la propria abitazione, le spese di installazione e manutenzione sono esclusivamente a suo carico, non deve richiedere l’autorizzazione assembleare e non è tenuto ad esporre nessun avviso per segnalarne la presenza a condizione però, che la camera sulla porta di casa, inquadri solo lo spazio circoscritto allo zerbino, senza inquadrare luoghi non facilmente accessibili alla vista. Per saperne di più fai click qui.

Quali sono gli obblighi per il condominio?

La legge prescrive che per segnalare la presenza dell’impianto di videosorveglianza in un’area comune di un edificio condominiale occorre esporre un avviso.

La documentazione può essere conservata fino a 48 ore, salvo diversa disposizione e i casi particolari dove ne è richiesta la visione da parte dell’autorità giudiziaria.

L’accesso alla documentazione è consentita al solo personale autorizzato.

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Info sull'autore

Carmelina Moccia administrator

Web Master, Seo. Ha pubblicato Irene ha sempre freddo (Edizioni Progetto Cultura, 2013), Difesa a zona (articolo giornalistico, finalista alla xiv edizione del Premio nazionale Maria Santoro, 2013), Fuori dal limite (nell’antologia di racconti Il tempo dell’assenza, Edizioni Spartaco, 2015), Dietro una porta (nell'antologia di racconti Parole in viaggio, Edizioni Spartaco, 2017). Menzione d’onore per la prosa al Premio letterario Valentina per l’opera La finestra sul freddo viale d’inverno e al Premio Giovane Holden per l’opera Donne Pericolose. Ha pubblicato Bit alla scoperta del codice ascii (Progetto Cultura, 2011), Il topolino bianco e Ti stringo forte al cuore (Fara Editore, 2012), Non smetto di sperare (Fara Editore, 2014). Ha partecipato a quattro laboratori di scrittura creativa organizzati dalla casa editrice Spartaco e condotti da G. Graziano, durante i quali ha composto numerosi racconti. Partecipa al laboratorio di scrittura creativa Di lama e di trama, tenuto dalla scrittrice Antonella Cilento, finalista Premio Strega 2014, fondatrice e direttrice di Lalineascritta Laboratori di Scrittura, e organizzato dalla casa editrice Spartaco.

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